Garanzie a debito per il Fondo verde per il clima

 

Leggi la proposta ODG al disegno di legge al bilancio 

Leggi la relazione

Disponiamo di una sola Terra, ma ci comportiamo come se ne avessimo a disposizione 1,6 vivendo al di sopra delle possibilità di rigenerazione delle risorse naturali, con importanti differenze tra le diverse aree territoriali del pianeta.

Nella Decisione presa a COP26 a Glasgow nel patto per il clima si legge che le attività umane hanno causato fino ad oggi per circa 1,1°C il riscaldamento globale e che gli impatti si stanno già facendo sentire in ogni paese.
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La Tassa più odiata dai romani onesti: la Ta.ri.

Leggi 1° relazione del 21 dicembre 2018 su criticità gestione AMA S.p.A.

Leggi PEC richiesta commisione bilancio del 30 maggio 2019

Leggi PEC su TIA-TARSU-TARI e le agevolazioni scolastiche contenute nella proposta di delibera n° 1 variazione di bilancio

Leggi richiesta commissione congiunta bilancio ambiente su riscossione della TARI del 7 marzo 2019

Leggi PEC ipotesi fondi occulti Esposto del 20 giugno 2019 sulla TARI

Leggi proposta di delibera su TARI del 2019  Bocciata l’8 aprile 2021

 Leggi verbale 5 agosto 2019 Sollecito richiesta commissione bilancio mai calendarizzata

Leggi interrogazione 5 ottobre 2019 su controllo analogo inviata con PEC

Leggi Interrogazione su domiciliazione TARI del 20 novembre 2020 risposta interrogazione TARI

Leggi la relazione aggiornata al 2021

Leggi delibera Piano risanamento di AMA

  1. Premessa

“La TAssa RIfiuti è l’imposta più evasa d’Italia, ogni anno quasi una famiglia su cinque non la paga  rappresentando il 20% dei corrispettivi dovuti: un ammanco pari a quasi 2 miliardi di euro per le casse degli enti locali” (Crif Ratings).

A Roma invece chi paga la Ta.Ri.?

Gli abitanti della Capitale da anni pagano la tariffa sui rifiuti più alta d’Italia per la cattiva gestione dell’azienda comunale e soprattutto per la scarsa riscossione della stessa creando buchi di bilancio ed enormi ricadute sui cittadini in termini di inefficienza dei servizi ricevuti.

In pratica solo un romano su tre paga la Ta.Ri., gli altri due o sono evasori totali oppure non ricevono a casa nemmeno il bollettino o semplicemente non risultano in alcun database (Crif Ratings). Così, anche se l’Ama afferma di incassare quasi l’80% di quanto fatturato, sembra che invece di riscuotere i più di 750 milioni di euro messi in preventivo, al Campidoglio arrivino solo il 25% della tariffa, con un mancato incasso di quasi 650 milioni nelle casse del Comune.

Ma perché tanta inefficienza nella riscossione della Ta.Ri.?

“Nel 2002 Roma ha affidato ad AMA la gestione della Ta.Ri., seppure in presenza di un trend storico di incassi della pregressa TARSU dell’ordine di appena 55-60%, anche perché l’azienda non era adeguatamente strutturata (in termini di know how necessario e di risorse umane e tecniche occorrenti) per la gestione di una “entrata” destinata ex lege a coprire integralmente i costi del servizio (ex art. 49 D.lgs. 22/1997 cosiddetto Decreto Ronchi)”.

Dal 2003 AMA ha registrato difficoltà di incasso della Tariffa per la gestione dei rifiuti che hanno comportato, negli anni successivi, da un lato la necessità di effettuare accantonamenti al fondo svalutazione crediti a fronte di eventuali e futuri mancati incassi delle fatture emesse e da emettere a titolo di Tariffa Rifiuti e, dall’altro lato, l’aumento dell’indebitamento finanziario a breve, necessario a garantire i flussi della gestione corrente.

Questo ha indotto la società da una parte a far ricorso al progressivo indebitamento bancario per 500 milioni di euro e dall’altra a rilevare perdite su crediti registrate a settembre 2008, a cui è seguita il 23 dicembre 2009 la prima ricapitalizzazione della Società sottoscrivendo un contratto di finanziamento con un Pool di otto banche.

L’indebitamento bancario a breve termine è stato strettamente connesso all’affidamento ad AMA della gestione della Ta.Ri. dal 2003″ (leggi allegati alla delibera di Giunta del 2 marzo 2021).

Soltanto a partire dagli esercizi 2012, 2013, 2014 e 2015 sono caratterizzati dal decremento sia dell’indebitamento finanziario e commerciale, sia dei crediti verso clienti per effetto, rispettivamente, dell’incremento degli incassi e delle azioni di bonifica del database Ta.Ri.. Infine, anche nel corso del 2016 è proseguito il processo di riduzione dei crediti verso l’utenza Ta.Ri. e la contestuale riduzione dei debiti bancari a medio-lungo termine.

Fino all’anno 2016 il credito derivante dal contratto di servizio di igiene urbana veniva regolato tramite compensazione con gli incassi Ta.Ri.; dall’anno 2017 la regolazione avviene tramite pagamento di Roma Capitale che, dal 2018, avviene con regolarità mensile, contribuendo alla riduzione dell’indebitamento bancario.

Nel 2019 Roma Capitale ha infatti riscosso effettivamente nelle sue casse soltanto il 25% della tariffa (vedi grafico a questo post) nonostante è stata revisionata la procedura di riscossione della tariffa internalizzando l’attività. La percentuale in conto competenza nel 2019 è stata di appena il 17%, ed abbiamo a fine anno 2019 un residuo della TARI per 1,9 miliardi di euro.

Nel 2020 la situazione non è migliorata, nonostante le attività di internalizzazione della tariffa sono proseguite, i residui al 31 dicembre ammontavano alla enorme cifra di 476 milioni di euro con una capacità di riscossione in un anno di appena il 26,3%, confermando che non si è avuto nessun miglioramento nella riorganizzazione della gestione della tariffa.

Al 31 dicembre 2020, la Società ha restituito un importo complessivamente pari a circa 156,6 milioni  di euro.

Nell’Assemblea del 25 giugno 2020 il Socio ha richiesto all’Organo Amministrativo, all’Organo di revisione e al Collegio Sindacale, ciascuno per i propri ambiti di competenza, di produrre entro il termine di 45 giorni una specifica e documentata relazione in ordine alle vicende connesse alla gestione della Tari a partire dall’anno 2010 evidenziando in particolar modo l’utilizzo dei fondi da parte della Società ed individuando le azioni da adottare anche sotto il profilo delle responsabilità gestionali; è proseguita nel frattempo l’attività di riconciliazione della situazione creditoria/debitoria in contraddittorio con la società, culminata nella predisposizione del Piano di risanamento, finalizzato alla messa in sicurezza della situazione economico finanziaria di Ama e alla risoluzione delle criticità emerse.

Nel 2020, la Società AMA S.p.A. ha dovuto presentare un’ipotesi di Piano di rientro del Debito Ta.Ri., accolta dal socio Roma Capitale, che ha consentito ad AMA di estinguere il debito nel mese di luglio 2021.

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CERCASI LA RELAZIONE DI FINE MANDATO DELLA RAGGI

 

Leggi i rilevi di marzo della Corte dei Conti

La Corte dei Conti con la deliberazione n°89 del 2021 ha accertato una grave inadempienza della Sindaca Raggi ovvero il mancato invio alla Sezione di controllo della relazione di fine mandato prevista dall’art. 4 del d.lgs. n. 149 del 2011 e l’assenza di pubblicazione della stessa sul sito istituzionale dell’amministrazione.

I Magistrati istruttori hanno comunicato a Roma Capitale che la relazione di fine mandato non è pervenuta né pubblicata sul sito istituzionale dell’ente e quest’ultimo non ha fornito riscontro.

La Corte sottolinea che la relazione risponde al principio di accountability degli amministratori locali, chiamati a dare conto della gestione, al fine di favorire e rendere effettivo il controllo democratico dei cittadini in occasione delle elezioni amministrative.

La relazione contiene la descrizione dettagliata delle principali attività normative e amministrative svolte, con specifico riferimento a:

  1. sistema ed esiti dei controlli interni;
  2. eventuali rilievi della Corte dei conti;
  3. azioni intraprese per il rispetto dei saldi di finanza pubblica programmati e stato del percorso di convergenza verso i fabbisogni standard;
  4. situazione finanziaria e patrimoniale, anche evidenziando le carenze nella gestione degli enti controllati indicando le azioni intraprese per porvi rimedio;
  5. azioni poste in essere per contenere la spesa e stato del percorso di convergenza ai fabbisogni standard, affiancato da indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi, anche utilizzando come parametro di riferimento realtà rappresentative dell’offerta di prestazioni con il miglior rapporto qualità-costi;
  6. quantificazione della misura dell’indebitamento.

Da sottolineare che due mesi prima del termine del mandato, la Raggi deve rendere pubblico il “bilancio arboricolo” del Comune che amministra, evidenziando il rapporto fra alberi piantati all’inizio ed alla fine del ciclo amministrativo.

La relazione in pratica consente al cittadino di valutare l’operato dell’amministrazione uscente e di adottare scelte maggiormente consapevoli.

 



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ROMA PROGRAMMA DEL M5S: LA GESTIONE DEI RIFIUTI

leggi email 21 dicembre 2018

Leggi PEC

Leggi la prima relazione del 4 febbraio 2019

Leggi ODG presentato e bocciato al consiglio straordinario del 6 dicembre 2019

Leggi 1° interrogazione del 1° aprile 2020 sollecito e diffida

Leggi ODG del 16 ottobre 2020 su proposta popolare  bocciato

Leggi la seconda relazione del 20 aprile 2021

Leggi 2° interrogazione dell’11 giugno 2021 Trattata in AC l’11 agosto 2021 ascolta INTERVENTO video

Leggi 3 Interrogazione del 5 agosto 2021 risposta Giunta

 

Dal passaggio della Giunta Marino alla Giunta Raggi e secondo quanto era riportato nel programma del movimento cinque stelle romano per le elezioni amministrative del 5 giugno 2016 …. Roma avrebbe dovuto sposare il principio gerarchico dei rifiuti e applicare la cosiddetta regola comunitaria delle 3R: Riduzione, Riutilizzo e Riciclo.

In pratica bisognava attuare semplicemente la norma europea (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

La prima Direttiva europea è stata recepita dall’Italia con il D.lgs. 03 dicembre 2010, n. 205 che ha modificato e integrato il D.lgs. 03 aprile 2006, n. 152, introducendo all’art. 179 il principio della gerarchia nella gestione dei rifiuti.

La direttiva del 2008 è stata modificata con la  direttiva 2018/851 recepita con il D. Lgs. 116 del 3 settembre 2020, che fissa al 2025 l’obiettivo del 55% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio).

Secondo tale principio gerarchico la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero. Continua a leggere



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La Corte dei Conti bacchetta il Comune di Roma

Leggi la relazione

Leggi Interrogazione su domiciliazione della TARI  Risposta uffici

Leggi proposta di delibera su riscossione TARI  bocciata   

Leggi analisi entrate di Roma Capitale

Leggi Interrogazione su Occupazione Suolo Pubblico

Leggi Interrogazione su Passi Carrabili   Risposta uffici

Leggi interrogazione su controllo analogo inviata con PEC il 5 ottobre 2019

Leggi Gestione Commissariale leggi proposta delibera  LEGGI PARERE

Leggi Debito straordinario Roma prima relazione  seconda relazione terza relazione

Leggi la proposta su  valorizzazione  patrimonio e riscossione entrate  bocciata

Leggi la proposta su piano di sviluppo resiliente e sostenibile per Roma Capitale

Leggi analisi Rendiconto 2017

Leggi analisi Rendiconto 2018

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La Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per il Lazio ACCERTA la presenza di profili di criticità, con riferimento alla sana gestione finanziaria dell’Ente Roma.

Con la Deliberazione n. 22/2021 PRSP del 10 marzo 2021 bacchetta Roma e richiede all’amministrazione di verificare in sede di Rendiconto 2020: Continua a leggere



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Sindaca sono stati troppi 5 anni per aprire gli occhi

Leggi relazione servizi cimiteriali

Leggi esposto Corte dei Conti sulla tariffa rifiuti

Leggi proposta di delibera su TARI  bocciata l’8 aprile 2021

Leggi la ricostruzione eventi

Raggi sostiene che “qualcuno ha chiuso gli occhi in questi anni” ma sono troppi 5 anni per aprirli” e purtroppo solo dopo solleciti, email e PEC e infine due denunce una alla Procura della Repubblica e un’altra alla Corte dei Conti, una sui servizi cimiteriali e un’altra sulla riscossione della TARI, si sono finalmente attivati i dovuti controlli. Continua a leggere

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Qualità dell’aria a Roma si fanno solo DETERMINE DIRIGENZIALI

Leggi l’INTERROGAZIONE

Leggi la email

  • L’obiettivo 3.9 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite prevede di ridurre sostanzialmente, entro il 2030, il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo (mortalità e morbilità per inquinamento).
  • Secondo il Air Quality in Europe – 2019 report, dell’European Environment Agency, nel 2016 si sono registrate quasi 500 mila morti premature per cause ambientali, molte delle quali in Italia, con 58.600 decessi per polveri sottili PM2,5; 14.600 per biossido di azoto e 3.000 per l’ozono.
  • Alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi di una interazione tra i livelli di inquinamento atmosferico (particolato) e la diffusione del contagio da coronavirus attraverso le vie respiratorie (Rete Italiana Ambiente e Salute, 2020).
  • La Sindaca Virginia Raggi, con varie Ordinanze ha disposto, periodicamente, la limitazione della circolazione ai veicoli più inquinanti come misura a contenere l’inquinamento e salvaguardare la salute dei romani, nel quadro degli impegni assunti da Roma per la lotta ai cambiamenti climatici e in linea con il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile).
  • Nelle citate ordinanze non si pone adeguata attenzione a come limitare le principali fonti di emissione primaria dagli impianti termici ad uso civile.
  • Sulla pagina web del Comune di Roma si possono consultare le numerose e identiche DD per il contenimento dell’inquinamento atmosferico riferite all’anno 2020 e 2021 dove si rende noto alla cittadinanza che sulla base dei dati rilevati durante il ciclo di monitoraggio relativo alla giornata di riferimento della rilevazione dalla rete urbana di monitoraggio e validati dall’A.R.P.A. Lazio si prende atto del superamento dei valori.
  • In ogni determina si legge che le principali fonti di emissione primaria da traffico veicolare di polveri inalabili (PM10) e di biossido di azoto (NO2) risultano essere i veicoli diesel e a benzina di vecchia generazione, nonché gli impianti termici ad uso civile.
  • Studi scientifici riportano gli effetti dannosi sulla salute provocati dalla esposizione e concentrazioni significative di polveri inalabili (PM10) e di biossido di azoto (NO2) si manifestano in effetti sanitari sia cronici che acuti soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio.
  • I soggetti particolarmente a rischio per l’esposizione ad alte concentrazioni di polveri inalabili (PM10) e di biossido di azoto (NO2) potrebbero essere bambini, donne in gravidanza, persone anziane etc.
  • Non si entra nel merito nelle varie DD su come incidere sulle emissioni inquinanti degli impianti termici ad uso civile nonostante le prescrizioni dell’art.4 del DPR.
  • Si invita semplicemente la cittadinanza a voler limitare gli orari di accessione degli impianti termici e ridurre la temperatura massima degli ambienti al fine di contenere più possibile il contributo antropico alle emissioni inquinanti.
  • Non si provvede al monitoraggio degli impianti termici e al rispetto delle prescrizioni normative degli inquinanti da questi prodotti.

Il Comune di Roma è Autorità competente alla vigilanza sugli impianti termici civili e deve:

  1. effettuare il controllo sul rendimento e sul risparmio energetico degli impianti termici e l’uso razionale dell’energia in coerenza con quanto previsto dall’articolo 31 della l. n. 10/1991;
  2. eseguire accertamenti e le ispezioni di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 74/2013;
  3. effettuare il controllo sull’istallazione di contatori di fornitura, di sotto­ contatori, di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali, di cui all’articolo 9, comma 5, lettere a), b) c) e d) del d.lgs. n. 102/2014″.

Con lordine del giorno n.48 del 31 luglio/1 agosto2018 (collegato alla proposta di deliberazione n. 115/2018) si dovevano predisporre tutte le azioni e le condizioni al fine di accogliere nei bilanci di Roma Capitale l’individuazione delle risorse finanziarie vincolate da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello sviluppo economico e della Regione Lazio atte alla realizzazione degli interventi di efficientamento energetico impianti termici installati in alloggi di edilizia residenziale pubblica ERP di proprietà di Roma Capitale; all’esecuzione degli interventi di trasformazione di efficientamento energetico degli impianti termici degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (E.R.P.) e impianti termici installati in edifici di pertinenza comunale; di predisporre le Linee Guida per l’individuazione degli ulteriori interventi ammissibili su abitazioni di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Roma Capitale ed accedere ad incentivo nell’ambito all’art. 1.3.1 del cd. Conto Termico.

La Sindaca della città metropolitana di Roma ha approvato con la deliberazione del Consiglio metropolitano n°1 del 29 gennaio 2020 un regolamento per l’esecuzione degli accertamenti delle ispezioni necessarie all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli impianti termici.

La Sindaca di Roma Capitale NON ha ancora predisposto un regolamento per l’esecuzione degli accertamenti delle ispezioni necessarie all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli impianti termici.

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Draghi adesso tocca te! Scongiurare il default della Capitale

Il debito storico di Roma non finisce mai di stupirci. Nella ormai 4° versione del 2010 abbiamo un disavanzo pari a 16,8 miliardi di euro, derivante da un credito pari a 5,7 miliardi di euro, di cui 80,9 milioni ancora in attesa di accertamento definitivo, dopo 10 anni,  da parte degli uffici capitolini; e abbiamo un debito (totale massa passiva) pari a 22,5 miliardi di euro, di cui 5,5 miliardi ancora in attesa di accertamento in quanto derivante da partite debitorie per le quali, allo stato degli atti in possesso degli uffici capitolini, non è stato possibile procedere con l’accertamento definitivo.

Tavola 1 – Riepilogo della massa attiva e passiva e relativo disavanzo certificato nelle varie relazioni del Commissario Straordinario di Governo per il periodo  2008 – 2018Fonte: Relazione commissario straordinario del debito di Roma Continua a leggere

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DRAGHI BATTI UN COLPO!

 

Roma è una città fortemente disuguale, la discriminazione degli individui è legata al territorio dove vivono quotidianamente per questo bisogna urgentemente creare le condizioni per superare questa disomogeneità territoriale.

Roma ha una superficie di 1287 chilometri quadrati, pari a 9 metropoli europee messe insieme, comprese Parigi e Vienna; i residenti a Roma sono circa 2,8 milioni.

Soltanto nel 2017 ci sono state nella capitale quasi 5 manifestazioni al giorno inoltre sono arrivati 46 Capi di Stato e 43 Capi di Governo stranieri (con tutte le ripercussioni sulla mobilità urbana) ognuno con relativo seguito e tutti con i conseguenti problemi di ospitalità, traffico e sicurezza.

Roma oltre ad essere sede della Città del Vaticano, il più piccolo Stato indipendente del mondo con 44 ettari, ospita oltre cento Ambasciate, i ministeri, la Camera e il Senato, le Corti e le rappresentanze straniere tutti ospitate in edifici esenti dalle tasse.

Roma è la sede di tre importanti organizzazioni che si occupano di problemi relativi all’alimentazione e all’agricoltura: l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Programma Alimentare Mondiale (IFAD).

Nelle istituzioni pubbliche di Roma lavorano quasi un milione e mezzo di dipendenti e ci sono oltre 16 organizzazioni non profit con 76 mila volontari.

Roma Capitale è la città che ospita 44 università tra pubbliche, private e confessionali. Le tre università pubbliche (La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre) sono frequentate da 180 mila studenti.

Nel 2018 la spesa pro-capite netta romana è stata di 1.650 euro, nel 2020 ha raggiunto la cifra di 1.963 euro per abitante.

Tavola 1– Bilancio di Roma Capitale per titoli e categorie, anni 2016 – 2020* valori assolutiFonte: Rendiconto di gestione Comune di Roma, 2020 dato provvisorio

Con una popolazione che decresce (-35 mila unità) e la spesa netta pro-capite che si è incrementata di 244 euro per abitante si può sostenere che qualcosa è stato fatto.

Ma non basta!

In Aula Giulio Cesare il 27 novembre 2019 sono stati approvati 8 ordini del giorno collegati al dibattito sullo Status di Roma Capitale per sollecitare l’intervento dei livelli di governo nazionale nell’opera di sviluppo e perfezionamento di tale status e nell’attribuzione delle necessarie risorse umane, economiche e finanziarie.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte parlando di Roma ha dichiarato che: “Lo statuto di Roma Capitale dovrà essere profondamene riformato, perché sia più aderente al ruolo che la città riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”.

Oggi in Assemblea Capitolina esamineremo lo -Status Roma Capitale-150° Anniversario Roma Capitale.

Roma Capitale avrebbe bisogno di una legge speciale, come ne fruiscono tutte le grandi capitali europee, per cui lo Stato si deve accollare le spese relative alla funzione di capitale attraverso trasferimenti diretti speciali che devono scaturire da un monitoraggio costante delle esigenze legate allo status di Capitale.

Draghi ha intenzione di proseguire sulla stessa linea? Nelle dichiarazioni programmatiche al Parlamento del 17 febbraio non c’era alcun riferimento alla Capitale d’Italia.

Presidente batta un colpo!



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TRASPARENZA ROMA: pubblicazione determine dirigenziali

 

Nelle Linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale della Sindaca Virginia Raggi, approvate con deliberazione della Assemblea Capitolina (DAC n° 9 del 3 agosto 2016), è riportato al punto 8. ROMA SEMPLICE: “Obiettivo primario è assicurare, quindi, trasparenza e accessibilità a dati e informazioni, per garantire al cittadino la possibilità di conoscere, controllare e valutare l’operato della Giunta Capitolina e della macchina comunale, perché questo è alla base del patto sociale e precondizione per la partecipazione e la collaborazione attiva della cittadinanza”, e al punto 8.1.1. sulla “Situazione attuale e fattori di criticità” l’Amministrazione di Roma Capitale soffre di un deficit di trasparenza, di un’immagine opaca e di una caduta di fiducia da parte dei cittadini.

Il coinvolgimento dei cittadini diventa quindi prioritario per ristabilire quel clima di fiducia tra Amministrazione e la comunità, anche per creare il consenso e la collaborazione necessari per azioni che sono chiaramente di rottura rispetto agli interessi preesistenti. La gravità dei fenomeni corruttivi nella città eterna permette affari milionari ai colletti bianchi in cambio di “briciole” agli ultimi.

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