Archivi categoria: ROMA CAPITALE

Il buco nero dei romani e il “Salva Roma”

  1. Il debito di Roma un po’ di storia….

Nel corso del 2008, successivamente all’insediamento dei nuovi organi elettivi del Comune di Roma, si è manifestata una situazione finanziaria critica per cui l’attività istituzionale ha rischiato di essere paralizzata, con conseguente sospensione dell’erogazione dei servizi pubblici, compresi quelli essenziali. La capitale d’Italia è di fatto fallita!

Alla luce di tale situazione così certificata dagli ispettori del MEF della ragioneria generale dello Stato, in alternativa alla dichiarazione di dissesto prevista per tutti gli enti locali, si è stabilito una disciplina particolare con la quale, oltre agli organi della Gestione Ordinaria, ha portato alla costituzione della Gestione Commissariale con la nomina di un Commissario Straordinario del Governo per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall’indebitamento pregresso e un bilancio separato rispetto alla gestione ordinaria a partire dalla data del 28 aprile 2008 con due gestioni autonome.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri[1], è stato nominato il Sindaco di Roma Capitale quale Commissario Straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria dello stesso Comune e delle società da esso partecipate.I

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Analisi e criticità riscontrate nel Rendiconto 2017 di Roma Capitale

Leggi la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale.

Il Comune di Roma deve ripianare, per effetto del piano di rientro, più di un miliardo di euro di debito “ordinario” che i cittadini romani dovranno pagare fino al 2044. 

Con segno negativo è riportato infatti la quota pari a 28,4 milioni di euro che rappresenta il rateo annuale del disavanzo da ripianare con rate costanti a decorrere dal 2015.

Il Comune di Roma registra anche nel 2017 un disavanzo di 666 milioni di euro in linea con il disavanzo massimo consentito nel 2017 dalle disposizioni normative, che risulta comunque un importo in riduzione rispetto al 2016 (-8,1%) di 59 milioni di euro cifra ben superiore dell’importo massimo di disavanzo ammesso nel 2017  pari a 697,6 milioni di euro quale limite posto previsto con decreto del ministero dell’interno del 2 aprile 2015. Continua a leggere

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Il Patrimonio di Roma Capitale quando rende?

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale

Il patrimonio immobiliare di Roma Capitale si compone in categorie giuridiche inventariali secondo tre gradi di dettaglio quali: il demanio comunale, il patrimonio indisponibile e quello disponibile.Fonte: Comune di Roma, amministrazione trasparente, Beni immobili e gestione patrimonio

Le immobilizzazioni materiali contenute nel rendiconto 2017 sono distinte in beni demaniali e beni patrimoniali disponibili e indisponibili. Il valore al 31-12-2017 delle immobilizzazioni materiali riportato nello stato patrimoniale di Roma Capitale ammonta a più di 13 miliardi di euro. Continua a leggere

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Indicatori e risorse finanziarie dei Municipi di Roma Capitale

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo per implementare l’utilizzo di indicatori in fase di bilancio per assegnare e redistribuire in maniera oggettiva le risorse finanziarie ai Municipi di Roma Capitale.

L’analisi dell‟allocazione delle risorse all‟interno dei singoli municipi è necessaria, soprattutto in un’ottica di decentramento amministrativo, per conseguire un risultato generale di razionalizzazione e di efficientamento della spesa. I municipi, dopo l’approvazione nel 2014 del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68) per Roma Capitale, avrebbero dovuto dare indicazioni dettagliate rispetto ai fabbisogni economici legati a fondi insufficienti per l’erogazione dei vari servizi cui i Municipi sono chiamati a provvedere. I fondi dovrebbero essere distribuiti, nel rispetto del piano di rientro, in maniera equa e rispettando le esigenze di ogni Municipio, in base a criteri ben precisi che tengano conto, utilizzando gli indicatori di riferimento, dell’estensione territoriale, della densità di popolazione, delle caratteristiche demografiche, sociali, economiche dei suoi abitanti.In quest’ottica le strutture territoriali di Roma Capitale sono passati da 19 a 15[1]. La Giunta Capitolina[2], ha poi precisato i confini dei 15 Municipi, definendone i rispettivi territori[3].
Nel 2016 si è registrata una spesa corrente di Roma Capitale per abitante di 1.460 euro di cui 991 euro è stata destinata in particolare per l’acquisto di beni e servizi. Una piccola quota, pari a 79 euro in media per abitante è stata assegnata ai municipi per la gestione dei servizi, con l’importo più alto nel municipio XIII con 107 euro procapite e con un importo più basso nel terzo e quarto municipio con soltanto 64 euro procapite. La disomogeneità finanziaria territoriale va quindi analizzata in maniera approfondita al fine di correggere eventuali distorsioni nell’allocazione delle risorse finanziarie sul territorio nel rispetto dell’autonomia amministrativa finanziaria e gestionale di cui godono i municipi e soprattutto nel rispetto del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68).  Continua a leggere

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Superare il cosiddetto “digital divide” degli over 60 con i Makers

Ormai viviamo a pieno nella “Quarta rivoluzione industriale” basata su internet, big data, intelligenza artificiale e robotica ma purtroppo non tutti i cittadini ne fanno parte.

Nel 2010 è nata l’Agenda digitale per l’Europa (DAE) ente istituito per aiutare i cittadini e le imprese europee ad ottenere il massimo dalle tecnologie digitali definite, 101 azioni per 7 aree prioritarie.

Una delle condizioni per perseguire quanto esposto è quella di attivare punti di accesso Wi-Fi gratuiti negli spazi pubblici   (uno schema di sostegno per le autorità pubbliche per offrire l’accesso Wi-Fi gratuito ai cittadini).

Nel Rapporto sullo stato di avanzamento digitale in Europa, l’Italia ha presentato bassi livelli di competenza del digitale degli utenti, da questi risultati nasce nel 2015 la strategia per la crescita digitale.

Le Piattaforme abilitanti (50 miliardi di EURO tra fondi pubblici e privati) sono state: Anagrafe Popolazione Residente, Pagamenti elettronici, Fatturazione elettronicaPAOpen Data, Sanità digitale, Scuola Digitale, Giustizia Digitale, Turismo Digitale, Agricoltura Digitale. Continua a leggere

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Opere a scomputo: CERCASI risorse finanziarie per Roma Capitale

Le opere di urbanizzazione sono necessarie a rendere una porzione di territorio idonea ad essere effettivamente utilizzata con le destinanzioni stabilite dagli strumenti urbanistici vigenti. Un privato che chiede al Comune il permesso a costruire per una iniziativa edificatoria può realizzare le corrispondenti opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri dovuti.

La mancanza di opere di urbanizzazione da parte di imprese che, usufruendo del vantaggio costituito dal mancato versamento degli oneri concessori, non danno seguito ai loro impegni comporta un grave danno economico per l’amministrazione capitolina e gravi disagi per la cittadinanza romana.

Le opere di urbanizzazione si suddividono in:

  • primarie
  • secondarie
  • extrastandard cioè opere private di interesse pubblico (ovvero in misura superiore a quella tabellare)

Nello schema seguente sono evidenziate le tipologie di opere di urbanizzazione primarie e secondarie.


Fonte: IFEL Istituto per la finanza e l’economia locale

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Fondi ordinari per il reddito di cittadinanza

Il M5S ha presentato a livello parlamentare una proposta di legge sul reddito di cittadinanza“. Nel Comune di Roma si sta lavorando per attivarlo con fondi ordinari.

Il Governo ha varato il reddito di inclusione, ma i Comuni devono trovarsi risorse proprie per attivare i servizi.

A Roma nel frattempo nel bilancio di previsione 2017-2019 di Roma Capitale per l’anno 2017 sono stati destinati 22 milioni di euro per trasferimenti a sostegno delle famiglie: di cui in capo al dipartimento politiche sociali 7 milioni di euro mentre i restanti 15 milioni di euro (di cui 9 milioni di euro sono fondi ordinari di Roma Capitale) sono stati assegnati ai municipi per assistere, con contributo economico sottoforma di sostegno di risorse finanziarie, le famiglie che rispettavano determinati requisiti. Il dipartimento politiche sociali quindi gestisce in autonomia 7 milioni di euro di fondi vincolati ovvero fondi che derivano da altri enti pubblici (Ministeri, Regione per progetti specifici ecc. uno di questo è ad esempio il SIA di competenza ministeriale) che se non vengono accertati in tempo nel corso dell’anno, in quanto non resi tempestivamente disponibili da vari enti finanziatori, non è possibile procedere al relativo impegno. Ad esempio ad agosto 2017 sono stati impegnati dal dipartimento politiche sociali per sostegno alle famiglie soltanto 540 mila euro dei 7 milioni di euro previsti. Continua a leggere

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La situazione economica finanziaria del Dipartimento Mobilità e Trasporti

Il M5S intende pubblicare con modalità di accesso immediato e consultazione semplice, anche tutti i dati di sintesi relativi al bilancio consuntivo e previsionale comunale e delle sue aziende partecipate e controllate, la pubblicazione di tutte le informazioni tra l’impegno di spesa e i codici identificativi di progetto e di gara“.

Per raggiungere questo obiettivo bisogna lavorare sulle informazioni contabili disponibili. Ad oggi ci sono moltissimi documenti pubblicati sul sito del Comune di Roma in formato pdf, ma purtroppo non facilmente elaborabili.

Questo articolo ha come obiettivo quello di rendere fruibili le infomazioni emerse in una commissione congiunta Bilancio e Mobilità di Roma Capitale del 19 maggio 2017; l’accesso alle informazioni di dettaglio è fondamentale per dare contezza dell’operato di un ente locale.

Attraverso il PEG 2017-2019 si possono individuare gli obiettivi della gestione del dipartimento Mobilità e Trasporti e come quest’ultimo affida gli stessi, unitamente alle dotazioni umane e strumentali necessarie, ai responsabili dei servizi. Il Dipartimento è composto da tre direzioni come è evidenziato dal seguente schema. Continua a leggere

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ACEA ATO2 S.p.A.

ACEA ATO2, fornisce il servizio idrico integrato nei comuni ricadenti all’interno dell’ATO2, nel settore idrico, nel settore fognatura, nel settore depurazione; il contratto con Roma Capitale nel 2017 è previsto per quasi 42 milioni di euro.

acea2

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PIANO LED un danno economico per ROMA

E’ almeno dal 1 gennaio del 1998 che Acea è affidataria in concessione “dei beni demaniali costituiti dalle strutture di illuminazione pubblica che costituiscono il presupposto tecnico impiantistico (…) necessario per la gestione del servizio di illuminazione pubblica“. Il contratto di servizio che ACEA ha stipulato con il Comune di Roma (nel lontano 2007 giunta Veltroni viene affidato fino al 2015 ad ACEA l’illuminazione pubblica ed artistica monumentale, poi con Alemanno viene ritoccato con scadenza fino al 2027 e infine con Marino viene integrato con il piano LED). Nei contratti di servizio che disciplinano i periodi 2005-2015 e 2011-2017 è espressamente indicato che il canone copre sia l’energia elettrica sia la manutenzione ordinaria e straordinaria secondo fattispecie ben definite. Fino al 2014 ACEA ha ricevuto un canone onnicomprensivo da destinare anche alla manutenzione straordinaria dell’illuminazione pubblica romana. Con il piano LED introdotto dal 2011, con le delibere n° 130 e 197, nel Contratto di servizio con ACEA si hanno importanti novità, ma tutte onerose per i cittadini romani.

  1. In primo luogo nel piano Led infatti la manutenzione straordinaria viene scorporata dal canone e finanziata a parte per 10 milioni di euro annui nel 2016 e 2017, ridotta a 8,5 milioni di euro nel 2015 e viene stanziato e introitato solo in base ai lavori concordati ed effettivamente eseguiti. Con lo scorporo della manutenzione straordinaria del canone, Acea riesce, in generale, inizialmente ad aumentare sensibilmente le risorse a disposizione;  e una volta a regime il piano Led riesce a ridurre l’impatto del risparmio che ne deriva.

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