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Promuovere un’industrializzazione equa e sostenibile

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Sintesi[1] 

Il principale obiettivo climatico a lungo termine è di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. L’Europa intende raggiungere questo obiettivo entro il 2050; l’Italia, nel rispetto del Green Deal europeo, deve coinvolgere le proprie industrie, che contribuiscono in maniera più rilevante alle emissioni di gas climalteranti, ad investire nelle attività economiche ecosostenibili previste dalla nuova tassonomia europea.

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Contratto AMA e CAPUT MUNDI

 

Il 31 maggio 2019 viene approvato lo schema di Contratto di Servizio e allegati (DGC n. 106/2019) tra Roma Capitale ed AMA SpA, per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana”, con durata triennale (anni 2019– 2021) e con efficacia da maggio 2019, composto dall’Articolato (25 articoli) e da 26 Allegati.

L’importo del contratto previsto è stato di 786.978.154,80 (IVA inclusa) all’anno[1].

Successivi provvedimenti dirigenziali da parte delle competenti strutture di Roma Capitale formalizzano poi i relativi impegni di spesa.

ll Contratto di Servizio tra AMA e Roma Capitale pone tra gli obiettivi del!’Azienda il rispetto di standard quanti-qualitativi. Continua a leggere



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Il prezzo dell’energia collegato alle emissioni di CO2

 

Il prezzo delle quote di emissioni di CO2?

Si conosce poco del prezzo della CO2 collegato alle quote di emissione di gas a effetto serra ma è semplicemente una forma di tassazione ambientale, in base al principio di proporzionalità e di corrispettività secondo cui “chi inquina, più paga“. Ma spesso chi inquina è costretto a farlo inconsapevolmente perchè il monopolio energetico è in mano a pochi che decidono le sorti di tutti.

In Europa ci siamo dati ambiziosi obiettivi per ottenere la neutralità climatica entro il 2050, con l’obiettivo intermedio di riduzione netta delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Nell’ambito del pacchetto legislativo Fit for 55*  si propone di rivedere diversi atti legislativi dell’UE in materia di clima con riduzioni annuali vincolanti (Italia -33 % e -43,7 %) delle emissioni di gas serra a carico degli Stati membri, tra cui l’ETS dell’UE, il regolamento sulla condivisione degli sforzi dal 29% al 40% entro il 2030 rispetto al 2005 (nei settori dei trasporti, edilizia, agricoltura e rifiuti), la legislazione sui trasporti e sull’uso del territorio (-35.758 kt di CO2 equivalente al 2030), definendo in termini reali le modalità con cui la Commissione intende raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE nell’ambito del Green Deal europeo. Con la revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), la Commissione europea propone di estendere lo scambio di quote di emissione ai settori dell’edilizia e del trasporto su strada, agricoltura e rifiuti (l’efficienza energetica degli edifici, la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffreddamento degli edifici, compresa l’integrazione dell’energia da fonti rinnovabili, e la concessione di un migliore accesso alla mobilità e ai trasporti a basse e a zero emissioni). Per raggiungere il 55 % di riduzione delle emissioni per il 2030 si prevede un aumento della spesa delle famiglie legata all’energia di circa 0,7-0,8 punti percentuali (al netto della ridistribuzione dei proventi delle aste) e 0,4-0,7 punti percentuali di spesa per investimenti nell’edilizia abitativa. Le emissioni di questi settori non saranno coperte dall’attuale EU-ETS, ma da un nuovo sistema separato di scambio di quote di emissione. Le emissioni di questi settori non saranno coperte dall’attuale EU-ETS, ma da un nuovo sistema separato di scambio di quote di emissione. Per far fronte agli eventuali impatti sociali derivanti da questo nuovo sistema, la Commissione propone di introdurre il Fondo sociale per il clima finanziato con dotazione finanziaria per il periodo 2025-2032 per 72,2 miliardi di EUR a prezzi correnti con entrate derivanti dallo scambio di quote di emissioni per l’edilizia e il trasporto su strada (Italia dotazione massima di 7,8 miliardi di euro) per accompagnare i cittadini (sostegno temporaneo diretto al reddito per le famiglie vulnerabili) alla transizione energetica.

Il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System – EU ETS) è uno strumento del pacchetto UE per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 secondo l’accordo COP 21 (Conferenza di Parigi sul clima del 2015 (legalmente vincolante); a partire dal 2021, con la revisione dell’European Union Emissions Trading Scheme (EU ETS) nella quarta fase di obbligo (2021-2030), il volume totale di emissioni si riduce annualmente in percentuale del 2,2% anziché dell’1,74%, in termini quantitativi di 556 milioni di tonnellate di CO2eq tra il 2020 e il 2030 nei principali settori industriali e nel comparto dell’aviazione. La riduzione annua corrispondente al fattore di riduzione lineare è di 43.003.515 di quote.

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Un database “casalingo” per il monitoraggio del PNRR

 

  1. Scarica il database file excel (si consiglia di consultare il foglio ‘Legenda’) II Rev
  2. Iscriviti al Gruppo Facebook
  3. Conferenza stampa (video) di presentazione (Senato, Sala Nassirya, 2 marzo 2022) presentazione monitoraggio
  4. Caso studio Riforma Giustizia e PNRR
  5. Atto di sindacato ispettivo Interrogazione su Ecobonus
  6. Atto di sindacato ispettivo Interrogazione su Piani Integrati Urbani

Le riforme e gli investimenti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentano una grande occasione di rilancio per l’Italia, ma senza una piattaforma centralizzata di monitoraggio pubblica e aperta alla cittadinanza, diventa arduo seguire l’attuazione di ciascuna misura in tutte le sue fasi e articolazioni territoriali e osservare la realizzazione delle priorità trasversali.  

Non è neanche possibile verificare il raggiungimento degli obiettivi climatici, della transizione digitale e delle risorse destinate al Sud. Dal canto suo il portale Italia Domani del Governo ha un mero scopo di divulgazione delle modalità di gestione del PNRR, ma non consente un monitoraggio puntuale e esaustivo dello stato di attuazione degli investimenti e delle riforme che saranno implementati fino al 2026. Continua a leggere



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GIUSTIZIA e PNRR

 

  1. Leggi prima interrogazione
  2. Leggi seconda interrogazione
  3. Leggi terza interrogazione
  4. Leggi la risoluzione respinta

Leggi la relazione su GIUSTIZIA e PNRR

 “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge” (art.101), e “la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario” (art.102) “le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all’amministrazione della giustizia” (art. 108). Infine “le competenze del Consiglio superiore della magistratura, …. spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” (art. 110).

Quindi gli attori principali che decidono, secondo la Costituzione italiana, della quantità, qualità ed efficienza del sistema giudiziario in Italia sono il ministro della giustizia, i magistrati e il parlamento, quest’ultimo ha un ruolo fondamentale perché stabilisce le norme sull’ordinamento giudiziario e, soprattutto aspetto non trascurabile, anche a seguito delle recenti dichiarazioni del magistrato Palamara, assicura l’indipendenza dei giudici. Continua a leggere



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Garanzie a debito per il Fondo verde per il clima

 

Leggi la proposta ODG al disegno di legge al bilancio 

Leggi la relazione

Leggi la norma

Disponiamo di una sola Terra, ma ci comportiamo come se ne avessimo a disposizione 1,6 vivendo al di sopra delle possibilità di rigenerazione delle risorse naturali, con importanti differenze tra le diverse aree territoriali del pianeta.

Nella Decisione presa a COP26 a Glasgow nel patto per il clima si legge che le attività umane hanno causato fino ad oggi per circa 1,1°C il riscaldamento globale e che gli impatti già si stanno  facendo sentire in ogni paese.
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La Tassa più odiata dai romani onesti: la Ta.ri.

Leggi 1° relazione del 21 dicembre 2018 su criticità gestione AMA S.p.A.

Leggi PEC richiesta commisione bilancio del 30 maggio 2019

Leggi PEC su TIA-TARSU-TARI e le agevolazioni scolastiche contenute nella proposta di delibera n° 1 variazione di bilancio

Leggi richiesta commissione congiunta bilancio ambiente su riscossione della TARI del 7 marzo 2019

Leggi PEC ipotesi fondi occulti Esposto del 20 giugno 2019 sulla TARI

Leggi proposta di delibera su TARI del 2019  Bocciata l’8 aprile 2021

 Leggi verbale 5 agosto 2019 Sollecito richiesta commissione bilancio mai calendarizzata

Leggi interrogazione 5 ottobre 2019 su controllo analogo inviata con PEC

Leggi Interrogazione su domiciliazione TARI del 20 novembre 2020 risposta interrogazione TARI

Leggi la relazione aggiornata al 2021

Leggi delibera Piano risanamento di AMA

  1. Premessa

“La TAssa RIfiuti è l’imposta più evasa d’Italia, ogni anno quasi una famiglia su cinque non la paga  rappresentando il 20% dei corrispettivi dovuti: un ammanco pari a quasi 2 miliardi di euro per le casse degli enti locali” (Crif Ratings).

A Roma invece chi paga la Ta.Ri.?

Gli abitanti della Capitale da anni pagano la tariffa sui rifiuti più alta d’Italia per la cattiva gestione dell’azienda comunale e soprattutto per la scarsa riscossione della stessa creando buchi di bilancio ed enormi ricadute sui cittadini in termini di inefficienza dei servizi ricevuti.

In pratica solo un romano su tre paga la Ta.Ri., gli altri due o sono evasori totali oppure non ricevono a casa nemmeno il bollettino o semplicemente non risultano in alcun database (Crif Ratings). Così, anche se l’Ama afferma di incassare quasi l’80% di quanto fatturato, sembra che invece di riscuotere i più di 750 milioni di euro messi in preventivo, al Campidoglio arrivino solo il 25% della tariffa, con un mancato incasso di quasi 650 milioni nelle casse del Comune.

Ma perché tanta inefficienza nella riscossione della Ta.Ri.?

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CERCASI LA RELAZIONE DI FINE MANDATO DELLA RAGGI

 

Leggi i rilevi di marzo della Corte dei Conti

La Corte dei Conti con la deliberazione n°89 del 2021 ha accertato una grave inadempienza della Sindaca Raggi ovvero il mancato invio alla Sezione di controllo della relazione di fine mandato prevista dall’art. 4 del d.lgs. n. 149 del 2011 e l’assenza di pubblicazione della stessa sul sito istituzionale dell’amministrazione.

I Magistrati istruttori hanno comunicato a Roma Capitale che la relazione di fine mandato non è pervenuta né pubblicata sul sito istituzionale dell’ente e quest’ultimo non ha fornito riscontro.

La Corte sottolinea che la relazione risponde al principio di accountability degli amministratori locali, chiamati a dare conto della gestione, al fine di favorire e rendere effettivo il controllo democratico dei cittadini in occasione delle elezioni amministrative.

La relazione contiene la descrizione dettagliata delle principali attività normative e amministrative svolte, con specifico riferimento a:

  1. sistema ed esiti dei controlli interni;
  2. eventuali rilievi della Corte dei conti;
  3. azioni intraprese per il rispetto dei saldi di finanza pubblica programmati e stato del percorso di convergenza verso i fabbisogni standard;
  4. situazione finanziaria e patrimoniale, anche evidenziando le carenze nella gestione degli enti controllati indicando le azioni intraprese per porvi rimedio;
  5. azioni poste in essere per contenere la spesa e stato del percorso di convergenza ai fabbisogni standard, affiancato da indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi, anche utilizzando come parametro di riferimento realtà rappresentative dell’offerta di prestazioni con il miglior rapporto qualità-costi;
  6. quantificazione della misura dell’indebitamento.

Da sottolineare che due mesi prima del termine del mandato, la Raggi deve rendere pubblico il “bilancio arboricolo” del Comune che amministra, evidenziando il rapporto fra alberi piantati all’inizio ed alla fine del ciclo amministrativo.

La relazione in pratica consente al cittadino di valutare l’operato dell’amministrazione uscente e di adottare scelte maggiormente consapevoli.

 



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ROMA PROGRAMMA DEL M5S: LA GESTIONE DEI RIFIUTI

leggi email 21 dicembre 2018

Leggi PEC

Leggi la prima relazione del 4 febbraio 2019

Leggi ODG presentato e bocciato al consiglio straordinario del 6 dicembre 2019

Leggi 1° interrogazione del 1° aprile 2020 sollecito e diffida

Leggi ODG del 16 ottobre 2020 su proposta popolare  bocciato

Leggi la seconda relazione del 20 aprile 2021

Leggi 2° interrogazione dell’11 giugno 2021 Trattata in AC l’11 agosto 2021 ascolta INTERVENTO video

Leggi 3 Interrogazione del 5 agosto 2021 risposta Giunta

 

Dal passaggio della Giunta Marino alla Giunta Raggi e secondo quanto era riportato nel programma del movimento cinque stelle romano per le elezioni amministrative del 5 giugno 2016 …. Roma avrebbe dovuto sposare il principio gerarchico dei rifiuti e applicare la cosiddetta regola comunitaria delle 3R: Riduzione, Riutilizzo e Riciclo.

In pratica bisognava attuare semplicemente la norma europea (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

La prima Direttiva europea è stata recepita dall’Italia con il D.lgs. 03 dicembre 2010, n. 205 che ha modificato e integrato il D.lgs. 03 aprile 2006, n. 152, introducendo all’art. 179 il principio della gerarchia nella gestione dei rifiuti.

La direttiva del 2008 è stata modificata con la  direttiva 2018/851 recepita con il D. Lgs. 116 del 3 settembre 2020, che fissa al 2025 l’obiettivo del 55% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio).

Secondo tale principio gerarchico la prevenzione deve essere attuata favorendo la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e facilitandone il riutilizzo, il riciclo e altre operazioni di recupero. Continua a leggere



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