{"id":5288,"date":"2015-07-01T10:37:54","date_gmt":"2015-07-01T08:37:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=5288"},"modified":"2020-03-16T18:06:31","modified_gmt":"2020-03-16T17:06:31","slug":"i-voti-per-i-politici-ma-gli-interessi-per-i-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/07\/01\/i-voti-per-i-politici-ma-gli-interessi-per-i-cittadini\/","title":{"rendered":"I voti per i politici ma gli interessi per i cittadini"},"content":{"rendered":"<p><em>a cura di Monica Montella<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Le autorit\u00e0 monetarie e le istituzioni finanziarie forniscono all\u2019economia un preciso stock di moneta ogni anno. Il prezzo che si sostiene per l\u2019uso del denaro in un certo periodo di tempo \u00e8 il tasso di interesse reale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> che equivale al prezzo che si paga per ricevere un prestito. In pratica nella nostra epoca un paese spende prima di aver incassato le imposte o di aver emesso titoli del debito pubblico, indebitandosi con le banche.<\/p>\n<p>La domanda di moneta negli ultimi anni \u00e8 cresciuta per effetto dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria strumentalizzata dagli speculatori perch\u00e9 associata all\u2019insolvenza di un paese, questo meccanismo ha provocato un aumento del debito pubblico a dismisura in alcuni paesi europei. \u201cL\u2019 Italia ha sempre pagato in rapporto al PIL interessi sul debito pubblico molto elevati\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<!--more--><\/p>\n<p>I tassi evidenziati nel grafico 1 sono quelli che misurano implicitamente il costo del denaro che l\u2019Italia ha sostenuto dal 1960 per disporre di moneta (sottoforma di emissione di titoli del debito pubblico) <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Grafico 1 <\/strong>\u2013 Tasso di interesse implicito, reale e deflatore del PIL. Anni 1960-2019. Valori percentuali.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-3grafico.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-5294\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-3grafico-1024x416.png\" alt=\"banca centrale 3grafico\" width=\"640\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-3grafico-1024x416.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-3grafico-300x122.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Nel ventennio 1960 &#8211; 1980 i Governi italiani spendevano oltre la soglia di sostenibilit\u00e0, per\u00f2 beneficiando dell\u2019alto tasso di inflazione, di fatto l\u2019indebitamento accumulato<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> non influiva sulla crescita del debito pubblico<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Logico che in quel periodo alcuni cittadini erano danneggiati da questa redistribuzione da inflazione (percettori di redditi fissi, risparmiatori, creditori) e molti altri ne restavano in larga parte esente, o addirittura ne traevano beneficio dall\u2019aumento dei prezzi (percettori di reddito variabile, debitori).<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong>&#8211; Indicatori di finanza pubblica dal 1960 al 1980. Milioni di euro (valori nominali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5290\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-1.png\" alt=\"banca centrale 1\" width=\"588\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-1.png 588w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/banca-centrale-1-300x197.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>Nel 1981 con <em>la storica &#8220;separazione dei beni&#8221; tra Banca d&#8217;Italia e ministero del Tesoro <\/em>come \u00e8 noto si esimeva la banca d\u2019Italia dal garantire in asta il collocamento integrale dei titoli offerti dal ministero del Tesoro<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. (<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/fc?cmd=art&amp;artId=891110&amp;chId=30\"><strong>Andreatta 1991<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Dalla tavola 2 \u00e8 possibile analizzare, a partire dal 1981, gli effetti di quella storica decisione sulle finanze pubbliche italiane.<\/p>\n<p>L\u2019aggregato degli interessi passivi ha incominciato a crescere a ritmi elevati. Nel ventennio 1981-2001 sono stati pagati 1.420 miliardi di interessi sul debito pubblico.<\/p>\n<p>La politica di quei tempi era volutamente cieca davanti a questo fenomeno e pur di mantenere le promesse elettorali di allora si procedeva con saldi primari in deficit che ci costavano il doppio, se non il triplo, poi in termini di interessi passivi sullo stock di debito accumulato nel tempo<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019entrata in vigore dell\u2019euro, il quadro di finanza pubblica italiano non \u00e8 cambiato anzi \u00e8 incominciato a peggiorare, in particolare dal 2002 al 2019 (tenendo conto dei dati programmatici di previsione del MEF, vedi tavola 2) abbiamo pagato e pagheremo secondo le previsioni altri 1.300 miliardi di euro di interessi passivi<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Tavola 2<\/strong>&#8211; Indicatori di finanza pubblica dal 1981 al 2019. Milioni di euro (valori nominali)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/tavola2moneta.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5315\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/tavola2moneta.png\" alt=\"tavola2moneta\" width=\"642\" height=\"727\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/tavola2moneta.png 642w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/tavola2moneta-265x300.png 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati Istat e Banca d\u2019Italia<\/span><\/p>\n<p>In aggiunta dal 2002 al 2019 sono stati accumulati altri 135 miliardi di euro di maggior debito pubblico per effetto dei flussi finanziari<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel frattempo con l\u2019Unione Europea l\u2019Italia, insieme agli altri Stati Europei, si \u00e8 impegnata a mantenere i conti pubblici in equilibrio e questo lo si evidenzia dai 578 miliardi di saldi primari positivi sborsati e previsti dal 2002 al 2019.<\/p>\n<p>Il debito pubblico cresce con una media di 55 miliardi di euro dal 1982 al 2019; il picco si ha con 109 miliardi di euro di crescita con i due Governi Amato\/Ciampi e Ciampi\/Berlusconi, mentre secondo le ottimistiche previsioni programmatiche del MEF nel 2018 crescer\u00e0 soltanto di 1,2 miliardi soprattutto per effetto dei saldi primari positivi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> (tra il 2017 e il 2019 sono previsti, secondo il MEF, 227 miliardi di saldi primari) in pratica soldi sottratti ai cittadini o attraverso l\u2019aumento delle tasse o sottraendo servizi alla collettivit\u00e0 per effetto della riduzione della spesa pubblica<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Il\u00a022 gennaio\u00a02015\u00a0Mario Draghi,\u00a0presidente della\u00a0Banca Centrale Europea (Bce), ha annunciato il suo\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/forges.forumpa.it\/assets\/Speeches\/14295\/ws_109_daniela_fantozzi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">quantitative easing<\/a><\/strong><\/span> (Qe)<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.\u00a0\u201cSi tratta di una misura straordinaria che ha lo scopo di rilanciare l&#8217;economia dell&#8217;Eurozona, facendo scendere il costo del debito degli stati e i tassi di interesse, rilanciando il mercato del credito e\u00a0fermando la deflazione, cio\u00e8 il calo dei prezzi al consumo che si registra oggi in diversi paesi europei\u201d<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Il quantitative easing di sicuro avr\u00e0 effetti benefici sui <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=2801\"><strong>portafogli dei soci<\/strong><\/a><a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a> della Banca d\u2019Italia in quanto si ritroveranno a partire dalla moneta emessa dalla BCE liquidit\u00e0 aggiuntiva ma gli interessi saranno pagati dalla stato italiano quindi dai cittadini. Si perch\u00e9 sulla cifra di 120 miliardi emessi dalla BCE si dovranno pagare anche gli interessi alle banche per accedere alla liquidit\u00e0. La BCE di fatto crea liquidit\u00e0 a favore diretto delle banche.<\/p>\n<p>Visto che l&#8217;attuale generazione sta pagando gli errori del passato se si potesse accedere alla liquidit\u00e0 esimendoci dall\u2019onere degli interessi, la Banca d\u2019Italia potrebbe evolvere liquidit\u00e0 direttamente ad esempio a Cassa Depositi e Prestiti (80% di propriet\u00e0 del MEF) a costo zero<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> per finanziare investimenti pubblici in settori strategici<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. L&#8217;Italia potrebbe ripartire e crescere.<\/p>\n<p>Un dato di fatto \u00e8 che soltanto in Italia dal 1960 al 2019 gli interessi passivi pagati in complesso sono stati 2.763 miliardi di euro cio\u00e8 pi\u00f9 dell\u2019equivalente del debito pubblico italiano. Tutti soldi sottratti all&#8217;economia e incanalati nel circuito finanziario.<\/p>\n<p>Altrettanto in <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2012\/10\/11\/opinion\/the-cost-of-protecting-greeces-public-sector.html?_r=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Grecia<\/a><\/strong><\/span>\u00a0<span id=\"result_box\" class=\"\" lang=\"it\"><span title=\"For generations, political power in Greece has been based in large part on providing public sector jobs in exchange for votes.\"> la spesa pubblica \u00e8 servita negli anni per recuperare\u00a0 voti ma a quale costo per il popolo Greco? <span title=\"Every political party, whether in the coalition government or in opposition, fears the consequences of losing the support of a voting bloc of more than 700,000 government employees and their families.&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt; \">Ogni partito politico teme le conseguenze di perdere l&#8217;appoggio di un blocco di voto quale quello rappresentato dai dipendenti pubblici e delle loro famiglie. Ma il costo di un default Greco non lo paga chi lo ha creato ma i cittadini pi\u00f9 vulnerabili.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">Note:<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/a><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Ricercatrice Istat, Contabilit\u00e0 Nazionale. Le considerazioni contenute nel presente lavoro non impegnano l\u2019Istituto di appartenenza dell\u2019autore.<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[2]<\/a> In economia esistono molti tipi di tassi di interesse che si distinguono per scopo, per rischio, per maturazione e trattamento fiscale, cos\u00ec come uno stesso tasso di interesse varia da paese a paese. Nel presente lavoro si analizza solo quello che viene pagato sullo stock del debito pubblico cio\u00e8 il tasso di interesse nominale medio implicito,\u00a0 ovvero il rapporto tra la spesa per interessi in un anno e lo stock di debito pubblico accumulato al 31 dicembre dell\u2019anno precedente. Ma per capire la vera entit\u00e0 del tasso di interesse nell\u2019economia si deve \u00a0procedere ad un ulteriore passaggio, cio\u00e8 al calcolo del tasso di interesse reale implicito che riflette pi\u00f9 esattamente l\u2019effettivo costo di un prestito. Il tasso di interesse nominale \u00e8 infatti influenzato dall\u2019inflazione. Se quest\u2019ultima aumenta anche i tassi di interesse nominale crescono.\u00a0 Nella presente analisi il tasso di interesse reale implicito \u00e8 stato calcolato come il tasso di interesse nominale al netto del deflatore del Pil.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[3]<\/a> L&#8217;Italia in definitiva sta pagando tassi di interesse particolarmente elevati rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;impatto \u00e8 depressivo. Ne consegue che il Pil decresce da cui ne scaturisce un\u00a0minore gettito fiscale, e ci\u00f2 peggiora ulteriormente l&#8217;indebitamento e il debito, ma questo effetto impatta sui mercati privati che si vedono costretti ad aumentare i tassi, per assicurarsi contro l&#8217;insolvenza dello Stato il cui debito \u00e8 sempre pi\u00f9 insostenibile. E pi\u00f9 aumen\u00adtano i tassi, pi\u00f9 i debiti sono insostenibili, e pi\u00f9 sono insostenibili, pi\u00f9 aumentano i tassi. Si instaura una situazione che si avvita su se stessa senza offrire una speranza concreta di crescita (<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/debito-pubblico-sovrano-i-suoi-interessi\/\"><strong>Montella, 2014<\/strong><\/a>).<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[4]<\/a> Si nota che con un\u00a0tasso di inflazione elevato\u00a0lo Stato Italiano si avvantaggiava nei confronti dei propri creditori grazie al tasso di interesse reale che era fortemente negativo, anche con tassi di interessi nominali a due cifre (<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/i-tassi-di-interesse-sul-debito-pubblico-corrodono-leconomia-italiana\/\"><strong>Montella &amp; altri, 2013<\/strong><\/a>). Il tasso di interesse reale misura il tasso effettivo percepito al netto cio\u00e8 dell\u2019inflazione.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[5]<\/a> L\u2019indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, presente nel Conto economico consolidato, \u00e8 il saldo tra le entrate (correnti e in conto capitale) e le uscite (correnti e in conto capitale) comprensive degli interessi. Costituisce uno dei saldi di finanza pubblica rilevanti ai fini della notifica alla Commissione europea relativa alla procedura sui deficit eccessivi (Edp), valida ai fini del Trattato di Maastricht. Indebitamento netto + flussi finanziari sono il rispettivo del flusso di crescita del debito pubblico.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[6]<\/a> Il debito pubblico era sostenibile se lo confrontiamo con i parametri di Maastricht (60% \u00e8 il parametro di Maastricht). Ma non si poteva dire lo stesso per l\u2019indebitamento\/PIL, che invece era del 7% (3% \u00e8 il parametro di Maastricht). Indebitamenti rispetto al PIL elevati hanno di fatto prodotto debito pubblico futuro.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[7]<\/a> Da quel momento in avanti la vita dei ministri del Tesoro era sempre pi\u00f9 difficile perch\u00e9 ad ogni asta il loro operato era sottoposto al giudizio del mercato. Il bilancio di competenza del 1982 n\u00e9 \u00e8 la dimostrazione di questa nuova situazione che si \u00e8 venuta a creare.<span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[8]<\/a> In pratica nel 1986 il governo Craxi ha sforato di 15 miliardi la spesa pubblica rispetto alle entrate ma per farlo ha pagato 41 miliardi di interessi passivi. Lo stesso vale per Goria, De Mita ecc. Solo Andreotti nel 1991 ha incominciato ad invertire la tendenza, ma si agiva sempre sui saldi primari, mai ci si poneva il problema di contenere gli interessi passivi che avrebbero pagato in futuro i cittadini.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[9]<\/a> Il problema dei tassi di interesse \u00e8 Europeo oltre che italiano perch\u00e9 in Europa circa 300 miliardi di euro nel 2012 sono confluiti nel sistema finanziario e non nell&#8217;economia reale.\u00a0Tutti questi miliardi di interessi che continuano a pagare i cittadini (italiani e europei) non fanno altro che alimentare quei falchi neri che diventano potenti sostenitori di politici senza scrupoli che potrebbero destabilizzare interi paesi e creare sofferenze umane inaudite.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[10]<\/a> I flussi finanziari sono l\u2019insieme di a) partite finanziarie, aggiustamenti cassa\/competenza, classificazioni di transazioni e discrepanze (passaggio da indebitamento netto a fabbisogno del settore pubblico); b) dismissioni\/acquisizioni mobiliari, classificazioni di transazioni e discrepanze (passaggio dal fabbisogno del settore pubblico al fabbisogno della pubblica amministrazione); c) variazioni dei depositi del Tesoro presso la Banca d\u2019Italia, scarti (premi) di emissione (rimborso) e derivati, effetto delle variazioni del cambio sulle passivit\u00e0 in valuta estera (passaggio dal fabbisogno della pubblica amministrazione alla variazione del debito pubblico). Posta particolarmente delicata perch\u00e9 confluiscono molte voci di natura finanziaria quindi liquidit\u00e0 monetaria che non deriva dall&#8217;economia reale. Una delle voci pi\u00f9 rilevanti \u00e8 stata la concessione di prestiti (46,7 miliardi di euro), in cui sono inclusi anche le passivit\u00e0 relative ai\u00a0<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/litalia-ha-gia-sborsato-50-miliardi-per-prestiti-ad-efsf-e-contributi-a-esm\/\"><strong>fondi salva Stati<\/strong><\/a>. Con l\u2019avvio del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/europa-e-mondo\/con-il-mes-piu-oneri-che-proventi-per-litalia\/#.VUDqLyHtlBd\"><strong>MES<\/strong><\/a>\u00a0si sta sottraendo altra liquidit\u00e0 monetaria\u00a0all\u2019economia reale\u00a0per sostenere i Paesi in difficolt\u00e0.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[11]<\/a> L\u2019Italia \u00e8 uno dei pochi paesi europei a poter vantare di solidi avanzi primari.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[12]<\/a> Il governo italiano per finanziare la spesa pubblica spende emettendo titoli del debito pubblico che costituiscono, fra le altre funzioni, il risparmio di chi li acquista. Il problema \u00e8 rappresentato dalla spesa per interessi passivi che l&#8217;Italia \u00e8 costretta a pagare ogni anno, che non solo azzera l&#8217;avanzo primario ma la costringe a chiedere in prestito altri finanziamenti, rendendoci schiavi degli speculatori finanziari. Ad esempio soltanto tra il 1993 e il 1996 (Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi) abbiamo pagato pi\u00f9 di 430 miliardi di euro di interessi passivi. Se per\u00f2 la crescita economica invertisse la tendenza i margini di manovra sarebbero maggiori.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[13]<\/a> Sappiamo che un facsimile del QE sono state gi\u00e0 praticate dalla BCE sotto forma di acquisto di titoli pubblici nel mercato secondario nel\u00a0Securities Market Programme\u00a0(2010-11) cio\u00e8 un programma di acquisto di titoli di Stato da parte della Bce che d\u00e0 ossigeno ai Paesi soffocati dal debito. L&#8217;obiettivo \u00e8 stato di ristabilire appropriati meccanismi di trasmissione della politica monetaria, per arrivare a una stabilit\u00e0 dei prezzi nel medio periodo, ma in quel caso l\u2019immissione di liquidit\u00e0 \u00e8 stata sterilizzata. Alla fine del 2012 con il Governo Monti la BCE ha acquistato <strong>99 miliardi\u00a0in titoli sovrani italiani<\/strong>, 30.8 miliardi\u00a0 in debito greco, 43.7 miliardi di euro debito spagnolo 21.6 miliardi\u00a0 in debito portoghese e 13.6 miliardi\u00a0in obbligazioni irlandesi, come risulta dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/annrep\/ar2013it.pdf\"><strong>Relazione annuale<\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/pub\/pdf\/annrep\/ar2013it.pdf\"><strong>\u00a0BCE (2013)\u00a0<\/strong><\/a><strong>.<\/strong><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[14]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.panorama.it\/economia\/euro\/qe-quantitative-easing-bce\/\"><strong>http:\/\/www.panorama.it\/economia\/euro\/qe-quantitative-easing-bce\/<\/strong><\/a><span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[15]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/banca-ditalia-e-il-mistero-delle-quote\/\"><strong>Il capitale della Banca d\u2019Italia<\/strong><\/a>\u00a0appartiene ancora per il 94,3% a banche e assicurazioni private, e solo per il restante 5,67% a soggetti pubblici come Inps e Inail. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Intesa_Sanpaolo\"><strong>Intesa Sanpaolo S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (30,3%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unicredit\"><strong>UniCredito Italiano S.p.A.<\/strong><\/a><strong>(22,1%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Assicurazioni_Generali\"><strong>Assicurazioni Generali S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (6,3%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cassa_di_Risparmio_in_Bologna\"><strong>Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (6,2%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/INPS\"><strong>INPS<\/strong><\/a><strong> (5,0%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Banca_Carige\"><strong>Banca Carige S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (4,0%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Banca_Nazionale_del_Lavoro\"><strong>Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.<\/strong><\/a><strong>( 2,8%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_dei_Paschi_di_Siena\"><strong>Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (2,5%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Biverbanca\"><strong>Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (2,1%) <\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cassa_di_Risparmio_di_Parma_e_Piacenza_S.p.A.\"><strong>Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.<\/strong><\/a><strong> (2,0%). <\/strong>Per mettere in mano pubblica il capitale della Banca d\u2019Italia, occorre che lo Stato compri le <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/italia2.pdf\"><strong>quote dalle banche private<\/strong><\/a>.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[16]<\/a>La Banca \u00a0Centrale \u00a0Europea \u00a0(BCE) \u00a0non \u00a0pu\u00f2 \u00a0\u2018monetizzare\u2019 \u00a0la \u00a0spesa \u00a0degli \u00a0Stati \u00a0dell\u2019eurozona \u00a0(lo \u00a0proibiscono \u00a0i \u00a0Trattati \u00a0di \u00a0Maastricht \u00a0e \u00a0di Lisbona), \u00a0che \u00a0devono \u00a0appunto \u00a0rivolgersi \u00a0ai \u00a0mercati \u00a0di \u00a0capitali \u00a0privati. \u00a0Neppure \u00a0le \u00a0singole \u00a0BC \u00a0nazionali \u00a0(come \u00a0la \u00a0Banca \u00a0d\u2019Italia) \u00a0possono \u2018monetizzare\u2019 \u00a0adeguatamente \u00a0la \u00a0spesa \u00a0degli \u00a0Stati, \u00a0non \u00a0possono, \u00a0in \u00a0parole \u00a0povere, \u00a0creare \u00a0denaro.\u00a0 Oggi \u00a0gli \u00a0Stati \u00a0dell\u2019eurozona \u00a0devono \u00a0pagare \u00a0gli \u00a0interessi \u00a0sul \u00a0loro \u00a0debito \u00a0a \u00a0dei \u00a0privati. Con la legge n. 262 del 2005, mai attuata, si contemplava un possibile trasferimento allo Stato della propriet\u00e0 del capitale della Banca d\u2019Italia\u201d.\u00a0La cosiddetta \u201c<strong>legge sul risparmio<\/strong>\u201d del 2005 indica esplicitamente che la<strong>\u00a0<\/strong>Banca d\u2019Italia\u00a0\u00e8 un \u201c<strong>istituto di diritto pubblico<\/strong>\u201d. Ma per disciplinare le modalit\u00e0 del trasferimento, si sarebbe dovuto varare un regolamento entro il 2008, purtroppo mai fatto. <strong>\u00a0<\/strong><strong>Abbiamo perso una grande occasione.<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[17]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/primo-piano\/la-necessita-di-investimenti-pubblici-in-settori-strategici\/\"><strong>http:\/\/www.economiaepolitica.it\/primo-piano\/la-necessita-di-investimenti-pubblici-in-settori-strategici\/<\/strong><\/a><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella[1] \u00a0Le autorit\u00e0 monetarie e le istituzioni finanziarie forniscono all\u2019economia un preciso stock di moneta ogni anno. Il prezzo che si sostiene per l\u2019uso del denaro in un certo periodo di tempo \u00e8 il tasso di interesse reale[2] che equivale al prezzo che si paga per ricevere un prestito. In pratica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,7,296],"tags":[8,20,19,171,422,17],"class_list":["post-5288","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-debito-pubblico","category-finanza-pubblica","category-politica","tag-debito-pubblico-2","tag-flussi-finanziari","tag-indebitamento","tag-interessi-passivi","tag-quantitative-easing","tag-saldo-primario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5288","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5288"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5288\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}