La nuova rivoluzione industriale: il contributo dei maker

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La crisi economica ha provocato una caduta della produzione ma per invertire la rotta bisogna puntare su settori in cui i tanti giovani di talento si sentono rappresentati. I maker costituiscono un movimento culturale contemporaneo, che rappresenta un’estensione su base tecnologica del tradizionale mondo del fai da te. In molti oggi non esitano a definire questo fenomeno come una nuova “rivoluzione industriale”.”Da qualche anno una piccola rivoluzione industriale è in atto in settori che vanno dall’aerospazio all’oreficeria e non solo per creare prodotti unici, ma in generale per innovare i processi di disegno, prototipazione e riparazione. In un prossimo futuro i pezzi di ricambio industriali non si spediranno ma si faranno stampare direttamente al cliente fornendogli le specifiche software”. Continua a leggere

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Investimenti in declino in Europa. L’Italia la peggiore

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Il  capitale fisico svolge un ruolo fondamentale nella crescita economica. Le infrastrutture e le attrezzature che servono alla produzione di un paese devono essere sostituite nel tempo perché soggette ad usura e per rinnovarle occorre effettuare investimenti. Osservando solo gli investimenti fissi lordi, che sono una componente del prodotto interno lordo, non sappiamo però quanti di essi sono effettuati per sostituire il capitale fisico già esistente e quanti, invece, per incrementarlo.

In Europa e soprattutto in Italia, si assiste da diversi anni a un vero e proprio decadimento degli investimenti. L’intensità del peggioramento può essere misurata attraverso il rapporto di espansione/contrazione degli investimenti rispetto agli ammortamenti (figura 1) [1]. Continua a leggere

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Tutti parlano del “cloud” computing. Ma cosa si intende con questo termine

Il cloud computing è l’evoluzione di una serie di tecnologie che utilizzate congiuntamente sono in grado di rivoluzionarie le modalità con cui le organizzazioni costruiscono le proprie infrastrutture informatiche (George Reese, 2010). In italiano la potremmo identificare come la nuvola e la sua caratteristica fondamentale è l’utilizzo di una tecnologia (dove non è necessario nessun investimento finanziario iniziale) solo per il tempo necessario (il servizio viene pagato solo in base al suo effettivo utilizzo) indipendentemente se il servizio sia software o hardware, l’unica cloudcaratteristica basilare è che l’accesso al servizio deve essere possibile farlo da qualsiasi postazione virtuale che utilizza un sistema operativo o un browser qualsiasi.   I progressi compiuti dalla pubblicazione dell’agenda digitale europea hanno dimostrato la necessità di una strategia globale dell’UE in materia di cloud computing che vada oltre i settori specifici come l’e-government o la scienza. Recentemente le applicazioni aziendali stanno passando al cloud computing.
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Agenda digitale per l’Europa – Le tecnologie digitali come motore della crescita europea

Uno dei pilastri su cui il nostro paese dovrebbe investire senza indugio è l’information and comunication tecnology (ICT).  L’agenda digitale europea permette questo salto di qualità.  L’uso di internet consente attualmente ai cittadini di creare e condividere idee e tematiche, di pianificare e gestire comunità di cittadini intelligenti dando origine a nuovi prodotti i cui contenuti sono ad alto valore aggiunto.
I settori chiave sui quali le ICT hanno un impatto moltiplicativo, come suggerisce il documento della Commissione, sono la sanità, l’energia, i servizi pubblici e l’istruzione. La tecnologia dell’informazione (IT) e Internet sono fattori determinanti per la ricerca, l’innovazione, la crescita e il cambiamento sociale (OECD 2010). Le imprese giovani svolgono un ruolo cruciale nella creazione di innovazione, crescita e occupazione.  Continua a leggere

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I “cittadini smart” come fattore di sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione

di Monica Montella

La “conoscenza” deve essere considerata come un bene comune affinché si amplifichi la sua diffusione e utilizzazione all’interno dei processi produttivi. Ormai è riconosciuto a livello internazionale che uno dei fattori di sviluppo di una economia è il suo capitale umano.
Puntare sul talento e sulla creatività dei cittadini intelligenti (smart citizen) rappresenta attualmente l’arma vincente ed economicamente sostenibile, bisogna quindi promuovere la combinazione intelligente delle dotazioni disponibili, con la partecipazione attiva,
consapevole e indipendente dei cittadini. Continua a leggere

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Manipolazione su “no euro” ai danni del M5S ma i problemi dell’Italia sono altri

a cura di Monica Montella

C’è una forte strumentalizzazione che sta avvenendo ai danni del movimento cinque stelle, in particolare c’è chi vuole manipolare e agire sul nostro programma per delegittimarlo ed ha capito come raggiungere l’obiettivo. Il punto debole del M5S è questo: basta iscriversi al movimento cinque stelle nazionale, meglio in massa, un adepto propone tipo il link sul blog nazionale e poi chiede di farlo votare a tutti gli amici che condividono l’idea del programma e il gioco è fatto!!! Continua a leggere

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La rete informativa UE: caos di siti internet

a cura di Monica Montella

Per ottimizzare al meglio i fondi europei 2014-2020 dobbiamo capire cosa non ha funzionato nella precedente edizione soprattutto riguardo la comunicazione e la circolazione delle informazioni.

Uno strumento informativo disponibile on line è una guida per principianti creata proprio per i cittadini o le imprese per essere informati a seconda del tipo di finanziamento e/o progetto dando specifiche informazioni a chi possono rivolgersi cioè a quale interlocutore o rete informativa per ottenere tutte le notizie necessarie. Molte di queste informazioni sono disponibili soprattutto su Internet. Ma quali sono queste reti di informazioni che fino ad oggi, visti i scarsi risultati, in Italia non hanno funzionato efficacemente  ad aiutare imprese e cittadini italiani? Continua a leggere

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Europe Direct Italia: caos di reti internet

Europe Direct è la rete d’informazione dell’Unione Europea per tutti gli altri beneficiari diversi dalle imprese. È formata dal centro di contatto Europe Direct (EDCC) e da tre reti decentralizzate che operano a livello locale. La rete di centri di informazione Europe Direct è gestita dalla Commissione. I Centri d’Informazione Europe Direct (“EDIC”) rafforzano la capacità dell’UE di comunicare grazie a maggiori sinergie e coordinamento con le altre reti di informazione e di assistenza dell’UE che riguardano specifici settori strategici. In Italia il 10-09-2012 è scaduta la call per rinnovare gli EDIC (Importo complessivo stanziato a favore dell’Italia per il 2013: EUR 1.150.000: cifra di tutto rispetto).

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Le reti specializzate dell’Unione Europea

Con “europa intorno a me” (anche applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio cellulare o tablet) possiamo avere tutte le info sulla rete europea di informazione e assistenza. La rete Enterprise Europe ad esempio è la rete d’informazione dell’Unione per le piccole e medie imprese (PMI). La Enterprise Europe Network è la rete europea nata per aiutare le piccole e medie imprese a sviluppare il loro potenziale di innovazione e sensibilizzarle nei confronti delle politiche comunitarie. Ma se andiamo a navigare cerchiamo di scoprire l’utilità di questa rete[1] possiamo giudicare se dà i suoi frutti.   Continua a leggere

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Il fabbisogno di settembre conferma l’instabilità dei conti pubblici

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Il comunicato del Ministero dell’Economia sul fabbisogno dello Stato per il mese di settembre 2013, nonostante i toni rassicuranti, conferma che i conti pubblici non sono affatto sotto controllo.

Il comunicato cita “Nel mese di settembre 2013 si è realizzato un fabbisogno del settore http://www.rgs.mef.gov.it/export/sites/sitoRGS/rgsimages/03.jpgstatale pari, in via provvisoria, a circa 15.500 milioni, che si confronta con il fabbisogno di 11.422 milioni del mese di settembre 2012.

I dati ancora provvisori sulle entrate fiscali del mese fanno stimare un andamento del gettito migliore di quello atteso.
Il peggioramento del fabbisogno, pari a circa 4.100 milioni, è dovuto per circa 2.400 milioni ad una accelerazione della dinamica dei prelievi delle amministrazione pubbliche, in relazione soprattutto al pagamento dei debiti pregressi, per 400 milioni a più elevati rimborsi fiscali (aumentati nei primi nove mesi dell’anno di 3.500 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012) e, per circa 1.500 milioni, a maggiori pagamenti per interessi a causa di una diversa calendarizzazione delle emissioni rispetto allo scorso anno“. Continua a leggere

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