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Cercasi disperatamente una legge speciale per Roma Capitale!

 

Roma è una città fortemente disuguale, la discriminazione degli individui è legata al territorio dove vivono quotidianamente. Roma ha una superficie di 1287 chilometri quadrati, pari a 9 metropoli europee messe insieme comprese Parigi e Vienna; i residenti a Roma sono circa 2,9 milioni, di cui il 13,4% sono stranieri; nel 2018 i turisti arrivati sono stati 28 milioni presenti negli esercizi alberghieri e 8 milioni negli esercizi complementari, le forze di lavoro sono due milioni e il reddito pro capite è stato di 25 mila euro nel 2016.

Roma Capitale dispone di 1613 euro per abitante per la spesa finale (4,6 miliardi di euro), nel 2018 ha gestito 49 milioni di passeggeri transitati nei due scali della Capitale e dispone di soli 60 chilometri di metropolitane; Roma ha quasi 9000 chilometri di strade da manutenere (per asfaltatura, per le buche, per le alberature, per lo sfalcio del verde, i rifiuti e le pulizie).
Soltanto per la manutenzione delle strade sono destinate 122 mila euro ossia 15 volte meno di Milano, ogni abitante di Roma deve mantenere 310 metri di strade rispetto ai 75 di un milanese. Su queste strade romane corrono quasi 2 milioni di automobili che fanno 13 mila incidenti all’anno con 140 morti e 17 mila feriti.
Roma ha un debito straordinario di 13 miliardi e un debito ordinario di più di un miliardo di euro, il comune deve sostenere 45 mila dipendenti tra dipendenti capitolini e aziende partecipate.

Riguardo la sicurezza urbana Roma ha più di 5000 denunce, la distribuzione sul territorio della polizia urbana è però distribuita in maniera disomogenea concentrando la giunta un numero maggiore di poliziotti al centro storico della città.
Il comune di Roma possiede circa 25 mila immobili di cui 24 mila abitativi ma le relative pratiche non sono digitalizzate per cui è difficile raggiungere gli inquilini e incassare i milioni di euro per i pigioni annualmente in mora. Roma oltre ad essere sede della Città del Vaticano ospita oltre cento Ambasciate, i ministeri, la Camera e il Senato, le Corti e le rappresentanze straniere tutti ospitate in edifici esenti dalle tasse.

Nelle istituzioni pubbliche di Roma lavorano quasi un milione e mezzo di dipendenti e ci sono oltre 16 organizzazioni non profit con 76 mila volontari.

Soltanto nel 2017 ci sono state nella capitale quasi 5 manifestazioni al giorno inoltre sono arrivati nella capitale 46 capi di stato e 43 capi di governo stranieri (con tutte le ripercussioni sulla mobilità urbana) ognuno con relativo seguito e tutti con i conseguenti problemi di ospitalità, traffico e sicurezza.

Roma Capitale avrebbe bisogno di una legge speciale, come ne fruiscono tutte le grandi capitali europee, per cui lo Stato si accolla le spese relative alla funzione di capitale attraverso trasferimenti diretti speciali per Roma Capitale d’Italia (se venissero trasferiti i fondi tempestivamente non ci sarebbe bisogno di ricorrere all’anticipazione di cassa o a fare ricorso ai fondi vincolati per finanziare la spesa corrente, questi movimenti di risorse finanziarie in uscita e in entrata sono registrate nel bilancio capitolino come partite di giro e quindi fanno lievitare il Titolo 9 delle entrate e il corrispondente Titolo 7 delle uscite a 5 miliardi di euro nel bilancio di previsione.

Anche il Papa, il 26 marzo 2019, ha sentito il bisogno di sottolineare che la capitale ha bisogno di maggiore attenzione coraggio affinché tanto splendore non si degradi.

Quindi Roma deve essere posta in grado di governare con strumenti normativi appropriati e una adeguata dotazione di risorse finanziarie, strumentali ed umane.

Aspettando quindi la legge speciale! Una prima bozza di proposta di legge parlamentare ha affrontato il delicato tema, ma non si può aspettare il percorso parlamentare di un disegno di legge per risolvere i tanti problemi che affliggono i residenti romani,  è prioritario per il Governo Conte bis conferire a Roma i poteri speciali come ha dichiarato alla Camera il giorno della fiducia lo stesso Presidente Conte parlando di Roma: “Lo statuto di Roma Capitale dovrà essere profondamene riformato, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”. 

Leggi anche la relazione sulla disuguaglianza della spesa capitolina e l’ordine del giorno presentato in occasione del Consiglio Straordinario “Status di Roma Capitale e relativi poteri e risorse”  (respinto con 22 voti di astensione e due voti contrari).

Monica Montella
Consigliera Assemblea Capitolina di Roma Capitale
Commissione I – vice presidente Vicario – COMMISSIONE PERMANENTE I Bilancio – Politiche economiche, finanziarie 
Commissione VI– Membro della – COMMISSIONE PERMANENTE VI – Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro Cultura
Commissione XII– Membro della – COMMISSIONE CAPITOLINA PERMANENTE XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali

COMMISSIONE CONTROLLO GARANZIA E TRASPARENZA – Vice Presidente Vicario

 



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Risorse finanziarie impegnate dai Municipi di Roma nel 2018

 

Per attuare un effettivo ed efficace decentramento amministrativo, che porti reali benefici ai cittadini, è necessario creare un “cruscotto di indicatori”, almeno trimestrale e annuale, di dati strutturali (amministrativi e statistici) per fotografare il reale fabbisogno potenziale dei servizi alla persona e al territorio che siano poi legati alla effettiva domanda dei fabbisogni rilevati nei 15 municipi di Roma Capitale.

Leggi la relazione e l’ordine del giorno presentato in occasione del Consiglio Straordinario “Status di Roma Capitale e relativi poteri e risorse”  (respinto con 22 voti di astensione e due voti contrari).

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Una fotografia della capacità di riscossione di Roma Capitale

 

Nel 2018 Roma Capitale[1] ha accertato 5 miliardi di euro di entrate finali (al netto di quelle per conto terzi e partite di giro); di questa cifra soltanto il 66% è stata effettivamente riscossa dall’ente; tale quota scende al 54% se facciamo riferimento alle entrate extra tributarie.

Uno scarso livello di riscossione delle entrate è una delle principali cause degli squilibri di bilancio di un ente territoriale, proprio a tal fine l’OREF “raccomanda Roma di procedere all’analisi delle discordanze ed individuarne le motivazioni al fine di assumere i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie“. 

Come è riportato nella tavola 1 le entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa Continua a leggere



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Analisi e criticità riscontrate nel Rendiconto 2017 di Roma Capitale

Leggi la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale.

Il Comune di Roma deve ripianare, per effetto del piano di rientro, più di un miliardo di euro di debito “ordinario” che i cittadini romani dovranno pagare fino al 2044. 

Con segno negativo è riportato infatti la quota pari a 28,4 milioni di euro che rappresenta il rateo annuale del disavanzo da ripianare con rate costanti a decorrere dal 2015.

Il Comune di Roma registra anche nel 2017 un disavanzo di 666 milioni di euro in linea con il disavanzo massimo consentito nel 2017 dalle disposizioni normative, che risulta comunque un importo in riduzione rispetto al 2016 (-8,1%) di 59 milioni di euro cifra ben superiore dell’importo massimo di disavanzo ammesso nel 2017  pari a 697,6 milioni di euro quale limite posto previsto con decreto del ministero dell’interno del 2 aprile 2015. Continua a leggere

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PIU’ di 10 ANNI DI STORIA DEL REGOLAMENTO del CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA CAPITALE

Il Regolamento del Consiglio Comunale è stato approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 25 luglio 2002 e successivamente modificato con:download
deliberazione del Consiglio Comunale n. 91 del 2 maggio 2005 (A ciascun Gruppo Consiliare sono assegnati cinque dipendenti più un dipendente in ragione di ogni Consigliere Comunale”).
deliberazione del Consiglio Comunale n. 45 del 20 febbraio 2006 (“Alle sedute del Consiglio partecipano i Consiglieri Aggiunti” eletti in rappresentanza della comunità degli stranieri).
deliberazione del Consiglio Comunale n. 129 dell’11 luglio 2006
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La struttura dell’economia romana

Secondo l’ultimo censimento Istat del 2011 a Roma ci sono un milione di occupati, 700 mila pensionati, più di 200 mila casalinghe, quasi 175 mila studenti, 78 mila cercano un’occupazione e 147 mila sono lavoratori autonomi di cui (tavola 1), come emerge dagli open data Roma, 137.882 esercenti sono commercianti e 9.600 esercenti sono nel settore turistico delle strutture ricettive. In complesso la forza lavoro romana è quasi il 50% della popolazione residente. Un altro milione di cittadini romani rappresentano invece le NON forze di lavoro (studenti, pensionati, disoccupati e casalinghi/e). Gli stranieri residenti a Roma sono 224 mila nel 2011 con una alta concentrazione (più di 29 mila residenti) nel centro storico del primo municipio e nel sesto municipio Roma delle Torri. I bambini con età inferiore ai 5 anni sono invece 120 mila. Continua a leggere

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Le strutture ricettive romane nel 2016

Roma è il Comune d’Italia che contribuisce di più alla formazione del PIL nazionale[1]. Nella formazione del valore aggiunto comunale il turismo è uno dei settori produttivi storici di Roma Capitale ed il suo impatto sulla economia della città è notevole sia in termini occupazionali che in termini di fonti di introiti per il Comune (tassa di Soggiorno[2], concessioni commerciali, biglietti di musei e monumenti, spettacoli e eventi a pagamento). La ricettività, la ristorazione, il commercio e tutti i servizi connessi al settore turismo sono l’ulteriore indotto produttivo della città capitolina e sono le tre componenti interconnesse che fanno leva sulla domanda turistica. Con l’utilizzo di dati amministrativi è stato possibile censire le strutture ricettive romane.  I dati utilizzati sono gli Open data Roma[3]. Gli open data rappresentano uno strumento di misurazione diretta e concreta dei fenomeni economici e creano le condizioni per una migliore possibilità di intraprendere decisioni politiche efficaci, strategiche ed operative mirate, con particolare riguardo ai Comuni. Continua a leggere

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Lotta agli sprechi di Roma Capitale

sprechiL’Autorità Anticorruzione nella recente delibera sull’attività ispettiva ha sancito che  “la documentazione acquisita e i dati estrapolati dalla Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), relativi al periodo contrattuale 2012-2014 di Roma Capitale, hanno palesato il ricorso generalizzato ed indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, in difformità ed in elusione alla normativa di settore, con conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive“. Continua a leggere

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