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Un flash sulle principali entrate di Roma Capitale

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Dal rendiconto del 2019 risulta che Roma Capitale ha accertato 5,6 miliardi di euro di entrate finali (al netto di quelle per conto terzi e partite di giro); di questa cifra soltanto il 59% è stato effettivamente riscosso (capacità di riscossione di competenza).

Dal 2016 al 2019 la capacità di riscossione delle entrate correnti di Roma Capitale è scesa di 4 punti percentuali (Tavola 1).

Le entrate per conto terzi e le partite di giro sono poste figurative del bilancio di un Comune, Roma in particolare, nel biennio 2016-2017, riportava nel documento contabile una cifra elevata “impropriamente“. Continua a leggere

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Roma in default dal 1 gennaio 2022 ma la Raggi non lo sa

 

Cosa succederà nel 2022 a seguito della chiusura della Gestione Commissariale il 31 dicembre 2021 prevista dalla legge di bilancio 2019?

Nelle tavole che seguono si evidenziano le ricadute di questa scelta “a occhi chiusi” sulla consistenza e sulle dimensioni del bilancio ordinario: in pratica “ si avrà un ennesimo default della Capitale D’Italia” ma la Sindaca Raggi non lo sa (ecco la mia proposta di delibera per scongiurare il default della Capitale D’Italia).

Il 29 aprile 2019 è stata tempestivamente allertata, con un documento, la Ragioneria Generale di Roma Capitale delle possibili conseguenze che questa scelta politica nazionale avrebbe comportato sui conti capitolini, ma il cosiddetto “Salva Roma” è stato ugualmente approvato senza verificarne l’eventuale impatto sul bilancio ordinario di Roma.

Il 5 luglio 2019, il 30 settembre 2019, e il 15 aprile 2020  la Corte dei Conti con  le citate Deliberazioni ha analizzato i rapporti finanziari tra Gestione Ordinaria e Gestione Commissariale – e l’Impatto sugli equilibri statici e dinamici dei bilanci di Roma Capitale” fino al 2017.

Dagli ultimi dati disponibili si è potuto costruire la rappresentazione sintetica del debito di Roma, riportata nella  tavola seguente, composta delle tre componenti principali del Piano di rientro[1] riconducibili alla “quarta versione” del riepilogo della massa attiva e passiva fornita dal commissario straordinario. Continua a leggere

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Memoria difensiva Consigliera Capitolina Monica Montella

  • 23 luglio 2019 non ho partecipato alla votazione della delibera su ex cinema Metropolitan per documentati motivi ovvero l’interesse pubblico è sacrificato da consistenti benefici economici per dei soggetti privati (leggi PEC) con un post su facebook è stato diffamato il mio nome dal gruppo M5S di Roma.
  • 18 ottobre 2019 sono stata rimossa dalla chat telegram dal capogruppo Pacetti e dalla consigliera Bernabei a seguito della non partecipazione al voto in assenza di documentazione a supporto della delibera 79 del 21 ottobre 2019 che poneva in liquidazione la società Roma metropolitane (punto 26 a questo link).
  • 21 gennaio 2020 a seguito di un articolo apparso sulla testata giornalistica il tempo  durante le votazioni a facilitatore regionale del movimento cinque stelle ho chiesto tramite email una smentita pubblica al capogruppo e ai consiglieri a quanto riportato nell’articolo dove si cita che “si è in attesa di una pronuncia da parte del segretario generale circa una richiesta di allontanamento alla sottoscritta notificata pochi giorni fa”.
  • 4 febbraio 2020 il collegio dei probiviri dichiara che si è riunito in via telematica ed ha aperto un procedimento disciplinare nei miei riguardi (inviato l’atto il 20 Feb 2020)
  • 18 febbraio 2020 dopo quasi un mese i Consiglieri Capitolini del Gruppo del Movimento 5 Stelle (23 su 26) sottoscrivono una richiesta di una mia esclusione  dal gruppo medesimo (Non corrisponde al vero il fatto che sia stata invitata con mail specifica a partecipare come indicato nel documento);
  • 20 febbraio 2020 ho ricevuto l’apertura del procedimento disciplinare dall’indirizzo mail Collegio Probiviri <collegioprobiviri@movimento5stelle.it> ;
  • 20 febbraio 2020 il Segretariato generale (destinatario per conoscenza della lettera di cui al punto 4) mi ha invitata ad indicare entro 3 giorni a quale gruppo consiliare intendo aderire;
  • 21 febbraio 2020 ho contestato al Segretariato generale la carenza di presupposti e lo ho diffidato dal dare seguito al mio collocamento nel gruppo Misto;
  • 26 febbraio 2020 il Segretariato generale (lettera a firma del Dr. Baldino e non del segretario generale nella persona di Mileti) dispone il mio trasferimento al gruppo misto;
  • 27 febbraio 2020  diffido il Presidente dell’Assemblea capitolina dal dare seguito a quanto stabilito dal Segretariato generale;
  • 28 febbraio 2020 il presidente De Vito, nonostante la lettera di diffida ricevuta in data 27 febbraio 2020, nella riunione della capigruppo del 28 febbraio comunica come risulta dal verbale la mia esclusione dal gruppo e rimette le lettere inviate dal segretariato alla valutazione della conferenza dei capigruppo;
  • 29 febbraio 2020 ho trasmesso all’indirizzo di posta elettronica “Collegio Probiviri” <collegioprobiviri@movimento5stelle.it>, nei termini previsti, la memoria difensiva richiesta;
  • 3 marzo 2020 il Segretario generale risponde alla mia richiesta dichiarando che il regolamento disciplina i gruppi limitatamente alla costituzione e composizione sia al momento dell’insediamento dell’Assemblea neo-eletta che nelle fasi successive quest’ultima affermazione non è contemplata nel regolamento (il regolamento comunale parla di scelta antecedente la prima seduta (se si estende anche a dopo va motivato con una giurisprudenza acquisita), all’Articolo 21 comma 2 e  il comma 7 “Qualora una Consigliera o un Consigliere decida di revocare l’adesione a un gruppo consiliare, e non aderisca ad altro gruppo, entra a far parte del Gruppo misto”, ma io non ho mai aderito al gruppo misto (regolamento Comuna di Roma);
  • 6 marzo 2020 ho replicato alla risposta del Segretario generale;
  • 6 marzo 2020 ho diffidato il capogruppo consigliere Giuliano Pacetti e tutti i capigruppi consiliari capitolini degli altri partiti politici dall’assumere decisioni in merito al mio collocamento nel gruppo misto;
  • 4 aprile 2020 ho ricevuto il provvedimento disciplinare di espulsione dal collegio dei Probiviri M5S alla mail istituzionale “ISTAT” nonostante avessi chiesto espressamente al collegio dei Probiviri di inviare ulteriori comunicazioni in merito al procedimento disciplinare a altro indirizzo di posta elettronica montella.monica@gmail.com. Il provvedimento disciplinare del collegio dei Probiviri nel considerato si fa riferimento “a verifiche effettuate su quanto contestatomi” e “che non sono giunte mie memorie difensive” dichiarando il falso poiché invece in data 29 febbraio ho trasmesso all’indirizzo di posta elettronica “Collegio Probiviri” <collegioprobiviri@movimento5stelle.it>, nei termini previsti, la memoria difensiva richiesta;
  • 9 aprile 2020 ho inviato la memoria difensiva al comitato di garanzia contro il provvedimento disciplinare di espulsione da parte del Collegio dei probiviri;
  • 10 aprile 2020 la signora Daniela Patrizi, che svolge le funzioni di mia assistente, dipendente capitolina in distacco presso il gruppo capitolino M5S, le è stato chiesto di inviare una comunicazione di posta elettronica con la quale comunica la sua volontà e il desiderio di continuare a prestare l’attività lavorativa presso la segreteria del Gruppo Movimento 5 Stelle e ho inviato un messaggio di risposta di posta elettronica al capogruppo del M5S Pacetti evidenziando che se dispone il trasferimento della Dott.ssa Patrizi ad altro incarico all’interno del gruppo Movimento 5 Stelle se ne assume la responsabilità in quanto ostacola l’espletamento del mandato della funzione di consigliera e quindi, con tutte le conseguenze che ne possono derivare;
  • 10 aprile 2020 il Direttore Gherardi indirizza al capo del gruppo Misto consigliera Grancio, dichiarando il falso di una mia iscrizione al gruppo misto, una nota di richiesta di composizione dei componenti del gruppo misto nelle commissioni capitoline permanenti;
  • 10 aprile 2020 con Pec ho chiesto al capogruppo del misto Cristina Grancio di non dare seguito a quanto richiesto dal direttore Gherardi in quanto la mia assegnazione al gruppo misto da parte del direttore è stata del tutto arbitraria;
  • 14 aprile 2020 la capogruppo del gruppo Misto Cristina Grancio comunica l’impossibilità di soddisfare alla richiesta in quanto ho dichiarato di non aver aderito al gruppo Misto;
  • 3 aprile 2020 ho ricevuto dall’assessore al bilancio Lemmetti la risposta alla interrogazione n° 131 mettendomi nella nota (senza data e protocollo)  tra i destinatari con appartenenza della stessa al gruppo misto. Nella risposta all’assessore Lemmetti ho precisato che non ho mai aderito al gruppo misto.
  • 20 aprile 2020  il presidente De Vito dichiara nella riunione dei presidenti dei gruppi capitolini in videoconferenza che la conferenza ha preso atto del passaggio della consigliera Montella dal Gruppo del M5S al gruppo misto con il voto favorevole del movimento cinque stelle e l’astensione degli altri gruppi “Il Presidente De Vito apre la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Capitolini in videoconferenza e dichiara: “Comunico all’Assemblea dei Capigruppo, che nella riunione della Capigruppo del 28 febbraio u.s., la Conferenza ha preso atto del passaggio della consigliera Montella dal Gruppo M5S al Gruppo Misto, con il voto favorevole del Movimento 5 Stelle e l’astensione degli altri Gruppi. Vi informo, altresi, che il Presidente Pacetti con nota prot. RQ/6453 del 10 aprile u.s. ha comunicato che nei confronti della consigliera Montella è intervenuta anche l’espulsione dall’associazione e forza Movimento 5 Stelle, comminata dai probiviri di tale formazione politica.”
  • 23 aprile 2020 nella fase procedurale della interrogazione n°162 sia il gabinetto della Sindaca che il Segretariato Generale hanno considerato tra i destinatari la mia appartenenza al gruppo misto.
  • 25 aprile 2020 invio mail al Comitato di garanzia ad integrazione della memoria difensiva inviata il 9 aprile.
  • 27 aprile 2020 con una PEC ho chiesto di rimuovere il cognome nell’ODG n° 17 del 2020 nella mozione n°153 a firma del consigliere De Priamo.
  • 29 aprile 2020 il Presidente De Vito il presidente De Vito dichiara nella riunione dei presidenti dei gruppi capitolini ” prima dell’inizio della riunione della Cabina di Regia ritiene opportuno chiarire la questione della Consigliera Montella, sulla quale si è già pronunciata la Capigruppo. Informa di aver ricevuto, il 26 febbraio 2020, una nota del Segretario Generale acquisita con protocollo RQ/3669, a firma dell’allora Direttore Baldino, in cui si afferma che, a norma del Regolamento del Consiglio Comunale, la Consigliera fa parte del Gruppo Misto, salvo diversa valutazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi medesimi, nel cui ambito, nel caso, occorrerà valutare la collocazione. Il 28 febbraio ha chiesto il pronunciamento della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi che si è pronunciata in maniera maggioritaria, e l’ha nuovamente chiesto dopo che il consigliere Pacetti lo ha informato che la consigliera Montella era stata espulsa anche dal gruppo del Movimento 5 stelle. Invita a considerare che lo statuto dell’associazione Movimento cinque Stelle, reperibile online, al suo articolo 11 prevede che la fuoriuscita dal gruppo comporti l’espulsione dall’associazione, ma anche che l’espulsione dall’associazione comporta la fuoriuscita dal gruppo di riferimento. Ha pertanto ricostruito la vicenda per l’opportuna chiarezza“.
  • 1 maggio 2020 email ricevuta dal “Collegio dei Probiviri”.
  • 1 maggio 2020 Il “Collegio dei Probiviri” con delibera di provvedimento su Monica Montella – errata corrige – ha confermato la mia espulsione dal movimento e nell’atto il collegio non ha neanche cambiato la data, poichè i termini sarebbero scaduti. La gravità dell’atto del collegio è che hanno fatto credere che la decisione di non ritenere validi i motivi sia stata presa il 4 aprile e non successivamente quando gli è stato fatto notare il falso nell’atto. E l’errata corrige arriva dopo un mese.
  • 2 maggio 2020 con PEC chiedo l’accesso agli atti di tutta la documentazione che mi riguarda.
  • 6 maggio 2020 invio email al Comitato di garanzia ad integrazione della memoria difensiva inviata il 25 aprile 2020 confermando quanto già trasmesso al Comitato di Garanzia in data 9 aprile e successivamente integrato in data 25 aprile e ho chiesto al Comitato di acquisire il verbale della riunione dei Probiviri in cui è stata deliberata la mia espulsione al fine di verificare la regolarità di tutto il procedimento in corso.
  • 7 maggio 2020 la consigliera Guadagno chiede al Direttore Gherardi la mia posizione politica all’interno della commissione.
  • 8 maggio 2020  Il consigliere De Priamo chiede a quale gruppo politico faccia parte la consigliera Montella, il Presidente De Vito risponde “che la consigliera Montella è componente del gruppo misto dopo la nota del segretariato del 20 febbraio 2020 e di un’altra del 26 febbraio 2020; con quest’ultima il segretariato nel considerare la consigliera nel gruppo Misto rimetteva ad una valutazione della Presidenza e della Capigruppo la decisione finale. Questa verifica si è svolta nella capigruppo del 28 febbraio 2020; mentre nella capigruppo del 20 aprile 2020 il capogruppo Pacetti ha comunicato che era sopravvenuta anche l’espulsione della consigliera Montella dall’associazione Movimento 5 stelle” (falso perché il comitato di garanzia del M5S ad oggi ancora non si è espresso). “Il capogruppo Pacetti chiede se è possibile inviare, come presidenza dell’Assemblea Capitolina, a tutte le commissioni la nota del passaggio della consigliera Montella al gruppo misto, in modo che le commissioni abbiano la possibilità di aggiornare i moduli di presenza“.
  • 11 maggio 2020 la mia collaboratrice dichiara di aver ricevuto una nota da parte del direttore Gherardi dell’ 8 maggio sulla sua assegnazione alla segreteria del gruppo M5S e che non lavorerà più per me (io non ho mai ricevuto una nota al riguardo).
  • 14 maggio 2020 il segretario generale invia una nota in risposta alla mia lettera prot. n. RQ/4418 del 6 marzo scorso dall’oggetto “Esclusione dal gruppo capitolino movimento cinque stelle”.

To be continued…..



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Primi dati sul contributo di solidarietà alimentare

 
 
 
In un precedente articolo ho affrontato il tema dei fondi stanziati dal Governo e gestiti dalla protezione civile ossia i 15 milioni di euro per Roma Capitale con la possibile ripartizione suggerita cioè 80% per complessivi 12 milioni di euro ripartito in proporzione alla popolazione residente di ciascun municipio e l’altro 20% per complessivi 3 milioni di euro n base al parametro della distanza fra il reddito pro capite del Municipio e quello medio comunale, tenendo conto quindi delle zone più povere di Roma.
La Giunta Capitolina assumendo i poteri dell’Assemblea Capitolina ai sensi dell’art. 42 comma 4 e 175 comma 4 del TUEL (D. Lgs. N°267/2000) ha deliberato la variazione urgente al bilancio di previsione 2020 – 2022 per l’assegnazione dei fondi e consentire la rapida erogazione di un sostegno economico alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza epidemiologica Covid19 (vedi tavola). Tale delibera deve essere ratificata dall’Assemblea Capitolina nei 60 giorni successivi a pena di decadenza. In caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento l’Assemblea Capitolina è tenuta ad adottare nei successivi 30 giorni e comunque entro il 31 dicembre i provvedimenti ritenuti necessari della delibera non ratificata.

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Solidarietà alimentare: soltanto 15 milioni per Roma Capitale

 

Scarica il file di calcolo di ripartizione territoriale del contributo

I fondi stanziati dal Governo e gestiti dalla protezione civile ossia i 15 milioni di euro per Roma Capitale, in relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, saranno ripartiti tra i municipi di Roma Capitale secondo i criteri utilizzati dall’Ocdpc n.658 del 29 marzo 2020 , come ha confermato oggi in commissione bilancio l’assessore Lemmetti (minuto 55), ovvero utilizzando la popolazione residente e il reddito medio procapite per municipio dando di più, come prevede il riparto, a quelli che hanno redditi più bassi.

Per abbattere la disomogeneità nella distribuzione delle risorse alle strutture territoriali è necessario comunque dirimere le cause ab-origine che giustificano le maggiori risorse finanziarie da destinare ai municipi.

I municipi di Roma Capitale sono 15 come è stato fissato nella Delibera del 7 marzo 2013 n. 8 in cui l’Assemblea Capitolina approvò il nuovo Statuto, ridisegnando l’assetto del territorio.

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Cercasi disperatamente una legge speciale per Roma Capitale!

 

Roma è una città fortemente disuguale, la discriminazione degli individui è legata al territorio dove vivono quotidianamente per questo bisogna urgentemente creare le condizioni per superare questa disomogeneità territoriale.

Roma ha una superficie di 1287 chilometri quadrati, pari a 9 metropoli europee messe insieme, comprese Parigi e Vienna; i residenti a Roma sono circa 2,9 milioni, di cui il 13,4% sono stranieri; nel 2018 i turisti arrivati sono stati 28 milioni presenti negli esercizi alberghieri e 8 milioni negli esercizi complementari, le forze di lavoro sono due milioni e il reddito pro capite è stato di 25 mila euro nel 2016.

Roma Capitale dispone di 1613 euro per abitante per la spesa finale (4,6 miliardi di euro), nel 2018 ha gestito 49 milioni di passeggeri transitati nei due scali della Capitale e dispone di soli 60 chilometri di metropolitane; Roma ha quasi 9000 chilometri di strade da manutenere (per asfaltatura, per le buche, per le alberature, per lo sfalcio del verde, i rifiuti e le pulizie).

Per ogni chilometro di strade per la manutenzione sono destinate 122 mila euro, ossia 15 volte meno di Milano, le strade di Roma Capitale sono 5 volte più estese in proporzione agli abitanti. La sua superficie è pari a 1.287 KM². Su queste strade romane corrono quasi 2 milioni di automobili che fanno 13 mila incidenti all’anno con 140 morti e 17 mila feriti.
Roma ha un debito straordinario di 13 miliardi e un debito ordinario di più di un miliardo di euro, il comune deve sostenere 45 mila dipendenti tra dipendenti capitolini e aziende partecipate.

Riguardo la sicurezza urbana Roma ha più di 5000 denunce, la distribuzione sul territorio della polizia urbana è però distribuita in maniera disomogenea concentrando la giunta un numero maggiore di poliziotti al centro storico della città.

Il comune di Roma possiede circa 25 mila immobili di cui 24 mila abitativi ma le relative pratiche non sono digitalizzate per cui è difficile raggiungere gli inquilini e incassare i milioni di euro per i pigioni annualmente in mora. un rilevante problema da affrontare tempestivamente è quello legato all’emergenza abitativa. Nel Comune di Roma ci sono circa 12 mila famiglie in lista di attesa per l’assegnazione della casa popolare e più o meno 90 occupazioni di stabili vuoti. Compito della Capitale è quello delle assegnazioni mentre la Regione Lazio detta le regole e legifera in base ai dati formati sulla composizione demografica delle famiglie. L’aggiornamento dei dati per avvicinare le poltiche abitative alle realtà attuali è una esigenza prioritaria per il benessere e la qualità della vita dei cittadini romani.

Roma oltre ad essere sede della Città del Vaticano, il più piccolo Stato indipendente del mondo con 44 ettari, ospita oltre cento Ambasciate, i ministeri, la Camera e il Senato, le Corti e le rappresentanze straniere tutti ospitate in edifici esenti dalle tasse.

La città del Vaticano è uno Stato Sovrano, il Sommo Pontefice sovrano ha pienezza dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), si tratta di una teocrazia senza divisione dei tre poteri. I cittadini che hanno titolo a risiedere sono 450 di cui autorizzati 350 senza cittadinanza, mentre i dipendenti sono quasi 2000, mentre la Santa Sede che estende la sua autorità su un miliardo  e 214 milioni di cattolici sparsi per il mondo, è guidata dal Romano Pontefice che, il 26 marzo 2019, ha sentito il bisogno di sottolineare che la capitale ha bisogno di maggiore attenzione e coraggio affinché tanto splendore non si degradi.

La fitta rete della Chiesa Universale, composta da quasi due milioni di persone, è organizzata da 5.300 vescovi, 415.000 sacerdoti (il 67,9% di essi sono del clero diocesano mentre il restante 32,1% di quello religioso), 712.000 suore, 46.312 diaconi, 52.625 religiosi non sacerdoti, 355.000 missionari, 218.000 seminaristi, 36.000 catechisi e centinaia di migliaia di volontari.

Nelle istituzioni pubbliche di Roma lavorano quasi un milione e mezzo di dipendenti e ci sono oltre 16 organizzazioni non profit con 76 mila volontari. Per gestire tutto questo la Santa Sede ha 2.880 dipendenti distribuiti in 64 enti.

A Roma per migliorare la qualità del servizio universitario servirebbe un maggiore raccordo tra tutte le università pubbliche. Roma Capitale è la città che ospita 44 università tra pubbliche, private e confessionali. Le tre università pubbliche (La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre) sono frequentate da 180 mila studenti. Il rapporto tra Roma e l’università sarà molto importante in futuro soprattutto per le grandi questioni come la rigenerazione urbanistica, l’economia della cultura, la green economy, la riforma degli assetti istituzionali, il trasferimento tecnologico, la creatività giovanile, il rinnovamento della didattica nelle scuole, la sfida della interculturalità.

Soltanto nel 2017 ci sono state nella capitale quasi 5 manifestazioni al giorno inoltre sono arrivati 46 Capi di Stato e 43 Capi di Governo stranieri (con tutte le ripercussioni sulla mobilità urbana) ognuno con relativo seguito e tutti con i conseguenti problemi di ospitalità, traffico e sicurezza.

Roma Capitale avrebbe bisogno di una legge speciale, come ne fruiscono tutte le grandi capitali europee, per cui lo Stato si accolla le spese relative alla funzione di capitale attraverso trasferimenti diretti speciali per Roma Capitale d’Italia (se venissero trasferiti i fondi tempestivamente non ci sarebbe bisogno di ricorrere all’anticipazione di cassa o a fare ricorso ai fondi vincolati per finanziare la spesa corrente, questi movimenti di risorse finanziarie in uscita e in entrata sono registrate nel bilancio capitolino come partite di giro e quindi fanno lievitare il Titolo 9 delle entrate e il corrispondente Titolo 7 delle uscite a 5 miliardi di euro nel bilancio di previsione.

Quindi Roma deve essere posta in grado di governare con strumenti normativi appropriati e con una adeguata dotazione di risorse finanziarie, strumentali ed umane.

Aspettando quindi la legge speciale! Una prima bozza di proposta di legge parlamentare ha affrontato il delicato tema, ma non si può aspettare il percorso parlamentare di un disegno di legge per risolvere i tanti problemi che affliggono i residenti romani;  è prioritario per il Governo Conte bis conferire a Roma i Poteri Speciali come ha dichiarato alla Camera il giorno della fiducia lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri parlando di Roma: “Lo statuto di Roma Capitale dovrà essere profondamene riformato, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”. 

Leggi anche la relazione sulla disuguaglianza della spesa capitolina e l’ordine del giorno presentato in occasione del Consiglio Straordinario “Status di Roma Capitale e relativi poteri e risorse”  (purtroppo respinto con 22 voti di astensione e due voti contrari).

Monica Montella
Consigliera Assemblea Capitolina di Roma Capitale
Commissione I – vice presidente Vicario – COMMISSIONE PERMANENTE I Bilancio – Politiche economiche, finanziarie 
Commissione VI– Membro della – COMMISSIONE PERMANENTE VI – Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro Cultura
Commissione XII– Membro della – COMMISSIONE CAPITOLINA PERMANENTE XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali

COMMISSIONE CONTROLLO GARANZIA E TRASPARENZA – Vice Presidente Vicario

 



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Una fotografia della capacità di riscossione di Roma Capitale

 

Nel 2018 Roma Capitale[1] ha accertato 5 miliardi di euro di entrate finali (al netto di quelle per conto terzi e partite di giro); di questa cifra soltanto il 66% è stata effettivamente riscossa dall’ente; tale quota scende al 54% se facciamo riferimento alle entrate extra tributarie.

Uno scarso livello di riscossione delle entrate è una delle principali cause degli squilibri di bilancio di un ente territoriale, proprio a tal fine l’OREF “raccomanda Roma di procedere all’analisi delle discordanze ed individuarne le motivazioni al fine di assumere i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie“. 

Come è riportato nella tavola 1 le entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Continua a leggere



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Il buco nero dei romani e il “Salva Roma”

  1. Il debito di Roma un po’ di storia….

Nel corso del 2008, successivamente all’insediamento dei nuovi organi elettivi del Comune di Roma, si è manifestata una situazione finanziaria critica per cui l’attività istituzionale ha rischiato di essere paralizzata, con conseguente sospensione dell’erogazione dei servizi pubblici, compresi quelli essenziali. La capitale d’Italia è di fatto fallita!

Alla luce di tale situazione così certificata dagli ispettori del MEF della ragioneria generale dello Stato, in alternativa alla dichiarazione di dissesto prevista per tutti gli enti locali, si è stabilito una disciplina particolare con la quale, oltre agli organi della Gestione Ordinaria, ha portato alla costituzione della Gestione Commissariale con la nomina di un Commissario Straordinario del Governo per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall’indebitamento pregresso e un bilancio separato rispetto alla gestione ordinaria a partire dalla data del 28 aprile 2008 con due gestioni autonome.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri[1], è stato nominato il Sindaco di Roma Capitale quale Commissario Straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria dello stesso Comune e delle società da esso partecipate.I

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Analisi e criticità riscontrate nel Rendiconto 2017 di Roma Capitale

Leggi la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale.

Il Comune di Roma deve ripianare, per effetto del piano di rientro, più di un miliardo di euro di debito “ordinario” che i cittadini romani dovranno pagare fino al 2044. 

Con segno negativo è riportato infatti la quota pari a 28,4 milioni di euro che rappresenta il rateo annuale del disavanzo da ripianare con rate costanti a decorrere dal 2015.

Il Comune di Roma registra anche nel 2017 un disavanzo di 666 milioni di euro in linea con il disavanzo massimo consentito nel 2017 dalle disposizioni normative, che risulta comunque un importo in riduzione rispetto al 2016 (-8,1%) di 59 milioni di euro cifra ben superiore dell’importo massimo di disavanzo ammesso nel 2017  pari a 697,6 milioni di euro quale limite posto previsto con decreto del ministero dell’interno del 2 aprile 2015. Continua a leggere

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Germania batte Italia – Quantitative Easing

I popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni ma l’Europa disegnata ai quei tempi ha accresciuto la crisi dei paesi che ne hanno fatto parte. Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttività diversi, con i quali si pensava si sarebbero aggiustati tramite le fluttuazioni dei tassi di cambio, ha costretto i membri dell’Eurozona a giungere all’equilibrio con più disoccupazione e tagli alla spesa pubblica.

I paesi dell’Euro sono stati impegnati, nel corso di questi anni, a rispettare il Patto di stabilità e crescita inseguendo un rapporto deficit/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito/PIL che non superasse il 60%, senza preoccuparsi eccessivamente se ciò avesse comportato maggiori squilibri tra paesi. Continua a leggere

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