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Negli anni ho promosso numerose iniziative a tutela della legalità e della trasparenza amministrativa a Roma Capitale: esposti alla Corte dei Conti, segnalazioni alla Procura e il rifiuto di votare delibere prive di documentazione o contrarie all’interesse pubblico. Questo impegno ha avuto un costo personale e professionale molto alto.
Tra il 2019 e il 2020, dopo aver esercitato il mio ruolo di consigliera con autonomia e nel rispetto delle regole, ho subito una serie di atti politici e amministrativi che hanno portato alla mia espulsione dal Movimento 5 Stelle e a un progressivo isolamento istituzionale in Campidoglio.
La vicenda ha avuto origine dal mio rifiuto di partecipare a votazioni prive di presupposti adeguati, come nel caso dell’ex cinema Metropolitan e della messa in liquidazione di Roma Metropolitane. Da quel momento sono iniziati attacchi personali, diffamazioni pubbliche, esclusioni dagli strumenti di lavoro e pressioni politiche.
Nel corso del 2020:
- è stato avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti;
- sono stata collocata d’ufficio nel Gruppo Misto senza mia adesione, in violazione del regolamento comunale;
- sono state diffuse comunicazioni istituzionali non veritiere sulla mia appartenenza politica;
- è stato ostacolato l’esercizio del mio mandato, anche attraverso pressioni sulla mia collaboratrice.
Ho sempre trasmesso memorie difensive nei termini, presentato diffide e richiesto accesso agli atti. Nonostante ciò, il Collegio dei Probiviri (Raffaella Andreola, Jacopo Berti, Fabiana Dadone) ha deliberato la mia espulsione con gravi irregolarità, arrivando a dichiarare falsamente l’assenza delle mie difese e correggendo gli atti solo successivamente, con un’errata corrige tardiva.
Questo è il prezzo di aver detto “no”. Il prezzo di aver difeso legalità, trasparenza e rispetto delle regole nelle istituzioni.
Racconto questa vicenda in memoria di Giovanni Falcone, perché la legalità non viene minata solo dalla corruzione, ma anche dal silenzio e dall’indifferenza di chi avrebbe potuto agire e non lo ha fatto. È lo stesso insegnamento che ci hanno lasciato magistrati che hanno combattuto le mafie, come Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, oggi in Parlamento.
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Dopo quanto accaduto, mi sono nuovamente iscritta al Movimento 5 Stelle il 14 dicembre 2024. L’ho fatto per coerenza e rispetto verso i cittadini e verso i valori che ho sempre difeso. Per me la legalità non si archivia: si pratica.
Il 3 novembre 2025 ho ricevuto una comunicazione ufficiale che mi consentiva di presentare la mia autocandidatura per il componente del Consiglio nazionale, come delegata della circoscrizione Centro – genere femminile. Un messaggio formale che riconosceva la mia piena agibilità politica e il possesso dei requisiti richiesti.
Ogni volta che mi candido a un ruolo interno al Movimento 5 Stelle si attiva lo stesso copione: attacchi diffamatori e post costruiti ad arte per fermarmi. È accaduto nel 2020 ed è accaduto di nuovo. Di fronte all’ennesimo attacco diffamatorio costruito ad arte, ciò che più preoccupa non è solo l’attacco in sé, ma il silenzio di tutti.
Un silenzio assordante che si ripete da anni e che solleva interrogativi seri sul rispetto dei valori di trasparenza e legalità. Evidentemente il mio impegno per legalità e trasparenza dà fastidio a qualcuno. Sarebbe doveroso fare chiarezza per tutelare il Movimento e la sua credibilità. Un silenzio che rischia di diventare complicità.
Il 17 novembre 2025, dopo aver presentato la candidatura, ho ricevuto una seconda comunicazione con cui la stessa veniva dichiarata inammissibile, richiamando un provvedimento di espulsione risalente al 2020 e confermato nel 2021.
Due comunicazioni ufficiali, dallo stesso Movimento: la prima riconosce i requisiti, la seconda li nega, senza chiarire nel merito fatti già noti.
Questa è l’anomalia che segnalo. Non è una questione personale, ma di regole, coerenza e trasparenza.
Per questo, il 17 novembre 2025, nel rispetto di un principio in cui credo profondamente – una donna non si deve arrendere mai – ho chiesto formalmente un intervento del Presidente Giuseppe Conte, come previsto dal Codice Etico.
Nella mia richiesta ho chiarito che i provvedimenti richiamati si riferiscono a una precedente e diversa associazione, oggi non più esistente, mentre io sono regolarmente iscritta all’attuale Movimento 5 Stelle dal 14 dicembre 2024. Ho chiesto una valutazione trasparente, allegando entrambe le comunicazioni ricevute per evidenziarne la contraddizione.
A oggi non ho ricevuto alcuna risposta. Anche questo è un fatto, e come tale merita di essere conosciuto.
Io continuo a fare la mia parte, con coerenza, determinazione e rispetto delle regole.
Perché arrendersi non è un’opzione.

