Archivi categoria: Finanza pubblica

Una fotografia delle entrate pubbliche

 

L’obiettivo di questo articolo è osservare più da vicino l’ammontare complessivo delle entrate pubbliche italiane, distinte per i principali tributi, ed evidenziare come l’incapacità di riscossione dello Stato alimenta i residui attivi che concorrono ad incrementare il debito pubblico. Le entrate sono iscritte in bilancio al momento in cui sono accertate giuridicamente (criterio della competenza giuridica) e incassate (criterio di cassa). Nel conto economico consolidato redatto dall’ISTAT si possono analizzare i flussi delle entrate tra enti territoriali, e a differenza del bilancio dello Stato, si ha una visione complessiva delle entrate pubbliche per sotto settore secondo il principio della competenza economica (principio accrual). leggi il PDF

Abstract

The objective of this article is to look more closely at the total amount of Italian government incomes, divided by the main taxes, and to highlight how the incapacity of cash receipts the State the active residues that contribute to increasing the public debt. Taxes are recorded in the financial statements at the time they are legal assessed (based on criteria of a legal) and to be collected (based on criteria of cash). In the consolidated account for the government sector, drawn up by the ISTAT, it is possible to analyze the revenue flows between territorial authorities, and unlike the state budget, there is an overall view of the government incomes by subsector according to accrual basis.

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Anche gli enti locali soffrono

Le misure adottate per contenere il contagio dal coronavirus (Covid-19) stanno provocando gravi danni economici agli enti locali, le cui conseguenze impatteranno sui bilanci 2020 sia per effetto delle mancate entrate dovute alla contrazione dell’attività economica sul territorio locale sia per le maggiori uscite necessarie per fronteggiare l’emergenza dell’epidemia.

Secondo un articolo del Sole 24 Ore, per il 2020 “i Comuni rischiano un buco di almeno 3 miliardi di euro”, a causa di una riduzione generalizzata che riguarda sia le entrate tributarie (addizionale comunale Irpef, Tari, imposta di soggiorno[1]) che quelle extratributarie (mense scolastiche, asili nido, canone per l’occupazione suolo pubblico, soste a pagamento, contravvenzioni al codice della strada, cartellonistica stradale, canone degli impianti sportivi, musei, teatri, etc.)[2]. Per le Regioni, invece, va sicuramente messo in conto la flessione dell’Irap e delle addizionali regionali sull’Irpef. Continua a leggere



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I parametri di deficitarietà strutturale dei Comuni. Una proposta

  1. L’attuale impianto parametrale per l’individuazione dei deficit strutturali di bilancio

Per capire se i conti dei Comuni sono in ordine ci si affida ad un sistema di indicatori, revisionato di recente, che evidenzia i casi di deficit strutturali di bilancio per i quali si attivano interventi di natura straordinaria[i].Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è images

Il presente contributo intende verificare le situazioni in corso di deterioramento dei bilanci dei Comuni e suggerire alcuni aggiustamenti al sistema di indicatori.

Secondo la fotografia più recente (tavola 1), gli enti deficitari, in riequilibrio finanziario pluriennale (o predissesto decreto legge n. 174 del 2012) e/o dissesto sono circa il 5% del totale dei Comuni italiani e per il 75% evidenziano la presenza di una “questione meridionale” (Ministero degli Interni 2019) [ii].

Tavola 1 – Comuni in difficoltà finanziaria per status e ripartizione geografica (*) – Anno 2018

Fonte: Ministero dell’Interno, Circolare n. 9/2019, allegati 1 e 2 (* ) riferito all’impianto parametrale originario basato su 10 indicatori

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  1. L’attuale impianto parametrale per l’individuazione dei deficit strutturali di bilancio

Per capire se i conti dei Comuni sono in ordine ci si affida ad un sistema di indicatori, revisionato di recente, che evidenzia i casi di deficit strutturali di bilancio per i quali si attivano interventi di natura straordinaria[i].Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è images

Il presente contributo intende verificare le situazioni in corso di deterioramento dei bilanci dei Comuni e suggerire alcuni aggiustamenti al sistema di indicatori.

Secondo la fotografia più recente (tavola 1), gli enti deficitari, in riequilibrio finanziario pluriennale (o predissesto decreto legge n. 174 del 2012) e/o dissesto sono circa il 5% del totale dei Comuni italiani e per il 75% evidenziano la presenza di una “questione meridionale” (Ministero degli Interni 2019) [ii].

Tavola 1 – Comuni in difficoltà finanziaria per status e ripartizione geografica (*) – Anno 2018

Fonte: Ministero dell’Interno, Circolare n. 9/2019, allegati 1 e 2 (* ) riferito all’impianto parametrale originario basato su 10 indicatori

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Una fotografia della spesa pubblica italiana

 

L’obiettivo di questo articolo è dimostrare che il conto economico consolidato redatto dall’ISTAT – a differenza del bilancio dello Stato, che non permette una visione complessiva Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è imagesdella spesa pubblica – permette anche una analisi della movimentazione interna di fondi e quindi consente di osservare più da vicino le pieghe della spesa pubblica italiana.

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Il buco nero dei romani e il “Salva Roma”

  1. Il debito di Roma un po’ di storia….

Nel corso del 2008, successivamente all’insediamento dei nuovi organi elettivi del Comune di Roma, si è manifestata una situazione finanziaria critica per cui l’attività istituzionale ha rischiato di essere paralizzata, con conseguente sospensione dell’erogazione dei servizi pubblici, compresi quelli essenziali. La capitale d’Italia è di fatto fallita!

Alla luce di tale situazione così certificata dagli ispettori del MEF della ragioneria generale dello Stato, in alternativa alla dichiarazione di dissesto prevista per tutti gli enti locali, si è stabilito una disciplina particolare con la quale, oltre agli organi della Gestione Ordinaria, ha portato alla costituzione della Gestione Commissariale con la nomina di un Commissario Straordinario del Governo per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall’indebitamento pregresso e un bilancio separato rispetto alla gestione ordinaria a partire dalla data del 28 aprile 2008 con due gestioni autonome.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri[1], è stato nominato il Sindaco di Roma Capitale quale Commissario Straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria dello stesso Comune e delle società da esso partecipate.I

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Come misurare il debito pubblico

Il debito pubblico non è un indicatore esaustivo dell’esposizione finanziaria del settore pubblico e va affiancato ad altre grandezze come, ad esempio, le passività finanziarie.

Il debito pubblico non tiene conto degli esborsi futuri sui contratti derivati e i crediti commerciali mentre le passività finanziarie, valutate ai prezzi di mercato, dipendono dalle fluttuazioni del rendimento dei titoli di stato. In questo articolo analizziamo le differenze per avere un quadro più preciso dell’esposizione finanziaria del settore pubblico italiano.

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Squilibri europei e indicatori statistici: una proposta di integrazione

Il Conto patrimoniale[1] è un documento che evidenzia il valore di stock riconosciuto delle attività e delle passività assunte dai settori istituzionali, il cui saldo rappresenta la ricchezza di una economia. All’interno del Conto patrimoniale, le statistiche che riportano in termini di consistenze le attività e le passività finanziarie dei settori istituzionali di un Paese (imprese, società finanziarie, pubblica amministrazione, famiglie e istituzioni non profit) sono i Conti finanziari[2], che possono essere utilizzati per integrare il set di indicatori necessari per l’analisi macroeconomica. Continua a leggere

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La misura corretta del debito pubblico

L’attuale sistema dei conti nazionali (Sec2010), pone il conto patrimoniale a
completamento della sequenza dei conti per settore che descrivono in maniera sistematica  i diversi stadi del processo economico: produzione, generazione, distribuzione, redistribuzione e utilizzazione del reddito nonché accumulazione finanziaria e non finanziaria. Continua a leggere

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Germania batte Italia – Quantitative Easing

I popoli europei nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni ma l’Europa disegnata ai quei tempi ha accresciuto la crisi dei paesi che ne hanno fatto parte. Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttività diversi, con i quali si pensava si sarebbero aggiustati tramite le fluttuazioni dei tassi di cambio, ha costretto i membri dell’Eurozona a giungere all’equilibrio con più disoccupazione e tagli alla spesa pubblica.

I paesi dell’Euro sono stati impegnati, nel corso di questi anni, a rispettare il Patto di stabilità e crescita inseguendo un rapporto deficit/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito/PIL che non superasse il 60%, senza preoccuparsi eccessivamente se ciò avesse comportato maggiori squilibri tra paesi. Continua a leggere

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Il debito della Regione Lazio e i suoi interessi

La Regione Lazio da anni è stata gestita senza avere una visione di crescita strutturale per il benessere dei suoi cittadini. Uno degli indicatori chiave che dimostra questo malessere è la composizione del debito cresciuta in maniera costante nel corso degli anni, ma in misura crescente a partire dal 2007 (+163% figura 1) quando cioè il “buco” sanitario è iniziato ad emergere in tutta la sua gravità[1]. Questa eredità, che ci costa milioni e milioni di euro di interessi passivi  è la chiave di lettura da cui si deve partire per un cambiamento serio nella gestione politica e amministrativa di questa Regione.

La Regione Lazio ha sottoscritto il Piano di Rientro dal debito del disavanzo sanitario in data 28 febbraio 2007. A luglio del 2008, sussistendone le condizioni previste dalla richiamata normativa, la Regione Lazio è stata commissariata in ambito sanitario. Persistendo un disavanzo di esercizio consolidato del servizio sanitario per la Regione Lazio, è prevista l’applicazione in automatico, e per tutta la durata del Piano di Rientro (Rendiconto 2016), delle aliquote massime di riferimento per l’IRAP (interamente collegata alla sanità) e l’addizionale IRPEF (collegata anche al ripiano in 30 anni dell’anticipazione statale da 10 miliardi ricevuta dal Lazio nel 2013 per pagare i vecchi debiti commerciali). CHE SIGNIFICA? CHE I CITTADINI LAZIALI CON IL PROPRIO REDDITO E LE IMPRESE LAZIALI CON IL PROPRIO FATTURATO PAGANO E PAGHERANNO IL DEBITO CONTRATTO.

Nella figura seguente è evidenziato lo stock del debito della Regione Lazio alla data del 31 dicembre 2016.

Fonte: elaborazione dati sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari.

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