Archivi categoria: articoli tematici dinamici

Contratto AMA e CAPUT MUNDI

 

Il 31 maggio 2019 viene approvato lo schema di Contratto di Servizio e allegati (DGC n. 106/2019) tra Roma Capitale ed AMA SpA, per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana”, con durata triennale (anni 2019– 2021) e con efficacia da maggio 2019, composto dall’Articolato (25 articoli) e da 26 Allegati.

L’importo del contratto previsto è stato di 786.978.154,80 (IVA inclusa) all’anno[1].

Successivi provvedimenti dirigenziali da parte delle competenti strutture di Roma Capitale formalizzano poi i relativi impegni di spesa.

ll Contratto di Servizio tra AMA e Roma Capitale pone tra gli obiettivi del!’Azienda il rispetto di standard quanti-qualitativi. Continua a leggere



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Un flash sulle principali entrate di Roma Capitale

Scarica l’analisi PDF

Leggi la proposta di delibera su entrate e patrimonio  bocciata

Leggi la proposta di delibera sulla TARI  bocciata

Leggi interrogazione sul pagamento della TARI   leggi la risposta

Leggi interrogazione su concessione suolo pubblico OSP

Leggi interrogazione su Passi Carrabili risposta uffici

Dal rendiconto del 2019 risulta che Roma Capitale ha accertato 5,6 miliardi di euro di entrate finali (al netto di quelle per conto terzi e partite di giro); di questa cifra soltanto il 59% è stato effettivamente riscosso (capacità di riscossione di competenza).

Dal 2016 al 2019 la capacità di riscossione delle entrate correnti di Roma Capitale è scesa di 4 punti percentuali (Tavola 1).

Le entrate per conto terzi e le partite di giro sono poste figurative del bilancio di un Comune, Roma in particolare, nel biennio 2016-2017, riportava nel documento contabile una cifra elevata “impropriamente“. Continua a leggere

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Una fotografia delle entrate pubbliche

 

L’obiettivo di questo articolo è osservare più da vicino l’ammontare complessivo delle entrate pubbliche italiane, distinte per i principali tributi, ed evidenziare come l’incapacità di riscossione dello Stato alimenta i residui attivi che concorrono ad incrementare il debito pubblico. Le entrate sono iscritte in bilancio al momento in cui sono accertate giuridicamente (criterio della competenza giuridica) e incassate (criterio di cassa). Nel conto economico consolidato redatto dall’ISTAT si possono analizzare i flussi delle entrate tra enti territoriali, e a differenza del bilancio dello Stato, si ha una visione complessiva delle entrate pubbliche per sotto settore secondo il principio della competenza economica (principio accrual). leggi il PDF

Abstract

The objective of this article is to look more closely at the total amount of Italian government incomes, divided by the main taxes, and to highlight how the incapacity of cash receipts the State the active residues that contribute to increasing the public debt. Taxes are recorded in the financial statements at the time they are legal assessed (based on criteria of a legal) and to be collected (based on criteria of cash). In the consolidated account for the government sector, drawn up by the ISTAT, it is possible to analyze the revenue flows between territorial authorities, and unlike the state budget, there is an overall view of the government incomes by subsector according to accrual basis.

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Risorse finanziarie impegnate dai Municipi di Roma nel 2018

 

Leggi la proposta di delibera in materia di utilizzo di indicatori per assegnare e redistribuire le risorse finanziarie ai Municipi di Roma Capitale (bocciata)

Per attuare un effettivo ed efficace decentramento amministrativo, che porti reali benefici ai cittadini, è necessario creare un “cruscotto di indicatori”, almeno trimestrale e annuale, di dati strutturali (amministrativi e statistici) per fotografare il reale fabbisogno potenziale dei servizi alla persona e al territorio che siano poi legati alla effettiva domanda dei fabbisogni rilevati nei 15 municipi di Roma Capitale.

Leggi la relazione e l’ordine del giorno presentato in occasione del Consiglio Straordinario “Status di Roma Capitale e relativi poteri e risorse”  (respinto con 22 voti di astensione e due voti contrari).

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Consumo di suolo a Roma

L’Europa e le Nazioni Unite chiedono ai paesi di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050, di allineare il consumo di suolo alla crescita demografica reale e di non aumentare il degrado del territorio entro il 2030.

Il consumo di suolo è l’incremento della copertura artificiale di una superficie originariamente agricola, naturale o semi-naturale ed è quindi definito come la variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

In Europa le superfici artificiali coprono il 4,2% del territorio (Istat, 2015). L’Italia si  colloca al 6° posto della graduatoria con il 6,9% di superfici coperte con quasi 3 punti percentuali sopra la media europea ma se espressa in termini di metri quadri pro capite l’Italia si colloca al 18° posto.

Tra le città italiane Roma è la seconda città, dopo Genova, che presenta il 75,5 % di suolo non consumato ma è anche la città con un consumo di suolo più alto tra le principali città italiane, presenta infatti il maggior numero di ettari di consumo di suolo. Continua a leggere



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Analisi e criticità riscontrate nel Rendiconto 2017 di Roma Capitale

Leggi la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale.

Il Comune di Roma deve ripianare, per effetto del piano di rientro, più di un miliardo di euro di debito “ordinario” che i cittadini romani dovranno pagare fino al 2044. 

Con segno negativo è riportato infatti la quota pari a 28,4 milioni di euro che rappresenta il rateo annuale del disavanzo da ripianare con rate costanti a decorrere dal 2015.

Il Comune di Roma registra anche nel 2017 un disavanzo di 666 milioni di euro in linea con il disavanzo massimo consentito nel 2017 dalle disposizioni normative, che risulta comunque un importo in riduzione rispetto al 2016 (-8,1%) di 59 milioni di euro cifra ben superiore dell’importo massimo di disavanzo ammesso nel 2017  pari a 697,6 milioni di euro quale limite posto previsto con decreto del ministero dell’interno del 2 aprile 2015. Continua a leggere

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Germania batte Italia – Quantitative Easing

I popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni ma l’Europa disegnata ai quei tempi ha accresciuto la crisi dei paesi che ne hanno fatto parte. Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttività diversi, con i quali si pensava si sarebbero aggiustati tramite le fluttuazioni dei tassi di cambio, ha costretto i membri dell’Eurozona a giungere all’equilibrio con più disoccupazione e tagli alla spesa pubblica.

I paesi dell’Euro sono stati impegnati, nel corso di questi anni, a rispettare il Patto di stabilità e crescita inseguendo un rapporto deficit/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito/PIL che non superasse il 60%, senza preoccuparsi eccessivamente se ciò avesse comportato maggiori squilibri tra paesi. Continua a leggere

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Il Patrimonio di Roma Capitale quando rende?

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale bocciata

Il patrimonio immobiliare di Roma Capitale si compone in categorie giuridiche inventariali secondo tre gradi di dettaglio quali: il demanio comunale, il patrimonio indisponibile e quello disponibile.Fonte: Comune di Roma, amministrazione trasparente, Beni immobili e gestione patrimonio

Le immobilizzazioni materiali contenute nel rendiconto 2017 sono distinte in beni demaniali e beni patrimoniali disponibili e indisponibili. Il valore al 31-12-2017 delle immobilizzazioni materiali riportato nello stato patrimoniale di Roma Capitale ammonta a più di 13 miliardi di euro. Continua a leggere

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Indicatori e risorse finanziarie dei Municipi di Roma Capitale

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo per implementare l’utilizzo di indicatori in fase di bilancio per assegnare e redistribuire in maniera oggettiva le risorse finanziarie ai Municipi di Roma Capitale.

L’analisi dell‟allocazione delle risorse all‟interno dei singoli municipi è necessaria, soprattutto in un’ottica di decentramento amministrativo, per conseguire un risultato generale di razionalizzazione e di efficientamento della spesa. I municipi, dopo l’approvazione nel 2014 del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68) per Roma Capitale, avrebbero dovuto dare indicazioni dettagliate rispetto ai fabbisogni economici legati a fondi insufficienti per l’erogazione dei vari servizi cui i Municipi sono chiamati a provvedere. I fondi dovrebbero essere distribuiti, nel rispetto del piano di rientro, in maniera equa e rispettando le esigenze di ogni Municipio, in base a criteri ben precisi che tengano conto, utilizzando gli indicatori di riferimento, dell’estensione territoriale, della densità di popolazione, delle caratteristiche demografiche, sociali, economiche dei suoi abitanti.In quest’ottica le strutture territoriali di Roma Capitale sono passati da 19 a 15[1]. La Giunta Capitolina[2], ha poi precisato i confini dei 15 Municipi, definendone i rispettivi territori[3].
Nel 2016 si è registrata una spesa corrente di Roma Capitale per abitante di 1.460 euro di cui 991 euro è stata destinata in particolare per l’acquisto di beni e servizi. Una piccola quota, pari a 79 euro in media per abitante è stata assegnata ai municipi per la gestione dei servizi, con l’importo più alto nel municipio XIII con 107 euro procapite e con un importo più basso nel terzo e quarto municipio con soltanto 64 euro procapite. La disomogeneità finanziaria territoriale va quindi analizzata in maniera approfondita al fine di correggere eventuali distorsioni nell’allocazione delle risorse finanziarie sul territorio nel rispetto dell’autonomia amministrativa finanziaria e gestionale di cui godono i municipi e soprattutto nel rispetto del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68).  Continua a leggere

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I Trasporti e il Diritto alla Mobilità nel Lazio

La seconda missione di gran lunga più rilevante, dopo quella della sanità, che assorbe una consistente fetta del bilancio della Regione Lazio è quella dei Trasporti e Diritto alla Mobilità, con un finanziamento di circa 1 miliardo di euro (in termini di impegni di spesa) come è stato certificato nel rendiconto 2016. In termini di pagamenti totali l’importo registrato nel 2017 è di poco più di un miliardo.
La forte dilatazione tra la gestione della competenza e della cassa e la conseguente formazione dei residui passivi (spese impegnate ma non pagate) ha rappresentato una forte criticità contabile non permettendo un monitoraggio efficace della spesa regionale. Con la nuova armonizzazione contabile[1] viene monitorato l’incremento dei residui attraverso un indicatore che considera la capacità di formazione dei residui.
Il valore teorico zero sta ad indicare il completo pagamento degli impegni entro la fine del periodo e quindi l’assenza dei residui di competenza tanto più l’indicatore si avvicina all’unità tanto meno l’ente dimostra di saper condurre in termini tempestivi ed efficaci la propria gestione di cassa ritardando il pagamento delle spese e segnalando difficoltà a raggiungere gli obiettivi inseriti nel bilancio di previsione[2]. Continua a leggere

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