Analisi e criticità riscontrate nel Rendiconto 2017 di Roma Capitale

Leggi la proposta di delibera di indirizzo sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale.

Il Comune di Roma deve ripianare, per effetto del piano di rientro, più di un miliardo di euro di debito “ordinario” che i cittadini romani dovranno pagare fino al 2044. 

Con segno negativo è riportato infatti la quota pari a 28,4 milioni di euro che rappresenta il rateo annuale del disavanzo da ripianare con rate costanti a decorrere dal 2015.

Il Comune di Roma registra anche nel 2017 un disavanzo di 666 milioni di euro in linea con il disavanzo massimo consentito nel 2017 dalle disposizioni normative, che risulta comunque un importo in riduzione rispetto al 2016 (-8,1%) di 59 milioni di euro cifra ben superiore dell’importo massimo di disavanzo ammesso nel 2017  pari a 697,6 milioni di euro quale limite posto previsto con decreto del ministero dell’interno del 2 aprile 2015. Continua a leggere

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Il Patrimonio di Roma Capitale quando rende?

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo su valorizzazione del patrimonio immobiliare e sulla capacità di riscossione delle entrate di Roma Capitale

Il patrimonio immobiliare di Roma Capitale si compone in categorie giuridiche inventariali secondo tre gradi di dettaglio quali: il demanio comunale, il patrimonio indisponibile e quello disponibile.Fonte: Comune di Roma, amministrazione trasparente, Beni immobili e gestione patrimonio

Le immobilizzazioni materiali contenute nel rendiconto 2017 sono distinte in beni demaniali e beni patrimoniali disponibili e indisponibili. Il valore al 31-12-2017 delle immobilizzazioni materiali riportato nello stato patrimoniale di Roma Capitale ammonta a più di 13 miliardi di euro. Continua a leggere

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Indicatori e risorse finanziarie dei Municipi di Roma Capitale

Leggi l‘analisi e la proposta di delibera di indirizzo per implementare l’utilizzo di indicatori in fase di bilancio per assegnare e redistribuire in maniera oggettiva le risorse finanziarie ai Municipi di Roma Capitale.

L’analisi dell‟allocazione delle risorse all‟interno dei singoli municipi è necessaria, soprattutto in un’ottica di decentramento amministrativo, per conseguire un risultato generale di razionalizzazione e di efficientamento della spesa. I municipi, dopo l’approvazione nel 2014 del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68) per Roma Capitale, avrebbero dovuto dare indicazioni dettagliate rispetto ai fabbisogni economici legati a fondi insufficienti per l’erogazione dei vari servizi cui i Municipi sono chiamati a provvedere. I fondi dovrebbero essere distribuiti, nel rispetto del piano di rientro, in maniera equa e rispettando le esigenze di ogni Municipio, in base a criteri ben precisi che tengano conto, utilizzando gli indicatori di riferimento, dell’estensione territoriale, della densità di popolazione, delle caratteristiche demografiche, sociali, economiche dei suoi abitanti.In quest’ottica le strutture territoriali di Roma Capitale sono passati da 19 a 15[1]. La Giunta Capitolina[2], ha poi precisato i confini dei 15 Municipi, definendone i rispettivi territori[3].
Nel 2016 si è registrata una spesa corrente di Roma Capitale per abitante di 1.460 euro di cui 991 euro è stata destinata in particolare per l’acquisto di beni e servizi. Una piccola quota, pari a 79 euro in media per abitante è stata assegnata ai municipi per la gestione dei servizi, con l’importo più alto nel municipio XIII con 107 euro procapite e con un importo più basso nel terzo e quarto municipio con soltanto 64 euro procapite. La disomogeneità finanziaria territoriale va quindi analizzata in maniera approfondita al fine di correggere eventuali distorsioni nell’allocazione delle risorse finanziarie sul territorio nel rispetto dell’autonomia amministrativa finanziaria e gestionale di cui godono i municipi e soprattutto nel rispetto del piano di rientro (articolo 16 legge 2 maggio 2014, n. 68).  Continua a leggere

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I Trasporti e il Diritto alla Mobilità nel Lazio

La seconda missione di gran lunga più rilevante, dopo quella della sanità, che assorbe una consistente fetta del bilancio della Regione Lazio è quella dei Trasporti e Diritto alla Mobilità, con un finanziamento di circa 1 miliardo di euro (in termini di impegni di spesa) come è stato certificato nel rendiconto 2016. In termini di pagamenti totali l’importo registrato nel 2017 è di poco più di un miliardo.
La forte dilatazione tra la gestione della competenza e della cassa e la conseguente formazione dei residui passivi (spese impegnate ma non pagate) ha rappresentato una forte criticità contabile non permettendo un monitoraggio efficace della spesa regionale. Con la nuova armonizzazione contabile[1] viene monitorato l’incremento dei residui attraverso un indicatore che considera la capacità di formazione dei residui.
Il valore teorico zero sta ad indicare il completo pagamento degli impegni entro la fine del periodo e quindi l’assenza dei residui di competenza tanto più l’indicatore si avvicina all’unità tanto meno l’ente dimostra di saper condurre in termini tempestivi ed efficaci la propria gestione di cassa ritardando il pagamento delle spese e segnalando difficoltà a raggiungere gli obiettivi inseriti nel bilancio di previsione[2]. Continua a leggere

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Il debito della Regione Lazio e i suoi interessi

La Regione Lazio da anni è stata gestita senza avere una visione di crescita strutturale per il benessere dei suoi cittadini. Uno degli indicatori chiave che dimostra questo malessere è la composizione del debito cresciuta in maniera costante nel corso degli anni, ma in misura crescente a partire dal 2007 (+163% figura 1) quando cioè il “buco” sanitario è iniziato ad emergere in tutta la sua gravità[1]. Questa eredità, che ci costa milioni e milioni di euro di interessi passivi  è la chiave di lettura da cui si deve partire per un cambiamento serio nella gestione politica e amministrativa di questa Regione.

La Regione Lazio ha sottoscritto il Piano di Rientro dal debito del disavanzo sanitario in data 28 febbraio 2007. A luglio del 2008, sussistendone le condizioni previste dalla richiamata normativa, la Regione Lazio è stata commissariata in ambito sanitario. Persistendo un disavanzo di esercizio consolidato del servizio sanitario per la Regione Lazio, è prevista l’applicazione in automatico, e per tutta la durata del Piano di Rientro (Rendiconto 2016), delle aliquote massime di riferimento per l’IRAP (interamente collegata alla sanità) e l’addizionale IRPEF (collegata anche al ripiano in 30 anni dell’anticipazione statale da 10 miliardi ricevuta dal Lazio nel 2013 per pagare i vecchi debiti commerciali). CHE SIGNIFICA? CHE I CITTADINI LAZIALI CON IL PROPRIO REDDITO E LE IMPRESE LAZIALI CON IL PROPRIO FATTURATO PAGANO E PAGHERANNO IL DEBITO CONTRATTO.

Nella figura seguente è evidenziato lo stock del debito della Regione Lazio alla data del 31 dicembre 2016.

Fonte: elaborazione dati sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari.

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Monitoraggio spesa di bilancio connessa agli appalti

Intervento in commissione Bilancio del 7 ottobre 2016 in veste di vice presidente commissione bilancio  

Il M5S intende pubblicare con modalità di accesso immediato e consultazione semplice, anche tutti i dati di sintesi relativi al bilancio consuntivo e previsionale comunale e delle sue aziende partecipate e controllate, la pubblicazione di tutte le informazioni tra l’impegno di spesa e i codici identificativi di progetto e di gara“. Continua a leggere

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