FARMACAP – SCONGIURARE LA LIQUIDAZIONE

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La Farmacap svolge una funzione strategica come polo socio-sanitario pubblico di Roma Capitale e rappresenta la più grande azienda farmaceutica pubblica d’Italia: con 45 farmacie che sono in tante periferie, 10 sportelli sociali e circa 320 dipendenti su un totale di 1.500 ‘farmacisti comunali’ in tutto il Paese. Farmacap, inoltre, ha aderito all’associazione “Asso Farmacie comunali”, che a sua volta fa parte dell’Unione Europea delle farmacie sociali.

Farmacap svolge i servizi di teleassistenza ed assistenza ai soggetti deboli regolati con una convenzione con Roma Capitale, svolge attività di Recup, consegna medicinali a domicilio e offre una presa in carico sociale, soprattutto di utenti anziani nei municipi romani.

La gestione di questa società in questi 4 anni di mandato Raggi è stata palesemente inefficiente soprattutto per effetto della mancata approvazione dei bilanci che di fatto non ha permesso il rilancio della società.

Nella commissione congiunta bilancio politiche sociali del 3 novembre 2020 si conferma la chiusura in perdita dei bilanci Farmacap del 2013 e 2014, resta positivo il bilancio del 2015 mentre a partire dal 2016 si hanno tutti i bilanci in perdita ad esclusione dell’esercizio 2017 che  diventa positivo anche se dopo tutti questi anni sono state fatte dichiarazioni discordanti  dai diversi amministratori a nomina della stessa Giunta Raggi. In pratica con questa notizia appresa in commissione si scongiura quello che invece aveva dichiarato il 24/11/2017 l’Assessore Gennaro (nominato sempre dalla Raggi) sulle criticità della gestione pregressa e che “chiese, in quell’occasione, allo stesso Commissario Stefanori di sottoporre i bilanci non approvati degli anni 2013, 2014 e 2015 ad una ulteriore due diligence al fine di riuscire ad avere definizione dei numeri di bilancio e dare risposta a quanto richiesto dall’art. 1, comma 555 della L. 147/2013 ( c.d. rischio dei 4 esercizi in perdita su 5). Ancora, l’Assessore ricorda che il Bilancio 2017 è stato oggetto di una necessaria rivisitazione da parte del Commissario Stefanori in quanto la prima presentazione del progetto (del 31-3-2017) chiudeva con un avanzo di esercizio di circa 585.000 euro, ma non teneva conto dell’esito dell’accordo del riconoscimento del CCNL (circa 1.647 mln di euro) e ciò avrebbe rettificato l’avanzo a euro 24.000. Essendo, comunque, un risultato positivo risultava scongiurato il rischio della liquidazione dell’Azienda per la presenza di esercizi in perdita come recita la norma  (ex art. 1, comma 555 della L. 147/2013) che le aziende speciali a decorrere dall’esercizio 2017, in caso di risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti sono poste in liquidazione entro sei mesi dalla data di approvazione del Bilancio o rendiconto relativo all’ultimo esercizio“. Quindi chiudere il bilancio 2017 in attivo è fondamentale per scongiurare il rischio liquidazione della società.

Era il 13/09/2016 quando sono stati auditi i vertici aziendali Farmacap, in quella occasione la Dott.ssa Simona Laing sottolineava “l’importanza di avere al più presto l’approvazione dei tre bilanci per gli esercizi 2013-2014 e 2015, essendo infatti la Farmacap un’azienda presente sul libero mercato, era quindi opportuno, per essere concorrenziali, riuscire a negoziare dei prezzi vantaggiosi con i propri fornitori, che come prima cosa analizzano i bilanci della società“. Per riportare in equilibrio i conti, la Dott.ssa Laing aveva messo in atto delle attività tali da incidere sulla strategia commerciale degli acquisti.

Era il 10/02/2017 quando la Laing specificava che “nel prossimo triennio l’azienda avrebbe dovuto essere gestita sul modello di holding pubblica …l’azienda ha una crescita commerciale considerevole è stata fatta una gara europea sul grossista che non era stata fatta da più di 10 anni, ottenendo uno sconto medio del 4%, che ha procurato un milione di euro di utile, l’impegno di portare l’azienda in utile è stato raggiunto. Ora sono necessari indirizzi politici per proseguire“. L’ultimo contratto di servizio risaliva al 2016 che prevedeva un investimento di Roma Capitale di 1.400.000 euro per Farmacap. Ma ad oggi 2020 non si ha ancora un piano industriale credibile. L’avvocato Stefanori, nominato Commissario Straordinario a partire dal 10 gennaio 2017 integra quanto relazionato dal Direttore Laing sottolineando però che “l’azienda è carente di elementi fondamentali. Non è stato nominato il responsabile anti corruzione e non si è provveduto ad applicare il piano anti corruzione. Vi sono criticità nei rapporti con i dipendenti e degli strumenti di programmazione. L’azienda continua a muoversi in autonomia e non rispetta l’art. 19 dello Statuto, che prevede l’indirizzo del Consiglio comunale, che dovrebbe essere recepito dal Consiglio di amministrazione ad oggi sostituito dal Commissario straordinario. Non concorda con quanto detto rispetto alla holding laziale delle farmacie e sulla prevalenza commerciale dell’azienda ed aspetta indicazioni dal Consiglio comunale. Espone perplessità sullo svolgimento delle tre competenze previste dallo Statuto: la gestione delle 45 farmacie, dell’assistenza sociale e del nido, che ad esempio, da quando si è insediato, è chiuso e non sono state fornite indicazioni per come proseguire l’attività di assistenza sociale“.

Era il 16/05/2017 quando nella commissione politiche sociali su aggiornamenti Farmacap in cui è stato audito il Commissario straordinario Avv. Stefanori venne messo a conoscenza dei consiglieri capitolini che “l’azienda era stata sottoposta ad indagini della Procura per vicende pregresse ed era stata rilevata l’esistenza, nel bilancio 2016, di un debito sommerso nei confronti dei dipendenti. In questa seduta abbiamo avuto contezza di un nuovo Direttore generale Dott. Cozzolino. Sebbene il precedente Direttore Generale Laing avesse assicurato che i conti fossero in attivo, l’azienda non applicava pienamente il contratto di lavoro, sottoscritto con Assofarm nel 2013. Il debito occulto con i dipendenti ammontava a circa 2 mln di euro, perché non era stata adeguata la retribuzione. …l’ Avv. Stefanori ha sostenuto che “gli ultimi due bilanci sarebbero stati in utile, mentre prima erano in perdita (ma a quanto dichiarano sul buco starebbe indagando la magistratura). Il Comune ha accantonato anche 9,5 mln di euro, per eventuali passività impreviste“.

Era il 24/11/2017 con una commissione congiunta bilancio e politiche sociali che tratta la forma societaria dell’azienda speciale Farmacap e verifica gli atti finalizzati allo sviluppo delle attività statutarie e del progetto di rilancio della stessa nei servizi sociosanitari e farmaceutici, il commissario Stefanori in quell’occasione conferma “la situazione di tensione finanziaria di Farmacap dove la Corte dei Conti definisce come posizione di squilibrio finanziario in quanto l’ammontare dei debiti rispetto al patrimonio netto e crediti è sbilanciata. Risultano, infatti, circa 20 milioni di debiti, con un patrimonio netto di 2,5 milioni e crediti per circa 12,1 milioni di euro e pertanto è presente un disavanzo di circa 3,5 milioni di Euro. Aggiunge che i bilanci nel corso degli anni sono stati influenzati da una serie di poste valutative che non hanno consentito di raggiungere determinati risultati sia in termini di valorizzazione delle rimanenze (circa 3,4 milioni) sia in termini di iscrizioni di poste per crediti per imposte anticipate”.

Era il 19/01/2018  che viene calendarizzata una commissione trasparenza (di opposizione) per fare chiarimenti sempre in merito ai bilanci 2016 e 2017 dell’azienda Farmacap. “Per quanto riguarda i bilanci dell’azienda si fa presente che il bilancio 2016 è ancora in attesa di approvazione ma tutto fa presagire che si chiuderà in attivo e che il successivo bilancio 2017, è ancora a livello di preconsuntivo, si chiuderà invece in sostanziale pareggio. In questa circostanza si scopre un patrimonio non consistente, ovvero 4 immobili di cui solo 1 è una farmacia; gli altri sono invece stabili che vivono da tempo una situazione di abbandono e relativo degrado. Un’altra questione che emerge è quella di conoscere i tempi della gestione commissariale; il commissario liquidatore è stato nominato con apposita delibera di Assemblea Capitolina n. 13 del 2015 e ci si chiede quanto ancora durerà il Commissario straordinario“.

Nella delibera di Marino si legge che in relazione all’Azienda Speciale Farmacap il Piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di Bilancio, approvato con la citata deliberazione di Giunta Capitolina n. 194/2014, prevede che “…sono in corso di valutazione le proposte del commissario che è stato nominato a seguito dell’emersione di consistenti perdite…Le possibili soluzioni potranno essere valutate solo alla fine dell’attività commissariale in corso, all’interno di un percorso che salvaguardi i profili di economicità per l’ente e garantisca il perseguimento di obiettivi coerenti con le finalità del Comune”. In detta delibera è riportato “di attivare le opportune procedure previste dalla normativa vigente per il ripristino dell’equilibrio economico-finanziario dell’Azienda Farmasociosanitaria Capitolina Farmacap, attraverso l’adozione di tutte le misure che assicurino nel contempo, senza alcun onere anche prospettico a carico del Bilancio di Roma Capitale, la massimizzazione del valore dell’Azienda e la salvaguardia dei rapporti di lavoro, anche mediante l’inserimento di apposite clausole nel caso di cessione di tutto o parte del compendio aziendale…..Che, pertanto, allo stato, sulla base della documentazione complessivamente acquisita dalle competenti strutture capitoline, non consta il raggiungimento dell’equilibrio economico nemmeno nell’esercizio 2015.

L’assessore Gennaro dichiarò che “la fine della gestione commissariale dipende dal raggiungimento degli equilibri economici che molto probabilmente sarà effettivo una volta approvato il bilancio 2016. Forti dubbi sul pareggio di bilancio degli esercizi 2016 e 2017“.

Era il 20/04/2018 dove in una commissione bilancio dedicata sempre alla situazione economico-gestionale dell’Azienda Speciale Farmacap il commissario Stefanori dichiarava che “il Bilancio 2016, -tutt’ora in fase di elaborazione- (parliamo del 20 aprile 2018), risulterebbe in positivo. Ricorda che la Farmacap risulta commissariata dal 2015 con la deliberazione n. 13 e precisa che oggi l’Azienda paga correntemente i fornitori, gli affitti, gli stipendi. Quello che preoccupa in questo momento è la prospettiva legata alle vicende passate, sottolinea, infatti, che sui Bilanci del 2013-2014 e 2015 è stata richiesta da Roma Capitale una due diligence ancora in corso. Risultano comprati 4 immobili di cui 3 non in regola dal punto di vista urbanistico e per quali i revisori hanno rilevato una minusvalenza di circa 1,2 milioni di euro sul valore effettivo. Il Commissario Stefanori puntualizza di aver parlato di due diligence e non dell’apertura di Bilanci; inoltre, la scelta della società Price Water House nella revisione dei suddetti Bilanci è stata orientata dal fatto che era l’unica a non essere mai stata chiamata ad interessarsi della azienda Farmacap, quindi soggetto terzo non condizionato. Il costo per la consulenza risulterebbe in linea con gli standard di mercato. Emerge l’ipotesi di un Bilancio in negativo anche per l’anno 2015 (attualmente era l’unico dei 3 esercizi che era stata chiuso dal precedente Direttore in positivo)“. Quindi avrebbe dovuto chiudere in perdita o in utile il bilancio dell’anno 2015?

Era il 07/11/2018 dove in un’altra commissione trasparenza abbiamo audito il Commissario Straordinario di Farmacap Angelo Stefanori il quale dichiara lo stesso obiettivo contenuto nella deliberazione Giunta Capitolina n. 194/2014 è cioè che l’azienda Farmacap non deve più usufruire di finanziamenti pubblici. “Nel 2018 sono stati previsti 600.000 euro ma l’obiettivo è appunto quello di evitare i finanziamenti pubblici. Farmacap deve arrivare ad essere autonomamente vitale e non deve generare oneri per il pubblico. E nel contempo dichiara che attualmente stanno per aprire 100 nuove farmacie private a Roma e avere delle conseguenze negative così come pure la riduzione dell’importo ricette, tuttavia non ci saranno problemi nei pagamenti degli stipendi, anche dopo aver pagato 1,7 milioni di arretrati. Dei tre immobili di proprietà della Farmacap solo uno è regolare urbanisticamente, ma troppo piccolo come sede, ed è accatastato come asilo. Negli altri due c’è bisogno di regolarizzarli, perché’ sono stati fatti lavori non autorizzati dal Comune e attualmente sono vuoti“. Il direttore generale dichiara che “per quanto riguarda i bilanci in perdita di Farmacap, c’è un tavolo che sta cercando una soluzione. Il Mef è disponibile a non chiedere in maniera stringente l’applicazione delle norme vigenti, nell’ipotesi in cui l’azienda dimostri di essere viva e di potere andare avanti esclusivamente con le proprie risorse. Il problema riguarda i bilanci fino al 2015; la liquidazione sarebbe divenuta obbligatoria entro sei mesi dall’approvazione del bilancio 2017, che è stato chiuso in pareggio, ma formalmente non è stato ancora approvato anche perché il MEF deve dire se approvarlo con criteri di liquidazione o ordinari. Con criteri ordinari significa che è in pareggio“. E con i criteri di liquidazione cosa succederebbe? Si sottolinea che il bilancio 2017 chiuso in attivo scongiura la liquidazione della società, ma non averne la certezza è un grave danno per l’azienda.

Era l’ 08/02/2019 quando in un’altra commissione congiunta bilancio politiche sociali sempre dal tema “aggiornamenti sulla situazione economico – finanziaria dell’Azienda Speciale Farmacap” si rileva l’intenzione di trasformare l’Azienda Farmacap in Società Benefit, come riportato in una Delibera di Assemblea Capitolina sulla razionalizzazione delle partecipate.  Si evidenzia che la Società Benefit è nata da un emendamento di un Senatore del Partito Democratico, poi approvato con legge n. 208/2015 e questo tipo di società è nata dall’esperienza americana sul tema ambientale e si rammenta, altresì, la D. A.C. n. 13/2015 c.d. “Deliberazione Marino” sul tema dei bilanci in passivo. E’ ribadito solo a parole la volontà · politica di mantenere pubblica l’Azienda Farmacap poiché la stessa, oltre a dare un servizio sociale per il territorio ha una funzione strategica di “regolatore del mercato” su dei prodotti essenziali come i farmaci. L’Assessore Lemmetti, precisando che il Commissario Stefanori non ha provveduto alla consegna del piano industriale al Socio, e che la Società Benefit rappresenta solo un’opzione per evitare l’applicazione dell’art. 1, comma 555 della L. 147/2013 che comporterebbe la liquidazione delle aziende speciali in perdita (MA QUINDI I BILANCI CHIUDONO TUTTI IN PERDITA?). L’Assessore Lemmetti chiarisce che se la Società dovesse non risultare in utile sarebbe ancora più necessario un piano industriale di rilancio della Farmacap, così da dimostrare che la stessa svolge un’attività mista e precisa che la Società Benefit sarebbe lo strumento che più di altri potrebbe permettere di continuare a fornire il servizio sociale senza privatizzare l’Azienda stessa.

In sintesi si lascia dopo oltre tre anni e mezzo, una azienda Farmacap senza un piano industriale, senza un contratto di servizio e una convenzione con il sociale ormai scaduta con il rischio di trasformarla in società benefit.

Mentre leggendo l’art. 2 dello Statuto di Farmacap, si sottolinea il ruolo importantissimo svolto dalla farmacie dell’Azienda nel territorio che, in un’ottica di decentramento, potrebbero risultare un valido strumento nell’erogazioni di servizi sociali. Ancora si intravede la necessità della veridicità dei numeri riportati nei Bilanci dell’Azienda al fine di potere delineare un valido piano industriale.

Era il 07/05/2019 dove in un’altra commissione congiunta bilancio-politiche sociali sempre dal tema “aggiornamento situazione Governance azienda speciale Farmacap”  si ha conferma che “il Commissario Stefanori risulta dimissionario, ma non si sa se, in attesa di una nuova nomina, un CDA o eventualmente un suo sostituto, sia ancora operativo. Si richiede di nuovo di analizzare la veridicità dei numeri riportati nel bilancio, si scopre che Stefanori non ha presentato il bilancio 2017. Tutti i bilanci in procinto di approvazione, dal 2013 in avanti, sono stati regolarmente presentati ma non approvati. Viene citata la Delibera commissariale n. 42 del 29 dicembre 2017 nella quale il Commissario Straordinario Stefanori revocava, con una precedente delibera, il vecchio bilancio chiuso al 31 dicembre 2016 e approvava la proposta dell’esercizio di dicembre 2016, nella stesura presentata dal Direttore Generale in data 29/12/2017, integrata con una nota e la relazione del Direttore Generale. Quindi un bilancio approvato del 2016 ci sarebbe ma mancava la verifica della due diligence all’interno del bilancio 2016, doveva essere approvato, ma non è stato fatto. Si viene a conoscenza che la verifica non è stata fatta perché la due diligence era stata richiesta dal Commissario Straordinario e non si è verificato se il 2016 ne recepisce o meno le conclusioni. Per verificare se quel bilancio recepisce o meno le conclusioni, bisogna verificare se effettivamente è stato concluso dal Commissario; non è una cosa semplicissima. La non approvazione dei bilanci militano a favore di uno scivolamento inerziale verso la società Benefit e quindi di fatto verso la privatizzazione”.

Era il 14/04/2020 sempre in una commissione congiunta bilancio-politiche sociali in video conferenzasul quadro economico finanziario e organizzativo- gestionale, governance e futuro dell’azienda speciale Farma-sociosanitaria Capitolina Farmacap”  ancora si rileva insoddisfazione rispetto all’intervento del nuovo Commissario Straordinario Dr. Marco Vinicio Susanna sulla documentazione di questi ultimi 4 anni. Ricorda che Stefanori aveva informato la Commissione che gli era stato conferito un incarico diretto di una nuova due Diligence per verificare i dati di bilancio degli anni 2013/2014/2015 in quanto, probabilmente, bilanci in consistente perdita rispetto a quelli proposti al tempo. Si era parlato di razionalizzazione dei costi, dell’abbandono degli immobili in affitto e valorizzazione di quelli di proprietà dell’Azienda Farmacap e dei bilanci ancora non predisposti, per gli anni 2016, 2017 e 2018. Si chiedono ragguagli sulla trasformazione in società benefit della azienda, che era stata ipotizzata e su ciò che si stava facendo e sul futuro dell’Azienda e delle 45 farmacie che costituiscono un bene prezioso per Roma Capitale.

In definitiva i cambi di vertice, l’assenza di dati e la mancanza di trasparenza potrebbe essere risolta solo con un intervento della Corte dei Conte.

Era il 01/07/2020 quando è stata calendarizzata un’altra commissione trasparenza di opposizione (in video conferenza) sui “profili di conoscibilità e trasparenza della situazione finanziaria e aziendale Farmacap in considerazione della mancata approvazione degli ultimi bilanci e del Piano Industriale” dove il Dr. Susanna rende noto che “sono stati finalmente approvati i bilanci dal 2013 al 2017 che ora sono stati inviati all’amministrazione comunale. Mancano ancora i bilanci 2018 e 2019 su cui è in corso l’ultimazione dell’attività ricognitiva. La normativa prevede che dopo 5 esercizi in negativo l’azienda viene messa in liquidazione, tuttavia si può affermare con certezza che tale rischio non sussiste più per la Farmacap, in quanto sia il bilancio 2015 che quello 2017 sono entrambi in positivo (di oltre 300 mila euro per il 2017 e circa 15.000 euro per il 2015). Per ciò che concerne il patrimonio immobiliare di Farmacap, esso consiste di 4 immobili che però non sono stati messi a reddito ed è per questo che si intende procedere alla dismissione degli stessi, d’intesa ovviamente con Roma Capitale”. Quindi non si sono valorizzati in tutti questi anni i 4 immobili e alla fine si decide di venderli.

Arriviamo all’utima commissione congiunta bilancio politiche sociali del 3 novembre 2020  si apprende che non si è ancora approvato il piano economico finanziario, tutti i bilanci sono stati presentati al socio il 20 luglio del 2020 ma non si ha ancora contezza sugli esiti delle attività di verifica delle cause delle perdite subite dall’Azienda Farmacap e sull’accertamento delle relative responsabilità  emerge la chiusura in attivo del bilancio del 2017 unica eccezione rispetto alle altre annualità (2016-2019) che chiudono in perdita, fondamentale per scongiurare la liquidazione della società, non sono note le misure intraprese fino ad oggi che assicurino nel contempo il ripristino dell’equilibrio economico-finanziario dell’azienda, la rimozione di qualsiasi onere anche prospettico a carico del Bilancio di Roma Capitale e la massimizzazione del valore dell’Azienda e la salvaguardia dei rapporti di lavoro e la valorizzazione degli asset patrimoniali e industriali dell’azienda.

Ma chi paga per tanta inefficienza? Resta il fatto che bisogna scongiurare l’avvio della procedura di liquidazione dell’azienda speciale attraverso la nomina da parte del Sindaco di Roma Capitale di un Commissario liquidatore così come è avvenuto con Roma Metropolitana.

 



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