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DOVE nascono i rifiuti e soprattutto DOVE finiscono?

 

Da anni noi cittadini ci facciamo sempre la stessa domanda: tutto l’impegno che mettiamo nella raccolta differenziata serve davvero a qualcosa?

Nel profondo speriamo di sì, che il nostro gesto abbia un senso fino alla fine della filiera. Ma cosa succede davvero dopo? Che fine fa il riciclo? Per capirlo bisogna seguire il percorso dei rifiuti.

Gestione rifiuti da impianti urbani e speciali per livello della gerarchia europea UE, tipologia di impianto e area di trattamento intermedio (“zona grigia”) – Italia, 2023 (N°, t e %)Fonte: Elaborazione dati Catasto Ispra 

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Turismo e ambiente un’analisi basata sui conti ufficiali

Pubblicato* su lavoce.info

Qual è l’impronta ambientale del turismo come settore produttivo? I nuovi dati Istat mostrano che gli effetti più forti sull’ambiente non arrivano da hotel e ristoranti, ma dai trasporti a lunga distanza. È il modo in cui si viaggia a fare la differenza.

L’impatto del turismo sull’ambiente

Come si definisce l’impatto ambientale del turismo? Certo, non riguarda soltanto le attività direttamente percepite dal turista – come alloggi e trasporti – ma comprende tutte le produzioni intermedie e i servizi indirettamente coinvolti, dalla generazione di energia alle filiere agroalimentari, dai trasporti intermedi alle infrastrutture. Si tratta quindi di un fenomeno sistemico e trasversale, non riconducibile a un singolo settore produttivo.

E si articola in diverse dimensioni: le emissioni climalteranti (CO₂ equivalente), riconducibili in particolare ai trasporti – soprattutto aerei –, ai consumi energetici degli alloggi, alla mobilità locale e alla filiera alimentare; il consumo di risorse, come acqua, suolo, energia primaria e materie prime; e le pressioni territoriali, che includono urbanizzazione, congestione, degrado ecosistemico e perdita di biodiversità e produzione e gestione dei rifiuti.

L’analisi qui proposta si concentra sulla dimensione climatica, la più direttamente misurabile attraverso l’integrazione tra contabilità economica e ambientale. Continua a leggere

Il sistema dei rifiuti di Roma è fuori controllo: il 68% finisce nella “zona grigia”

 

Roma oggi si colloca quasi interamente negli ultimi due livelli della gerarchia europea dei rifiuti — recupero e smaltimento — mentre i livelli più “virtuosi”, come prevenzione, riuso e riciclo, risultano marginali o totalmente assenti.

L’analisi dei dati del Catasto Nazionale Rifiuti ISPRA (2023) mostra un quadro fortemente sbilanciato verso trattamenti intermedi e smaltimento finale, con un enorme volume di rifiuti collocato in una categoria opaca: la zona grigia, nella quale non è possibile sapere se i materiali vengano realmente riciclati, bruciati o avviati a discarica.

Il problema non è nuovo, ma le dimensioni sono oggi tali da mettere in discussione l’efficacia del Piano rifiuti adottato dal Commissario Straordinario.

Tavola 1 – Impianti di gestione dei rifiuti a Roma e provincia per tipologia e quantità trattata (t). Anno 2023 Fonte: Catasto Nazionale Rifiuti dell’ISPRA Continua a leggere