Archivio mensile:Marzo 2013

OLTRE IL PIL

«Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana […] Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. […] Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

(Robert Kennedy, 1968)

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LA SOSTENIBILITA’ DEL DEBITO PUBBLICO

La dimensione del debito pubblico italiano, causato principalmente dall’elevata spesa per interessi, sta soffocando ogni prospettiva di crescita economica con ripercussioni devastanti anche sullo stato sociale. La dinamica del debito pubblico coglie gli effetti di feedback tra politiche di bilancio, attività macroeconomica e settore finanziario. La recente riforma costituzionale ha sancito l’equilibrio del bilancio strutturale e la sostenibilità del debito pubblico, vincolando la politica economica ai patti di stabilità europei.

L’accumulo del debito lordo è riconducibile a tre fattori principali: 1) il saldo primario delle amministrazioni pubbliche in ciascun periodo; 2) l’impatto congiunto della spesa per interessi sull’ammontare del debito in essere, della crescita del PIL in termini reali e dei tassi di inflazione sul rapporto tra debito e PIL; 3) il raccordo disavanzo debito, definito per semplicità come “flussi finanziari”, riguardante le operazioni o altri fattori che incidono sulla consistenza del debito ma che non rientrano nel calcolo del disavanzo.

Il debito pubblico e i fattori che lo determinano

Dal passato un debito pubblico insostenibile

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PARADOSSO DELLA FELICITA’

Quando aumenta il reddito, e quindi il benessere economico, la felicità umana cresce solo fino ad un certo punto: poi comincia a diminuire, mostrando una curva ad ‘u’ rovesciata», questo è noto come «paradosso della felicità» o «Easterlin Paradox».

Economista americano Richard Easterlin

I costi della crisi pagati dai più deboli

Effetto cedolare

Media bugiarda anche per i pensionati

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