Per un’Europa diversa bisogna dare un voto diverso

Il 2014 è un anno molto importante in quanto ci saranno a maggio le elezioni  del Parlamento Europeo. Il nostro voto conterà moltissimo in queste elezioni perché noi cittadini saremo determinanti per le politiche della futura Commissione Europea. In un recente dibattito su “l’Europa a Roma, l’Europa nel Lazio” finalizzato in primis a presentare i centri d’informazione “Europe direct“, ma che poi si è rivelato un vero e proprio dibattito politico sul futuro dell’Europa, nel suo intervento Alessandro Giordani (capo del settore stampa della Commissione Europea in Italia) ha sostenuto che “un anno particolare come è questo….le elezioni europee sono uno strumento fondamentale per riappropriarci del tipo di europa che vogliamo“….”la commissione europea in questa fase ha un interesse istituzionale che va oltre  a quello di dire cominciamo a discutere, cominciamo a sentire la pancia non solo la testa delle persone per quel che riguarda l’identità o la non identità tra l’Europa che c’è e l’Europa che vorremmo e l’Europa in cui ci riconosciamo“…..”esiste un meccanismo democratico a partire dal voto di quest’anno a maggio 2014 per riappropriarci e per dare un colore e una forma alle politiche europee”….. Continua a leggere

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Caso Banca d’Italia: è meglio per Letta un uovo una tantum rispetto a una gallina ogni anno?

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La rivalutazione del valore delle quote di Banca d’Italia è una operazione “furba” sostiene Marcello Esposito in “Tutti i rischi dell’operazione Banca d’Italia ma come tutte le italiche “furbizie”, il vantaggio di breve periodo rischia di diventare una perdita nel lungo periodo”. Ma perché il Governo ha optato per questo strumento attraverso un decreto? Beh di certo non per favorire i suoi cittadini, ma “di sicuro per evitare che si dispieghino gli effetti negativi della legge n. 262 del 2005, mai attuata, che contempla un possibile trasferimento allo Stato della proprietà del capitale della Banca d’Italia” (si veda oltre). La cosiddetta “legge sul risparmio” del 2005 che indica esplicitamente che la Banca d’Italia è un “istituto di diritto pubblico”. Ma per disciplinare le modalità del trasferimento, si sarebbe dovuto varare un regolamento entro il 2008.

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