COS’E’ IL MES

a cura di Monica Montella

Il 2 febbraio 2012 è stato firmato il Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES). Ma che cos’è?

Il “meccanismo europeo di stabilità” (“MES”) è un’istituzione finanziaria internazionale il cui scopo è la salvaguardia della stabilità finanziaria della zona euro, mobilizzando i finanziamenti e fornendo assistenza finanziaria agli stati dell’area euro che si trovano in una grave situazione finanziaria”.

Il MES ha un capitale sottoscritto totale di 700 miliardi di euro, di cui 80 miliardi di euro da versare e la quota restante garantita dai Paesi dell’Unione economica e monetaria; dispone di una capacità di prestiti di 500 miliardi di euro. Nella fase transitoria, compresa tra l’entrata in vigore del Trattato sul MES e la definitiva estinzione del Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), la capacità di concedere prestiti consolidata tra il FESF e il MES non deve superare i 500 miliardi di euro.

L’assistenza finanziaria a uno Stato sarà fornita sulla base di condizioni particolarmente rigorose, nell’ambito di un programma di aggiustamento deciso in accordo con la Commissione europea, la Banca centrale europea (BCE) e il Fondo monetario internazionale (FMI).

I principali strumenti di assistenza finanziaria a disposizione del MES sono i seguenti:

• la concessione di prestiti a uno stato membro del MES;

• l’acquisto di titoli emessi sul mercato primario da uno stato membro del MES;

Tutti gli Stati membri della zona euro diventeranno membri del MES. Il nuovo membro che aderisce al MES dopo la sua istituzione riceverà quote del MES in cambio del proprio apporto di capitale.

Il MES coopererà strettamente con il Fondo monetario internazionale (FMI) nel fornire un sostegno alla stabilità. La partecipazione attiva del FMI sarà prevista sia a livello tecnico che finanziario.

Il numero dei diritti di voto di ciascun membro del MES è pari al numero di quote assegnate a tale membro a valere sul totale di capitale versato del MES.

In caso di mancato pagamento, da parte di un membro del MES, in relazione a quote da versare o a richiami di capitale detto membro del MES non potrà esercitare i propri diritti di voto per l’intera durata di tale inadempienza. Le soglie di voto sono ricalcolate di conseguenza.

Ogni membro del MES nomina un governatore che è un membro del governo del MES responsabile delle finanze.

Il consiglio dei governatori decide o di essere presieduto dal presidente dell’Eurogruppo di cui al protocollo (n. 14) sull’Eurogruppo allegato al trattato sull’Unione europea e al TFUE oppure elegge fra i suoi membri un presidente e un vicepresidente per una durata di due anni. Il presidente e il vicepresidente possono essere rieletti.

Il consiglio dei governatori decide o di essere presieduto dal presidente dell’Eurogruppo di cui al protocollo (n. 14) sull’Eurogruppo allegato al trattato sull’Unione europea e al TFUE oppure elegge fra i suoi membri un presidente e un vicepresidente per una durata di due anni. Il presidente e il vicepresidente possono essere rieletti.

Il membro della Commissione europea responsabile degli affari economici e monetari e il presidente della BCE, nonché il presidente dell’Eurogruppo (se non è il presidente o un governatore), possono partecipare alle riunioni del consiglio dei governatori in qualità di osservatori.

Il consiglio dei governatori adotta decisioni di comune accordo in merito a quanto segue:

a) la cancellazione del fondo per la riserva di emergenza e il reintegro del suo contenuto al fondo di riserva e/o al capitale versato, a norma dell’articolo 4, paragrafo 4;

b) l’emissione di nuove quote a condizioni diverse da quelle emesse alla pari ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2;

Il MES è stato inaugurato l’8 ottobre 2012.

Ma nel frattempo cosa è successo in Italia dopo la ratifica del Trattato MES?

 Il 3 aprile 2012 viene presentato il trattato MES in Parlamento da parte del Ministro senza portafoglio per gli affari europei (Enzo Moavero Milanesi), del Ministro dell’economia e finanze (Mario Monti), del Ministro degli affari esteri (Giulio maria Terzi di Sant’Agata) (Governo Monti-I):

  • al Senato della Repubblica è assegnato  (con atto n. 3240) alla 3ª commissione permanente (affari esteri, emigrazione); perché?
  • stessa assegnazione alla Camera dei deputati (atto n. 5359) alla III commissione permanente (affari esteri e comunitari) con solo il parere delle commissioni I (affari costituzionali), II (giustizia), V (bilancio), VI (finanze) e XIV (politiche comunitarie).

La domanda nasce spontaneaperché la ratifica e l’esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilita’ (MES) non viene assegnata alla commissione bilancio”? Cosa si voleva evitare di far conoscere? Chi ha deciso dell’assegnazione in Parlamento? Risposte che prima o poi si dovranno dare ai cittadini italiani

Con la LEGGE 23 luglio 2012, n. 116 si ottiene la ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES).

Per l’attuazione del Trattato di cui all’articolo 1, e’ autorizzata la contribuzione per la sottoscrizione del capitale per la partecipazione del Meccanismo europeo di stabilità, mediante i versamenti stabiliti dagli articoli 9 e 41 del Trattato medesimo.

In relazione al versamento delle quote della contribuzione, a decorrere dall’anno 2012 sono state autorizzate emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine, le cui caratteristiche sono stabilite con appositi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, destinando a tale scopo tutto o parte del netto ricavo delle emissioni stesse. Tali importi non sono computati nel limite massimo di emissione di titoli di Stato stabilito dalla legge di approvazione del bilancio e nel livello massimo del ricorso al mercato stabilito dalla legge di stabilità. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

2. I proventi (VEDREMO QUALI PROVENTI) derivanti dalla partecipazione al Meccanismo europeo di stabilità di cui all’articolo 23 del Trattato sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

3. Qualora non sia possibile procedere mediante le ordinarie procedure di gestione dei pagamenti alla sottoscrizione del capitale di cui al comma 1 nei termini stabiliti, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze può essere autorizzato il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione, con l’emissione di ordini di pagamento sul pertinente capitolo di spesa, e’ effettuata entro il termine di novanta giorni dal pagamento.

Il 17 dicembre del 2012 il MEF con il decreto di variazione di bilancio dispone la variazione in aumento sia in termini di competenza che di cassa su alcuni capitoli di bilancio pubblico per l’istituzione di somme di denaro da destinare alla contribuzione per la sottoscrizione al capitale del meccanismo europeo di stabilità.

Dal 1° marzo 2013 viene riconosciuto e accettato che la concessione dell’assistenza finanziaria nell’ambito dei nuovi programmi previsti dal MES sarà subordinata alla ratifica del TSCG da parte del membro MES interessato e, previa scadenza del periodo di recepimento di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del TSCG, al rispetto dei requisiti di cui al suddetto articolo.

Inoltre, in virtù del TSCG (articolo 3, paragrafo 2) il meccanismo di correzione deve essere istituito “sulla base di principi comuni proposti dalla Commissione europea, riguardanti in particolare la natura, la portata e il quadro temporale dell’azione correttiva da intraprendere, anche in presenza di circostanze eccezionali, e il ruolo e l’indipendenza delle istituzioni responsabili sul piano nazionale per il controllo dell’osservanza delle regole”.

Il MES fornirà un sostegno alla stabilità ai membri del MES il cui regolare accesso al finanziamento sul mercato risulti o rischi di essere compromesso.

Per fornire un sostegno alla stabilità finanziaria è conferito al MES il potere di raccogliere fondi con l’emissione di strumenti finanziari o la conclusione di intese o accordi finanziari o di altro tipo con i propri membri, istituzioni finanziarie o terzi. Per raggiungere il suo scopo, il MES raccoglie fondi attraverso l’emissione di strumenti di mercato monetario, nonché del debito a medio e lungo termine con scadenze fino a 30 anni.

Ecco un esempio di come il meccanismo europeo di stabilità (ESM) ha lanciato il suo programma di finanziamento a breve termine con un disegno di legge d’asta a 3 mesi.

Ecco il primo rapporto annuale del MES relativo al 2012. Dai dati disponibili nel 2012 il MES aveva 7,6 miliardi in liquidità, depositi presso banche centrali e depositi postali, 16,5 miliardi in crediti verso banche (rating AA+), 6,2 miliardi investiti in obbligazioni a reddito fisso a tripla A e altri 2,5 miliardi in obbligazioni a reddito fisso  con rating AA+. Il totale fa un pò più di 32 miliardi. Sono bei soldini che dovrebbero essere utilizzati per un’Europa solidale e non per arricchire paesi già forti.

1) Il fondo MES appare con una marea di liquidità che deve essere investita, perché allora gli investimenti non si fanno fruttare a vantaggio dei paesi aderenti che si trovano in difficoltà?;

Gli investimenti del MES di fatto, fruttano a vantaggio dei 17 paesi sottoscrittori, infatti gli interessi che maturano dagli investimenti, vanno ad aumentare il valore del fondo stesso, e quindi il valore attribuito agli azionisti, ovvero ai 17 paesi che hanno sottoscritto il fondo.

2) i tassi di interesse che pagano i paesi assistiti finanziariamente sono più bassi di quelli che avrebbero pagato senza il fondo? Fino ad oggi si riesce a capire a quale tasso i paesi devono restituire le somme avute in prestito e chi ha deciso il tasso da applicare?

Il costo dell’assistenza finanziaria fornita dal MES agli Stati membri beneficiari è diverse volte inferiore al costo del denaro paragonabili attraverso i mercati finanziari. Non esiste un unico tasso di interesse che viene applicato ai prestiti a favore di Stati membri beneficiari. Il MES passa ai paesi beneficiari i suoi costi di finanziamento (emissione di obbligazioni e cambiali), che è variabile. In aggiunta, ci sono piccole tasse per coprire i costi operativi del MES, e un margine, che riflette il profilo di rischio variabile di strumenti di assistenza finanziaria. Il costo dei prestiti e altri tipi di assistenza finanziaria è determinata separatamente per ciascuna tranche di prestito o di assistenza. L’interesse è pagato dallo Stato membro beneficiario su base annuale o semestrale, e il preside (l’importo preso in prestito) è rimborsato integralmente alla scadenza, ossia alla data di rimborso finale. La durata varia tra ciascuna tranche di prestito o di assistenza…

3) Gli eventuali Eurobond potrebbero essere gestiti dal MES visto che possiede una marea di liquidità (che tra l’altro ha comportato anche l’aumento del debito pubblico dei paesi che vi hanno aderito)?

Il balance sheet del MES, è composto dai crediti, cash e dai commitments non ancora richiesti ma sottoscritti da parte degli stati sottoscrittori, quindi;

 45.9 miliardi di crediti (Spagna e Cipro)

 80 miliardi versati dagli Stati

620 miliardi sottoscritti e non versati dagli stati, che il MES potrebbe chiedere per far fronte ad eventuali nuove situazioni critiche.
 
Questo bilancio in grande attivo, serve a consentire al MES di emettere a piacimento obbligazioni sui mercati con un rating alto e sopratutto consente alle sue emissioni lo status di Level 1 High Quality Liquid Assets (HQLA), e quindi i titoli del MES godono di un risk rating di 0% secondo basilea2.

Questo è molto importante perché le banche potranno “tenerli in pancia” senza dover accantonare delle riserve, e questo meccanismo ne garantirà la liquidità  anche in periodi di crisi.
 
In sintesi la liquidità del MES serve anche a garantire questo status, e se venisse distolta altrove si avrebbe un effetto sul rating e sulla liquidità delle emissioni, impattando la capacità del MES di far fronte alle possibili criticità che deve affrontare per statuto.
 
Il  MES, così come e stato il suo predecessore EFSF, è nato in una crisi ed espressamente per calmare il panico sui mercati finanziari. Una volta che l’architettura monetaria dell’Europa andrà a consolidarsi questa istituzione potrebbe essere assorbita dalla BCE o da qualche altro organo permanente.

Da sottolineare l’art.12 del trattato “in linea con la prassi del FMI, in casi eccezionali si prende in considerazione una forma adeguata e proporzionata di partecipazione del settore privato nei casi in cui il sostegno alla stabilità sia fornito in base a condizioni sotto forma di un programma di aggiustamento macroeconomico“. “I privati – tra cui rientrano finanziatori come Nomura, Goldman Sachs, Merril Lynch e praticamente tutti i principali istituti di investimento mondiali –sono poi ammessi (come recita il punto 12 del trattato), in qualità di osservatori, a partecipare alle riunioni che hanno ad oggetto la valutazione della concessione del credito al paese richiedente, nonché la definizione delle rigorose prescrizioni da imporre alla nazione “minacciata”. Questa ingerenza si traduce nel serio rischio che a dettare le disposizioni di politica economica da applicare nel territorio dello Stato debitore siano coloro che concedono i soldi al fondo. La sovranità dei singoli Stati membri rischia quindi di essere sostituita da una governance economica privata in grado di imporsi facilmente sugli organi sovrani dei vari Paesi membri” (Paolo Becchi).

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