Il comportamento degli attori economici

In assenza di politiche economiche mirate a stimolare investimenti delle imprese, ben difficilmente si realizzerà una inversione di tendenza dell’economia italiana e sarà Risultati immagini per investimenti e redditiimpossibile creare delle prospettive di crescita strutturale dell’occupazione italiana.

Ormai da anni si assiste o alla delocalizzazione del sistema produttivo italiano o ancor peggio ad una fuga di capitali dal paese di origine verso l’estero. Il nodo cruciale per la ripresa  economica in Europa ma soprattutto in Italia resta la quota destinata dai settori economici agli investimenti in particolare delle imprese. Continua a leggere

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Le conseguenze della crisi per le famiglie e le imprese

articolo pubblicato su economiaepolitica.it

In assenza di una politica fiscale comune, e privi di sovranità sulla loro politica monetaria e del cambio, gli stati europei, caratterizzati da una struttura economica eterogenea, hanno reagito in maniera differente alla crisi economica. Ciò ha finito per aumentare le differenze tra di essi creando di fatto situazioni di forti vantaggi per alcuni e di sofferenza per altri, senza nel contempo alcuna possibilità di attuare politiche redistributive. Si tratta di differenze che non solo emergono chiaramente da una analisi di come la crisi economica ha colpito i redditi di famiglie e imprese nei vari paesi, ma che rendono evidente la necessità di interventi da parte delle istituzioni europee per ridurre gli squilibri macroeconomici e realizzare un’Europa più solidale.

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Per un Europa solidale bisogna andare “OLTRE”

a cura di Monica Montella

I popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni. Senza dubbio questo è stato un obiettivo fondamentale raggiunto. Secondo la carta dei diritti fondamentali l’Unione Europea dovrebbe “promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile”.
Quando furono individuati i criteri di convergenza per poter aderire all’unione economica e monetaria, i famosi parametri di Maastricht non si è proceduto a risolvere la struttura anomala dell’impianto europeo in quanto priva di personalità giuridica e di risorse proprie che non permetteva di avvicinare maggiormente l’Europa ai cittadini. Si premette che abbiamo una europa disegnata a 17 paesi che fanno parte dell’euro, ma anche una europa di 28 paesi con la differenza dei paesi che non adotta ancora la moneta unica. Un disegno diabolico fatto da chi vuole che fallisca il progetto europeo. Continua a leggere

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