{"id":8188,"date":"2018-01-27T11:41:10","date_gmt":"2018-01-27T10:41:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=8188"},"modified":"2018-02-20T14:19:53","modified_gmt":"2018-02-20T13:19:53","slug":"il-debito-della-regione-lazio-e-i-suoi-interessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2018\/01\/27\/il-debito-della-regione-lazio-e-i-suoi-interessi\/","title":{"rendered":"Il debito della Regione Lazio e i suoi interessi"},"content":{"rendered":"<p>La Regione Lazio da anni \u00e8 stata gestita senza avere una visione di crescita strutturale per il benessere dei suoi cittadini. Uno degli indicatori chiave che dimostra questo malessere \u00e8 la composizione del debito cresciuta in maniera costante\u00a0nel corso degli anni, ma in misura crescente a partire dal 2007 (+163% figura 1) quando cio\u00e8 il \u201cbuco\u201d sanitario \u00e8 iniziato ad emergere in tutta la sua gravit\u00e0[1]. Questa eredit\u00e0, che ci costa milioni e milioni di euro di interessi passivi\u00a0 \u00e8 la chiave di lettura da cui si deve partire per un cambiamento serio nella gestione politica e amministrativa di questa Regione.<\/p>\n<p><em>La Regione Lazio ha sottoscritto il Piano di Rientro dal debito del disavanzo sanitario in data 28 febbraio 2007. A luglio del 2008, sussistendone le condizioni previste dalla richiamata normativa, la Regione Lazio \u00e8 stata commissariata in ambito sanitario. Persistendo un disavanzo di esercizio consolidato del servizio sanitario per la Regione Lazio, \u00e8 prevista l\u2019applicazione in automatico, e per tutta la durata del Piano di Rientro (Rendiconto 2016), <\/em>delle aliquote massime di riferimento per l\u2019IRAP (<span class=\"kerning-30\">interamente collegata alla sanit\u00e0) <\/span>e l\u2019addizionale IRPEF (<span class=\"kerning-30\">collegata anche al ripiano in 30 anni dell\u2019anticipazione statale da 10 miliardi ricevuta dal Lazio nel 2013 per pagare i vecchi debiti commerciali<\/span>). <strong>CHE SIGNIFICA? CHE I CITTADINI LAZIALI CON IL PROPRIO REDDITO E LE IMPRESE LAZIALI CON IL PROPRIO FATTURATO PAGANO E PAGHERANNO IL DEBITO CONTRATTO.<\/strong><\/p>\n<p>Nella figura seguente \u00e8 evidenziato lo stock del <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debitoregionelazio.pdf\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">debito della Regione Lazio<\/span><\/strong><\/span><\/a> alla data del 31 dicembre 2016.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8221\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito--1024x756.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito--1024x756.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito--300x222.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito--768x567.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h6><em>Fonte:<\/em> elaborazione dati sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari.<\/h6>\n<p><!--more--><br \/>\nDal 15 maggio 2000 al 2 maggio 2005 la Regione Lazio \u00e8 stata governata da Francesco Storace (centro-destra,VII legislatura). Sono gli anni in cui, attraverso operazioni di \u201cfinanza creativa\u201d, si viene a creare il debito della sanit\u00e0, in buona parte scoperto solo successivamente.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong>\u00a0&#8211; Stock del debito della Regione Lazio*<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8223\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tavola-debito-.png\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tavola-debito-.png 427w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/tavola-debito--300x288.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/p>\n<h6><em>Fonte:<\/em> elaborazioni sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari. *A partire dal 2013 la stima del debito \u00e8 secondo il decreto 118 del 2011 basata<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito2-.png\"><strong> <span style=\"color: #ff0000;\">sui debiti da finanziamento<\/span> <span style=\"color: #ff0000;\">e<\/span> <span style=\"color: #ff0000;\">da funzionamento<\/span><\/strong><\/a><span style=\"color: #ff0000;\">..<\/span><\/h6>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/04\/20\/perche-e-importante-il-piano-integrato-dei-conti\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">Con l&#8217;armonizzazione contabile<\/span><\/a>\u00a0 <\/strong>i\u00a0debiti di funzionamento sono iscritti nello stato patrimoniale se corrispondenti a obbligazioni giuridicamente perfezionate. I debiti di finanziamento sono costituiti dalla somma algebrica del debito all&#8217;inizio dell\u2019esercizio pi\u00f9 i prestiti contratti nell&#8217;esercizio, al netto dei pagamenti per rimborso di prestiti. I debiti di finanziamento includono le anticipazioni di liquidit\u00e0 contratte[2].<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8193\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio6.png\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio6.png 562w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio6-300x77.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><br \/>\nAl 31 dicembre 2016\u00a0il debito da finanziamento della Regione Lazio ha raggiunto i <strong>21,3 miliardi di euro<\/strong> ai quali vanno aggiunti i\u00a0debiti verso fornitori per 339 milioni di euro, livello ancora elevato nonostante sia stata introdotta la fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni a partire dal 31 marzo 2015.<\/p>\n<p>Nei 5 anni del mandato Zingaretti l&#8217;ammontare di quota capitale ammortizzata ammonta a quasi <strong>2,5 miliardi di euro<\/strong> e il costo del denaro preso in prestito in termini di quota di interessi\u00a0 (valore attuale dei flussi di cassa attesi) \u00e8 stato di <strong>1,4 miliardi di euro<\/strong>. Di quasi <strong>4 miliardi di euro<\/strong> \u00e8 risultata quindi la spesa per il debito della Regione Lazio; in 5 anni risorse sotratte come sempre all&#8217;economia reale. Per estinguere il debito finanziario contratto in mutui e prestiti, che ammonta nel 2017 a 12,6 miliardi di euro,\u00a0<span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio3.png\"><span style=\"color: #ff0000;\">ci vogliono, secondo la stima fatta dall&#8217;osservatorio del debito, 29 anni<\/span><\/a><span style=\"color: #ff0000;\">. <\/span><\/strong><\/span><strong>Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato ereditato in tanti anni di mala gestione politica e amministrativa di una Regione che per le sue potenzialit\u00e0 potrebbe essere una delle pi\u00f9 virtuose d&#8217;Italia.<\/strong><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Tavola 2<\/strong>\u00a0&#8211; Incremento e livello del debito della Regione Lazio, anni 2013-2017<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8199\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio9-1024x276.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio9-1024x276.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio9-300x81.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio9-768x207.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/debito-regione-lazio9.png 1052w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h6><em>Fonte:<\/em> elaborazioni sui rendiconti della Regione Lazio, anni vari <strong><a href=\"http:\/\/openspesa.lazio.it\/?anno=2017\"><span style=\"color: #ff0000;\">OPEN DATA LAZIO (*2017 dato provvisorio)<\/span><\/a><\/strong> e <strong><a href=\"http:\/\/www.regione.lazio.it\/rl_bilancio\/?vw=contenutiDettaglio&amp;cat=1&amp;id=5\"><span style=\"color: #ff0000;\">OSSERVATORIO DEBITO<\/span><\/a><\/strong><\/h6>\n<p>Torniamo tutti alla cruda e triste realt\u00e0, mettiamoci tutti a lavorare affinch\u00e8 si inverta questa tendenza insostenibile di sottrazione di risorse finanziarie alla vita reale dei cittadini[3].<\/p>\n<p>Il livello del debito regionale si attesta sui <strong>27 miliardi di euro (<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito3-.png\"><span style=\"color: #ff0000;\">21,3 miliardi \u00e8 il debito finanziario<\/span><\/a> <\/strong>quasi il doppio di quelli presenti alla fine del 2012) come viene certificato nel rendiconto 2016, di questo ammontare possiamo capire che, in tutta la sua composizione, non riusciamo a pagare i fornitori, 339 milioni di euro, ci\u00f2 significa che chi lavora per la Regione Lazio non riesce a sostenere finanziariamente la propria azienda e quindi a sua volta deve chiedere prestiti alle banche, con ulteriori oneri finanziari, che diventano dei costi insostenibilit per la stessa impresa, quindi facciamo fallire un tessuto produttivo per l&#8217;incapacit\u00e0 amministrativa.<\/p>\n<p>Altri 9 miliardi di debiti ce li ritroviamo a partire[4] dal 2014 per una serie di riconoscimenti di debiti fuori bilancio con un incremento di 5,5 miliardi in parte contratti presso il MEF per <strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/grafico-debito5-.png\"><span style=\"color: #ff0000;\">anticipazionui di liquidit\u00e0 <\/span><\/a><\/strong>ovvero 4,7 miliardi sono registrati come debiti contratti\u00a0 verso le altre amministrazioni pubbliche[5] <span data-offset-key=\"89ce8-0-0\">ma alla fine, in sostanza, sono pur sempre DEBITI riconosciuti <\/span>che graveranno sulle generazioni future dei cittadini Laziali[6].<\/p>\n<p>Per evitare la crescita dei debiti un altro importante aspetto da affrontare tempestivamente \u00e8 l\u2019aspetto legato alla fase di riscossione delle entrate che presentano problemi seri. Nel 2016 il 6,8% delle entrate laziali resta ancora da riscuotere (1,6 miliardi di euro). Risorse finanzarie che inevitabilmente impattano sulla gestione virtuosa di una sana amministrazione.<\/p>\n<p>E&#8217; inutile riconcorrersi in promesse elettorali quando il quadro ereditato in questa regione \u00e8 di una gravit\u00e0 inaudita. Poi non dobbiamo stupirci se il 50% degli elettori indecisi sono nauseati da questa mala gestione che vivono sulla propria pelle quando i servizi primari sono inefficienti e improduttivi.<\/p>\n<h6><strong>NOTE<\/strong><\/h6>\n<h6>[1] Il debito regionale prima dell&#8217;armonizzazione contabile era definito come il saldo tra le attivit\u00e0 finanziarie (residui attivi finali e cassa finale); le attivit\u00e0 patrimoniali (disponibili e indisponibili); le passivit\u00e0 finanziarie (residui passivi finali) e le passivit\u00e0 patrimoniali (mutui e prestiti obbligazionari, residui perenti, residui passivi eliminati). Prima dell&#8217;armonizzazione contabile l\u2019enorme mole di residui (attivi e passivi) accumulati nel tempo dagli enti locali hanno causato uno scollamento crescente tra la gestione di cassa e quella di competenza. La crisi di liquidit\u00e0, dovuta anche al ritardo nei trasferimenti da parte dello Stato agli enti locali, ha generato a sua volta la necessit\u00e0 di ricorrere all&#8217;anticipazione di Tesoreria con ingenti costi finanziari,\u00a0risorse che finiscono nel circuito finanziario anzich\u00e9 essere utilizzate per l\u2019economia reale.<\/h6>\n<h6>[2] Ai sensi del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 e del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66.<\/h6>\n<h6>[3] Ad esempio ricordiamoci dei\u00a0debiti fuori bilancio scoperti con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze circa l\u2019ammontare totale del debito al 31\/12\/2012 riferito al TPL e le relative modalit\u00e0 di copertura, ai sensi dell\u2019articolo 2, comma 7, del D.L. 15 ottobre 2015, n. 120, tenuto conto che la Regione Lazio non aveva pi\u00f9 a disposizione le risorse afferenti al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007-2013, in quanto gi\u00e0 utilizzate per la copertura dei debiti sanitari ai sensi dell\u2019articolo 2, comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.<\/h6>\n<h6>[4] Nel corso dell\u2019anno 2015, contestualmente alle operazioni di riaccertamento dei residui, \u00e8 stata effettuata una ricognizione finalizzata alla riconciliazione delle partite creditorie e debitorie che risultano nei documenti contabili del Consiglio regionale e della Regione Lazio. La ricognizione \u00e8 stata operata congiuntamente dai competenti uffici della Giunta e del Consiglio. E\u2019 da rilevare che la riconciliazione tra le partite in argomento \u00e8 stata sollecitata pi\u00f9 volte dalla Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per il Lazio.<\/h6>\n<h6>[5] In attuazione degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito in legge n. 64\/2013, sono stati sottoscritti dei contratti di prestito con il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze a titolo di anticipazioni di liquidit\u00e0 finalizzate a far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili. Nel 2014, le erogazioni di anticipazioni di liquidit\u00e0 sono state complessivamente pari a 4.916,8 milioni di euro. L\u2019articolo 3 della l.r. n. 12\/2014 dispone l\u2019autorizzazione per la Regione ad accedere alle operazioni di rinegoziazione del debito regionale, avente come controparte la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., per i mutui sottoscritti con oneri di rimborso a totale carico della Regione e con le modalit\u00e0 e i criteri stabiliti dalla medesima CDP. Rispetto ai quattro prestiti contratti con CDP, per i quali il debito ammonta a complessivi 3.2 miliardi di euro, le disposizioni sopra richiamate consentiranno alla Regione, attraverso un apposito accordo, di beneficiare nel triennio 2015-2017 di minori oneri finanziari per un totale di 182,5 milioni di euro e di 21,4 milioni di euro l\u2019anno a decorrere dal 2018, per merito degli attuali nuovi tassi di interesse pi\u00f9 vantaggiosi. Il punto verr\u00e0 esaustivamente trattato in seguito, nella sezione di questa relazione dedicata all\u2019indebitamento ed agli strumenti finanziari derivati (Rendiconto 2016).<\/h6>\n<h6>[6] Non dimentichiamoci della gestione dei derivati altro rischio che incombe sui cittadini regionali laziali. Nel 2014 il Governo ha predisposto un quadro normativo con l\u2019obiettivo di ridurre il peso degli oneri finanziari ed il debito delle Pubbliche Amministrazioni, in valore assoluto, semplificando la struttura del portafoglio di debito regionale con l\u2019obbligo di destinare i minori esborsi di spesa \u201cal pagamento delle rate di ammortamento delle anticipazioni contratte\u201d, ai sensi del D.L. n. 35\/2013 e del D.L. n. 66\/2014. L\u2019importo del mutuo \u00e8 stato pari al valore dei titoli riacquistati al netto del valore di estinzione dei derivati. I titoli della Regione Lazio coinvolti nell\u2019operazione, codificati BF01D e BF04D, erano di importo complessivamente pari a 1.050 milioni di euro. La prima fase dell\u2019operazione, terminata a dicembre 2015 con l\u2019acquisto dell\u201980,2% dei titoli, ha consentito alla Regione di realizzare un risparmio di spesa di 45,8 milioni di euro annui sino al 2028 con il passaggio dalla cedola del BOR del 5,695% al tasso del mutuo MEF (codice Osservatorio MF27) del 2,26% e con l\u2019allungamento dei tempi di rimborso dal 2028 al 2045. Il MEF ha finanziato l\u2019operazione con l\u2019erogazione di un mutuo trentennale di importo pari ai titoli estinti (208 milioni di euro) al tasso del 2,20% (codice Osservatorio MF29). L\u2019esborso annuo si \u00e8 ridotto di ulteriori 12,7 milioni, portando complessivamente i minori esborsi annuali a 58,5 l&#8217;anno<br \/>\ncon il passaggio dalla cedola del BOR del 5,695% al tasso dei mutui MEF (2,26% e 2,20%) e con l\u2019allungamento dei tempi di rimborso <strong>dal 2028 al 2045\/2046<\/strong>. L\u2019operazione ha necessariamente incluso la chiusura dei derivati con sottostante le obbligazioni riacquistate e quindi estinte; le valutazioni di natura finanziaria sono state effettuate da Lazio Innova, societ\u00e0 in house della Regione Lazio con la supervisione del MEF che ha assicurato il riconoscimento del valore equo per la chiusura delle operazioni derivate. Il valore di mercato positivo delle operazioni derivate (pari complessivamente a 262,8 milioni di euro) \u00e8 stato, come richiesto dalla normativa, utilizzato per finanziare il riacquisto dei titoli. Nel 2016 si d\u00e0 avvio all\u2019operazione SANIM per 89 milioni di euro del canone annuale (capitale pi\u00f9 interessi). Si \u00e8 conclusa invece nel febbraio del 2017\u00a0l&#8217;operazione di ristrutturazione del debito di San.Im Spa con la cancellazione di titoli estremamente onerosi, avviata dalla Regione Lazio in collaborazione con il MEF. Attraverso l&#8217;emissione di un titolo obbligazionario regionale sono stati riacquistati i titoli collocati nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione San.Im rinegoziando il debito e sbloccando il patrimonio immobiliare sanitario. L&#8217;operazione finanziaria sui 16 ospedali porta benefici complessivi per 184 milioni di euro.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Regione Lazio da anni \u00e8 stata gestita senza avere una visione di crescita strutturale per il benessere dei suoi cittadini. 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