{"id":5625,"date":"2015-11-30T13:31:52","date_gmt":"2015-11-30T12:31:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=5625"},"modified":"2015-12-17T14:39:52","modified_gmt":"2015-12-17T13:39:52","slug":"la-regola-flessibile-del-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/11\/30\/la-regola-flessibile-del-debito-pubblico\/","title":{"rendered":"La regola flessibile del debito pubblico"},"content":{"rendered":"<p>Pubblicato su <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/38569\/la-regola-flessibile-del-debito-pubblico\/\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a><\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.lavoce.info\/wp-content\/themes\/bangkokpress\/images\/logovoce.png\" alt=\"logo\" width=\"231\" height=\"120\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"day-time\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La recente riforma costituzionale ha sancito l\u2019equilibrio del bilancio strutturale e la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico, vincolando la politica economica del governo ai patti di stabilit\u00e0 europei. Tra le <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/dossier_boitaniLandi2.pdf\" target=\"_blank\">nuove regole europee<\/a><\/strong><\/span>\u00a0[1] \u00e8 stato<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32011R1177&amp;from=IT\" target=\"_blank\"> introdotto<\/a><\/span><\/strong> un indicatore pi\u00f9 restrittivo per il rapporto debito\/pil; tale indicatore evidenzia la principale criticit\u00e0 dei conti pubblici italiani.<\/em><span id=\"more-38569\"><\/span><!--more--><\/p>\n<p>La regola impone al paese membro di assicurare la riduzione ad un ritmo adeguato del rapporto debito\/PIL verso la soglia del 60 per cento, e che almeno uno dei seguenti criteri venga rispettato:<\/p>\n<ul>\n<li>la prospettiva <em>backward-looking:<\/em> il tasso di riduzione deve essere pari ad 1\/20 all\u2019anno nella media dei tre anni precedenti in vista di un rapporto debito\/Pil in eccesso rispetto al valore del 60 per cento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rispettare oggi tale regola sarebbe, per l\u2019Italia, insostenibile. L\u2019Italia come emerge nella tavola 1 non rispetta mai la regola del debito con la prospettiva backward-looking, perch\u00e9 calcolata sostanzialmente su dati di consuntivo.\u00a0 Se avesse voluto rispettare la\u00a0prospettiva\u00a0backward-looking\u00a0, avrebbe dovuto ridurre il debito pubblico di\u00a0circa 183 miliardi di euro nel 2015 (con una stima provvisoria del Pil nel 2015 di 1.635,4 miliardi);<\/p>\n<ul>\n<li>la prospettiva\u00a0<em>forward-looking<\/em> considera che nel periodo di tre anni successivi all\u2019ultimo anno per il quale si hanno dati disponibili. La regola \u00e8 considerata soddisfatta se la riduzione del differenziale di debito rispetto al 60 per cento si verificher\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella tavola 1 emerge che la prospettiva\u00a0forward-looking\u00a0\u00e8\u00a0 rispettata proprio grazie ai dati stimati di previsione Le previsioni macroeconomiche, in generale, appaiono sempre incerte\u00a0in quanto dipendono dal grado di affidabilit\u00e0 e indipendenza del set di previsori ai quali si riferiscono.\u00a0Nel caso dell\u2019Italia l\u2019errore dipende anche dal verificarsi o meno delle variabili esogene contenute nelle stime dello<a href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ProtocollointesaMEFUPB.pdf\" target=\"_blank\">\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\">scenario macroeconomico<\/span><\/strong><em>[2] <\/em>.<br \/>\n<\/a>Uno Stato membro non sar\u00e0 soggetto ad una procedura per disavanzo eccessivo nel caso in cui il superamento del benchmark sia dovuto agli effetti del ciclo economico, principio introdotto in Italia all\u2019interno della legge costituzionale n. 1\/2012<em>[3]<\/em>. Per quanto riguarda la regola del debito, la Commissione Europea non attiver\u00e0 la procedura Edp nel caso in cui il mancato rispetto di tale regola sia imputabile al contributo versato al Feis<em>[4]<\/em>, data la loro natura una tantum.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong> \u2013 Aggregati rilevanti utilizzati per la regola del debito, valori in milioni di euro e in percentuale. Anni 2009-2019<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tabella-regola-del-debito2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5631\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tabella-regola-del-debito2.png\" alt=\"tabella regola del debito2\" width=\"921\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tabella-regola-del-debito2.png 921w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tabella-regola-del-debito2-300x47.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><em>Fonte: Istat-MEF, Nota DEF 2015<\/em><\/h6>\n<p>L\u2019Italia dovrebbe operare un aggiustamento fiscale il cosiddetto Minumum Linear Structural Adjustment \u2013 Mlsa per convergere verso il benchmark del debito tenendo conto che: 1) l\u2019aggiustamento strutturale annuo non deve scostarsi di pi\u00f9 dello 0,25 per cento del Pil dall\u2019aggiustamento strutturale minimo richiesto; 2) in qualsiasi momento durante il periodo di transizione, il restante aggiustamento strutturale annuo non deve superare lo 0,75 per cento del Pil.<br \/>\nAlla luce di un\u2019accurata analisi, la Commissione europea ha concluso di non dover considerare come significativo lo sforamento rispetto all\u2019aggiustamento richiesto dalla regola del debito da parte dell\u2019Italia per il 2015 e non ha proceduto all\u2019apertura della Procedura per Disavanzi Eccessivi.<br \/>\nAffinch\u00e9 si possa monitorare fedelmente i dati di finanza pubblica, \u00e8 necessario che le previsioni fornite dal Governo rispecchino il pi\u00f9 esattamente possibile la realt\u00e0, anche in considerazione di quanto prescritto dalla <a href=\"http:\/\/www.parlamento.it\/application\/xmanager\/projects\/parlamento\/file\/Principi%20comuni%20per%20i%20meccanismi%20nazionali%20di%20correzione%20di%20bilancio.pdf\" target=\"_blank\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Commissione Europea in applicazione del trattato Tscg<\/span><\/strong><em>[5]<\/em><\/a>. Spesso, tuttavia, l\u2019accuratezza delle previsioni del Mef pu\u00f2 essere negativamente influenzata dalle continue revisioni al rialzo del rapporto debito\/Pil, quindi troppo tardi per porvi rimedio. Una riduzione vera del debito pubblico basata pi\u00f9 sui dati di consuntivo pu\u00f2 essere sicuramente pi\u00f9 credibile di quella basata sui dati di previsione anche perch\u00e9 da quando \u00e8 stata introdotta la regola del debito si \u00e8 stranamente sempre rispettata la prospettiva <em>forward-looking<\/em>.<br \/>\nNel 2015 \u2013 fortunatamente \u2013 la crescita del PIL \u00e8 stata maggiore di quella prevista nel Def di aprile 2015 ma ci\u00f2 \u00e8 stato legato soltanto al fatto che continuano a permanere circostanze eccezionalmente favorevoli all\u2019Italia quali le variabili esogene (la svalutazione dell\u2019euro e il basso prezzo del petrolio) ovvero quelle non imputabili alle scelte di politica economica del governo.<\/p>\n<h6><em><strong>Note:<\/strong><\/em><\/h6>\n<h6><em>[1] Regolamento del Consiglio Europeo n. 1177 \u00a0dell\u20198 novembre 2011 che modifica il regolamento n. 1467 del 7 luglio 1997 sulle modalit\u00e0 di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi.<\/em><\/h6>\n<h6><em>[2] Le previsioni\u00a0 macroeconomiche validate <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.upbilancio.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ProtocollointesaMEFUPB.pdf\">dall\u2019UPB<\/a><\/span>, <\/strong>anni \u00a0t e t+1 in autunno, anni \u00a0t, t+1,\u2026, t+3 in primavera, sono all\u2019interno dell\u2019intervallo di consenso, quindi non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire che siano sistematicamente ottimistiche; un problema invece resta solo per \u00a0gli anni t+2, t+3 relative alle previsioni \u00a0in autunno, le quali non sono soggette a validazione.<\/em><\/h6>\n<h6><em>[3] In Italia la legge costituzionale n. 1\/2012 ha recepito il Trattato introducendo \u201cl&#8217;equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico\u201d.<\/em><\/h6>\n<h6><em>[4] Gli Investimenti Strategici (FEIS), sono da considerarsi una misura una tantum, pertanto, essi non \u00a0incidono sul raggiungimento dell\u2019Obiettivo di Medio Periodo (MTO).<\/em><\/h6>\n<h6><em>[5] Il principio 4 della comunicazione della \u00a0commissione sui principi comuni per i meccanismi nazionali di correzione di bilancio, comprende cinque sotto-principi uno dei quali recita<\/em><em>: i meccanismi di correzione dovrebbero servire a offrire elementi critici di stabilit\u00e0 nel quadro di bilancio, per impedire che si verifichi la \u201csindrome dell\u2019obiettivo mobile\u201d tipicamente associata alle risposte date a scostamenti di bilancio.<\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su lavoce.info &nbsp; La recente riforma costituzionale ha sancito l\u2019equilibrio del bilancio strutturale e la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico, vincolando la politica economica del governo ai patti di stabilit\u00e0 europei. 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