{"id":4899,"date":"2015-02-02T15:56:19","date_gmt":"2015-02-02T14:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=4899"},"modified":"2015-03-18T14:45:50","modified_gmt":"2015-03-18T13:45:50","slug":"un-indicatore-degli-squilibri-macroeconomici-nellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2015\/02\/02\/un-indicatore-degli-squilibri-macroeconomici-nellue\/","title":{"rendered":"Un indicatore degli squilibri macroeconomici nell\u2019UE"},"content":{"rendered":"<h4>articolo pubblicato su <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/01\/29\/conti-pubblici-indicatori-usati-dalla-ue-discrezionali-non-confrontabili\/1378659\/\" target=\"_blank\">Economiaepolitica.it<\/a><\/span><\/strong><\/h4>\n<p>Il monitoraggio degli squilibri macroeconomici \u00e8 uno degli strumenti di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche affidati alla Commissione europea dopo la crisi finanziaria del 2008<strong>[1]<\/strong>. <img decoding=\"async\" class=\"rg_i alignright\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSJdnkQDBOlLEjmeG0SX1Qjbjm1fKrLrKci8FyTMsxYi35pBGzg\" alt=\"\" name=\"Dd5td2d_3uLYNM:\" data-src=\"https:\/\/encrypted-tbn1.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSJdnkQDBOlLEjmeG0SX1Qjbjm1fKrLrKci8FyTMsxYi35pBGzg\" data-sz=\"f\" \/>Secondo la definizione adottata, uno squilibrio \u00e8 ogni tendenza che possa determinare sviluppi macroeconomici che hanno, o potrebbero avere, effetti negativi sul corretto funzionamento dell\u2019economia di uno Stato\u00a0membro, dell\u2019Unione economica e monetaria o dell\u2019intera\u00a0Unione. Se lo squilibrio diventa eccessivo pu\u00f2 mettere a repentaglio il corretto funzionamento dell\u2019Unione economica o monetaria.<!--more--><\/p>\n<p>Il meccanismo di allerta per l\u2019individuazione\u00a0e il monitoraggio degli squilibri comprende un numero ristretto di\u00a0indicatori macroeconomici e macrofinanziari (11 indicatori principali e\u00a0 28 ausiliari).<\/p>\n<p>L\u2019attuale quadro di valutazione\u00a0considera due aspetti fondamentali di un Paese (tavola 1):<\/p>\n<ul>\n<li><strong>squilibri esterni e competitivit\u00e0 <\/strong>(partite correnti, posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, tasso di cambio\u00a0effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro);<\/li>\n<li><strong>squilibri\u00a0interni<\/strong>\u00a0(prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore\u00a0privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazione delle passivit\u00e0 del settore\u00a0finanziario).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per gli 11 indicatori principali sono state definite delle soglie indicative (massime e minime di allerta) utili per l\u2019individuazione degli squilibri<strong>[2]<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1 \u2013 Indicatori principali per tipologia di squilibrio e valore limite<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4900\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_1.png\" alt=\"squilibri_1\" width=\"642\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_1.png 642w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_1-300x117.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ogni anno, a novembre, la Commissione europea pubblica uno scoreboard con i valori degli indicatori aggiornati all\u2019anno precedente per ciascuno dei 28 paesi (18 dell\u2019area euro e 10 non euro)[3], la cui analisi si sofferma solo sull\u2019anno considerato. Tali numeri (tavola 2) sono presi a riferimento nella relazione sul meccanismo di allerta nell\u2019ambito del Semestre europeo, per individuare gli Stati membri che saranno sottoposti ad analisi pi\u00f9 particolareggiate e complete (in depth review) per poi formulare raccomandazioni specifiche in quei paesi in cui si riscontrano squilibri macroeconomici eccessivi[4].<\/p>\n<p><strong>\u00a0Tavola 2 \u2013 Quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici \u2013 Anno 2013<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4901\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_2.png\" alt=\"squilibri_2\" width=\"631\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_2.png 631w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_2-300x188.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a><br \/>\n<em><span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte: Commissione europea, Eurostat e DG ECFIN (per gli indicatori sul tasso di cambio effettivo reale)<\/span><\/em><\/p>\n<p>Nel 2013, Cipro oltrepassa il valore di soglia per ben 6 indicatori, seguita con 5 da Grecia e Spagna, mentre Polonia e Romania superano i limiti consentiti solo in un caso su 11. In Italia si evidenziano 3 squilibri relativamente alla quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi (-18,4%), al debito pubblico in rapporto al Pil (127,9%), alla media triennale del tasso di disoccupazione (10,2%). Il superamento della soglia di un indicatore da parte di numerosi paesi evidenzia una situazione di criticit\u00e0 che riguarda l\u2019Unione Europea nel suo complesso. Per effetto dell\u2019avanzamento delle economie emergenti ben 17 paesi su 28 hanno perso pi\u00f9 del 6% di quote di mercato delle esportazioni; 16 paesi hanno cumulato una esposizione patrimoniale netta in misura maggiore del -35% del Pil e altrettanti hanno un debito pubblico superiore al 60% del Pil; inoltre in 15 di essi il debito del settore privato \u00e8 oltre il 133% del Pil e in 14 paesi il tasso di disoccupazione[5] medio triennale supera il 10%. Il set di indicatori considerato non \u00e8 sicuramente esaustivo per disegnare le possibili cause di squilibrio macroeconomico. Basti pensare all\u2019assenza del \u201ctasso di interesse sul debito pubblico\u201d che condiziona la sostenibilit\u00e0 del servizio del debito[6]. Eccezioni possono essere mosse anche rispetto alla qualit\u00e0 degli indicatori, atteso che non tutti derivano da statistiche omogenee sottoposte a regolamento comunitario[7]. Inoltre, non sembrano essere presi in debita considerazione gli effetti negativi di trasmissione sugli altri paesi dei guadagni di competitivit\u00e0 registrati in alcuni di essi, per effetto di condizioni favorevoli o di una legislazione non uniforme. Quali che siano i limiti dell\u2019attuale monitoraggio degli squilibri eccessivi, resta, comunque, il fatto che le tavole con gli indicatori non si prestano a facili raffronti tra paesi. A parit\u00e0 del numero di violazioni quale paese ha una\u00a0 situazione macroeconomica migliore? Come misurare l\u2019intensit\u00e0 dello squilibrio? E\u2019 possibile capire se un Paese sta migliorando o peggiorando la propria situazione di squilibrio? Per rispondere a queste domande, \u00e8 stato elaborato un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, attribuendo un punteggio ad ogni Paese[8]. Un indicatore sintetico potrebbe essere usato come un utile strumento aggiuntivo per controllare se le scelte effettuate dalla Commissione siano coerenti con una visione generale del paese. Il valore medio ottenuto sintetizza l\u2019ampiezza dello squilibrio e pu\u00f2 essere usato per il confronto con gli altri paesi (differenze o ranking) o per valutarne l\u2019evoluzione nel tempo. Attraverso questo indicatore \u00e8 possibile capire anche quale paese andrebbe sottoposto ad analisi approfondita (in depth review).<\/p>\n<p><strong>Tavola 3 \u2013 Indice sintetico di squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2004-2013<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4903\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_3.png\" alt=\"squilibri_3\" width=\"631\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_3.png 631w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_3-300x194.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a><br \/>\n<em><span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte: Elaborazioni su <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/indicators\/economic_reforms\/eip\/API\/2014\/sb.csv\">dati<\/a> Commissione europea<\/span><\/em><\/p>\n<p>A seconda del punteggio (tavola 3) \u00e8 possibile classificare i paesi in tre livelli di squilibri: assente (verde)[9], presente (giallo) e eccessivo (rosso). La tavola rispecchia fedelmente le situazioni di criticit\u00e0 di alcuni paesi europei. L\u2019Irlanda ad esempio presenta dal 2004 una situazione di squilibrio macroeconomico grave e persistente. Lo stesso si pu\u00f2 sostenere per la Grecia, il Portogallo, la Spagna e Cipro in sostanza tutti quei paesi che hanno usufruito di assistenza finanziaria. Rispetto alla relazione della Commissione Europea che nel 2014 ha ritenuto di inviare 16 paesi Europei ad esame approfondito, l\u2019indicatore sintetico classifica 15 paesi nella fascia di attenzione (giallo). Tra le due valutazioni ci sono, per\u00f2, alcune differenze. La Romania, il Belgio, la Bulgaria e la Germania saranno sottoposti ad esame approfondito pur rientrando nella fascia verde della tavola. Viceversa, la Lettonia, la Danimarca e il Lussemburgo sono state promosse fin da ora pur avendo un punteggio che denota la presenza di squilibri macroeconomici. Questa difformit\u00e0 di giudizio pu\u00f2 dipendere dal fatto che la Commissione ritiene che non tutti gli squilibri sono dannosi o richiedono interventi di politica in quanto potrebbero essere parte della regolazione dinamica dell\u2019economia. Tale elemento di discrezionalit\u00e0 consente, ad esempio, alla Commissione di non sottoporre ad esame approfondito il Lussemburgo, che nel 2013 presenta un punteggio crescente rispetto al 2012 e, addirittura, superiore a quello dell\u2019Italia. Evidentemente il primato europeo per il debito del settore privato (422% rispetto al Pil); per i flussi di credito concessi al settore privato (28% del Pil) e per il costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto (+10,5% rispetto a tre anni prima) non sono ritenuti livelli di allerta tali da influenzare negativamente il corretto funzionamento economico dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Figura 1 \u2013 Punteggio standardizzato per tipologia di squilibrio per il 2013 e confronto con il 2012<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4904\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_4.png\" alt=\"squilibri_4\" width=\"642\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_4.png 642w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_4-300x172.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte: elaborazioni su <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/indicators\/economic_reforms\/eip\/API\/2014\/sb.csv\">dati<\/a> Commissione europea<\/em><\/span><\/p>\n<p>Nel 2013, l\u2019indicatore sintetico di squilibrio macroeconomico presenta ampie differenze tra i paesi (figura 1). La Romania (42) ha in assoluto il miglior punteggio, mentre tra i Paesi dell\u2019eurozona il primato spetta a Malta (53). L\u2019Italia, con 81 punti si posiziona nella seconda met\u00e0 tra i paesi dell\u2019euro, mentre Cipro e Grecia sono gli unici due paesi a superare i 100 punti, con uno squilibrio che \u00e8 pari a 4 volte quello dei paesi pi\u00f9 virtuosi. Sono 16 i paesi che rispetto al 2012 hanno ridotto il loro squilibrio complessivo, mentre gli altri sono rimasti stabili o in leggero peggioramento, tra cui il Lussemburgo. L\u2019Italia, passando da 100 a 81, ha recuperato 19 punti, ma ancora meglio hanno fatto l\u2019Irlanda (-36 punti) e il Portogallo (-27 punti). Il miglioramento \u00e8 dovuto a una riduzione, pi\u00f9 o meno generalizzata, degli squilibri nel tasso di cambio effettivo e nella quota di export mondiale (recupero della competitivit\u00e0), mentre si registrano diffusi peggioramenti nel costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto e nel tasso di disoccupazione (le politiche interne non danno i risultati sperati).<\/p>\n<p><strong>Tavola 4 \u2013 Graduatoria dello squilibrio macroeconomico \u2013 Anni 2004-2013<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4905\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_5.png\" alt=\"squilibri_5\" width=\"631\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_5.png 631w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_5-300x202.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>Fonte: elaborazioni su <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/indicators\/economic_reforms\/eip\/API\/2014\/sb.csv\">dati<\/a> Commissione europea \u2013 In marrone chiaro i paesi che non appartengono all\u2019eurozona; (*) la Lettonia ha adottato l\u2019euro dal 1\u00b0 gennaio 2014.<\/em><\/span><\/p>\n<p>Un ulteriore elemento di valutazione \u00e8 rappresentato dalla graduatoria dei paesi in funzione del punteggio conseguito (tavola 4). Ai primi due posti della graduatoria ottenuta ordinando la media dei punteggi standardizzati ci sono Romania e Lituania due paesi che non appartengono all\u2019eurozona[10], mentre agli ultimi due posti si trovano Cipro e Grecia che invece ne fanno parte. Per\u00f2, accantonando tale circostanza, non sembra esserci una forte correlazione tra l\u2019adozione della moneta unica e il grado di squilibrio macroeconomico. La Romania che, dalla primavera del 2009, usufruisce di un\u2019assistenza finanziaria a supporto dei programmi di aggiustamento, ha fortemente ridotto i propri squilibri macroeconomici dovuti essenzialmente ai fattori esterni e alla competitivit\u00e0, balzando negli ultimi 3 anni ai primi posti e azzerando i punteggi relativi al tasso di cambio effettivo reale e al costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto. La Germania, che era saldamente al primo posto fino al 2008, \u00e8 ora scivolata in 11-ma posizione soprattutto da quando \u00e8 iniziata a diminuire la quota delle esportazioni di beni e servizi per effetto della perdita di competitivit\u00e0 dell\u2019Europa rispetto ai paesi emergenti. L\u2019Italia presenta un andamento altalenante. In miglioramento fino al 2007-2008 \u00e8 poi precipitata verso le posizioni pi\u00f9 basse (21-ma nel 2012), per poi recuperare 3 posizioni nel 2013, scavalcando Lussemburgo, Svezia e Ungheria.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 Tavola 5 \u2013 Punteggio standardizzato per indicatore di squilibrio macroeconomico \u2013 Italia &#8211; Anni 2004-2013<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_6.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4906\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_6.png\" alt=\"squilibri_6\" width=\"643\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_6.png 643w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/squilibri_6-300x100.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><br \/>\n<em><span style=\"font-size: xx-small;\">Fonte: elaborazioni su <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/indicators\/economic_reforms\/eip\/API\/2014\/sb.csv\">dati<\/a> Commissione europea<\/span><\/em><\/p>\n<p>La storia degli squilibri macroeconomici dell\u2019Italia tra il 2004 e il 2010 \u00e8 descritta nella tavola 5. Il punteggio medio ha toccato il suo minimo nel 2007 (75) e il massimo nel 2012 (100), mentre il maggior numero di violazioni della soglia si \u00e8 avuto nel 2004. Tra i fattori esterni e dovuti alla competitivit\u00e0, la posizione patrimoniale netta sull\u2019estero, pur mantenendosi al di sotto del livello di attenzione \u00e8 progressivamente peggiorata, come pure la quota di mercato delle esportazioni di beni e servizi, un fattore comune al resto dell\u2019Unione europea. Il tasso di cambio effettivo reale, che esprime la variazione dei prezzi al consumo in funzione delle fluttuazioni del cambio, \u00e8 passato da valori positivi superiori al 5% nel 2004-2005 a valori negativi inferiori al -5% nel 2012 per poi azzerarsi nel 2013. Tra i fattori interni emerge il debito pubblico (in continua crescita), ma anche quello del settore privato che, da alcuni anni, \u00e8 prossimo alla soglia del 133% del Pil. Preoccupante la crescita del tasso di disoccupazione (medio triennale) dal 2008 in poi, che nel 2013 ha superato il livello di guardia del 10%. Il punteggio relativo al flusso di credito verso il settore privato (-3% nel 2013) si \u00e8, invece, azzerato negli ultimi anni, in quanto il criterio utilizzato trascura possibili situazioni di credit crunch e tende solo a evidenziare valori positivi troppo elevati e superiori alla soglia del 14%, indicativi di bolle speculative. Sebbene lo scoreboard abbia natura puramente indicativa e vada letto insieme ai 28 indicatori ausiliari e al quadro macroeconomico attuale, l\u2019individuazione di squilibri eccessivi e la adozione di conseguenti misure correttive, possono trarre giovamento dalla trasformazione degli indicatori in un punteggio unico standardizzato per paese. La decisione della Commissione europea di inviare un paese ad una analisi approfondita successiva, anzich\u00e9 su una base discrezionale motivata, come avviene ora con la Relazione sul meccanismo di allerta, potrebbe essere ricondotta a criteri pi\u00f9 oggettivi come l\u2019indice proposto, aggiungendo \u2013 se del caso \u2013 un peso legato all\u2019importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri[11]. Il superamento di un punteggio medio superiore a 70 (zona gialla o rossa), il deterioramento dello squilibrio sintetico rispetto all\u2019anno precedente (aumento del punteggio medio), il peggioramento relativo rispetto agli altri paesi (perdita di posizioni nella graduatoria), sono tre fattori che evidenziano, presi singolarmente o nel loro insieme, la necessit\u00e0 di approfondire le cause di squilibrio e le conseguenze nell\u2019economia del paese o dell\u2019intera area europea. Se in aggiunta alle analisi della Commissione europea, si potesse considerare anche ad esempio un indice sintetico di squilibrio macroeconomico, nel 2014 il Lussemburgo dovrebbe essere sottoposto ad analisi approfondita, al pari di altri paesi che sembrano presentare situazioni ben pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<p>*Il lavoro riflette esclusivamente il punto di vista personale dell&#8217;autore.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Note<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[1] I regolamenti per la <a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/other\/ec0019_it.htm\">governance<\/a> economica\u00a0\u00a0previsti nel pacchetto normativo \u201csix pack\u201d del 2011 definiscono anche la procedura per gli squilibri macroeconomici (PSM).<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[2] Ovviamente, poi, gli indicatori selezionati sono e saranno sempre pi\u00f9 oggetto di valutazioni approfondite in merito alla loro affidabilit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[3] La Commissione baser\u00e0 inoltre la propria analisi su una serie di dati pi\u00f9 nutrita per appurare se esistano squilibri, e se siano eccessivi, per formulare le opportune raccomandazioni d\u2019intervento per ciascuno Stato membro.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[4] Nell\u2019attuale ciclo di sorveglianza la Commissione sottoporr\u00e0 ad esame approfondito 16 Stati membri oltre a Grecia e Cipro che stanno beneficiando di assistenza finanziaria.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[5] Per maggiori approfondimenti si veda <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/europe2020\/pdf\/2015\/jer2015_it.pdf\">Progetto di relazione comune sull\u2019occupazione della Commissione e del Consiglio<\/a> che accompagna la comunicazione della Commissione sull&#8217;analisi annuale della crescita 2015.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[6] Tale dimensione poteva essere rappresentata attraverso lo <\/em><em>spread<\/em>, cio\u00e8 il differenziale di rendimento rispetto ai Bund decennali della Germania degli omologhi titoli di stato nazionali oppure mediante il tasso di interesse implicito (nominale o reale), ovvero il rapporto tra gli interessi corrisposti in un anno e lo <em>stock<\/em> di debito pubblico alla fine dell\u2019anno precedente.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[7] La scelta degli indicatori non \u00e8 stata fatta in sede Eurostat ma c\u2019\u00e8 stato un coinvolgimento degli statistici sulla valutazione della disponibilit\u00e0 e confrontabilit\u00e0 degli indicatori.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[8] Il primo passo consiste nella standardizzazione degli 11 indicatori, assegnando un valore uguale a 0 in assenza di squilibrio e graduando in maniera crescente i valori in maniera tale da avere un punteggio uguale a 100 in corrispondenza della soglia indicativa. Un punteggio prossimo a 100 indica che si sta per raggiungere o superare la soglia, uguale a 200 che si \u00e8 sforata del doppio la soglia. Il punteggio standardizzato si ottiene effettuando il rapporto tra il valore dell\u2019indicatore e la soglia indicativa e moltiplicando il risultato per 100. Per i due indicatori che presentano un intervallo di soglia compreso tra un valore negativo e uno positivo, \u00e8 stato assegnato un punteggio uguale a 0 in corrispondenza del valore centrale dell\u2019intervallo e valori crescenti in entrambi le direzioni. Per il saldo delle partite correnti si ha 100 sia che si abbia un disavanzo del 4%, sia che si abbia un avanzo del 6% (in questo caso \u00e8 stata utilizzata la differenza relativa anzich\u00e9 il rapporto). Per i due indicatori per i quali la soglia \u00e8 differenziata a seconda dell\u2019appartenenza o meno all\u2019area dell\u2019euro \u00e8 stato considerato il valore richiesto per i paesi euro. Il secondo passo consiste nel calcolare la media aritmetica semplice dei punteggi standardizzati degli 11 indicatori per ciascun paese.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[9] I valori soglia di riferimento per i tre livelli di criticit\u00e0 (assente 0-70, presente 70-100 e eccessivo &gt;100) sono stati definiti in funzione delle decisioni della Commissione Europea di sottoporre i paesi ad analisi approfondita.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[10] L\u2019euro \u00e8 stato introdotto in Lituania il 1\u00b0 gennaio 2015.<br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\"><em>[11] Se, ad esempio, si ritiene che il rapporto debito\/Pil sia pi\u00f9 importante degli altri indicatori si pu\u00f2 costruire una specifica media aritmetica ponderata, anzich\u00e9 semplice. Tuttavia, in assenza di riscontri oggettivi, l\u2019attribuzione di un peso maggiore a uno o pi\u00f9 indicatori, pu\u00f2 introdurre elementi di arbitrariet\u00e0 e per questo motivo \u00e8 stata preferita la media aritmetica semplice. Nelle proprie valutazioni la <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-14-2231_en.htm\">Commissione<\/a>\u00a0ha dato maggiore enfasi a livelli e dinamiche degli indicatori: \u201c<\/em><em>In pratica, si tratta di squilibri che sono sia a livelli pericolosi (ad esempio debiti alti) o possono riflettere dinamiche non sostenibili (prezzi delle abitazioni eccessivi o aumento del credito) \u2026..\u00a0Ad esempio, \u00e8 considerato uno squilibrio ampio e persistente il disavanzo delle partite correnti e si corre il rischio di condurre ad un \u201cblocco improvviso\u201d e di conseguenza a costi sociali di grandi dimensioni<\/em>\u201d.<\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Economiaepolitica.it Il monitoraggio degli squilibri macroeconomici \u00e8 uno degli strumenti di sorveglianza per il coordinamento delle politiche economiche affidati alla Commissione europea dopo la crisi finanziaria del 2008[1]. Secondo la definizione adottata, uno squilibrio \u00e8 ogni tendenza che possa determinare sviluppi macroeconomici che hanno, o potrebbero avere, effetti negativi sul corretto funzionamento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[352,348,349,346,350,351,345,347],"class_list":["post-4899","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-unione-europea","tag-cruscotto-indicatori","tag-meccanismo-di-allerta","tag-monitoraggio-squilibri","tag-procedura-per-gli-squilibri-macroeconomici","tag-quadro-di-valutazione","tag-relazione-annuale-commissione-europea","tag-sorveglianza-macroeconomica","tag-squilibri-eccessivi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4899\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}