{"id":4055,"date":"2014-06-05T09:31:35","date_gmt":"2014-06-05T07:31:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=4055"},"modified":"2014-07-07T12:03:32","modified_gmt":"2014-07-07T10:03:32","slug":"la-stringente-regola-del-debito-come-una-bomba-ad-orologeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/06\/05\/la-stringente-regola-del-debito-come-una-bomba-ad-orologeria\/","title":{"rendered":"La stringente regola del debito come una bomba ad orologeria"},"content":{"rendered":"<p>pubblicato su\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/SEtestata.png\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"37\" \/><\/p>\n<p>I\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/quel-nesso-da-dimostrare-tra-debito-e-crescita\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">risultati scientifici<\/span><\/a><\/strong><\/span>\u00a0di\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/lausterita-espansiva-e-i-numeri-sbagliati-di-reinhart-e-rogoff\/#.U3np-Pl_vxA\"><span style=\"color: #0000ff;\">Reinhart e Rogoff<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u00a0 sono stati spesso utilizzati per sostenere politiche di austerit\u00e0 e rigore fiscale. Ma come \u00e8 noto\u00a0\u201cuna\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.peri.umass.edu\/236\/hash\/31e2ff374b6377b2ddec04deaa6388b1\/publication\/566\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">ricerca<\/span><\/a><\/strong><\/span>\u00a0di tre economisti della University of Massacchussets-Amherst ha evidenziato alcuni errori nei dati utilizzati da Reinhart e Rogoff, scatenando un ampio dibattito, anche mediatico, sulla validit\u00e0 dei loro risultati. La relazione tra i livelli di debito pubblico e la crescita del PIL varia notevolmente da paese e nel corso del tempo (ad esempio l&#8217;esperienza italiana al 133% debito\/PIL \u00a0rappresenta una soglia troppo elevata che costa troppo in\u00a0spesa per interessi passivi incidendo pesantemente sulla crescita del paese). La storia suggerisce che vi \u00e8 una certa soglia oltre la quale accumulando debito pubblico si ottiene minore crescita economica, ma non c&#8217;\u00e8 consenso su quale sia la soglia ottimale ma abbiamo capito dall&#8217;esperienza italiana qual&#8217;\u00e8 la soglia che non si deve raggiungere. In definitiva tutte queste ricerche hanno comportato una diffusa politica del rigore in Europa \u00a0e tra le tante regole europee ispirate al principio base delle finanze pubbliche sane vi \u00e8 l\u2019adozione della &#8220;<strong>regola del debito<\/strong>&#8220;.<img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcSTI3bxmAGfrT0pnBvzdk4GuGr_eUiPiSoIRhvXyjasiqh-cN-V\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Il nuovo quadro della riforma della governance economica europea dell&#8217;UE, adottato nel novembre 2011 (six pack) e richiamato nel\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/03\/30\/abolizione-del-fiscal-compact\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">fiscal compact<\/span><\/a><\/span><\/strong>, ha rafforzato il controllo della disciplina di bilancio attraverso l&#8217;introduzione di una regola numerica che specifica il ritmo di avvicinamento del debito al valore soglia del 60 per cento del PIL (nel trattato di Maastricht del 1992 bastava una diminuzione ad un ritmo soddisfacente).<!--more--><\/p>\n<p>Per il rispetto delle regole in materia di sostenibilit\u00e0 del debito pubblico, viene proposta una regola numerica che stabilisce per ogni anno un obiettivo per\u00a0l\u2019incidenza del debito sul PIL determinato sulla base dei valori registrati nel triennio precedente e\u00a0tale da implicare obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, riducendo il debito di un ventesimo dell\u2019eccedenza di ogni anno. Per assicurare la riduzione ad un ritmo adeguato del rapporto debito\/PIL verso la soglia del 60%, la regola richiede che almeno uno dei seguenti criteri venga rispettato:<\/p>\n<ul>\n<li>se la quota del rapporto debito\/PIL \u00e8 in eccesso rispetto al valore del 60%, il tasso di riduzione deve essere pari ad 1\/20 all&#8217;anno nella media dei tre precedenti esercizi (versione backward-looking della regola sul debito). In particolare con questa prospettiva \u00a0\u201c<em>il vincolo relativo al debito pubblico richiede che l\u2019eccedenza del rapporto tra lo stock di debito e il PIL\u00a0rispetto al 60 per cento si riduca di un ventesimo\u00a0all&#8217;anno\u00a0negli ultimi tre anni che terminano con\u00a0quello\u00a0di valutazione (detto\u00a0benchmark) tenendo anche conto degli effetti del ciclo economico<\/em>\u201d. Per effetto della prospettiva\u00a0backward-looking l\u2019Italia non rispetta la regola del debito, perch\u00e9 \u00e8 basata sostanzialmente su dati di consuntivo. Pertanto, il rapporto debito\/PIL \u00e8 considerato eccessivo, e quindi la regola\u00a0non \u00e8 rispettata, se:\u00a01) il rapporto debito\/PIL \u00e8 superiore al 60 per cento,\u00a0e se 2) il rapporto debito\/PIL \u00e8 maggiore del Benchmark retrospettivo\u00a0(backward-looking Benchmark), in termini formali<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/dati%20europa\/disco%20verbadin\/La%20regola%20del%20debito_Montella.docx#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0cio\u00e8:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con la formula per la\u00a0prospettiva backward-looking\u00a0ai valori del 2012 (127%), 2013 (133%) e 2014 (135% dato di previsione) si ottiene il Benchmark per l\u2019anno 2015 del\u00a0125% poich\u00e9 il debito\/PIL atteso per il 2015 \u00e8 133% il vincolo backward looking non \u00e8 rispettato per pi\u00f9 di 8 punti (considerando anche i decimali). Anche se utilizzassimo il valore del rapporto debito\/PIL corretto per il ciclo economico il rapporto\u00a0si riduce di poco e sarebbe comunque troppo lontano dall&#8217;obiettivo di Benchmark.\u00a0Se l\u2019Italia dovesse rispettare la\u00a0\u00a0prospettiva\u00a0<strong>backward-looking<\/strong>\u00a0dovrebbe ridurre il debito pubblico di\u00a0circa\u00a0<strong>136 miliardi di euro nel 2015<\/strong>\u00a0(con il PIL previsto nel 2015 di\u00a0<strong>1.626,8\u00a0<\/strong>miliardi).<\/p>\n<ul>\n<li>Il regolamento specifica, inoltre, che la regola \u00e8 considerata soddisfatta se la riduzione del differenziale di debito rispetto al 60% si verificher\u00e0, in base alle\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/465?area=33&amp;tema=748&amp;La+sorveglianza+sugli+squilibri+macroeconomici\"><span style=\"color: #0000ff;\">previsioni della Commissione europea<\/span><\/a><\/span><\/strong>, nel periodo di tre anni successivi all&#8217;ultimo anno per il quale si hanno dati disponibili (versione Forward-looking della regola sul debito). Nei tre anni precedenti il 2017, la distanza del rapporto debito\/PIL rispetto alla soglia deve ridursi, in media, di 1\/20 (Benchmark Forward-looking). Nell&#8217;applicazione\u00a0del parametro di riferimento si deve tenere conto degli effetti del ciclo economico\u00a0sul ritmo di diminuzione del debito. Se applichiamo la\u00a0prospettiva\u00a0Forward-looking\u00a0la formula ai valori del 2016 (130% dato di previsione), 2015 (133% dato di previsione) e 2014 (135% dato di previsione) si ottiene il 126% del rapporto debito\/PIL previsto per il 2017. La regola non \u00e8 rispettata se\u00a0il rapporto debito\/PIL \u00e8 maggiore del Benchmark retrospettivo\u00a0(Forward-looking Benchmark),\u00a0\u00a0in termini formali<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/dati%20europa\/disco%20verbadin\/La%20regola%20del%20debito_Montella.docx#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00e8 dato da:<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poich\u00e9 il rapporto previsto\u00a0debito\/PIL atteso per il 2017 \u00e8 125% quindi la prospettiva\u00a0Forward-looking \u00e8 rispettata ma soltanto <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Aspettando-la-ripresa-30-mag-2014-Testo-integrale.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">sulla base dei dati di previsione<\/span><\/a><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">(se consideriamo che il\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\">PIL nel 2014 sar\u00e0 previsto a crescita ZERO).<\/span> Se teniamo conto dell&#8217;usuale scostamento tra i dati di preventivo e quelli di consuntivo dei principali aggregati di finanza pubblica diffusi dal Governo possiamo ritenere forti dubbi e perplessit\u00e0\u00a0sulla bont\u00e0 delle previsioni governative considerando che poggiano su una ripresa economica troppo ottimistica. Ad esempio se diamo uno sguardo al PIL nominale, rispetto alle previsioni del governo Monti fatte ad aprile del 2013\u00a0(+0,5%), si \u00e8 misurata una diminuzione dello 0,4%, con una differenza di 13 miliardi di euro. Poich\u00e9 la sovrastima del PIL \u00e8 una costante sistematica, sorge il dubbio se stiamo perseguendo una politica di finanza pubblica sana soprattutto in un ottica intergenerazionale.<\/p>\n<ul>\n<li>Il regolamento precisa inoltre che nella valutazione del rispetto della regola del debito non pu\u00f2 essere imputata la violazione all&#8217;effetto del ciclo economico. La regola sul debito che non tenga conto dell&#8217;andamento ciclico dell&#8217;economia potrebbe portare a risultati incoerenti con la fissazione degli obiettivi del saldo strutturale.\u00a0Uno Stato membro non sar\u00e0 quindi soggetto ad una procedura per disavanzo eccessivo nel caso in cui il superamento del Benchmark sia dovuto al ciclo economico. Pertanto, il rapporto debito\/PIL viene corretto per tener conto dell&#8217;impatto del ciclo e quindi confrontato con il Benchmark. Nelle fasi negative del ciclo economico, il rapporto debito\/PIL rettificato risulter\u00e0 inferiore a quello effettivo, in quanto il debito verr\u00e0 depurato dell&#8217;effetto degli stabilizzatori automatici e il PIL nei tre anni precedenti viene fatto variare al tasso di crescita del PIL potenziale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Solo se nessuna delle tre condizioni viene soddisfatta la regola del debito \u00e8 considerata non rispettata portando alla redazione, da parte della Commissione europea, di un Rapporto.<\/p>\n<p>La scelta di un orizzonte temporale di tre anni per distribuire il peso da attribuire agli sviluppi di lungo periodo e quelli pi\u00f9 recenti \u00a0permette di controllare se un paese stia seguendo un percorso di riduzione del debito stabile, dando la possibilit\u00e0 di regolare i tempi di correzione con maggiore flessibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tavola 1<\/strong>\u00a0\u2013 Aggregati economici e di finanza pubblica utilizzati per la regola del debito, valori in milioni di euro e in percentuale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/regoladebito1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4057\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/regoladebito1.png\" alt=\"regoladebito1\" width=\"756\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/regoladebito1.png 756w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/regoladebito1-300x80.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><\/a><\/p>\n<h6><span style=\"color: #333333;\"><strong>Fonte: Elaborazione su dati\u00a0<a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/W-DEF-Sez_I-PDS-9-4-2014.pdf\">MEF-DEF 2014<\/a><\/strong><\/span><\/h6>\n<p>Il mancato rispetto della regola del debito, non implica automaticamente l&#8217;apertura di una procedura per disavanzo eccessivo nei confronti di un paese, poich\u00e9 la valutazione finale dovrebbe tener conto di alcuni fattori di rischio, quali: la struttura del debito; il livello di indebitamento del settore privato; le passivit\u00e0 implicite connesse all&#8217;invecchiamento (ovvero, la sostenibilit\u00e0 a lungo termine dei sistemi previdenziali).<\/p>\n<p>Per riportare il rapporto debito pubblico\/PIL al disotto del vincolo di bilancio occorre adottare politiche idonee di rientro che devono: -assicurare un avanzo primario tendenziale (entrate maggiori delle spese al netto degli interessi) tenendo conto che la pressione fiscale non pu\u00f2 crescere illimitatamente; -ridurre il tasso d&#8217;interesse mediante una accorta politica di gestione del debito pubblico (collocamento di titoli mediante asta, creazione di un mercato secondario dei titoli di Stato); -assicurare un tasso di crescita del PIL superiore al tasso d&#8217;interesse reale. Quest&#8217;ultima, probabilmente, \u00e8 la politica pi\u00f9 difficile se si considera che l&#8217;aumento del reddito deve essere conseguito senza aumentare il disavanzo; -evitare <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/epp.eurostat.ec.europa.eu\/cache\/ITY_PUBLIC\/STOCK_FLOW_2013_APR\/EN\/STOCK_FLOW_2013_APR-EN.PDF\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">flussi finanziari positivi<\/span><\/a><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>I\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/dal-passato-un-debito-pubblico-insostenibile\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">Governi \u00a0che si sono succeduti negli ultimi 50 anni<\/span><\/a><\/span><\/strong>, sia pure con responsabilit\u00e0 diverse, hanno esposto l\u2019Italia ad una situazione non sostenibile con un debito pubblico sempre crescente. Da un certo periodo in poi, la spesa per interessi ha iniziato a gravare pesantemente sui saldi di finanza pubblica. Se negli anni passati fosse stata monitorata la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico a livello europeo attraverso un\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/seminarioParlamento.pdf\"><span style=\"color: #0000ff;\">sistema di monitoraggio<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u00a0composto da un set di indicatori tra loro integrati, che avrebbero seguito \u00a0le diverse fasi della creazione del debito pubblico, si sarebbe potuto intervenire tempestivamente al verificarsi dei primi segnali negativi evitando di raggiungere <strong>il 133% del debito PIL nel 2013 per l&#8217;Italia<\/strong>. La stessa\u00a0Commissione europea ha denunciato la presenza di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/465?area=33&amp;tema=748&amp;La+sorveglianza+sugli+squilibri+macroeconomici\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">squilibri macroeconomici eccessivi<\/span><\/strong>\u00a0<\/a>per effetto <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/italia\/attualita\/primo_piano\/aff_economici\/squilibri_macroeconomici_europei_it.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">del\u00a0debito pubblico<\/span><\/a><\/span><\/strong> in rapporto al Pil troppo elevato.<\/p>\n<p>\u201c<em>Questo 133% di rapporto debito PIL\u00a0 \u00e8 la vera bomba a orologeria che condiziona non solo lo spread e le pagelle, ma in larga parte anche la nostra societ\u00e0. E\u2019 la vera bomba ad orologeria che ci costa <strong>85 miliardi all&#8217;anno di interesse<\/strong> e che rende difficile abbassare la pressione fiscale, garantire le pensioni future o gli impegni nel welfare\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>La riduzione del debito deve essere vera, netta e vasta, non un maquillage finanziario<\/em>\u00a0(Alan Friedman, 2014)\u201d.<\/p>\n<h6><span style=\"color: #333333;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"color: #333333;\">[1]\u00a0Vedi \u201c<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/governance-economicaeuropeaSENATO_.pdf\"><span style=\"color: #0000ff;\">La governance economica europea<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u201d;\u00a0 Servizio del bilancio del Senato XVII legislatura elementi di documentazione n*3 giugno 2013, in termini numerici da: 125=60+0.95\/3*(135-60)+0.95^2\/3*(133-60)+0.95^3\/3*(127-60).<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"color: #333333;\">[2]\u00a0Vedi \u201cLa governance economica europea\u201d;\u00a0 Servizio del bilancio del Senato XVII legislatura elementi di documentazione n*3 giugno 2013, in termini numerici \u00e8: 126=60+0.95\/3*(130-60)+0.95^2\/3*(133-60)+0.95^3\/3*(135-60). <\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>pubblicato su\u00a0 I\u00a0risultati scientifici\u00a0di\u00a0Reinhart e Rogoff\u00a0 sono stati spesso utilizzati per sostenere politiche di austerit\u00e0 e rigore fiscale. 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