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TRASPARENZA ROMA: accesso al protocollo dei consiglieri

 

  1. Leggi la proposta di delibera
  2. Leggi l’approfondimento
  3. Commissione trasparenza leggi il verbale
  4. Commissione trasparenza leggi il verbale
  5. Leggi la email richiesta commissione

L’accesso diretto al protocollo da parte dei consiglieri è un tema, oltre che nazionale, determinante per combattere le illeicità negli enti locali.

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Centri di raccolta AMA. Carta vince carta perde in Municipio VIII

 

 

Il 19 ottobre 2020, il giorno prima della votazione della delibera di iniziativa popolare per la gestione del ciclo dei rifiuti urbani di Roma Capitale, in commissione ambiente  sui Centri di Raccolta A.M.A. ho denunciato pubblicamente l’assenza totale di pianificazione di un centro di raccolta differenziata nel Municipio VIII di Roma Capitale.  

Il 21 ottobre 2019 ho denunciato la mancata pubblicazione del video da dove emergeva quanto denunciato ma che purtroppo ad oggi sulla omessa pubblicazione non ho ricevuto nessuna risposta.

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Salviamo il pianeta Terra e non solo

A inizio marzo, mentre ci accingevamo a leggere l’Economia della ciambella di Kate Raworth (Edizioni Ambiente), è iniziato il lockdown ed è stato ben presto chiaro che nulla sarebbe stato più come prima.

leggi il testo integrale

La combinazione di questi due eventi concomitanti, ci ha spinti a ragionare su quali fossero gli scenari ambientali, economici e sociali della società in cui viviamo, per provare a immaginare quali azioni vadano intraprese per cambiare lo stato delle cose.

Nasce da qui l’idea di calare nella situazione italiana la rappresentazione della Ciambella, uno spazio confortevole in cui vivere, compresso tra i vincoli ambientali (il tetto) e il soddisfacimento dei bisogni vitali, economici e sociali (la base), senza dimenticare il trend demografico, con i processi migratori e di urbanizzazione che porta con sé.

Un concetto diverso di economia che mette al centro l’uomo e il suo habitat, anziché i mercati e che propone un modello di sviluppo sostenibile in contrapposizione con la crescita lineare della produzione e del reddito.

Dall’avvio della rivoluzione industriale l’uomo ha interferito sempre di più con l’ambiente, tanto che alcuni scienziati hanno coniato il termine di antropocene, per identificare i cambiamenti (talvolta irreversibili) che in un periodo brevissimo, se paragonato alle ere geologiche, l’attività umana sta generando in termini di distruzione di capitale naturale. Disponiamo di una sola Terra, ma ci comportiamo come se ne avessimo a disposizione 1,6, vivendo al di sopra delle possibilità di rigenerazione delle risorse naturali, con importanti differenze tra le diverse aree territoriali del pianeta.

Le emissioni di anidride carbonica stanno provocando un innalzamento delle temperature che generano a loro volta una serie di effetti a cascata: lo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai montani, l’innalzamento del livello del mare, l’acidificazione degli oceani, la desertificazione dei terreni, la salinizzazione delle coste, la perdita di biodiversità marina e terrestre che riguarda sia la fauna che la flora.

La risposta non può che essere globale e le Nazioni Unite organizzano da anni le Conferenze tra le parti (Cop), che talvolta hanno raggiunto importanti risultati, come nel caso del contenimento del buco dell’ozono, ma che molto spesso devono arrendersi agli egoismi nazionali, come è accaduto per il ritiro degli Stati Uniti (il Paese che più inquina al mondo) dagli accordi di Parigi sul clima, una decisione scellerata presa dal presidente uscente che ora, speriamo, venga riconsiderata al più presto da quello eletto.

Anche l’Italia deve fare la sua parte, intervenendo sugli aspetti più critici che la caratterizzano, come le emissioni di inquinanti, il consumo di suolo, il dissesto idrogeologico, il ciclo dell’acqua e dei rifiuti, la riconversione urbana, la tutela della biodiversità.

Se da un lato si deve proteggere la salute della Terra dall’azione distruttiva dell’uomo, dall’altro bisogna intervenire per consentire alla maggior parte delle persone di vivere nel miglior modo possibile.

La base sociale è costituita da un insieme di livelli minimi di sussistenza che devono essere garantiti a ciascun individuo, in accordo con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La rappresentazione della base sociale della Ciambella tiene conto della disponibilità di cibo e acqua, salute, istruzione, reddito, equità sociale, fabbisogno energetico, infrastrutture materiali e immateriali, abitazione, parità di genere, diritto di espressione, pace e giustizia.

L’Italia, pur essendo tra i Paesi più sviluppati al mondo, registra molti ritardi ingiustificati, concentrati maggiormente nel Mezzogiorno e tra alcune categorie di persone, che non consentono a tutti di vivere nello spazio confortevole della Ciambella.

Il tasso di abbandono scolastico italiano è superiore alla media europea e un quarto dei giovani compresi tra i 15 e i 34 anni non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione (Neet), con percentuali maggiori tra le donne (28%) e i ragazzi del Sud (36%). Basso è anche il numero dei laureati Stem (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica), senza contare che sempre più di frequente l’investimento in capitale umano viene vanificato dalla scelta, quasi obbligata, di andare a svolgere la professione all’estero. La pandemia ha acuito la carenza di personale sanitario specializzato, anche per lo scarso ricambio generazionale degli anni passati.

In Italia la disuguaglianza economica è cresciuta nel tempo e spesso deriva da una disparità di opportunità, tra cui il livello di istruzione, che limita la mobilità sociale intergenerazionale. A questo si aggiunge il divario nord-sud sempre più accentuato e la disparità di genere, che sconta le insufficienti politiche di supporto alla partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

Le differenze sono destinate ad accentuarsi con la pandemia generata dal coronavirus, che ha messo in evidenza la precarietà di molte attività, la fragilità delle infrastrutture, le barriere di accesso per le fasce sociali più deboli alla didattica a distanza o allo smart working.

Una volta superata questa seconda ondata di contagi occorrerà procedere spediti verso una nuova normalità, che non può essere un ritorno al passato, perché la società nel frattempo è cambiata e il tetto ambientale rischia di “crollarci addosso”.

L’Unione europea ha deciso di fare la sua parte e sta stanziando ingenti risorse per il Piano di rilancio e resilienza che assegna all’Italia circa 81 miliardi di sussidi e 127 miliardi di prestiti. Per utilizzarli al meglio c’è, però, bisogno di scelte coraggiose, oltre a migliorare la capacità di progettare e impegnare i finanziamenti ricevuti.

Il cruscotto di indicatori, immagini, grafici e tabelle che abbiamo raccolto per descrivere la Ciambella italiana, rappresenta una base di partenza per offrire da un lato spunti di riflessione per una maggiore consapevolezza collettiva e dall’altro un contributo per agevolare la transizione nella direzione dello sviluppo sostenibile e inclusivo.



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FARMACAP – SCONGIURARE LA LIQUIDAZIONE

Leggi l’interrogazione

La Farmacap svolge una funzione strategica come polo socio-sanitario pubblico di Roma Capitale e rappresenta la più grande azienda farmaceutica pubblica d’Italia: con 45 farmacie che sono in tante periferie, 10 sportelli sociali e circa 320 dipendenti su un totale di 1.500 ‘farmacisti comunali’ in tutto il Paese. Farmacap, inoltre, ha aderito all’associazione “Asso Farmacie comunali”, che a sua volta fa parte dell’Unione Europea delle farmacie sociali.

Farmacap svolge i servizi di teleassistenza ed assistenza ai soggetti deboli regolati con una convenzione con Roma Capitale, svolge attività di Recup, consegna medicinali a domicilio e offre una presa in carico sociale, soprattutto di utenti anziani nei municipi romani. Continua a leggere



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IDEE IN MOVIMENTO: UNA PROPOSTA TRASPARENTE

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PROPOSTA per REVISIONE STATUTO M5S -possibilità PER CIASCUN ISCRITTO al M5S di finanziare liberamente l’associazione politica attraverso la destinazione del due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche all’atto di presentazione della propria dichiarazione dei redditi per finanziare esclusivamente i “Gruppi Territoriali Locali ” scarica il documento

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Nel dibattito pubblico è da anni che si discute di come finanziare i partiti politici. E nel 2014 è stata approvata la legge n. 13 del 21 febbraio 2014, (G.U. 26/02/2014, n. 47) proprio per dirimere l’annosa questione, ma di fatto si è stabilito di finanziare in forma privata e indiretta i partiti attraverso i gruppi parlamentari e forme di finanziamento come il 2 per mille e le donazioni private. 

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Un flash sulle principali entrate di Roma Capitale

Scarica l’analisi PDF

Leggi la proposta di delibera su entrate e patrimonio  bocciata

Leggi la proposta di delibera sulla TARI  bocciata

Leggi interrogazione sul pagamento della TARI   leggi la risposta

Leggi interrogazione su concessione suolo pubblico OSP

Leggi interrogazione su Passi Carrabili risposta uffici

Dal rendiconto del 2019 risulta che Roma Capitale ha accertato 5,6 miliardi di euro di entrate finali (al netto di quelle per conto terzi e partite di giro); di questa cifra soltanto il 59% è stato effettivamente riscosso (capacità di riscossione di competenza).

Dal 2016 al 2019 la capacità di riscossione delle entrate correnti di Roma Capitale è scesa di 4 punti percentuali (Tavola 1).

Le entrate per conto terzi e le partite di giro sono poste figurative del bilancio di un Comune, Roma in particolare, nel biennio 2016-2017, riportava nel documento contabile una cifra elevata “impropriamente“. Continua a leggere

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Roma in default dal 1 gennaio 2022 ma la Raggi non lo sa

 

Cosa succederà nel 2022 a seguito della chiusura della Gestione Commissariale il 31 dicembre 2021 prevista dalla legge di bilancio 2019?

Nelle tavole che seguono si evidenziano le ricadute di questa scelta “a occhi chiusi” sulla consistenza e sulle dimensioni del bilancio ordinario: in pratica “ si avrà un ennesimo default della Capitale D’Italia” ma la Sindaca Raggi non lo sa (ho presentato una proposta di delibera per scongiurare il default della Capitale D’Italia).

Il 29 aprile 2019 è stata tempestivamente allertata, con un documento, la Ragioneria Generale di Roma Capitale delle possibili conseguenze che questa scelta politica nazionale avrebbe comportato sui conti capitolini, ma il cosiddetto “Salva Roma” è stato ugualmente approvato senza verificarne l’eventuale impatto sul bilancio ordinario di Roma.

Il 5 luglio 2019, il 30 settembre 2019, e il 15 aprile 2020  la Corte dei Conti con  le citate Deliberazioni ha analizzato i rapporti finanziari tra Gestione Ordinaria e Gestione Commissariale – e l’Impatto sugli equilibri statici e dinamici dei bilanci di Roma Capitale” fino al 2017.

Dagli ultimi dati disponibili si è potuto costruire la rappresentazione sintetica del debito di Roma, riportata nella  tavola seguente, composta delle tre componenti principali del Piano di rientro[1] riconducibili alla “quarta versione” del riepilogo della massa attiva e passiva fornita dal commissario straordinario. Continua a leggere

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Primi dati sul contributo di solidarietà alimentare

 
 
 
In un precedente articolo ho affrontato il tema dei fondi stanziati dal Governo e gestiti dalla protezione civile ossia i 15 milioni di euro per Roma Capitale con la possibile ripartizione suggerita cioè 80% per complessivi 12 milioni di euro ripartito in proporzione alla popolazione residente di ciascun municipio e l’altro 20% per complessivi 3 milioni di euro n base al parametro della distanza fra il reddito pro capite del Municipio e quello medio comunale, tenendo conto quindi delle zone più povere di Roma.
La Giunta Capitolina assumendo i poteri dell’Assemblea Capitolina ai sensi dell’art. 42 comma 4 e 175 comma 4 del TUEL (D. Lgs. N°267/2000) ha deliberato la variazione urgente al bilancio di previsione 2020 – 2022 per l’assegnazione dei fondi e consentire la rapida erogazione di un sostegno economico alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza epidemiologica Covid19 (vedi tavola). Tale delibera deve essere ratificata dall’Assemblea Capitolina nei 60 giorni successivi a pena di decadenza. In caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento l’Assemblea Capitolina è tenuta ad adottare nei successivi 30 giorni e comunque entro il 31 dicembre i provvedimenti ritenuti necessari della delibera non ratificata.

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Una fotografia delle entrate pubbliche

 

L’obiettivo di questo articolo è osservare più da vicino l’ammontare complessivo delle entrate pubbliche italiane, distinte per i principali tributi, ed evidenziare come l’incapacità di riscossione dello Stato alimenta i residui attivi che concorrono ad incrementare il debito pubblico. Le entrate sono iscritte in bilancio al momento in cui sono accertate giuridicamente (criterio della competenza giuridica) e incassate (criterio di cassa). Nel conto economico consolidato redatto dall’ISTAT si possono analizzare i flussi delle entrate tra enti territoriali, e a differenza del bilancio dello Stato, si ha una visione complessiva delle entrate pubbliche per sotto settore secondo il principio della competenza economica (principio accrual). leggi il PDF

Abstract

The objective of this article is to look more closely at the total amount of Italian government incomes, divided by the main taxes, and to highlight how the incapacity of cash receipts the State the active residues that contribute to increasing the public debt. Taxes are recorded in the financial statements at the time they are legal assessed (based on criteria of a legal) and to be collected (based on criteria of cash). In the consolidated account for the government sector, drawn up by the ISTAT, it is possible to analyze the revenue flows between territorial authorities, and unlike the state budget, there is an overall view of the government incomes by subsector according to accrual basis.

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Una visione contabile del Meccanismo Europeo di Stabilità

Meccanismo Europeo di Stabilità

Sintesi* leggi il pdf

L’obiettivo di questo articolo è osservare più da vicino l’attività del meccanismo europeo di stabilità (MES), attraverso due schemi contabili: lo stato patrimoniale e il conto profitti e perdite, i cui contenuti sono stati estratti dalle varie relazioni annuali pubblicate dall’organizzazione intergovernativa. Il MES ha avuto come obiettivo di fornire prestiti di primo soccorso ai paesi che hanno perso l’accesso al mercato finanziario a tassi di interesse ragionevoli e sostenibili. Per raggiungere il suo scopo, il MES raccoglie fondi attraverso l’emissione di strumenti finanziari, nonché titoli di debito a medio e lungo termine.

Abstract

The article’s goal is to look deeply the activity  European Stability Mechanism (ESM), through two accounting schemes available the balance sheet and the profit and loss account, the contents of which were extracted from the annual report published by the intergovernmental organization that contains a description of it. The MES aim to provide first aid loans to countries that have lost access to the financial market at reasonable and sustainable interest rates. To achieve its goal, the MES raises funds by issuing financial instruments, as well as medium- and long-term debt.

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