{"id":9497,"date":"2019-03-17T18:01:33","date_gmt":"2019-03-17T17:01:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=9497"},"modified":"2019-03-19T12:58:31","modified_gmt":"2019-03-19T11:58:31","slug":"come-misurare-il-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2019\/03\/17\/come-misurare-il-debito-pubblico\/","title":{"rendered":"Come misurare il debito pubblico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il debito pubblico non \u00e8 un indicatore esaustivo dell\u2019esposizione  finanziaria del settore pubblico e va affiancato ad altre grandezze  come, ad esempio, le passivit\u00e0 finanziarie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSJdnkQDBOlLEjmeG0SX1Qjbjm1fKrLrKci8FyTMsxYi35pBGzg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il debito pubblico non tiene conto\ndegli esborsi futuri sui contratti derivati e i crediti commerciali mentre le passivit\u00e0\nfinanziarie, valutate ai prezzi di mercato, dipendono dalle fluttuazioni del\nrendimento dei titoli di stato. In\nquesto articolo analizziamo le differenze per avere un quadro pi\u00f9\npreciso dell\u2019esposizione finanziaria del settore pubblico italiano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>I conti\nfinanziari<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> \u2013 visti sia sotto il\nprofilo dei flussi (transazioni) che dello stock (consistenze) \u2013 rappresentano\nle statistiche che riportano le attivit\u00e0 e le passivit\u00e0 finanziarie<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> dei settori istituzionali\ndi un paese in strumenti finanziari<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, per ciascun settore istituzionale<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, la cui valutazione \u00e8\naffidata alla Banca centrale. <\/p>\n\n\n\n<p>I conti finanziari<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> \u2013 visti sia sotto il profilo dei flussi (transazioni) che dello stock (consistenze) \u2013 rappresentano le statistiche che riportano le attivit\u00e0 e le passivit\u00e0 finanziarie<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> dei settori istituzionali di un paese in strumenti finanziari<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, per ciascun settore istituzionale<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>, la cui valutazione \u00e8 affidata alla Banca centrale. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella\ntavola 1 \u00e8 evidenziato il conto finanziario dell\u2019Italia per settore\nistituzionale<a href=\"#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Considerando il saldo tra\nattivit\u00e0 e passivit\u00e0 finanziarie (posizione patrimoniale sull\u2019estero) l\u2019Italia ha\nun saldo negativo di 102 miliardi di euro<a href=\"#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> nel\n2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Le imprese\nitaliane hanno un saldo passivo di 2.070 miliardi di euro che cresce di 100\nmiliardi rispetto al 2016. Gli strumenti finanziari maggiormente utilizzati\ndalle imprese, in passivit\u00e0, sono i prestiti e le azioni e quote di fondi di\ninvestimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Le\nfamiglie italiane mostrano una ricchezza finanziaria particolarmente elevata<a href=\"#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> con un saldo attivo di 3.479\nmiliardi di euro, in crescita di 240 miliardi di euro, con una prevalenza in\nvaluta e depositi e in azioni e quote di fondi di investimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Leggermente positivo \u00e8 il saldo delle societ\u00e0 finanziarie, con 721 miliardi di euro. La situazione si capovolge nel settore pubblico (S13), dove, come \u00e8 noto, il saldo \u00e8 nettamente negativo per 2.168 miliardi di euro.                                                 <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 <\/strong>Conti finanziari dell\u2019Italia per settore istituzionale e strumenti finanziari, anno 2017 (<em>milioni di euro<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"567\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1-1024x567.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9532\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1-1024x567.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1-300x166.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1-768x426.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1-624x346.png 624w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-1.png 1052w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Fonte:&nbsp;elaborazione\nsu dati Eurostat <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Relativamente\nal settore pubblico ci si trova ad avere due misure diverse per uno stesso\naggregato. Infatti, l\u2019ammontare a fine anno delle passivit\u00e0 finanziarie della\nPA, rappresenta l\u2019esposizione del settore pubblico verso gli altri settori\nistituzionali, ma differisce dalla misura del debito pubblico prevista dai\ntrattati europei<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il debito\npubblico \u00e8 definito, infatti, come lo stock di debito lordo consolidato delle\nAP al valore facciale alla fine di ogni anno per moneta e depositi (F.2),\ntitoli diversi dalle azioni (F.3) e prestiti (F.4). L\u2019incremento annuale del\ndebito \u00e8 dovuto al risultato del conto pubblico per la parte economica in cui\nsi registrano le voci relative alle entrate e alle spese (indebitamento) ed\nalla copertura del fabbisogno complessivo di passivit\u00e0 finanziarie effettivamente\npagate attraverso l\u2019emissione di vari strumenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Per la\nvalutazione del debito pubblico, \u00e8 possibile scegliere tra misure al <strong>lordo<\/strong> e al netto di attivit\u00e0, tra il <strong>valore facciale<\/strong> e quello ai prezzi di\nmercato e tra il <strong>valore nominale<\/strong> e\nreale<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una misura\nnetta del debito pubblico potrebbe essere pi\u00f9 idonea perch\u00e9 il patrimonio\npubblico pu\u00f2 essere dismesso per rimborsare il debito sebbene debbano essere\npresi in considerazione sia il grado di liquidit\u00e0 delle attivit\u00e0 non\nfinanziarie e sia la capacit\u00e0 di riscossione per quelle finanziarie. Tuttavia, la\nscelta della misura lorda \u00e8 stata probabilmente legata a fotografare\nprincipalmente l\u2019esposizione debitoria di un paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nquestione della valutazione tra il <strong>valore\nfacciale<\/strong> e quello ai prezzi di mercato pu\u00f2 essere affrontata da diversi\npunti di vista. \u201c<em>Per il governo, la\nvalutazione ai prezzi di mercato si riferisce alla somma teorica che sarebbe\nchiamato a pagare se dovesse riacquistare i titoli di debito prima della\nscadenza, anche se il governo non ha l&#8217;obbligo di farlo. Nel valutare la sua\nsolvibilit\u00e0, quindi, il prezzo rilevante \u00e8 quello da pagare quando le passivit\u00e0\ngiunge a scadenza e cio\u00e8 quello nominale. Per gli investitori, il valore di\nmercato delle passivit\u00e0 \u00e8 importante solo se intendono vendere o acquistare\ntali passivit\u00e0 sul mercato. Tuttavia, nel valutare la solvibilit\u00e0 del governo,\nanche gli investitori dovrebbero considerare il valore nominale<\/em>\u201d (F.\nBalassone e D. Franco, 2000). Inoltre, il riferimento ai valori di mercato\nrende il debito estremamente volatile come \u00e8 evidenziato nella figura 1. <\/p>\n\n\n\n<p>Le\ndifferenze tra debito pubblico e passivit\u00e0 finanziarie sono dovute quindi non\nsolo alla composizione dell\u2019aggregato<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>, in quanto dal debito\npubblico sono esclusi gli strumenti finanziari classificati come assicurazioni,\npensioni e garanzie standard (F.6); derivati \u200b\u200bfinanziari<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> e stock option\ndei dipendenti (F.7); altri conti attivi\/passivi (F.8)<a href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>; ma\nanche per la diversa valutazione dell\u2019aggregato finanziario, che \u00e8 a prezzi di\nmercato nel caso delle passivit\u00e0 finanziarie mentre \u00e8 a valore nominale per il\ndebito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del 2017 il debito pubblico ammontava a 2.263,4\nmiliardi di euro, mentre le passivit\u00e0 finanziarie hanno un valore di 2.656\nmiliardi di euro, con una differenza di 392 miliardi (figura 1). Lo scarto\nmaggiore, per effetto della variazione dei rendimenti, &nbsp;\u00e8 nei titoli di stato a medio-lungo termine\n(213 miliardi), mentre quello per valuta e\ndepositi &#8211; dovuto agli interessi maturati sui buoni postali fruttiferi &#8211; \u00e8 di\ncirca 60 miliardi, abbastanza stabile nel tempo. Nel complesso, la diversa\nvalutazione degli strumenti finanziari presenti in entrambi gli aggregati spiega\nil 70% della differenza complessiva registrata nel 2017. Il restante 30%, dovuto agli strumenti\nnon presenti nel computo del debito pubblico (effetto composizione), \u00e8 formato\ndai crediti commerciali vantati dai fornitori nei confronti della Pa e non\nancora pagati (48 miliardi di euro), dal <em>fair\nvalue<\/em> dei derivati<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> sui titoli di stato (23 miliardi) e dalle\naltre voci (41 miliardi).<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza\ntra passivit\u00e0 finanziarie e debito pubblico ha raggiunto i valori massimi negli\nultimi tre anni, mentre il valore minimo \u00e8 stato toccato nel 2011, quando i\nrendimenti dei titoli di Stato a medio lungo termine arrivarono al 7%. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Figura 1<\/strong> \u2013 Differenze tra le passivit\u00e0 finanziarie e il debito pubblico per strumento finanziario e tasso di rendimento dei BTP decennali, anni 1995 &#8211; 2017 (scala sinistra milioni di euro, scala destra valore percentuale)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"515\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-1-1024x515.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9533\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-1-1024x515.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-1-300x151.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-1-768x386.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-1-624x314.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\n \n<br \/>\n<em>Fonte:&nbsp;elaborazione su dati Eurostat <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In 22 anni\nlo stock di titoli di Stato a medio-lungo termine \u00e8 costantemente cresciuto di\n1.085 miliardi di euro in termini nominali e 1.363 a valore di mercato. La\ndifferenza tra il valore di mercato e il valore nominale dipende dal rendimento,\nche \u00e8 inversamente proporzionale al prezzo al quale sono scambiati sul mercato\nsecondario (figura 2).&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nrendimento dei BTP italiani a 10 anni \u00e8 stato decrescente fino al 2005,\ngenerando un valore di mercato superiore a quello nominale dei titoli di stato.\nLa differenza si \u00e8 azzerata nel 2007-2008 in occasione dell\u2019impennata dovuta\nalla crisi generata dai mutui sub prime americani. Con la successiva crisi dei\ndebiti sovrani e i timori sulla solvibilit\u00e0 del debito pubblico italiano il\nrendimento \u00e8 arrivato addirittura a 7,04% <a href=\"http:\/\/countryeconomy.com\/risk-premium\/italy\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">(9 novembre 2011<\/a>), il 5,53% in pi\u00f9 rispetto ai titoli tedeschi (Spread).\nAlla fine di quell\u2019anno il valore di mercato dei titoli di Stato \u00e8 risultato\naddirittura inferiore a quello nominale. <\/p>\n\n\n\n<p>Per\nlimitare i danni degli speculatori Mario Draghi&nbsp;il 26 luglio 2012\npronunci\u00f2 la famosa frase \u201c<em>far\u00f2 tutto il\nnecessario per sostenere l\u2019euro. E, credetemi, sar\u00e0 sufficiente<\/em>\u201d. In questo\nperiodo per&nbsp;far fronte ai rischi di un periodo troppo prolungato di bassa\ninflazione il&nbsp;consiglio direttivo della&nbsp;Bce, ha lanciato il <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/mopo\/implement\/omt\/html\/index.en.html#cspp\">programma\ndi&nbsp;acquisto di titoli di stato&nbsp;del settore pubblico<\/a>, il cosiddetto&nbsp;<em>quantitative\neasing<\/em> o &#8220;<em>alleggerimento\nquantitativo<\/em>&#8220;, uno strumento non convenzionale di politica monetaria\nespansiva utilizzato dalle banche centrali con l\u2019obiettivo di immettere liquidit\u00e0 monetaria (F2),\nper acquistare titoli finanziari di debito (F3) nel mercato secondario<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a> con l\u2019obiettivo di stimolare\nl\u2019economia reale ossia investimenti per la crescita economica<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p>La\npolitica monetaria della BCE non ha attivato il miracolo economico italiano promesso,\npoich\u00e9 le banche, considerando ancora rischioso prestare denaro, in particolare\nnei periodi di difficolt\u00e0 economica, di fatto hanno preferito ridurre i loro\ndebiti per consolidare i propri bilanci.<\/p>\n\n\n\n<p>La progressiva\ndiscesa del tasso di rendimento fino al di sotto del 2% ha portato a una\nsopravvalutazione del valore di mercato dei titoli di Stato del 12% alla fine\ndel 2017 (213 miliardi).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Figura 2<\/strong> \u2013 Stock di debito pubblico e passivit\u00e0 finanziarie per i titoli a medio e lungo termine (F32) e tasso di rendimento dei BTP decennali, anni 1995 &#8211; 2017 (scala sinistra milioni di euro, scala destra valore percentuale)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"543\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2-1024x543.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9534\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2-1024x543.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2-300x159.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2-768x407.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2-624x331.png 624w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/figura-2.png 1853w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\n \n&nbsp;<em>Fonte:&nbsp;elaborazione su dati Eurostat <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi,\npoich\u00e9 il debito pubblico non tiene conto nell\u2019immediato degli esborsi futuri\nnecessari per onorare i contratti sui derivati e pagare i crediti commerciali\nvantati dai fornitori nei confronti della PA, la sua entit\u00e0&nbsp; \u00e8 stata sempre inferiore alla reale\nesposizione debitoria del Paese<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p>Viceversa,\nle passivit\u00e0 finanziarie possono rappresentare una misura esaustiva per misurare\nl\u2019esposizione finanziaria della pubblica amministrazione di un paese, ma poich\u00e9\nsono valutate a prezzi di mercato e non al valore nominale, risentono della\nfluttuazione dei rendimenti dei titoli in circolazione sul mercato secondario. <\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il\npatrimonio netto ai prezzi di mercato, che sottrae al valore delle passivit\u00e0\nquello delle attivit\u00e0 non finanziarie (920 miliardi di euro<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>) e finanziarie (488\nmiliardi di euro) potrebbe rappresentare una valida misura della esposizione debitoria,\nanche per i confronti internazionali, ma non pu\u00f2 essere usato al momento per la\nnon completezza delle stime. <\/p>\n\n\n\n<p>In termini\npro capite<a href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>\n(tavola 2), il patrimonio netto per ogni italiano \u00e8 negativo per 20.000 euro,\nladdove in invece in Germania e Francia \u00e8 positivo per circa 9.000 e 3.000 euro\nrispettivamente. Quindi, a differenza dei nostri principali partner europei, lo\nstock di passivit\u00e0 finanziarie in Italia non \u00e8 stato bilanciato da un\ncontemporaneo accumulo di attivit\u00e0 immobiliari, strumentali o finanziarie<a href=\"#_ftn19\">[19]<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p>Se si\nconsiderassero le passivit\u00e0 pro-capite in luogo del debito pubblico pro-capite,\nl\u2019esposizione &nbsp;peggiorerebbe in tutti i\npaesi, ma in misura maggiore in Francia (con quasi 9.000 euro), rispetto a\nItalia (6.500 euro) e Germania (3.000 euro).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tavola 2 \u2013 Stock delle attivit\u00e0, passivit\u00e0 e debito pro-capite <\/strong>del settore della pubblica amministrazione in Germania, Francia e Italia, anno 2017 valori in euro<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"657\" height=\"112\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9535\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-2.png 657w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-2-300x51.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tavola-2-624x106.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 657px) 100vw, 657px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>   <em>Fonte:&nbsp;elaborazione su dati Eurostat <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In\nconclusione, non \u00e8 facile determinare una misura completa ed ottimale dell\u2019esposizione\nfinanziaria del settore pubblico nei confronti degli altri settori\nistituzionali interni e con il resto del mondo, ma solo monitorando\nl\u2019evoluzione di tutte le grandezze disponibili e delle loro componenti \u00e8\npossibile avere un quadro di controllo pi\u00f9 completo delle variabili in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Breve\nbibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Unione\nEuropea (2013), <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/ALL\/?uri=CELEX%3A32013R0549\">Regolamento UE n\u00b0 549\/2013 del\nParlamento Europeo e del Consiglio del 21 maggio 2013 relativo al sistema\neuropeo di conti nazionali e regionali nell\u2019Unione europea<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Banca d\u2019Italia (2018), <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/metodi-e-fonti-manuali\/manuale_CF.pdf\">I Conti finanziari dell\u2019Italia.\nStruttura e innovazioni nei conti<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-direttorio\/int-dir-2015\/Signorini-150615.pdf\">Banca d\u2019Italia (2015<\/a>) <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-direttorio\/int-dir-2015\/Signorini-150615.pdf\">Indagine conoscitiva sugli\nstrumenti finanziari derivati<\/a>,\nCamera dei Deputati audizione alla Commissione VI Finanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Eurostat\n(2016) <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/3859598\/7203647\/KS-GQ-16-001-EN-N.pdf\/5cfae6dd-29d8-4487-80ac-37f76cd1f012\">Manuale sul debito e deficit\npubblico <\/a>&nbsp;\u201cManual on Government Deficit and Debt\u201d\n(ISSN 2315-0815).<\/p>\n\n\n\n<p>F. Balassone e D.\nFranco (2000), <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/altri-atti-convegni\/2000-fiscal-sustainability\/021-060_balassone_and_franco.pdf?language_id=1\">Assessing fiscal sustanability: a\nreview of methos with a view to EMU<\/a>\natti e convegno anno 2000 Banca d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Autori<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monica Montella<\/strong> Ricercatrice in campo economico e\ndi contabilit\u00e0 nazionale presso l\u2019Istat e Professoressa a contratto di\nEconomia&nbsp;presso la Facolt\u00e0 di Medicina e Psicologia Universit\u00e0 La Sapienza\ndi Roma<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mostacci Franco<\/strong> Ricercatore senior in campo\nstatistico-economico presso l\u2019Istat e Giornalista pubblicista<br \/><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> I Conti finanziari sono compilati dalle Banche\ncentrali, in Italia \u00e8 la Banca d\u2019Italia che diffonde i dati rilevati.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Per convenzione, la propriet\u00e0 di beni immobili\n(terreni e connessi edifici e\/o strutture di un Paese) da parte di non\nresidenti \u00e8 attribuito nei conti patrimoniali non finanziari a unit\u00e0 residenti\nfittizie. Tali entit\u00e0 sono contabilizzate tra le attivit\u00e0 finanziarie\ndell\u2019unit\u00e0 istituzionale Resto del Mondo. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Oro monetario e diritti speciali di prelievo (F.1), Biglietti,\nmonete e depositi (F.2),Titoli (F.3), Prestiti (F.4), Azioni, partecipazioni e\nquote di fondi (F.5), Riserve assicurative e pensionistiche e garanzie standard\n(F.6), Derivati finanziari e stock option di dipendenti (F.7), Altri conti\nattivi e passivi (F.8)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Imprese (S.11), societ\u00e0 finanziarie (S.12), pubblica amministrazione\n(S.13), famiglie e ISP (S.14-15), resto del mondo(S.2)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> La somma dei settori istituzionali di un paese non\ncorrisponde al totale economia nazionale in quanto i settori non sono\nconsolidati tra loro. Il totale delle attivit\u00e0 dell\u2019economia nazionale\ncorrisponde alle passivit\u00e0 del resto del mondo al netto dello strumento\nfinanziario F11 Oro monetario detenuto dalle banche centrali. Viceversa le\npassivit\u00e0 nazionali coincidono con le attivit\u00e0 del resto del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Il dato differisce da quello pubblicato nella bilancia\ndei pagamenti per problemi legati alla diversa classificazione adottata e ai\ndifferenti metodi di valutazione relativamente ad alcuni strumenti finanziari.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Comprende anche le Istituzioni non aventi fini di\nlucro (ISP).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a>Si veda il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/3859598\/7203647\/KS-GQ-16-001-EN-N.pdf\/5cfae6dd-29d8-4487-80ac-37f76cd1f012\">Manuale sul\ndebito e deficit pubblico <\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a>\nIl valore reale del debito o il rapporto rispetto\nal PIL sembrano pi\u00f9 appropriati se l&#8217;obiettivo ultimo dell&#8217;analisi \u00e8 misurare\nla sopportabilit\u00e0 del peso fiscale del debito. Per determinare il valore reale\ndel debito pubblico servirebbe calcolare un apposito deflatore che ad oggi non\n\u00e8 disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> La pubblica amministrazione non ha passivit\u00e0 in Oro\nmonetario e diritti speciali di prelievo (F.1), n\u00e9 in Azioni,\npartecipazioni e quote di fondi (F.5).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Sono strumenti\nfinanziari molto complessi sia di tipo assicurativo contro i rischi speculativi\nconsolidatisi nei primi anni del secolo e&nbsp;il loro valore deriva da quello\ndi altri prodotti finanziari. Ogni derivato ha ad oggetto una previsione (o\nmeglio una scommessa) sull\u2019andamento futuro di un particolare indice di prezzo,\ncome ad esempio quotazioni di titoli, tassi d\u2019interesse, tassi di cambio tra\nvalute diverse, prezzi di merci o di materie prime, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Rappresenta la discordanza tra contabilit\u00e0 reale e\nfinanziaria dei crediti commerciali (F.81) e altri crediti\/debiti relativi a\nimposte e tasse, prestazioni sociali e altri trasferimenti (F.89). Per\nquest\u2019ultimo strumento finanziario a fronte di 32 miliardi di passivit\u00e0 lo\nStato vanta un credito per 130 miliardi di euro. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Per le Amministrazioni centrali (MEF), l\u2019utilizzo di\nderivati \u00e8 disciplinato dal DPR n. 398 del 2003 che rinvia a \u201cdecreti cornice\u201d,\nemanati ogni anno dal Ministro dell\u2019Economia e delle finanze, la definizione di\nobiettivi, limiti e modalit\u00e0 operative alle quali il Tesoro deve attenersi\nnella gestione del debito pubblico, anche con riferimento all\u2019impiego di\nstrumenti derivati. La legge di stabilit\u00e0 per il 2015 ha esplicitamente\nprevisto la possibilit\u00e0 per il Tesoro di stipulare accordi di garanzia\nbilaterale a fronte di operazioni in derivati. Il divieto di stipula di nuovi\ncontratti in derivati per gli enti locali \u00e8 stato reso definitivo dalla legge\ndi stabilit\u00e0 per il 2014 (Banca d\u2019Italia, 2015).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Il\nmercato primario \u00e8 il luogo dove vengono trattati gli strumenti finanziari di\nnuova emissione, mentre il mercato secondario vengono trattati gli strumenti\nfinanziari gi\u00e0 in circolazione, che vi rimangono fino alla loro eventuale\nscadenza.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Il programma di\nacquisto di titoli di stato del settore pubblico, alla fine di ottobre 2018, ha\nraggiunto un importo cumulato di 2.148 miliardi di euro, di cui 362 assegnati\nalla Banca d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a>\nE&#8217; probabile che se i contratti sui derivati e i crediti commerciali fossero\nstati inclusi nella definizione ufficiale di debito pubblico, se ne sarebbe\nfatto un utilizzo pi\u00f9 oculato e la loro entit\u00e0 sarebbe stata ora pi\u00f9 contenuta.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Il conto patrimoniale non finanziario per il settore\npubblico per l\u2019Italia comprende immobili e altre opere pubbliche, impianti e\nmacchinari, scorte e parte dei terreni; ma per completare il quadro vanno\nancora considerati altre voci tra cui le armi e i terreni dei fabbricati non\nresidenziali (l\u2019unico Paese che ha completato ad oggi la stima dello stock\npatrimoniale \u00e8 la Francia). <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> La misura pro-capite permette di comparare diversi\nvalori assoluti tra paesi.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> In particolare i due paesi hanno uno stock di azioni e\nquote di fondi di investimento di quasi 500 miliardi ciascuno (in misura\nmaggiore incide lo strumento F519 Altro capitale), mentre la sola Germania ha\ncirca 350 miliardi di attivit\u00e0 in valuta e depositi (circa 250 miliardi in Altri\ndepositi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il debito pubblico non \u00e8 un indicatore esaustivo dell\u2019esposizione finanziaria del settore pubblico e va affiancato ad altre grandezze come, ad esempio, le passivit\u00e0 finanziarie. 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