{"id":4683,"date":"2014-10-16T12:56:49","date_gmt":"2014-10-16T10:56:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=4683"},"modified":"2020-01-24T18:29:25","modified_gmt":"2020-01-24T17:29:25","slug":"come-cambia-dal-2013-il-finanziamento-del-settore-sanitario-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/10\/16\/come-cambia-dal-2013-il-finanziamento-del-settore-sanitario-pubblico\/","title":{"rendered":"Come cambia dal 2013 il finanziamento del settore sanitario pubblico"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/04\/03\/finanziamento-della-sanita-fino-al-2012\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fino all\u2019anno 2012<\/a><\/strong><\/span>, a seguito della predeterminazione in sede di legge di stabilit\u00e0 e in accordo con le regioni del livello complessivo del finanziamento del SSN, la ripartizione <img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/images.jpg\" alt=\"\" \/>del finanziamento tra le regioni \u00e8 stata effettuata sulla base della popolazione residente pesata, con pesi che tengono conto del profilo dei consumi sanitari della popolazione residente, suddivisa per classi di et\u00e0 e sesso (<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1996;662\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">legge n\u00b0662 del 1996<\/a><\/strong><\/span>\u00a0articolo 1 comma 34).<\/p>\n<p><!--more-->A partire dal 2013 con il\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;68~art9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">decreto legislativo n. 68\/2011 <\/a><\/strong><\/span>viene adottata<strong>\u00a0<\/strong>la\u00a0procedura di determinazione dei costi standard e dei fabbisogni standard per le regioni a statuto ordinario al fine di superare in maniera graduale e definitiva il sistema dei criteri di riparto adottati fino al 2012.<\/p>\n<p>Il <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/leg16.camera.it\/561?appro=641\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fabbisogno standard verr\u00e0 determinato annualmente<\/a><\/strong><\/span>, per il triennio successivo, \u201c<em>in coerenza con il quadro macroeconomico complessivo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica<\/em>\u201d. In pratica pi\u00f9 l&#8217;economia non tira pi\u00f9 si impoverisce il sistema sanitario per le sempre pi\u00f9 esigue\u00a0risorse da destinare \u00a0per effetto del rispetto dei vincoli di finanza pubblica imposti dall&#8217;europa!<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&#8220;<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/costi-standard.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Due sono le innovazioni importanti<\/a><\/strong><\/span>:<\/p>\n<ul>\n<li>il depotenziamento della ponderazione della quota capitaria per (sole) classi di et\u00e0 della popolazione e la individuazione di regioni benchmark. La prima innovazione aspira a stemperare il conflitto nord \u2013 sud;<\/li>\n<li>la seconda \u00e8 ininfluente sull&#8217;allocazione delle risorse, posto che il finanziamento complessivo \u00e8 determinato esogenamente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il dettato normativo presenta tuttavia rilevanti ambiguit\u00e0: in caso di fabbisogni stimati inferiori agli stanziamenti globali si potrebbero produrre benefici a favore delle regioni con spesa procapite pesata pi\u00f9 contenuta. In pratica chi spende meno ha maggiori benefici. Ma sappiamo che nella sanit\u00e0 (a parte gli sprechi che vanno combattuti) si spende per necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Una previsione distributiva fondata su una metodologia approssimativa incapace di esprimere un legame con le inefficienze di produzione, che appare tanto pi\u00f9 rischiosa quanto pi\u00f9 i costi e i fabbisogni standard costituiranno il riferimento cui rapportare a regime il finanziamento integrale della spesa sanitaria.<\/p>\n<p>Per determinare il finanziamento da destinare alla singola regione si prevede di applicare all&#8217;ammontare di finanziamento cos\u00ec stabilito il rapporto tra fabbisogno sanitario standard della regione e la somma dei fabbisogni regionali standard risultanti dall&#8217;applicazione a tutte le regioni dei costi rilevati in tre regioni <em>benchmark.<\/em><\/p>\n<p>Sulla base di tale rapporto, vale a dire il valore percentuale di fabbisogno di ciascuna regione, viene effettuato il riparto regionale del fabbisogno sanitario nazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 precisamente le <span style=\"color: #000000;\">fasi di ripartizione<\/span> sono:<\/p>\n<p>a) Prioritariamente, in ciascun anno, \u00e8 definito il fabbisogno sanitario nazionale standard in coerenza con il quadro macroeconomico complessivo del Paese e con gli impegni assunti dall&#8217;Italia in sede comunitaria (artt. 25-26 del <strong>decreto legislativo n. 68\/2011<\/strong>).<\/p>\n<p>b)\u00a0Vengono a tal fine confermati i macrolivelli di assistenza vigenti, tra i quali dovr\u00e0 distribuirsi la spesa sanitaria secondo le seguenti percentuali (al cui rispetto dovranno adeguarsi le singole regioni).\u00a0Viene ribadita l\u2019allocazione ottimale delle risorse cui devono tendere le regioni per erogare correttamente la funzione sanitaria (articolo 27, comma 3 <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>decreto legislativo n. 68\/2011<\/strong><\/span>)::<\/p>\n<ul>\n<li>5% per l\u2019assistenza sanitaria preventiva (ambiente di vita e di lavoro) (precedentemente detta preventiva);<\/li>\n<li>51% per l\u2019assistenza distrettuale (precedentemente detta distrettuale);<\/li>\n<li>44% per quella ospedaliera.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per ognuno dei tre macrolivelli si calcola il costo standard come media pro capite pesata (vale a dire corretta tenendo conto della composizione anagrafica della popolazione) del costo nelle regioni benchmark, costo che viene poi applicato alla popolazione (anche in tal caso \u201cpesata\u201d) di ognuna delle regioni, ottenendo cos\u00ec il fabbisogno standard di ciascuna, mediante il quale, come detto, si ripartisce il fabbisogno nazionale&#8221;.<\/p>\n<p>c) Con riferimento al secondo anno precedente a quello di riferimento, si provvede a individuare le migliori 5 regioni sulla base delle seguenti caratteristiche (articolo 27, commi 4-5 <strong>decreto legislativo n. 68\/2011<\/strong>).\u00a0<strong>Le regioni <em>benchmark<\/em><\/strong> sono scelte tra le cinque,\u00a0che hanno garantito i LEA in condizione di equilibrio economico e di efficienza ed appropriatezza:<\/p>\n<ul>\n<li>erogazione dei livelli essenziali di assistenza in equilibrio economico e in condizione di efficienza ed appropriatezza, come verificato dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali; sono considerate in equilibrio economico le regioni che hanno assicurato l\u2019erogazione dei predetti livelli di assistenza con le risorse ordinarie stabilite dalla legislazione vigente nazionale, ivi incluse le entrate proprie regionali effettive;<\/li>\n<li>superamento degli adempimenti previsti dalla vigente legislazione, come verificato dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali;<\/li>\n<li>presenza di criteri di qualit\u00e0, definiti con successivo decreto del Presidente del Consiglio, sulla base degli indicatori gi\u00e0 condivisi in sede di Intesa Stato-Regioni del 3 dicembre 2009.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qualora un numero inferiore a 5 regioni si trovi in condizione di equilibrio, si individuano anche le regioni con il minor disavanzo (articolo 27, comma 12): sono regioni di riferimento (benchmark)<strong> 3<\/strong> tra le predette <strong>5<\/strong> (tra cui obbligatoriamente la prima delle <strong>5<\/strong>) scelte dalla Conferenza Stato-Regioni.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.cimoasmd.it\/media\/54042\/475.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nell\u2019individuazione delle regioni <\/a><\/strong><\/span>si dovr\u00e0 tenere conto dell\u2019esigenza di garantire una rappresentativit\u00e0 in termini di appartenenza geografica nord, centro e sud, con almeno una regione di piccola dimensione (articolo 27, comma 5);<\/p>\n<p>d) i costi sono computati a livello aggregato per ogni regione e per ciascuno dei tre macrolivelli di assistenza: assistenza collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera (articolo 27, comma 6);<\/p>\n<p>e) i costi sono altres\u00ec computati al lordo della mobilit\u00e0 passiva e al netto della mobilit\u00e0 attiva; sono depurati della quota di spesa finanziata dalle maggiori entrate proprie rispetto a quelle considerate in sede di riparto; sono depurati delle quote di ammortamento che trovano copertura ulteriore rispetto al finanziamento ordinario del SSN e della quota che finanzia livelli assistenziali superiori ai livelli essenziali (articolo 27, comma 6, lettere a), b), c) e d) );<\/p>\n<p>f) il valore di costo standard \u00e8 dato, per ciascuno dei tre macrolivelli dalla media pro-capite pesata del costo registrato dalle regioni benchmark (articolo 27, comma 6);<\/p>\n<p>g) il costo cos\u00ec ottenuto \u00e8 moltiplicato in ogni regione per la popolazione pesata (articolo 27, comma 6, lettera e)). L\u2019incidenza percentuale di tale costo, \u00e8 applicata al fabbisogno standard nazionale dell\u2019anno di riferimento e determina il fabbisogno standard regionale, (articolo 27, commi 8-9);<\/p>\n<p>h) la convergenza ai valori percentuali del fabbisogno standard nazionale avviene in un periodo di 5 anni (articolo 27, comma 11).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 dovrebbe essere stato applicato per l&#8217;anno 2013. Ma invece per quest&#8217;anno di riferimento\u00a0non si hanno ancora elementi certi sul\u00a0piano sanitario regionale laziale. Anche se sappiamo che attraverso il <strong>patto della salute<\/strong>\u00a02013-2015 (<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Proposta-delle-Regioni-per-il-Patto-per-la-Salute-2013-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">proposta delle regioni<\/a><\/strong><\/span>) viene stabilito l&#8217;importo del fondo sanitario per il 2013 <span style=\"text-decoration: underline;\">manca in particolare il riparto del 2013 come da delibera CIPE.<\/span><\/p>\n<p>Il Commissario ad acta Zingaretti ha comunque provveduto ad effettuare la\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/decreto-531-2013.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0<\/a><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Decr_U00509_23_12_2013_RIPARTIZIONE_FSR_2013_ok.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ripartizione FSR dell&#8217;anno 2013<\/a><\/strong><\/span>\u00a0attraverso il<strong>\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/decreto-531-2013.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">decreto\u00a0ad acta 31 dicembre 2013 n\u00b0 U00531<\/a><\/span>\u00a0<\/strong>che stabilisce il piano regionale 2013. In assenza di una ripartizione certa del fondo 2013 non si possono avere elementi chiari per capire se gli importi stabiliti dal commissario ad acta siano poi quelli definitivi. In pratica nel 2013 potremmo aver speso pi\u00f9 del dovuto.<\/p>\n<p>Ma tanto a pagare sono sempre gli stessi:<strong> I CITTADINI!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino all\u2019anno 2012, a seguito della predeterminazione in sede di legge di stabilit\u00e0 e in accordo con le regioni del livello complessivo del finanziamento del SSN, la ripartizione del finanziamento tra le regioni \u00e8 stata effettuata sulla base della popolazione residente pesata, con pesi che tengono conto del profilo dei consumi sanitari della popolazione residente, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[137,391],"tags":[404,402,401,403],"class_list":["post-4683","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-tematici-dinamici","category-sanita","tag-costi-standard","tag-decreto-legislativo-n-682011","tag-fabbisogno-standard","tag-regioni-benchmark"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4683\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}