Risorse finanziarie impegnate dai Municipi nel 2018

 

Per attuare un effettivo ed efficace decentramento amministrativo, che porti reali benefici ai cittadini, è necessario creare un “cruscotto di indicatori”, almeno trimestrale e annuale, di dati strutturali (amministrativi e statistici) per fotografare il reale fabbisogno potenziale dei servizi alla persona e al territorio che siano poi legati alla effettiva domanda dei fabbisogni rilevati nei 15 municipi di Roma Capitale.

Leggi la relazione e l’ordine del giorno presentato in occasione del Consiglio Straordinario “Status di Roma Capitale e relativi poteri e risorse”  (respinto con 22 voti di astensione e due voti contrari).

  • Analisi degli indicatori disponibili

L’allocazione ottimale delle risorse all’interno dei singoli municipi è necessaria, soprattutto in un’ottica di decentramento amministrativo, per conseguire un risultato generale di razionalizzazione e di efficientamento della spesa capitolina, rispettando le esigenze di ogni Municipio, in base a criteri ben precisi che tengano conto, utilizzando appropriati indicatori di riferimento, dell’estensione territoriale, della densità di popolazione, delle caratteristiche demografiche, sociali, economiche dei suoi abitanti (leggi anche il precedente lavoro in questo post).

E’ chiara la necessità quindi di adottare, per l’allocazione delle risorse finanziarie ai municipi in una prima fase di bilancio di previsione, tutti gli indicatori disponibili per ripartire le risorse finanziarie in ciascuna municipalità in maniera omogenea, rivolta a garantire una oggettiva distribuzione delle risorse basata su criteri imparziali e non clientelari e su fabbisogni concreti che derivano dal territorio.

Ecco ad esempio alcuni indicatori statistici quantitativi e qualitativi: TEMA POPOLAZIONE si potrebbero considerare le varie caratteristiche della popolazione per istruzione, per occupazione, densità della popolazione per municipio, indicatori strutturali della popolazione per municipio, il tasso di natalità e mortalità per municipio, il saldo naturale migratorio e demografico per municipio, il numero di famiglie e numero residenti per municipio, il numero di residenti per classe di età residenti nei municipi, la popolazione straniera residente per municipio e per area geografica di provenienza, incidenza della presenza straniera nei municipi, i servizi demografici (atti rilasciati, senza fissa dimora etc.); TEMA SCUOLA-ISTRUZIONE il numero di asili nido presenti in ogni municipio per tipo di gestione, il numero di iscritti italiani e stranieri negli asili nido per tipo di gestione, il numero di scuole dell’infanzia comunale e alunni per cittadinanza per ogni municipio, il numero di alunni stranieri presenti nei vari gradi di istruzione; TEMA ANZIANI il numero di centri anziani che usufruiscono dei servizi sociali forniti dai municipi, i residenti anziani a basso reddito per municipio; TEMA SANITÀ il numero di posti letto in ospedale per municipio; TEMA BENESSERE ECONOMICO-REDDITO il reddito individuale imponibile medio per municipio e per cittadinanza, il reddito medio complessivo IRPEF e per classe di reddito, i beneficiari del REI,  il numero di famiglie con figli e reddito basso; TEMA TERRITORIO-AMBIENTE il consumo di suolo per municipio, mq di strade da manutenere, mq di marciapiedi e di strade della Grande Viabilità; TEMA SICUREZZA URBANA il numero di incidenti a Roma, il numero di delitti a Roma per tipologia; TEMA IMPRESE il numero di unità locali attive di imprese per municipio, il numero degli esercizi commerciali per municipio (open data elenco), incidenza imprese per settore di attività, incidenza unità locali per municipio, il numero di istituzioni pubbliche attive sul territorio romano; TEMA PATRIMONIO IMMOBILIARE numero UIB beni immobili di edilizia residenziale e commerciale di proprietà di Roma Capitale, numero UIB beni immobili ad uso istituzionale di proprietà di Roma Capitale,  numero UIB beni immobili edilizia residenziale e commerciale detenuti da Roma Capitale, numero UIB di edilizia scolastica di Roma, numero UIB  beni confiscati TEMA CULTURA-TURISMO il numero di visitatori nei musei monumenti e aree archeologiche statali di Roma, il numero di visitatori nel sistema musei civici di Roma, il numero di biblioteche di Roma, il numero strutture ricettive per municipio, il numero presenze negli esercizi ricettivi (manca dato per municipio) etc..

Molto interessante è il set di INDICATORI BES riportato nel Documento Unico di Programmazione DUP 2020-2022, approvato dalla giunta, come salute  istruzione  lavoro lavoro 2   benessere economico  benessere economico 2 relazioni sociali   politica e istituzionisicurezzabenessere soggettivo paesaggio e patrimonio culturale ambienteambiente 2 innovazione ricerca e creatività qualità dei servizi  mobilità mobilità 2 gestione eco compatibile etc.. 

La politica che può fare? Bisogna riequilibrare il gap strutturale della popolazione residente a Roma e per farlo si devono creare le condizioni favorevoli affinché giovani coppie laureate ad esempio si insediano nel VI municipio dove la popolazione priva di titolo di studio è concentrata in misura maggiore. Nella predisposizione di risorse da destinare al territorio, si devono riequilibrare le aree densamente abitate (le aree più densamente abitate sono il municipio V ed i municipi I e II). Il primo e l’VIII municipio hanno una popolazione residente con l’indice di vecchiaia più alto rispetto agli altri municipi e di conseguenza hanno il rapporto di anziani per bambino più elevato, si devono destinare risorse finanziarie per servizi agli anziani nei territori dove è più alto l’indice di vecchiaia e dove è più basso il livello del reddito. Il Municipio VII, più popoloso della Capitale, e il Municipio V, che è uno di quelli con il reddito medio imponibile più basso, risultano tra i municipi quelli con il valore di anziani in condizioni di difficoltà economica più alto. Nel municipio VIII dove è maggiore la presenza di anziani abbiamo però un esiguo numero (soltanto 8) di centri anziani, mentre nel V e VI municipio, dove maggiore è l’esigenza di strutture per l’infanzia e per i ragazzi in età scolare, abbiamo invece il numero più alto di centri anziani. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie per servizi agli anziani nei territori dove è più alta l’esigenza e il fabbisogno strutturale. Dall’analisi dei tassi di natalità per municipio si conferma invece che il tasso di natalità più alto è proprio nel VI municipio con il 9,8% e il tasso di mortalità più alto è nel municipio VIII con l’11,5%. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie nel municipio VI per garantire servizi ai bambini nei territori dove è più alto il tasso di natalità (parchi gioco, dopo scuola, nidi, etc.) con un occhio di riguardo ai servizi per la famiglia e predisporre tantissime aree pedonali per far girare tranquillamente nel quartiere anche i più piccoli con piste ciclabili e predisporre un ampio programma per le attività culturali e locali dedicate a tutti i membri della famiglia e pianificare attività legate ai bambini nei musei e nelle biblioteche; bisognerebbe creare tantissime aree verdi con servizi per bambini e in generale predisporre tantissime attività e servizi anche per i più piccini. Il sesto municipio ha una popolazione molto giovane, il settimo municipio è il più popoloso con 307 mila abitanti nella fascia di età tra 15-29 anni e 30-64 anni. Proprio nel VI municipio bisognerebbe investire per aumentare il numero di asili nido comunali visto che ne risultano soltanto 16 presenti sul territorio seppur viene compensato il divario, ma probabilmente non accessibili alle famiglie con basso reddito, dai 23 privati a gestione diretta e dai 23 privati autorizzati. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie tenendo conto di questi dati strutturali a supporto delle scelte fatte e orientare gli investimenti in asili nido comunale proprio nel municipio VI dove maggiore è l’esigenza e il fabbisogno. E proprio nel municipio VI si registra uno scarso numero di iscritti italiani e stranieri negli asili nido per gestione diretta comunale e indiretta privato, nonostante la presenza del tasso di natalità più alto con il 9,8%. Su 322 scuole dell’infanzia comunale 31 unità sono state collocate nel municipio VII, dove si registra anche il numero più alto di alunni (3.713 alunni), e il IX municipio che però di alunni ne ha 2.306; riguardo gli alunni stranieri il numero maggiore è presente nel V municipio  con 629 alunni stranieri. Il numero di alunni stranieri presenti nei vari gradi di istruzione per municipio conferma che nel municipio VI insieme al municipio V alla scuola primaria frequentano rispettivamente 2.514 e 1.932 bambini stranieri e che sempre negli stessi municipi si ha una presenza più alta di stranieri con un numero considerevole di alunni stranieri rispetto agli altri municipi e che il 90 % di loro sono collocati proprio nella fascia di età che copre la scuola dell’infanzia fino alla scuola media. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie tenendo conto di questi dati strutturali a supporto delle scelte fatte e orientare le risorse nel municipio VI all’integrazione degli stranieri dove maggiore è l’esigenza e il fabbisogno. Bisogna porre attenzione al saldo migratorio il cui dato presente nel primo municipio è molto allarmante, la politica dovrebbe verificare se effettivamente tale dato scaturisce dalle numerose cancellazioni per irreperibilità (come riportato nel DUP 2020 2022 approvato in giunta) oppure ci potrebbero essere altre motivazioni ben più serie come, ad esempio, fattori legati alla scarsa qualità della vita sul territorio del primo municipio. Nel municipio VIII sono presenti 149 mila famiglie, il più alto numero che si registra rispetto agli altri municipi capitolini. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie nel municipio VIII per garantire servizi per la famiglia per fasce di età 30-50 anni e si dovrebbero creare tantissime aree pedonali per far girare tranquillamente nel quartiere i ragazzi con piste ciclabili e predisporre un ampio programma per le attività culturali e locali dedicate a tutti i membri della famiglia e pianificare attività nei musei e nelle biblioteche. Ci sono numerosi sedi universitarie collocate sul territorio romano proprio per questo bisognerebbe investire sui servizi agli studenti e sul loro tempo libero senza che manchino le occasioni per divertirsi in maniera sana. Dovrebbe rappresentare una priorità per la politica, e non solo per il municipio VIII, creare condizioni ottimali per i ragazzi con un programma e un portale dedicato agli eventi per gli studenti. Creare una documentata e aggiornata lista delle risorse artistiche presenti in ciascun quartiere sul territorio: musei e biblioteche, palazzi e monumenti e visite guidate e creare le possibilità, per chi vuole tra gli studenti universitari, di praticare sport gratuitamente nei parchi del territorio. Quando nella fase di bilancio si predispongono risorse finanziarie da destinare alla politica dell’’inclusione sociale bisogna valutare la presenza sul territorio capitolino degli stranieri residenti. Sono 382 mila gli stranieri che vivono a Roma, la maggior parte di loro è di origine europea ed asiatica, e incidono in misura maggiore nel primo e XV municipio. Nel V municipio il reddito imponibile degli stranieri è di appena 10.346 euro rispetto al doppio di quello percepito dagli italiani. La politica dovrebbe destinare risorse finanziarie per ridurre il gap reddituale tra italiani e stranieri. Su 180 mila delitti rilevati a Roma la maggior parte, ovvero circa 117 mila, sono per furti ma bisognerebbe avere una disaggregazione di questo dato per municipio per intervenire in maniera mirata alla sicurezza del territorio. Il numero di imprese attive presenti a Roma sono 294 mila, di cui il 26% sono presenti nel primo e secondo municipio, circa 130 mila sono attività economiche nel settore del commercio. Rispetto ai 23 mila dipendenti capitolini presenti al 31 dicembre 2018, circa 11 mila sono assegnati ai municipi. Il 70% del personale è collocato nelle scuole capitoline, il 18% nell’area amministrativa e soltanto l’11% è di ruolo nell’area tecnica. La politica deve incidere su questi gap strutturali del personale capitolino tenendo conto che in tre municipi capitolini su 15 (I – VII e X) si avvalgono anche di un servizio di staff.

Dalla fotografia scattata dall’analisi del rendiconto di gestione del 2018 continua purtroppo ad esistere un gap strutturale e una disparità di spesa nei municipi di Roma Capitale rappresentando un limite alla crescita omogenea e allo sviluppo equilibrato del territorio municipale capitolino.

  • Analisi della spesa finale territoriale

La spesa finale complessiva di Roma Capitale nel 2018 è stata di 4,7 miliardi di euro, di cui 1 miliardo è stato impegnato direttamente dai municipi.

La spesa territoriale finale per abitante è stata di 355 euro con l’importo più alto nel municipio VIII con 405 euro procapite e con un importo più basso nel XII municipio con soltanto 306 euro procapite  rispetto ai 1.303 euro di risorse assegnate alle strutture centrali e all’importo complessivo per abitante di 1.657 euro  (al netto delle uscite per conto terzi e partite di giro). Nella spesa finale bisogna considerare anche i 124 milioni di euro che Roma Capitale sostiene per rimborsi e prestiti (rimborso mutui e finanziamenti a medio e lungo termine).

In termini assoluti la spesa corrente di Roma Capitale nel 2018 è stata di 4,4 miliardi di euro e la spesa in conto capitale di appena 191 milioni di euro (Tavola 1).  La spesa corrente di 4,4 miliardi di euro è stata impegnata per 3 miliardi di euro dagli uffici centrali (staff, linea) e soltanto 981 milioni di euro è stata spesa dai municipi.

La spesa corrente dei 15 municipi rappresenta appena il 22% della spesa corrente complessiva romana e scende al 17% l’incidenza della spesa in conto capitale impegnata direttamente dai municipi. Nell’ultima colonna della Tavola 1 è possibile evidenziare la differenza di spesa per municipio rispetto al valore medio, il VI, XII e XV municipio sono quelli che misurano un valore negativo ciò significa che gli abitanti di questi municipi dovrebbero recuperare circa 40 euro procapite di spesa finale rispetto agli altri (il municipio VIII ha avuto invece 50 euro in più in termini di procapite rispetto alla media).

Tavola 1 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa per municipi e macroaggregati – anno 2018 valori assoluti e procapite

Nella Tavola 2 si possono analizzare gli impegni di spesa corrente per municipi e tipo di programma.

Tavola 2 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa corrente per municipi e programma – anno 2018 valori assoluti

Nella Tavola 3 si possono analizzare gli impegni di spesa in conto capitale per municipi e tipo di programma. 

Tavola 3 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa in conto capitale per municipi e programma – anno 2018 valori assoluti

Nella Tavola 4  si può analizzare la spesa corrente e in conto capitale impegnata nel triennio 2016-2018. Il Municipio X ha incrementato la spesa corrente di 14 milioni di euro mentre il Municipio III ha aumentato di 6 milioni di euro la spesa in conto capitale seguito dal Municipio II con 4 milioni di euro in più e il Municipio VIII con 3,4 milioni di euro in più.

Tavola 4 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa corrente e in conto capitale per municipi – anni 2016 – 2018 valori assoluti

Più in particolare, nel 2018 la spesa corrente più consistente per missione (Tavola 5) è quella dei “servizi istituzionali generali e di gestione” con un importo di più di 900 milioni di euro, 324 euro  per abitante, di cui: 200 milioni  sono i trasferimenti allo Stato per addizionale commissariale per il piano di rientro (L. 78/31.5.2010 ART. 15 ), più di 300 milioni di spese del personale, 45 milioni per fitti passivi e spese accessorie di beni immobili – Patrimonio ERP e 11 milioni  per fitti passivi uffici, 9,6 milioni per spese di riscaldamento, 36 milioni  per spese relative alle utenze idriche, 12,4 milioni per agevolazioni tariffarie Tari e 5,8 milioni per pagamento Tari edifici comunali, 17 milioni per spese per la lotta all’evasione fiscale nel contratto di servizio  AEQUA ROMA SPA, 4,1 milioni per spese per la riscossione esattoriali, 26 milioni per servizi di assistenza sistemistica e 2,9 milioni per servizi assistenza hardware, 17 milioni per versamenti IVA a debito per le gestioni commerciali, 3  milioni per manutenzione impianti telefonici, 4,8 milioni per call center, 8,3 milioni per contratto di servizio Risorse per Roma – Patrimonio, 6,9 milioni per licenze software, 3,8 milioni per manutenzione ascensori, 4,5 milioni per manutenzione ordinaria edifici, 3,7 milioni per spese varie condominiali, 3,7 milioni per pulizia locali altre società, 2,9 milioni di utenze elettriche erogate da ACEA, 2,4 milioni per servizi di vigilanza e sicurezza nelle sedi capitoline, e altre di importi minori.

La spesa in conto capitale (investimenti) più elevata è stata impegnata invece nella missione “trasporti e diritto alla mobilità” con 117 milioni di euro (Tavola 5) di cui 82 milioni di euro per il trasporto pubblico locale (di cui soltanto 54 milioni è stata impegnata per la Linea C,  il resto per la manutenzione straordinaria Metro linea A, Linea B1 DFB, corridoio trasporto  EUR-TOR DE’ CENCI LAURENTINA-TRIGORIA) e 34,6 milioni di euro per la viabilità e le infrastrutture stradali (impianti di illuminazione pubblica, manutenzione straordinaria strade) per un importo procapite di 41 euro per abitante.

Tavola 5 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa per missione e macroaggregati – anno 2018 valori assoluti e procapite

Nella Tavola 6 è evidenziata la spesa corrente per missione e per municipio, nella colonna relativa al procapite si può notare la discrepanza del valore di ciascun municipio rispetto al valore medio di spesa corrente totale territoriale; il Municipio XII, rispetto agli altri, nel 2018 ha impegnato 46 euro in meno dei 343 euro di spesa media territoriale. L’importo totale della spesa corrente per municipi e missione[1] è leggermente più basso di 413 milioni di euro, poiché mancano alcune missioni la cui competenza è esclusivamente centralizzata. 

Tavola 6 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, spesa corrente per missione e municipi – impegni anno 2018 valori assoluti e procapite

Nel 2018 il Municipio II, III e VIII sono quelli che hanno investito più risorse finanziarie sul proprio territorio, in particolare nella manutenzione degli edifici scolastici (Tavola 7). Quasi tutti i municipi hanno impegnato risorse per adeguamento delle strutture scolastiche  e adeguamento alle norme prevenzione antincendio e messa in sicurezza, unico assente è risultato il Municipio X; mentre per i trasporti gli investimenti maggiori sono stati effettuati nel municipio III. Nel secondo municipio si evidenzia più di 2 milioni di euro di spese in conto capitale per la missione dei servizi istituzionali di cui 1,5 milioni è relativo al trasferimento che la Regione Lazio ha effettuato per il contratto di quartiere San Lorenzo (DEL.G.R.3742/99).  Quasi 400 mila euro è stato impegnato per lo sport dal municipio VIII per il rifacimento della pista di atletica e tribune degli spettatori dello stadio degli eucalipti. Il IX Municipio non ha fatto investimenti sul territorio nel 2018  (soltanto 28 mila euro) ma purtroppo non è l’unico anche il XV municipio ha investito pochissime risorse finanziarie (202 mila euro) rispetto al resto dei municipi.

Tavola 7 – Rendiconto di gestione del Comune di Roma, impegni di spesa in conto capitale per missione e municipi – anno 2018 valori assoluti e procapite

  • Analisi del personale di Roma Capitale

Rispetto ai 23 mila dipendenti capitolini presenti al 31 dicembre 2018, circa 11 mila sono stati assegnati ai municipi (Tavola 8). Il 70% del personale è collocato nelle scuole capitoline, il 18% nell’area amministrativa e soltanto l’11% è di ruolo nell’area tecnica. Risulta importante sottolineare che in tre municipi capitolini su 15 (I – VII e X)  si avvalgono di un servizio di staff.

Tavola 8 – Personale assegnato ai municipi come previsto nel Piano esecutivo di gestione (P.E.G.) 2019-2021, popolazione residente per municipi e personale assegnato per 1000 abitanti, valori assoluti

Conclusioni

Nella fase di predisposizione del bilancio di previsione, un ente locale, con l’ausilio degli indicatori statistici quantitativi e qualitativi aggiornati almeno con frequenza trimestrale (se dati amministrativi) e annuale (se dati statistici), dovrebbe assegnare risorse economiche ed umane ai centri di responsabilità finanziaria (ovvero ai centri di costo, secondo la denominazione finora adottata in sintonia con l‟art. 169 D.Lgs. 267/2000) garantendo una distribuzione omogenea tra le municipalità, tenendo conto degli indicatori quantitativi e qualitativi, a partire dall’analisi dei rispettivi fabbisogni del contesto socio-economico (“fragilità economica”) e dai fabbisogni emersi dai dati del Segretariato Sociale e di Prossimità (“fragilità sociale”) e di tutti gli indicatori amministrativi e statistici strutturali disponibili.

Nella fase di predisposizione del bilancio di previsione, un ente locale dovrebbe definire in maniera oggettiva, attraverso criteri di priorità, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, predisponendo il programma degli interventi sul patrimonio disponibile e indisponibile dell’ente sulla base dei quali le strutture amministrative formulano le relative richieste di finanziamento.

Nella fase di predisposizione del bilancio di previsione, un ente locale dovrebbe strutturare l’attività di monitoraggio delle priorità degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di pavimentazione stradale, avvalendosi delle nuove tecnologie disponibili (ad esempio archivi geo-referenziati), per pianificare a livello territoriale la spesa in conto capitale tenendo conto degli interventi degli operatori privati di servizi per gas, energia, telecomunicazioni, rispetto a quelli programmati da parte delle strutture dipartimentali e territoriali, evitando di duplicare gli interventi di manutenzione stradale sul territorio.

Nella fase di predisposizione del bilancio di previsione, un ente locale dovrebbe fornire i dati di spesa corrente e in conto capitale classificati secondo la struttura di bilancio articolato per ciascuna municipalità (la legge sulla trasparenza prevede inoltre che gli enti locali sono tenuti a pubblicare sui loro siti istituzionali, in una apposita sezione, il bilancio preventivo  e  consuntivo, il Piano degli indicatori e i risultati attesi di bilancio a questi bisognerebbe aggiungere di fornire i dati per ciascuna municipalità).

Nel Documento unico di programmazione 2020 – 2022 oltre a riportare il set di indicatori BES, come è stato introdotto per la prima volta dal Comune di Roma, un ente locale dovrebbe riportare le linee di azione, che emergono dall’analisi dei dati,  a cui la politica deve dare risposte concrete.

NB: La Fonte dei dati delle tavole sono: Elaborazione dati per impegni di spesa Ragioneria Generale di Roma Capitale e ufficio di Statistica di Roma Capitale

NOTE

[1] Le missioni sono: AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA, DEBITO PUBBLICO, GIUSTIZIA, ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA, POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE, SOCCORSO CIVILE, SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ’ e TURISMO.



La riproduzione di questo articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: http://www.monicamontella.it/
Print Friendly, PDF & Email

Google+ Comments