Archivi categoria: REGIONE LAZIO

ROMA PROGRAMMA DEL M5S: LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Leggi la PEC

Leggi la prima relazione del 4 febbraio 2019

Leggi ODG presentato e bocciato al consiglio straordinario del 6 dicembre 2019

Leggi 1° interrogazione del 1° aprile 2020 sollecito e diffida

Leggi ODG del 16 ottobre 2020 su proposta popolare  bocciato

Leggi la seconda relazione del 20 aprile 2021

Leggi 2° interrogazione dell’11 giugno 2021

Leggi 3 Interrogazione del 5 agosto 2021 risposta Giunta

 

Dal passaggio della Giunta Marino alla Giunta Raggi e secondo quanto era riportato nel programma del movimento cinque stelle romano per le elezioni amministrative del 5 giugno 2016 …. Roma avrebbe dovuto sposare il principio gerarchico dei rifiuti e applicare la cosiddetta regola comunitaria delle 3R: Riduzione, Riutilizzo e Riciclo.

In pratica bisognava attuare semplicemente la norma europea (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

La prima Direttiva europea è stata recepita dall’Italia con il D.lgs. 03 dicembre 2010, n. 205 che ha modificato e integrato il D.lgs. 03 aprile 2006, n. 152, introducendo all’art. 179 il principio della gerarchia nella gestione dei rifiuti.

La direttiva del 2008 è stata modificata con la  direttiva 2018/851 recepita con il D. Lgs. 116 del 3 settembre 2020, che fissa al 2025 l’obiettivo del 55% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio).

Secondo tale principio gerarchico la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero. Continua a leggere



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I Trasporti e il Diritto alla Mobilità nel Lazio

La seconda missione di gran lunga più rilevante, dopo quella della sanità, che assorbe una consistente fetta del bilancio della Regione Lazio è quella dei Trasporti e Diritto alla Mobilità, con un finanziamento di circa 1 miliardo di euro (in termini di impegni di spesa) come è stato certificato nel rendiconto 2016. In termini di pagamenti totali l’importo registrato nel 2017 è di poco più di un miliardo.
La forte dilatazione tra la gestione della competenza e della cassa e la conseguente formazione dei residui passivi (spese impegnate ma non pagate) ha rappresentato una forte criticità contabile non permettendo un monitoraggio efficace della spesa regionale. Con la nuova armonizzazione contabile[1] viene monitorato l’incremento dei residui attraverso un indicatore che considera la capacità di formazione dei residui.
Il valore teorico zero sta ad indicare il completo pagamento degli impegni entro la fine del periodo e quindi l’assenza dei residui di competenza tanto più l’indicatore si avvicina all’unità tanto meno l’ente dimostra di saper condurre in termini tempestivi ed efficaci la propria gestione di cassa ritardando il pagamento delle spese e segnalando difficoltà a raggiungere gli obiettivi inseriti nel bilancio di previsione[2]. Continua a leggere

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Il debito della Regione Lazio e i suoi interessi

La Regione Lazio da anni è stata gestita senza avere una visione di crescita strutturale per il benessere dei suoi cittadini. Uno degli indicatori chiave che dimostra questo malessere è la composizione del debito cresciuta in maniera costante nel corso degli anni, ma in misura crescente a partire dal 2007 (+163% figura 1) quando cioè il “buco” sanitario è iniziato ad emergere in tutta la sua gravità[1]. Questa eredità, che ci costa milioni e milioni di euro di interessi passivi  è la chiave di lettura da cui si deve partire per un cambiamento serio nella gestione politica e amministrativa di questa Regione.

La Regione Lazio ha sottoscritto il Piano di Rientro dal debito del disavanzo sanitario in data 28 febbraio 2007. A luglio del 2008, sussistendone le condizioni previste dalla richiamata normativa, la Regione Lazio è stata commissariata in ambito sanitario. Persistendo un disavanzo di esercizio consolidato del servizio sanitario per la Regione Lazio, è prevista l’applicazione in automatico, e per tutta la durata del Piano di Rientro (Rendiconto 2016), delle aliquote massime di riferimento per l’IRAP (interamente collegata alla sanità) e l’addizionale IRPEF (collegata anche al ripiano in 30 anni dell’anticipazione statale da 10 miliardi ricevuta dal Lazio nel 2013 per pagare i vecchi debiti commerciali). CHE SIGNIFICA? CHE I CITTADINI LAZIALI CON IL PROPRIO REDDITO E LE IMPRESE LAZIALI CON IL PROPRIO FATTURATO PAGANO E PAGHERANNO IL DEBITO CONTRATTO.

Nella figura seguente è evidenziato lo stock del debito della Regione Lazio alla data del 31 dicembre 2016.

Fonte: elaborazione dati sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari.

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Le risorse sanitarie 2017: FSR del Lazio e abbattimento liste di attesa

Nel Lazio, nel 2016, la spesa media pro capite per l’erogazione della spesa sanitaria riferita alla popolazione residente è stata di 1.652 euro. La spesa sanitaria principale nel Lazio è quella sostenuta per il personale sanitario di ruolo rappresentando uno dei maggiori aggregati di spesa sanitaria italiana in complesso.

La sanità della regione Lazio, è soggetta da diversi anni a una gestione commissariale a causa degli enormi deficit accumulati. Il disavanzo  continua ad incidere per circa 1/3 del disavanzo nazionale. Il Lazio è la regione che spende maggiormente per ospedali privati. L’autonomia di bilancio e il governo delle politiche sanitarie a livello di aziende sanitarie locali (Asl) e di aziende ospedaliere (Ao) ha creato divergenti situazioni finanziarie.  Continua a leggere

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