{"id":8854,"date":"2018-06-05T13:01:49","date_gmt":"2018-06-05T11:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=8854"},"modified":"2018-06-08T15:30:18","modified_gmt":"2018-06-08T13:30:18","slug":"germania-batte-italia-quantitative-easing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2018\/06\/05\/germania-batte-italia-quantitative-easing\/","title":{"rendered":"Germania batte Italia &#8211; Quantitative Easing"},"content":{"rendered":"<p>I popoli europei nel creare tra loro un\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni ma l&#8217;Europa disegnata ai quei tempi ha accresciuto la crisi dei paesi che ne hanno fatto parte.\u00a0Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttivit\u00e0 diversi, con i quali si pensava si sarebbero aggiustati tramite le fluttuazioni dei tassi di cambio, ha costretto i membri dell\u2019Eurozona a giungere all&#8217;equilibrio con pi\u00f9 disoccupazione e tagli alla spesa pubblica.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8865 alignright\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-2.png\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"165\" \/><\/p>\n<p>I\u00a0paesi dell\u2019Euro sono stati impegnati, nel corso di questi anni, a rispettare il Patto di stabilit\u00e0 e crescita inseguendo un rapporto deficit\/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito\/PIL che non superasse il 60%, senza preoccuparsi eccessivamente se ci\u00f2 avesse comportato maggiori squilibri tra paesi.<!--more--><\/p>\n<p>\u201cL\u2019 Italia ad esempio ha sempre pagato in rapporto al PIL <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/07\/01\/i-voti-per-i-politici-ma-gli-interessi-per-i-cittadini\/\">interessi<\/a>\u00a0<\/span><\/strong>sul <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-11.png\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">debito pubblico<\/span><\/strong><\/span><\/a> molto elevati. Nel ventennio 1981-2001 ad esempio sono stati pagati 1.420 miliardi di interessi ma la riduzione del debito \u00e8 stata implicitamente conseguita grazie all&#8217;effetto della svalutazione monetaria.<\/p>\n<p>La politica di quei tempi era volutamente cieca davanti a questo fenomeno e pur di mantenere le promesse elettorali di allora si procedeva con saldi primari in deficit che ci costavano il doppio, se non il triplo, in termini di interessi passivi sullo stock di debito pubblico accumulato nel tempo.<\/p>\n<p>Il peso degli interessi pagati sul debito a quei tempi si poteva ridurre per effetto dell\u2019inflazione ossia attraverso l\u2019aumento dei prezzi che consentiva di pagare, per lo stesso importo, interessi con un valore reale inferiore.<\/p>\n<p>Con l&#8217;introduzione dell&#8217;euro i tecnocrati in Europa si sono invece concentrati troppo sulle politiche di austerit\u00e0 senza nel contempo approfondire gli squilibri strutturali economici esistenti nei paesi europei. Tutto questo rigore andava temperato con &#8220;misure attive di trasferimenti di risorse&#8221; ma\u00a0invece si \u00e8 proceduto con piani di salvataggio per salvare il sistema finanziario delle banche o delle finanze pubbliche trascurando l&#8217;economia reale.\u00a0Ancora una volta, \u00e8 stato trascurato l\u2019aspetto della convergenza verso una politica fiscale e del lavoro comune quindi nessun impegno sui problemi sostanziali dell\u2019europa.<\/p>\n<p>Da tempo si subisce l&#8217;effetto della deflazione, la riduzione generalizzata dei prezzi, che ha complicato lo scenario europeo in quanto sotto una certa soglia di prezzo, infatti, le imprese di alcuni paesi non riescono pi\u00f9 a coprire i costi e devono ridurre occupazione e investimenti che si traduce in ancora meno consumi e meno investimenti, portando l\u2019economia in una fase recessiva. Sono soprattutto <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/2015_badbank_fig6.png\">le imprese<\/a><\/span><\/strong> ad avere avuto la peggio poich\u00e9 hanno registrato sofferenze bancarie in aumento.<\/p>\n<p>Emerge ormai dagli <strong><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/16624\/0\/2018_Statistical_Annex.pdf\/c18b7305-4b1e-408f-b31e-77d63cd49dde\"><span style=\"color: #ff0000;\">squilibri macroeconomici<\/span><\/a><\/strong>\u00a0 l&#8217;entit\u00e0 delle differenze di alcuni <strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-5.png\"><span style=\"color: #ff0000;\">Stati Membri<\/span><\/a><\/strong> che sono pi\u00f9 competitivi di altri come ad esempio la Germania, Finlandia e Olanda perch\u00e9 esportano di pi\u00f9 di quanto importano. Questi paesi guadagnano di pi\u00f9 attraverso le esportazioni rispetto alle spese sulle importazioni mentre i paesi in deficit si trovano nella situazione contraria.<\/p>\n<p>Ma come fanno i paesi in deficit a spendere i soldi che non hanno? La risposta \u00e8 semplice. Prendendo i soldi in prestito dalle economie pi\u00f9 competitive. Se questo meccanismo continua nel lungo termine, i paesi indebitati non riescono pi\u00f9 a sanare i propri debiti&#8230; producendo la crisi che tutti conosciamo.<\/p>\n<p>Per\u00a0far fronte ai rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione il\u00a0consiglio direttivo della\u00a0Bce[1], ha lanciato cos\u00ec il <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/mopo\/implement\/omt\/html\/index.en.html#cspp\">programma di\u00a0acquisto di titoli di stato\u00a0del settore pubblico<\/a><\/strong><\/span>[2], il cosiddetto\u00a0<em>quantitative easing<\/em>, chiamato anche &#8220;alleggerimento quantitativo&#8221; uno strumento non convenzionale di politica monetaria espansiva utilizzato dalle banche centrali con l\u2019obiettivo di immettere denaro, creazione di moneta, per acquistare titoli finanziari dalle banche nel mercato per stimolare <strong>investimenti<\/strong> e, di conseguenza, la crescita economica, quella della produzione, dell\u2019occupazione e dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p>Analizzando<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00a0<a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/mopo\/pdf\/APP_breakdown_history.csv?17bd4e9a66601f045ea9a5871036f387\">i dati diffusi<\/a><\/strong><\/span> dalla Banca Centrale Europea per valutare l&#8217;effetto dello strumento sui paesi europei del quantitative easing possiamo notare che, per comprare titoli pubblici della zona euro la BCE ha emesso nuova moneta[3]. Obiettivo dichiarato da Draghi: <em>sostenere la debole crescita europea\u00a0e far ripartire l\u2019inflazione, che complice il <\/em><strong><em>crollo dei prezzi del petrolio<\/em>,<\/strong> <em>\u00e8 tornata in negativo<\/em>.<\/p>\n<p>Il programma di acquisto del settore pubblico per l&#8217;acquisto di titoli di debito, ad aprile del 2018, risultava ad esempio con un importo cumulato di 2.018 miliardi di euro (<strong>Tavola 1<\/strong>), distribuito tra le varie banche centrali in base alle loro quote di cui la quota pi\u00f9 alta \u00e8 stata attribuita alla Germania[4] con 478 miliardi di euro rappresentando il 23,7% dell&#8217;intero programma.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ad esempio ha beneficiato di <strong>341 miliardi di euro[5]<\/strong>, una cifra interessante che\u00a0ha rifornito di fatto le banche italiane di liquidit\u00e0. Programma questo della BCE che non ha lanciato il miracolo economico italiano poich\u00e9 le banche considerando ancora rischioso prestare denaro, in particolare nei periodi di difficolt\u00e0 economica a cui stiamo assistendo, di fatto hanno preferito ridurre i loro <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=1125\">crediti deteriorati[6]<\/a><\/strong><\/span> per ripulirsi i bilanci.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong> &#8211; Quantitative Easing- Programma di acquisto di titolo del debito pubblico dei paesi distribuito in base alle loro quote di partecipazione alla BCE, valore in milione di euro.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8869\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-4.png\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"483\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-4.png 412w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-4-256x300.png 256w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/mopo\/pdf\/APP_breakdown_history.csv?17bd4e9a66601f045ea9a5871036f387\">Banca Centrale Europea <\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Se quindi il Quantitative Easing non \u00e8 arrivato all&#8217;economia reale, gli effetti della manovra hanno favorito solo un alleggerimento dei debiti per alcuni paesi, compreso la Germania[7], da cui emerge che esporta pi\u00f9 di quanto importa (sotto la lente della commissione europea per squilibri economici) e si pone in una posizione di creditore netto nei confronti dell&#8217;Europa. L&#8217;Unione europea, essendo formata di economie e culture differenti, tende a presentare delle divergenze importanti e il Quantitative Easing di certo non le ha ridotte.<\/p>\n<p>Nel grafico 1 \u00e8 evidente il differenziale di tasso di interesse implicito costato all&#8217;Italia pi\u00f9 di 200 miliardi di euro dove ci hanno guadagnato un p\u00f2 tutti, sia all&#8217;interno del continente europeo che al di fuori.<\/p>\n<p><strong>Grafico 1<\/strong> &#8211; Interessi pagati sul debito pubblico dalle amministrazioni pubbliche per paese, anni 2008-2017, milioni di euro<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8914\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9-1024x670.png\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9-1024x670.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9-300x196.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9-768x502.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9-459x300.png 459w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-9.png 1486w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/p>\n<p>Fonte: <strong><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/data\/database?p_p_id=NavTreeportletprod_WAR_NavTreeportletprod_INSTANCE_nPqeVbPXRmWQ&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-2&amp;p_p_col_pos=1&amp;p_p_col_count=2\"><span style=\"color: #ff0000;\">Elaborazioni su dati Eurostat<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019Italia in definitiva ha pagato tassi di interesse particolarmente elevati rispetto agli altri paesi europei.<\/em><\/p>\n<p>In 10 anni sono precisamente\u00a0<strong>212 i miliardi di euro<\/strong> di interessi in pi\u00f9, sottratti all&#8217;economia italiana, (importo cumulato della differenza) che il nostro paese ha pagato soltanto per aver subito valutazioni di agenzie rating &#8220;<em>che realizzano giudizi sulle emissioni di titolo a lungo termine basate su una pratica opportunistica e congiunturale dove elementi circostanziali dell\u2019ordine pubblico e non economico sono utilizzati come scusa per <strong>giustificare<\/strong> cambi di rating (<strong><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/05\/08\/perche-agenzie-rating-declassano-germania\/222834\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">Il Fatto Quotidiano<\/span><\/a><\/strong>)<\/em>[8].<\/p>\n<p>Se l&#8217;Italia non avesse subito valutazioni negative\u00a0di agenzie rating avrebbe potuto pagare gli interessi sul debito come evidenziato dalla linea tratteggiata rossa del grafico 2 molto simile all&#8217;andamento della Germania.<\/p>\n<p><strong>Grafico 2<\/strong>\u00a0&#8211; Ammontare degli Interessi pagati e differenza sul debito pubblico dalla Germania e dall&#8217;Italia, ipotesi interessi pagati senza effetto in parte dello spread, anni 2008-2017, milioni di euro<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8939\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12-1024x683.png\" alt=\"\" width=\"584\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12-300x200.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12-768x512.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12-450x300.png 450w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/PROGRAMMA-12.png 1330w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/>Fonte: <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/data\/database?p_p_id=NavTreeportletprod_WAR_NavTreeportletprod_INSTANCE_nPqeVbPXRmWQ&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-2&amp;p_p_col_pos=1&amp;p_p_col_count=2\">Elaborazioni su dati Eurostat<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>La Corte dei Conti infatti nel 2013 ha avviato un inchiesta, poi purtroppo archiviata, sul danno quantificato in circa 234 miliardi di euro: secondo i magistrati le agenzie di rating non avevano tenuto conto &#8220;<em>dell&#8217;alto valore del patrimonio storico, culturale e artistico del nostro Paese che universalmente riconosciuto rappresenta la base della sua forza economica<\/em>&#8220;. Di certo il taglio del rating fino al gradino appena superiore a &#8220;spazzatura&#8221; non fece altro che far pagare interessi alti sul debito pubblico e acuire la crisi economica e politica italiana.<span style=\"color: #ff0000;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Nella tavola 3 \u00e8 evidenziato a titolo esemplificativo il debito lordo consolidato della Germania e dell&#8217;Italia, con i rispettivi costi del debito. Il tasso implicito tra i due paesi si differenzia a svantaggio dell&#8217;Italia che ha pagato sempre un costo del debito pi\u00f9 alto <strong>a parit\u00e0 di livello di debito<\/strong>. E da ci\u00f2 si capisce perch\u00e9<strong> l\u2019Italia riguardo ai tassi di interesse<\/strong> pagati sul debito pubblico, \u00e8 stata inspiegabilmente il fanalino di coda pur essendo uno dei pochi paesi a poter vantare di un solido avanzo primario e un indebitamento netto in linea con la soglia del 3% rispetto al PIL. Non si tratta di una cifra esigua considerando che negli ultimi anni sono stati addirittura registrati avanzi primari consistenti.<\/p>\n<p>Il problema principale italiano \u00e8 stato quindi rappresentato dalla spesa per interessi passivi che l\u2019Italia \u00e8 stata costretta a pagare ogni anno\u00a0per finanziare la spesa pubblica emettendo titoli del debito pubblico che costituiscono, fra le altre funzioni, il risparmio di chi li acquista. L&#8217;ammontare degli interessi ha azzerato ogni anno l\u2019avanzo primario costringendo l&#8217;Italia a chiedere in prestito altri finanziamenti, rendendoci sempre pi\u00f9 schiavi degli speculatori finanziari.<\/p>\n<p><strong>Tavola 2<\/strong>\u00a0&#8211; Debito lordo consolidato e interessi passivi e confronto tasso interesse implicito tra Germania e Italia, anni 2008-2017, milioni di euro e valori percentuali<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8887\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-6.png\" alt=\"\" width=\"747\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-6.png 747w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-6-300x96.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/PROGRAMMA-6-500x161.png 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><br \/>\nFonte: <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/data\/database?p_p_id=NavTreeportletprod_WAR_NavTreeportletprod_INSTANCE_nPqeVbPXRmWQ&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-2&amp;p_p_col_pos=1&amp;p_p_col_count=2\">Elaborazioni su dati Eurostat<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Con questa prospettiva solo con la crescita economica si pu\u00f2 invertire la tendenza e dare margini di manovra maggiori.\u00a0All&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea per\u00f2 bisogna stabilire un tasso di interesse unico sui debiti sovrani dei vari paesi, proprio per evitare speculazioni a danno di alcuni paesi e bisogna correggere i meccanismi di squilibri sull&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro.<\/p>\n<p>Bisogna attivare insomma una politica di sviluppo equilibrato e sostenibile\u00a0che tenga conto delle esigenze dei diverse paesi perch\u00e9 i paesi strutturalmente non sono uguali.\u00a0A\u00a0problemi strutturali si richiedono soluzioni strutturali.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><br \/>\n<strong>[1]<\/strong>\u00a0La principale autorit\u00e0 di politica monetaria \u00e8 la Banca Centrale. In Europa \u00e8 la Banca Centrale Europea (BCE). Le politiche economiche strutturali della BCE dovrebbero godere della preventiva legittimazione del Parlamento Europeo. Gli strumenti a sua disposizione sono i\u00a0tassi di interesse (i tassi pi\u00f9 importanti su cui opera sono il tasso di riferimento, il tasso overnight o di rifinanziamento marginale e il tasso sui depositi; i\u00a0tassi Bce influenzano poi i tassi interbancari pi\u00f9 importanti come l&#8217;Euribor, e attraverso l&#8217;Euribor i tassi sui mutui)\u00a0e il controllo della quantit\u00e0 di moneta (la quantit\u00e0 di moneta presente nel sistema viene regolata tramite le\u00a0<b>operazioni di mercato aperto<\/b>, e cio\u00e8 l\u2019acquisto e la vendita di\u00a0<b>titoli di stato considerate strumenti convenzionali)<\/b>. Il QE \u00e8 considerato uno strumento non convenzionale. Ma anche con il QE la Banca Centrale aumenta la quantit\u00e0 di moneta in circolazione. La differenza del secondo rispetto ai primi \u00e8 che nel secondo viene creata nuova moneta, mentre nelle operazioni convenzionali questo non accade). Ad esempio\u00a0LTRO\u00a0<b>long term refinancing operation<\/b> e TLTRO\u00a0<strong>Targeted Longer-Term Refinancing Operations<\/strong> sono operazioni di mercato aperto, e quindi\u00a0<b>non prevedono la creazione di moneta<\/b>, come invece prevede il QE.<br \/>\n<strong>[2]<\/strong> I programmi che la BCE ha messo in campo sono 4: corporate sector purchase programme (CSPP); public sector purchase programme (PSPP); asset-backed securities purchase programme (ABSPP); third covered bond purchase programme (CBPP3).<br \/>\n<strong>[3]<\/strong> Le banche Centrali generano dei profitti derivanti dal presidio della emissione di moneta. Questi profitti sono il frutto della differenza tra il flusso cedolare proveniente dalla grande quantit\u00e0 titoli di stato incamerati in virt\u00f9 della differenza tra i tassi a breve e a lungo termine: maggiore \u00e8 la distanza, maggiori sono i profitti da signoraggio e il costo pagato alle banche per la liquidit\u00e0 depositata (il cosiddetto carry trade pratica speculativa consistente nel prendere a prestito del denaro in paesi con tassi di interesse pi\u00f9 bassi, per cambiarlo in valuta di paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria). Il <strong>profitto<\/strong> che si ottiene \u00e8 appunto pari alla differenza tra rendimento dell\u2019investimento e costo del finanziamento.<br \/>\n<strong>[4]<\/strong> Gli Enti sovranazionali (Banca di sviluppo del Consiglio d&#8217;Europa,\u00a0Comunit\u00e0 europea dell&#8217;energia atomica,\u00a0Strumento europeo di stabilit\u00e0 finanziaria,\u00a0Meccanismo europeo di stabilit\u00e0,\u00a0Banca europea per gli investimenti,\u00a0Unione europea,\u00a0Nordic Investment Bank) si sono liberate di 216 miliardi di euro di titoli di debito rappresentando il 10,7% dell&#8217;intero programma.<br \/>\n<strong>[5]<\/strong> La BCE\u00a0 ha acquistato titoli italiani per un valore cumulato di 341 miliardi di euro, ma gli interessi pagati dal ministero dell\u2019Economia alla Bce ritornano nelle casse del Tesoro, sotto forma di tasse e dividendi della Banca d\u2019Italia.<br \/>\n<strong>[6]<\/strong> Sono soprattutto le societ\u00e0 che hanno avuto un incremento delle sofferenze bancarie.<br \/>\n<strong>[7]<\/strong> Nonostante la Germania abbia inviato\u00a0alla Corte di Giustizia europea i numerosi ricorsi presentati contro il programma di acquisto di titoli di Stato e altre obbligazioni.<br \/>\n<strong>[8]<\/strong> &#8220;<em>Il rating \u00e8 fornire agli investitori un\u2019informazione che permetta loro di prendere decisioni di investimenti pur non avendo una <strong>conoscenza approfondita<\/strong> di chi emette i titoli. Per questo, il valore aggiunto che dovrebbero offrire le Agenzie \u00e8 la realizzazione di una <strong>diagnosi<\/strong> affidabile, oggettiva, a lungo termnine e che sia capace di anticipare i problemi<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I popoli europei nel creare tra loro un\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni ma l&#8217;Europa disegnata ai quei tempi ha accresciuto la crisi dei paesi che ne hanno fatto parte.\u00a0Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttivit\u00e0 diversi, con i quali si pensava [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[137,495,4,7,296,398],"tags":[8,554,368],"class_list":["post-8854","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-tematici-dinamici","category-comunicati-politici","category-debito-pubblico","category-finanza-pubblica","category-politica","category-unione-europea","tag-debito-pubblico-2","tag-pspp","tag-squilibri-macroeconomici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8854\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}