{"id":7980,"date":"2017-12-12T20:22:08","date_gmt":"2017-12-12T19:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=7980"},"modified":"2017-12-12T20:27:31","modified_gmt":"2017-12-12T19:27:31","slug":"il-debito-pubblico-ereditato-e-una-regola-impopolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2017\/12\/12\/il-debito-pubblico-ereditato-e-una-regola-impopolare\/","title":{"rendered":"Il debito pubblico ereditato e una regola impopolare da rispettare"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/lappello-superare-il-fiscal-compact-per-un-nuovo-sviluppo-europeo\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7994 alignright\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"137\" \/>&#8220;L\u2019art. 16 del Fiscal Compact<\/span><\/a><\/strong><\/span> (o Patto intergovernativo di bilancio europeo) stabilisce che entro cinque anni dalla sua entrata in vigore (ovvero entro il 1\u00b0 gennaio 2018), sulla base di una valutazione della sua attuazione, i 25 Paesi Europei firmatari \u2013 tra cui l\u2019Italia \u2013 siano tenuti a fare i passi necessari per incorporarne le norme nella cornice giuridica dei Trattati Europei&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Come superiamo il patto intergovernativo se nessuno parla dei suoi effetti? Se l&#8217;Italia,\u00a0per ridurre il debito pubblico, nella prossima legge di bilancio<strong> statale<\/strong> per il triennio 2018-2020 dovesse prevedere una contrazione della spesa pubblica di pi\u00f9 di 50 miliardi (quasi il 7% delle uscite) quali effetti sociali potrebbe provocare una tale manovra restrittiva? Ormai l\u2019attenzione della Commissione Europea si \u00e8 focalizzata sul tema del rispetto della regola del debito, che prevede un graduale e costante avvicinamento verso il livello del 60% del Pil, obiettivo eventualmente da raggiungere secondo la Commissione, insieme a quello del pareggio strutturale di bilancio, anche reintroducendo la <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/09\/04\/quali-tasse-per-la-crescita-economica\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">tassazione sulla prima casa<\/span><\/a>.<\/span><\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">Come \u00e8 noto la recente riforma costituzionale in Italia ha sancito l\u2019equilibrio del bilancio strutturale e la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico, vincolando la politica economica del governo ai patti di stabilit\u00e0 europei. Tra le <strong><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/dossier_boitaniLandi2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #ff0000;\">nuove regole europee<\/span><\/a><\/strong>\u00a0[1] \u00e8 stato<strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32011R1177&amp;from=IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <span style=\"color: #ff0000;\">introdotto<\/span><\/a><\/strong> un indicatore pi\u00f9 restrittivo per il rapporto debito\/PIL; tale indicatore evidenzia la principale criticit\u00e0 dei conti pubblici italiani.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">L<\/span>&#8216;<strong><a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Rapporto-sulla-programmazione-20171.pdf\"><span style=\"color: #ff0000;\">ufficio italiano di bilancio<\/span><\/a><\/strong><\/span> nel suo recente rapporto ha dichiarato che <em>\u00a0 &#8220;&#8230;..il profilo del rapporto debito\/PIL, seppure previsto in discesa, non appare sufficiente per assicurare il rispetto della relativa regola numerica entro l\u2019orizzonte di programmazione&#8221;. &#8220;&#8230;un aumento del rischio del debito sovrano potrebbe essere indotto da eventi esterni che portino gli investitori internazionali a privilegiare gli impieghi pi\u00f9 sicuri, ma potrebbe anche manifestarsi in modo autonomo rispetto a shock di questo tipo, risentendo di fenomeni specifici di abbassamento di fiducia&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La regola del debito impone al paese membro di assicurare la riduzione ad un ritmo adeguato del rapporto debito\/PIL verso la soglia del 60 per cento, e che almeno uno dei seguenti criteri venga rispettato:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>la prospettiva <em>backward-looking:<\/em><\/strong> il tasso di riduzione deve essere pari ad 1\/20 all&#8217;anno nella media dei tre anni precedenti in vista di un rapporto debito\/Pil in eccesso rispetto al valore del 60 per cento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rispettare oggi tale regola sarebbe, per l\u2019Italia, insostenibile. L\u2019Italia come emerge nella tavola 1 non ha mai rispettato la regola del debito con la prospettiva backward-looking, perch\u00e9 calcolata sostanzialmente su dati di consuntivo.\u00a0 Se avesse voluto rispettare tale prospettiva, avrebbe dovuto ridurre il debito pubblico di\u00a0circa <strong>116 miliardi di euro<\/strong> nel 2017 (rapporto debito PIL 131,6% rispetto al 124,8% della\u00a0<strong>prospettiva <em>backward-looking<\/em><\/strong> \u00a0(con una stima provvisoria del PIL nel 2017 di\u00a01.716 miliardi).<\/p>\n<p>Il Governo nella <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.dt.tesoro.it\/modules\/documenti_it\/analisi_progammazione\/documenti_programmatici\/def_2017\/NADEF2017.pdf\"><span style=\"color: #ff0000;\">nota di aggiornamento al DEF<\/span><\/a><\/strong><\/span> dichiara che &#8220;<em>Per il 2017 si stima una riduzione rispetto al 2016 e per il 2018 la discesa alla soglia del 130 per cento<\/em>&#8220;. &#8220;<em>La politica di bilancio di un paese a elevato debito non pu\u00f2 prescindere dalle esigenze di riduzione del disavanzo<\/em>&#8220;&#8230;&#8230;&#8221;<em>Un processo di aggiustamento del disavanzo troppo lento si rivelerebbe inefficace ai fini della riduzione del debito, mentre l\u2019adozione di misure di contenimento troppo severe finirebbe per danneggiare significativamente la crescita. In entrambi i casi l\u2019andamento del rapporto debito\/PIL risulterebbe inadeguato rispetto alle aspettative degli agenti economici, degli analisti e dei mercati&#8221;. &#8220;La prosecuzione del percorso di riduzione del disavanzo negli anni successivi punta al conseguimento del sostanziale pareggio di bilancio nel 2020 e all&#8217;accelerazione del processo di riduzione del rapporto debito\/PIL, che si porterebbe al 123,9 per cento nel 2020&#8221;.<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><strong>la prospettiva\u00a0<em>forward-looking:<\/em> <\/strong>considera il tasso di riduzione nel periodo di tre anni successivi all&#8217;ultimo anno per il quale si hanno dati disponibili. La regola \u00e8 considerata soddisfatta se la riduzione del differenziale di debito rispetto al 60 per cento si verificher\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella tavola 1 emerge che la prospettiva\u00a0forward-looking\u00a0\u00e8\u00a0 rispettata proprio grazie ai dati stimati di previsione. Le previsioni macroeconomiche, in generale, appaiono sempre incerte\u00a0in quanto dipendono dal grado di affidabilit\u00e0 e indipendenza del set di previsori ai quali si riferiscono.\u00a0Nel caso dell\u2019Italia l\u2019errore dipende anche dal verificarsi o meno delle variabili esogene contenute nelle stime dello<a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ProtocollointesaMEFUPB.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<strong><span style=\"color: #ff0000;\">scenario macroeconomico<\/span><\/strong><em><span style=\"color: #ff0000;\">[2]<\/span> <\/em>.<br \/>\n<\/a>Uno Stato membro non sar\u00e0 soggetto ad una procedura per disavanzo eccessivo nel caso in cui il superamento del benchmark sia dovuto agli effetti del ciclo economico, principio introdotto in Italia all\u2019interno della legge costituzionale n. 1\/2012[3]. Per quanto riguarda la regola del debito, la Commissione Europea non attiver\u00e0 la procedura Edp nel caso in cui il mancato rispetto di tale regola sia imputabile al contributo versato al Feis[4], data la loro natura una tantum.<\/p>\n<p>Nel 2019 il rapporto debito Pil previsto sar\u00e0 del 127,1% rispetto al 124,3\u00a0della prospettiva <em>forward-looking.\u00a0<\/em>Se l&#8217;Italia intendesse rispettare la prospettiva <strong><em>forward-looking<\/em><\/strong>, avrebbe dovuto ridurre il debito pubblico di\u00a0circa <strong>51\u00a0miliardi di euro <\/strong>(con una stima provvisoria del Pil nel 2019 di\u00a01.836,6 miliardi).<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong> \u2013 Aggregati rilevanti utilizzati per la regola del debito, valori in milioni di euro e in percentuale. Anni 2009-2020<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7997\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/regola-debito-1.png\" alt=\"\" width=\"991\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/regola-debito-1.png 991w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/regola-debito-1-300x57.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/regola-debito-1-768x146.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 991px) 100vw, 991px\" \/><\/p>\n<h6>Fonte: <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/dati.istat.it\/\">Istat-MEF<\/a>,<\/span><\/strong> Nota DEF 2017<\/h6>\n<p>L\u2019Italia dovrebbe operare un aggiustamento fiscale il cosiddetto Minumum Linear Structural Adjustment \u2013 Mlsa per convergere verso il benchmark del debito tenendo conto che:<\/p>\n<p>1) l\u2019aggiustamento strutturale annuo non deve scostarsi di pi\u00f9 dello 0,25 per cento del PIL dall\u2019aggiustamento strutturale minimo richiesto;<\/p>\n<p>2) in qualsiasi momento durante il periodo di transizione, il restante aggiustamento strutturale annuo non deve superare lo 0,75 per cento del PIL.<\/p>\n<p>Alla luce di un\u2019accurata analisi, la Commissione europea ha comunque\u00a0 intenzione di mantenere alta l\u2019attenzione sul debito pubblico dell\u2019<span class=\"highlight selected\">Italia<\/span>, che pu\u00f2 rappresentare una minaccia per la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nAffinch\u00e9 si possa monitorare fedelmente i dati di finanza pubblica, \u00e8 necessario che le previsioni fornite dal Governo rispecchino il pi\u00f9 esattamente possibile la realt\u00e0, anche in considerazione di quanto prescritto dalla <a href=\"http:\/\/www.parlamento.it\/application\/xmanager\/projects\/parlamento\/file\/Principi%20comuni%20per%20i%20meccanismi%20nazionali%20di%20correzione%20di%20bilancio.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Commissione Europea in applicazione del trattato Tscg<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">[5]<\/span><\/a><span style=\"color: #ff0000;\">.<\/span><\/p>\n<p>Spesso, tuttavia, l\u2019accuratezza delle previsioni del Mef pu\u00f2 essere negativamente influenzata dalle continue revisioni al rialzo del rapporto debito\/Pil, quindi troppo tardi per porvi rimedio.<\/p>\n<p>Una vera riduzione del debito pubblico basata pi\u00f9 sui dati di consuntivo pu\u00f2 essere sicuramente pi\u00f9 credibile anche se impopolare di quella basata sui dati di previsione.<\/p>\n<p>Stranamente da quando \u00e8 stata introdotta la regola del debito si continua a rispettare la prospettiva<strong> <em>forward-looking<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 2017 \u2013 fortunatamente \u2013 la crescita reale del PIL all&#8217;1,5% \u00e8 stata maggiore di quella prevista nel <span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.dt.tesoro.it\/it\/attivita_istituzionali\/analisi_programmazione_economico_finanziaria\/documenti_programmatici\/sezione3\/def_assistenza.html?sceglianno=2016\"><span style=\"color: #ff0000;\">Def del precedente anno<\/span><\/a> <\/strong><\/span>ma ci\u00f2 \u00e8 stato legato soprattutto alla componente economica della domanda interna.<\/p>\n<p><strong>Chi governer\u00e0 l&#8217;Italia nel 2018<\/strong> si trover\u00e0 ad affrontare quindi gli\u00a0squilibri relativi al debito pubblico in rapporto al Pil (132%) e alla media triennale del tasso di disoccupazione (12,1%).\u00a0 Ridurre\u00a0il debito pubblico di\u00a0circa <strong>51\u00a0miliardi di euro <\/strong>sar\u00e0 la vera sfida\u00a0 politica\u00a0(elettorale) italiana.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nonostante i miglioramenti conseguiti e l\u2019esistenza di 2 soli squilibri, l\u2019Italia\u00a0 \u00e8 stata rinviata alla in-depth review per stabilire l\u2019esistenza di <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/node\/4320\/\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">squilibri macroeconomici<\/span><\/strong><\/span><\/a> pi\u00f9 o meno eccessivi insieme ad altri 11 paesi europei.<\/p>\n<h6><em><strong>Note:<\/strong><\/em><\/h6>\n<h6><em>[1] Regolamento del Consiglio Europeo n. 1177 \u00a0dell\u20198 novembre 2011 che modifica il regolamento n. 1467 del 7 luglio 1997 sulle modalit\u00e0 di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi.<\/em>\u00a0uno degli elementi che costituiscono il cosiddetto six pack <i>(formato da 5 regolamenti e 1 direttiva).<\/i><\/h6>\n<h6><em>[2] Le previsioni\u00a0 macroeconomiche validate <\/em><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ProtocollointesaMEFUPB.pdf\">dall\u2019UPB<\/a><\/strong><\/span><em><strong><span style=\"color: #ff0000;\">,<\/span> <\/strong>anni \u00a0t e t+1 in autunno, anni \u00a0t, t+1,\u2026, t+3 in primavera, sono all\u2019interno dell\u2019intervallo di consenso, quindi non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire che siano sistematicamente ottimistiche; un problema invece resta solo per \u00a0gli anni t+2, t+3 relative alle previsioni \u00a0in autunno, le quali non sono soggette a validazione.<\/em><\/h6>\n<h6><em>[3] In Italia la legge costituzionale n. 1\/2012 ha recepito il Trattato introducendo \u201cl&#8217;equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico\u201d.<\/em><\/h6>\n<h6><em>[4] Gli Investimenti Strategici (FEIS), sono da considerarsi una misura una tantum, pertanto, essi non \u00a0incidono sul raggiungimento dell\u2019Obiettivo di Medio Periodo (MTO).<\/em><\/h6>\n<h6><em>[5] <\/em>Il principio 4 della comunicazione della \u00a0commissione sui principi comuni per i meccanismi nazionali di correzione di bilancio, comprende cinque sotto-principi uno dei quali recita:<em> i meccanismi di correzione dovrebbero servire a offrire elementi critici di stabilit\u00e0 nel quadro di bilancio, per impedire che si verifichi la \u201csindrome dell\u2019obiettivo mobile\u201d tipicamente associata alle risposte date a scostamenti di bilancio.<\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019art. 16 del Fiscal Compact (o Patto intergovernativo di bilancio europeo) stabilisce che entro cinque anni dalla sua entrata in vigore (ovvero entro il 1\u00b0 gennaio 2018), sulla base di una valutazione della sua attuazione, i 25 Paesi Europei firmatari \u2013 tra cui l\u2019Italia \u2013 siano tenuti a fare i passi necessari per incorporarne le 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