Gli esercizi commerciali presenti a Roma nel 2016

commercioNella formazione del valore aggiunto di Roma Capitale il commercio è uno dei settori produttivi di forte impatto sulla economia della città. Il rilascio delle autorizzazioni/concessioni in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche e di pubblici esercizi e mercati rionali è attribuito al municipio di competenza. A Roma abbiamo varie tipologie di attività commerciali quali:

L’avvio dell’attività è organizzata attraverso l’inoltro di SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) deve essere presentata esclusivamente per via telematica utilizzando il portale istituzionale on line rispetto alle quali l’ufficio interviene con una serie di controlli successivi sulle dichiarazioni rese e sulle asseverazioni allegate, entro i termini di legge ai sensi dell’art. 19 della L. 241/90. La normativa e le procedure in materia di commercio sono in continua evoluzione e le continue modifiche legislative in materia di competenza del SUAP[1] non rendono una vita agevole nè all’imprenditore commerciale e nè agli stessi lavoratori capitolini.

Gli esercizi commerciali a Roma sono quasi 138 mila unità di cui il 53% sono esercizi di tipo commercio in sede fissa[2]  ed il 22% artigianato (tavola 1). I pubblici esercizi (somministrazione di alimenti e bevande) sono più di 15.000 sul territorio capitolino rappresentando soltanto l’11% degli esercizi commerciali.

L’artigianato quindi è la seconda realtà produttiva romana e i prodotti offerti dal settore sono molteplici ma “l’imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana“. L’istituzione capitolina dovrebbe favorire la promozione delle attività artigianali con l’ausilio della tecnologia informatica ormai prassi consolidata già in altre capitali europee. Lo stesso DUP[3]ha sottolineato l’importanza di individuare linee di intervento a tutela e salvaguardia del commercio dell’artigianato nella città storica[4].

Gli acconciatori ed estetisti sono soltanto il 6% degli esercizi commerciali di cui il 16% sono attivi nel centro storico e l’11% a San Giovanni Cinecittà. Una concentrazione doppia si registra nel municipio IX Eur (12% rispetto al totale del municipio).

La Polizia Amministrativa in relazione alla prevenzione ed accertamento degli illeciti riguardanti il commercio in sede fissa, artigianato, pubblici esercizi, circoli privati e le altre attività produttive, ha posto in sospensione o revocato 4.800 strutture commerciali.

Le farmacie NON comunali sono circa 500 in tutta Roma[5], mentre quelle comunali sono soltanto 45, di cui sono totalmente assenti nel municipio IV Tiburtina, nel municipio XII Monteverde e nel municipio XV Cassia/Flaminia. Le 45 farmacie comunali di Roma sono gestite dall’Azienda Farmasociosanitaria Capitolina – Farmacap, azienda speciale appositamente costituita con DCC 5/1997.

Tavola 1 – Esercizi commerciali per tipologia, presenti nei municipi di Roma Capitale, Anno 2016commercio 1a

Fonte: Open data Roma Municipio 0* è presente in open data Roma ma in realtà non esiste; i dati di scarsa qualità diffusi dagli enti locali, senza che ne sia garantita la correttezza e la certificazione statistica, sono un problema serio che va risolto in sinergia tra Istat e Comune di riferimento.

Di competenza municipale sono attribuite anche la riscossione di alcune specifiche entrate nell’ambito del settore del commercio, tra le quali, si segnala:

  • il Canone di Iniziativa Pubblicitaria  (il CIP è assimilato alle entrate “tributarie” in continuità con la vecchia Imposta di Pubblicità) che riguarda il vigente Regolamento e la predisposizione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e dei relativi Piani di Localizzazione. La gestione avviene mediante il rilascio di autorizzazioni all’esposizione pubblicitaria a carattere permanente e temporaneo. Sono comprese anche le esposizioni pubblicitarie funzionali al restauro di monumenti o edifici[6] ;
  • il Canone di Occupazione Suolo PubblicoCanone Occupazione Spazi e
    Aree Pubbliche COSAP[7]  sia permanente che temporaneo, come ad esempio: passi carrabili, griglie ed intercapedini ecc.

Nell’ambito delle autorizzazioni pubblicitarie 8.500 sono i contribuenti nel 2015 di Roma Capitale che hanno contribuito su una superficie espositiva pubblicitaria di 129 mila metri quadrati di cui tassabile cioè i potenziali soggetti che devono quell’imposta/canone sono più di 44 mila esercenti. L’importo previsto di tributo è più di 11 mila euro, in media 1.355 euro di tributo all’anno per contribuente. Nel V Municipio Prenestino/Centocelle l’importo è lievemente più basso rispetto a tutti gli altri municipi. L’importo medio al metro quadro del canone è di 89 euro annuo previsto per il 2015 (ad esempio la tariffa media annua del 2011 di un metro quadro era di 73 euro per canone di iniziative pubblicitarie).

Tavola 2 – Dati relativi al Canone Iniziativa Pubblicitaria per municipio, Anno 2015 valori assoluti
commercio 2b

Fonte: Open data Roma

Nell’ambito dei canoni di occupazione suolo pubblico più di 69 mila sono i contribuenti di Roma Capitale  su una superficie di vendita (superficie effettivamente occupata, espressa in metri quadrati) di 721 mila metri quadrati di cui tassabile cioè i potenziali soggetti che devono quell’imposta/canone sono più di 93 mila esercenti. La quantificazione dell’imposta dipende inoltre dal tipo di occupazione, con una distinzione fra occupazione permanente ed occupazione temporanea. L’importo previsto di tributo è previsto di 38 mila euro, in media 549 euro di tributo all’anno per contribuente. Nel centro storico l’importo del tributo è più elevato (1.395 euro per ogni contribuente). Si registra in media 110 euro annuo in termini di importo medio al metro quadro previsto per l’anno 2015  (ad esempio la tariffa annua del 2014 era di 106,26 euro I° categoria per occupazione di qualsiasi suolo pubblico).

Tavola 3 – Dati relativi al Canone Occupazione Suolo per municipio,  Anno 2015, valori assoluti
commercio 3c

Fonte: Open data Roma Municipio 88* che riguarda occupazione suolo pubblico per DISTRIBUTORI DI CARBURANTE CON SERVIZI CONNESSI E ALTRI (BAR, ALBERGO) oppure OSP CON POSTEGGI A ROTAZIONE è presente in open data Roma ma in realtà non viene fornito per municipi; i dati di scarsa qualità diffusi dagli enti locali, senza che ne sia garantita la correttezza e la certificazione statistica, sono un problema serio che va risolto in sinergia tra Istat e Comune di riferimento.

Uno dei temi di maggiore criticità relativo in particolare al commercio su area pubblica (cioè effettuato con bancarelle e camion bar) fuori dalle strutture mercatali è quello dell’abusivismo. La gran parte delle strutture commerciali su area pubblica è di competenza dei Municipi. La lotta all’abusivismo, la contraffazione, la semplificazione delle norme, il miglioramento del decoro urbano sono tutti problemi prioritari sollevati dai cittadini in questo settore. Il 53% dei commercianti paga tributi per occupazione di suolo pubblico (OSP) per passi carrabili e il 29 % per spazi sovrastanti il suolo pubblico. Soltanto il 4% dei commercianti paga osp per tavoli e simili nei pubblici esercizi.

Tavola 4 – Dati relativi al Canone Occupazione Suolo per tipologia di OSP,  Anno 2015, valori assoluti
commercio 4b

Fonte: Open data Roma, posteggi a rotazione e distributori di carburante non sono disponibili i dati per tutti i municipi quindi sono parziali

vedi CHIOSCHI, GAZEBO E SIMILI (PUBBLICI ESERCIZI) per Municipi
vedi QUALSIASI NATURA DI SUOLO PUBBLICO per Municipi
vedi TAVOLI E SIMILI (PUBBLICI ESERCIZI) per Municipi
vedi INSTALLAZIONI DI ATTRAZIONI, GIOCHI E DIVERTIMENTI DELLO SPETTACOLO VIAGGIANTE  per Municipi
vedi PASSI CARRABILI DI OGNI TIPO, GRIGLIE E BOTOLE  per Municipi
vedi SPAZI SOTTOSTANTI IL SUOLO PUBBLICO per Municipi
vedi SPAZI SOPRASTANTI IL SUOLO PUBBLICO  per Municipi
vedi CHIOSCHI DI EDICOLE  per Municipi
vedi POSTEGGI ISOLATI FUORI MERCATO per Municipi
vedi MERCATI PERIODICI  per Municipi

Anche nel DUP infatti “nell’ambito delle attività inerenti il Commercio e la Tutela dei consumatori si intende dare maggior impulso alle attività di contrasto all’abusivismo commerciale attraverso un maggiore controllo del territorio effettuato in collaborazione con la Polizia Locale di Roma Capitale. Viene svolta attività autorizzativa e/o di verifica e di controllo delle attività produttive previste dal decentramento, comprensive del commercio su aree pubbliche, nonché del rilascio di concessioni suolo pubblico e autorizzazioni pubblicitarie. Sono anche previsti gli interventi edilizi riguardanti i mercati rionali in sede propria sia plateatici che coperti per far fronte alle notevoli carenze che presentano i mercati esistenti, sia sotto il profilo della sicurezza e dell’adeguamento delle norme di legge, sia per incrementare la scarsa offerta di servizi di questo tipo specie in zone ad alta densità demografica o di recente urbanizzazione”. 

Note
[1] IL SUAP, nei suoi ambiti di competenza relativi alle attività commerciali e annesse insegne pubblicitarie, prosegue nell’adeguamento delle procedure a quanto previsto dal D.Lgs 33/2013 in materia di comunicazione trasparente e certezza dei procedimenti, a predisporre le condizioni per una organizzazione degli Uffici che favorisca l’utenza con univocità di accesso ai servizi stessi, a favorire la condivisione delle diverse specifiche competenze nell’ambito di un progetto non più rigidamente settoriale ma aperto e flessibile (DUP). L’accertamento e riscossione delle entrate di competenza relative ai canoni CIP e COSAP sono di competenza municipale. Prioritario è il rapporto con il cittadino che deve essere improntato al rispetto dei principi contenuti nello Statuto del Contribuente.<
[2] Più precisamente 3.422 unità sono commercio elettronico, 9.749 unità sono commercio di prodotti per mezzo di apparecchi automatici, 55.188 sono esercizi di vicinato come alimentari abbigliamento, frutta e verdura ecc., 87 sono grandi strutture, 1.400 sono medie strutture, 224 sono spacci interni, 414 sono vendita per corrispondenza, televisione o altro, e 1.931 sono vendita presso il domicilio del consumatore.
[3] “Il Documento Unico di Programmazione (DUP) è un atto dovuto, ai sensi del D. Lgs. n. 118/2011, che descrive gli obiettivi e le strategie di governo dell’Amministrazione comunale.
[4] Nel DUP si dichiara che è stata avviata una attività di studio e ricognizione delle problematiche insorte in sede di applicazione della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 36/2006, come da ultimo modificata con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 86/2009, e della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 10/2009 per l’individuazione di linee di intervento a tutela e salvaguardia del commercio e dell’artigianato nella Città Storica. Tale revisione si rende necessaria in quanto la disciplina vigente, oltre ad aver comportato difficoltà applicative richiede di essere armonizzata ai principi introdotti con il D.lgs n. 59/2010. Anche la revisione di tale regolamento potrebbe iniziare il proprio iter approvativo entro aprile del 2016.
[5] Purtroppo i dati presenti in open data su farmacie non comunali sono di scarsa qualità e non possono essere elaborati a livello municipale.
[6] Il controllo sul territorio avviene, con il supporto della Polizia Locale, mediante l’irrogazione di sanzioni agli impianti pubblicitari installati abusivamente e la loro rimozione coattiva. Trova applicazione anche la sanzione diretta nei confronti del soggetto pubblicizzato. I rapporti con gli imprenditori pubblicitari sono gestiti attraverso uno specifico Sportello alle Imprese, con il supporto in alcuni municipi di Aequa Roma spa. Il monitoraggio degli impianti pubblicitari avviene attraverso l’archivio informatico denominato Nuova Banca Dati, funzionale anche all’acquisizione delle entrate dovute all’Amministrazione in conseguenza dell’esposizione pubblicitaria. Nel 2014 è stato adottato un nuovo regolamento
[7] Deliberazione del Consiglio Comunale n.75/2010 successivamente modificato con Deliberazione del Consiglio Comunale n°39/2014.

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