{"id":3153,"date":"2014-03-03T18:50:10","date_gmt":"2014-03-03T17:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=3153"},"modified":"2015-03-23T14:49:47","modified_gmt":"2015-03-23T13:49:47","slug":"eurobond-la-grande-occasione-per-uneuropa-solidale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2014\/03\/03\/eurobond-la-grande-occasione-per-uneuropa-solidale\/","title":{"rendered":"Eurobond: la grande occasione per un&#8217;Europa solidale?"},"content":{"rendered":"<p>Tra i<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/7-punti.png\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\"> 7 punti del programma per le europee<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u00a0del M5S un punto di grande interesse e di attualit\u00e0 \u00e8 l&#8217;adozione degli eurobond. La proposta di adottare gli &#8220;<em>Union Bonds<\/em>&#8221; fu fatta per la prima volta nel 1993 da Jacques Delors (presidente della Commissione Europea)\u00a0con la finalit\u00e0 di rilanciare l&#8217;economia dell&#8217;UE attraverso il finanziamento degli investimenti. \u00a0Con la crisi bancaria (che ha comportato perdite sui titoli nel mercato dei capitali) e con la crisi del debito sovrano\u00a0(aggravata dalla recessione), l&#8217;Europa ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza economica. La fragilit\u00e0 del sistema finanziario europeo ha favorito il diffondersi di un rischio di contagio fra il sistema bancario e gli Stati membri in difficolt\u00e0.<!--more-->\u00a0Nel 2010 il presidente dell\u2019Eurogruppo J.C.Junker e il ministro dell\u2019economia italiano Giulio Tremonti hanno proposto una massiccia emissione di Euro-bond\u00a0 rilanciando l\u2019<span style=\"color: #000000;\">istituzione di una <\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #000000;\">Agenzia europea per il debito<\/span><\/span>\u00a0al fine di mettere in comune una parte della gestione del debito pubblico dei diversi Stati Membri.\u00a0La novit\u00e0 della proposta Tremonti-Junker era di emettere titoli obbligazionari da parte di un\u2019agenzia comunitaria (non presente in Europa) con un mercato di titoli pubblici di dimensioni e liquidit\u00e0 adeguata all&#8217;importanza dell\u2019Unione europea.\u00a0Il Consiglio europeo del 23 maggio 2012 ha formalmente investito i vertici europei <i><em><i><\/i><i><em><i><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\" http:\/\/www.european-council.europa.eu\/the-president\/taskforce.aspx\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Task Force Van Rompuy<\/span><\/a><\/span>\u00a0<\/strong><\/i><\/em><\/i><\/em><\/i>(Barroso, Van Rompuy, Draghi, Juncker) della responsabilit\u00e0 di proporre una roadmap sul tema Eurobond, da portare alla discussione del Consiglio europeo di fine giugno.\u00a0Ma le scelte che seguirono furono orientate sulla creazione di\u00a0meccanismi temporanei per la gestione di queste crisi (fondo salva stati poi <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2013\/09\/20\/cose-il-mes\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">MES<\/span><\/a><\/span><\/strong>), e l\u2019acquisto di titoli pubblici da parte della BCE nel mercato secondario, scelte volte ad evitare speculazioni nelle\u00a0fluttuazioni dei prezzi del mercato dei titoli del debito pubblico dei paesi in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 nata la necessit\u00e0 di riproporre gli Eurobond per ridurre il costo medio del debito sovrano e contrastare gli attacchi speculativi all&#8217;euro.\u00a0Il dibattito sulle modifiche all&#8217;assetto istituzionale e normativo Europeo \u00e8 diventato\u00a0serrato e ha coinvolto i paesi europei e gli organismi istituzionali dell\u2019Unione.\u00a0Il Consiglio europeo ha approvato un complesso processo legislativo, che coinvolge anche il Parlamento europeo attraverso la codecisione, ridisegnando l\u2019intero assetto della governance economica dell\u2019Unione (Six pack, fiscal compact e Two pack).\u00a0Attualmente \u00e8 in corso la realizzazione di una &#8220;tabella di marcia&#8221; che si colleghi all&#8217;introduzione delle eurobbligazioni.<\/p>\n<p>Le emissioni nette di Eurobond potrebbero essere finalizzate a finanziare la crescita nel quadro di strategia Europa 2020 con il finanziamento di infrastrutture sovranazionali.\u00a0Si potrebbero superare alcuni problemi come quelli che derivano da divergenze macroeconomiche, da irresponsabilit\u00e0 finanziaria, da bolle speculative e da enormi divari di competitivit\u00e0 per problemi strutturali presenti nei paesi della zona Euro.\u00a0La gestione del debito pubblico a livello europeo e l\u2019impiego di titoli europei costituirebbe un segnale forte di solidariet\u00e0 tra i paesi.\u00a0Il mercato\u00a0dei titoli europei\u00a0garantirebbe tassi inferiori alla media pagati dai singoli Stati Membri favorendo condizioni migliori e accesso ai paesi pi\u00f9 deboli e in difficolt\u00e0 \u00a0senza essere esposti ad attacchi speculativi a breve termine.\u00a0Gli Stati membri se conoscessero in anticipo l&#8217;evoluzione degli <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/europa-e-mondo\/il-cause-reali-del-calo-dello-spread\/#.UxbUbfl5Ppx\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">spread<\/span><\/a><\/span><\/strong>, avrebbero un forte incentivo a ridurre i loro deficit.\u00a0Gli Eurobond fermerebbero la rottura dei mercati obbligazionari sovrani e bloccherebbero le ricadute negative sui mercati nazionali. La figura che segue evidenzia l&#8217;impatto negativo delle speculazioni finanziarie <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2012-05-18\/ecco-come-spread-btpbund-105444.shtml?uuid=AbaBiNeF\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">sull&#8217;andamento dello spread<\/span><\/a><\/strong><\/span>. In particolare a partire dalla fine del 2011 (dal Governo Berlusconi al governo Monti) lo spread si attestava sui 552 punti aumentando il rendimento dei titoli di Stato (7,24%).<\/p>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/spread.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3401\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/spread.jpg\" alt=\"spread\" width=\"753\" height=\"503\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/spread.jpg 753w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/spread-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<p>Le attuali procedure avviate sulla governance economica gi\u00e0 prevedono che il Consiglio approvi i bilanci dei singoli paesi, nell&#8217;ambito dei programmi di stabilit\u00e0 presentati ogni anno dai paesi stessi. Il trattato sul Fiscal Compact all&#8217;articolo 6 cos\u00ec recita &#8220;<em>Al fine di coordinare meglio le emissioni di debito nazionale previste, le parti contraenti\u00a0comunicano ex ante al Consiglio dell&#8217;Unione europea e alla Commissione europea i rispettivi piani\u00a0di emissione del debito pubblico<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Se sar\u00e0 il Consiglio dei ministri europeo, a decidere quanto debito pubblico europeo pu\u00f2 essere emesso dall&#8217;agenzia comune e come distribuirlo a favore dei singoli stati, di fatto, attraverso il controllo sul volume delle emissioni, il Consiglio avrebbe il potere di decidere il saldo del bilancio dei singoli paesi. Alla fine del 2011 la Commissione Europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla possibilit\u00e0 di introdurre &#8220;<em>Eurotitoli<\/em>&#8221; (six pack: Reg. n\u00b01173\/2011).<\/p>\n<p>I Paesi contrari sono quelli pi\u00f9 \u201c<strong>forti<\/strong>\u201d perch\u00e9 non beneficerebbero di\u00a0condizioni di accesso al mercato migliori di quelli che gi\u00e0 hanno.\u00a0Questi paesi hanno il timore di disincentivare politiche di bilancio sostenibili e di rigore, contribuendo a comportamenti opportunisti.\u00a0Questi paesi esigono pi\u00f9 disciplina di bilancio accompagnata da stanziamenti di fondi, in casi eccezionali, per far fronte alle emergenze.\u00a0Quindi preferiscono favorire una politica una tantum piuttosto che predisporre una struttura di interventi permanente e risolutiva.<\/p>\n<p>I Paesi favorevoli sono i paesi pi\u00f9 \u201c<strong>deboli<\/strong>\u201d perch\u00e9\u00a0 sostengono che gli Eurobond migliorerebbero le loro condizioni di accesso al mercato finanziario, vittime di attacchi speculativi.\u00a0Questi paesi potrebbero avere le risorse necessarie per attivare politiche di investimento in infrastrutture e quindi si risolleverebbero finanziariamente.\u00a0Questi paesi sarebbero pi\u00f9 protetti e assistiti senza comportare per loro il rischio \u00abmorale\u00bb.\u00a0Questi paesi potrebbero onorare il loro debito e consolidare le loro finanze pubbliche evitando tassi d&#8217;interesse eccessivi sui prestiti.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo (PE):<\/p>\n<ul>\n<li>ritiene che l\u2019introduzione di &#8220;<strong>stability bond<\/strong>&#8221; sia equiparabile, per importanza, a quella della moneta unica;<\/li>\n<li>si compiace del fatto che l&#8217;euro sia ormai la seconda valuta di riserva internazionale a livello mondiale;<\/li>\n<li>fa notare la possibilit\u00e0 di istituire un mercato obbligazionario comune liquido e diversificato e ritiene che simili obiettivi presuppongano un quadro europeo integrato in materia finanziaria, economica e di bilancio.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Le proposte che elenco sono quelle menzionate nel documento finale del\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=REPORT&amp;reference=A7-2012-0402&amp;language=IT\"><span style=\"color: #0000ff;\">Parlamento\u00a0<\/span><\/a><\/span><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=REPORT&amp;reference=A7-2012-0402&amp;language=IT\"><span style=\"color: #0000ff;\">europeo<\/span>\u00a0<\/a>al termine delle consultazioni sugli Stability Bonds.<\/strong><\/p>\n<p><strong>1\u00b0 proposta<\/strong> &#8211; La proposta pi\u00f9 semplice \u00e8 stata avanzata da Christian Hellwig e da Thomas Philippon con gli<strong> Eurobills<\/strong>.\u00a0Creare Eurobills limitandone l\u2019ammontare totale alle nuove emissioni (10% del PIL) e la scadenza (meno di un anno).\u00a0L\u2019idea \u00e8 di creare un fondo di rimborso che servir\u00e0 a rifinanziare il debito degli Stati dell\u2019Eurozona per oltre il 60% del loro PIL; il fondo garantir\u00e0 solidalmente il debito in eccesso per aiutare gli Stati a estinguerlo a costi ridotti.\u00a0Gli Eurobills non impongono modifiche dei Trattati comunitari. Se ad esempio Spagna e Italia decidessero di emettere l\u2019intera quota di Eurobills di loro competenza (10% del PIL), questo ammontare sarebbe sufficiente per coprire met\u00e0 dell\u2019ammontare dei rifinanziamenti necessari per il 2012. Gli Eurobills permetterebbero all\u2019Italia di risparmiare circa 5 miliardi di euro all\u2019anno (dall&#8217;abbassamento dei tassi a breve termine) e mediamente la stessa cifra in termini di risparmio indiretto dalla stabilizzazione dei tassi a lungo termine.\u00a0L\u2019obbligo di partecipazione per i paesi non \u00e8 stringente.<\/p>\n<p><strong>2\u00b0 proposta<\/strong> &#8211; Con la proposta tedesca di <strong>fondo comune di rimborso<\/strong> (Erf) il debito pubblico di ciascun paese entro il 60% del rapporto debito\/Pil continua a esistere nella stessa forma attuale. La parte del debito in eccedenza sar\u00e0 convogliato in un fondo. Ogni Stato partecipante potr\u00e0 attingere alle risorse del fondo con obbligazioni di pagamento da estinguere entro 20-25 anni per seguire una riduzione del debito pubblico in eccedenza. I paesi che stanno implementando programmi di riforme strutturali del debito pubblico potranno depositare nel fondo le loro eccedenze di debito solo dopo aver concluso le necessarie riforme. Il problema di questa proposta \u00e8 che obbliga gli Stati ad avere una bilancia dei pagamenti positiva (condizione necessaria, in base alla formulazione della proposta, alla riduzione delle eccedenze di debito) <strong>su livelli mai raggiunti dagli stessi paesi durante il corso di tutta la loro storia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>3\u00b0 proposta<\/strong> &#8211; La proposta <strong>Blue-Bond\/Red-Bond<\/strong> (Bruegel Think Tank) prevede che i paesi\u00a0europei mettano in comune fino al 60 per cento del PIL del loro debito nazionale in un fondo comune operante nel mercato sotto responsabilit\u00e0 in solido riducendo il costo dell&#8217;indebitamento per quella parte del debito eccedente. (<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.bruegel.org\/publications\/publication-detail\/publication\/403-the-blue-bond-proposal\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">The <\/span><\/a><a href=\"http:\/\/www.bruegel.org\/publications\/publication-detail\/publication\/403-the-blue-bond-proposal\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">Blue Bond Proposal<\/span><\/a><\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/www.bruegel.org\/publications\/publication-detail\/publication\/403-the-blue-bond-proposal\/\">)<\/a>. Il Fondo risponderebbe direttamente ai ministri dell&#8217;Ecofin, che potrebbero concordare sulla gestione delle quote di debito nazionale. Il Consiglio europeo potrebbe creare una agenzia, con il mandato gradualmente fino a raggiungere una quantit\u00e0 di titoli in circolazione pari al 40 per cento del PIL dell&#8217;Unione europea e di ciascuno Stato membro. Il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (MES) potrebbe detenere il debito convertito.<\/p>\n<p>I <strong>Blue Bond<\/strong> costituiranno strumenti finanziari estremamente liquidi, al pari dei titoli del debito pubblico americano con responsabilit\u00e0 solidale dell\u2019Unione. Questo aspetto pu\u00f2 aiutare l\u2019euro a tornare in auge nel ruolo di valuta di riserva, consentendo cos\u00ec emissioni di debito a breve termine a tassi inferiori a quello tedesco.<\/p>\n<p>I <strong>Red Bond<\/strong> aiuteranno nell&#8217;implementazione e nell&#8217;adozione di una nuova disciplina fiscale: il costo pi\u00f9 elevato del debito pi\u00f9 rischioso e in eccesso spinger\u00e0 infatti i paesi membri a rientrare nei limiti definiti dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita, riducendo cos\u00ec debito pubblico e costi di finanziamento degli Stati.<\/p>\n<p><strong>4\u00b0 proposta<\/strong> &#8211; Gli\u00a0<strong>Stability Bonds<\/strong> (proposti dalla Commissione Europea)\u00a0\u00e8 stata fatta da Fran\u00e7ois Baroin and Wolfgang Sch\u00e4uble cio\u00e8 i Ministri delle Finanze di Francia e Germania. Lo scopo era quello di creare obbligazioni con un\u00a0Fondo europeo di stabilit\u00e0 finanziaria\u00a0(FESF), per abbassare i tassi di interesse. FESF e MES dovevano essere potenziati per permettere entrambi i fondi di impegnarsi in programmi precauzionali, di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie e di agire sui mercati secondari, se necessario per contrastare i rischi di contagio in modo tempestivo.<\/p>\n<p>La Commissione europea ha definito gli Eurobond (o Stability Bonds) come uno strumento di finanziamento dell\u2019attivit\u00e0 quotidiana dei paesi dell\u2019Eurozona, emessi da un\u2019istituzione unica o da diverse istituzioni nazionali e con diverse possibili forme di garanzia (solidale, parzialmente solidale, singola).\u00a0La <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_PRES-11-456_it.htm\"><span style=\"color: #0000ff;\">Commissione <\/span><\/a><a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_PRES-11-456_it.htm\"><span style=\"color: #0000ff;\">Europea <\/span><\/a><\/span><\/strong>ha infatti proposto tre opzioni per le obbligazioni di stabilit\u00e0 (o Eurobond):<\/p>\n<p><strong>1. totale:<\/strong> sostituzione dell&#8217;emissione (solidale) nazionale con le obbligazioni di stabilit\u00e0, con garanzie in solido: le obbligazioni di stabilit\u00e0 sostituirebbero completamente l&#8217;emissione nazionale. Il ricavato sarebbe distribuito agli Stati membri sulla base del rispettivo fabbisogno finanziario. Il rischio di credito sarebbe aggregato.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Il problema \u00e8 la perdita di libert\u00e0 di decidere il volume di emissione del debito pubblico da parte dei Paesi Membri.<\/span><\/p>\n<p><strong>2. parziale:<\/strong> sostituzione dell&#8217;emissione (parzialmente solidale) nazionale con le obbligazioni di stabilit\u00e0, con garanzie in solido: le obbligazioni di stabilit\u00e0 sostituirebbero solo parzialmente l&#8217;emissione nazionale. Di conseguenza, il mercato delle obbligazioni di Stato della zona euro sarebbe composto sia da obbligazioni di stabilit\u00e0 che da titoli di Stato nazionali.<\/p>\n<p><strong>3.parziale:<\/strong> sostituzione dell&#8217;emissione nazionale con le obbligazioni di stabilit\u00e0 (singola), con garanzie proporzionali: le obbligazioni di stabilit\u00e0 sostituirebbero solo parzialmente l&#8217;emissione nazionale. Ma, diversamente dalle precedenti opzioni, in questo caso le obbligazioni di stabilit\u00e0 sarebbero sostenute da garanzie proporzionali da parte degli Stati membri, che avrebbero quindi la responsabilit\u00e0 per la propria rispettiva quota di emissione. Gli Eurobonds sono pensati dalla attuale Commissione Europea (CE) come strumenti in grado di sostituire in toto i titoli del debito pubblico dei singoli Stati alla fine del processo di unificazione fiscale. Ma vogliamo proprio questo?<\/p>\n<p>Il<a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/libro-verde-ufficiale-17232-11_IT.pdf\" target=\"_blank\">\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\">Libro verde<\/span><\/strong><\/a>\u00a0 della <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_PRES-11-456_it.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Commissione Europea<\/span><\/a><\/strong><\/span>\u00a0analizza\u00a0la fattibilit\u00e0 di obbligazioni di stabilit\u00e0 a emissione congiunta (spesso denominati &#8220;eurobond&#8221;) e avvia al riguardo una consultazione pubblica (non mi pare che in Italia ci sia stato questo dibattito sugli Eurobond!).<\/p>\n<p><strong>5\u00b0 proposta<\/strong> \u2013 Questa proposta &#8220;<strong>European Safe Bonds-ESBies<\/strong>&#8221; \u00a0\u00e8 stata formulata dal gruppo di economisti di Euro-nomics.\u00a0Gli autori prevedono la creazione di due titoli di debito pubblico europeo, <span style=\"text-decoration: underline;\">uno<\/span> ultra-sicuro e molto liquido che coprirebbe circa il 70% del debito pubblico dei singoli Stati e un <span style=\"text-decoration: underline;\">secondo<\/span> titolo meno liquido e pi\u00f9 remunerativo. Il secondo titolo incorporerebbe una componente di rischio che riflette l\u2019eventualit\u00e0 di mancato rimborso da parte dei singoli Stati. L\u2019autorit\u00e0 competente all\u2019emissione dei due titoli sarebbe l\u2019Agenzia europea del debito (Eda): l\u2019idea \u00e8 infatti di trasformare il MES (Meccanismo di stabilit\u00e0 europeo) in Eda con eventuale ricapitalizzazione dello stesso (fino a 2,3 trilioni di euro) per garantire l\u2019ammontare necessario per la copertura dell\u2019emissione di bond. <span style=\"text-decoration: underline;\">Tale <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">proposta non prevede alcuna integrazione fiscale <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">e nessuna <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">modifica a Trattati o Costituzioni<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">I Paesi Membri per\u00f2 sarebbero privati dell\u2019emissione dei titoli del debito pubblico.<\/span><\/p>\n<p>Nella figura che segue sono sintetizzate le cinque proposte con le relative caratteristiche finanziarie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sintesi-eurobond.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-3450\" src=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sintesi-eurobond-1024x723.png\" alt=\"sintesi eurobond\" width=\"640\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sintesi-eurobond-1024x723.png 1024w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sintesi-eurobond-300x212.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sintesi-eurobond.png 1754w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a>Il <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=REPORT&amp;reference=A7-2012-0402&amp;language=IT\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Parlamento<\/span><\/a>\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?type=REPORT&amp;reference=A7-2012-0402&amp;language=IT\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Europeo<\/span><\/a><\/strong><\/span>\u00a0ha gi\u00e0 introdotto l&#8217;idea di &#8220;eurobbligazioni&#8221; nei testi riguardanti la governance dell&#8217;area dell&#8217;euro.\u00a0L<span style=\"color: #0000ff;\">&#8216;<strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/news-room\/content\/20130312IPR06439\/html\/Two-pack-approvate-nuove-norme-per-supervisione-bilanci-zona-euro\"><span style=\"color: #0000ff;\">accordo<\/span><\/a><\/strong><\/span>\u00a0del Parlamento Europeo con il Consiglio e la Commissione include la questione del <a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/europa-e-mondo\/arriva-il-fondo-di-redenzione-per-il-debito-in-eccesso-ma-tutto-dipendera-dallesito-delle-elezioni-europee\/#.U3BoCE2_lAE\" target=\"_blank\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Fondo europeo di \u201dredenzione<\/span>\u201d<\/strong><\/a> (FER), sulla quale il Parlamento ha molto insistito.<\/p>\n<p>Il 13 giugno del 2012 il PE ha approvato la creazione di un\u00a0Fondo europeo di \u201dredenzione\u201d (FER) e\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/economic_governance\/index_en.htm\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><\/a><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2013\/06\/28\/two-pack-lultima-fase-del-ciclo-di-sorveglianza\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">il \u201c<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">two<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">-pack<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">\u201c<\/span><\/a><\/span><\/strong>. In pratica si fa confluire l\u2019importo dei vari debiti pubblici degli Stati dell\u2019Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL (l&#8217;Europa area euro nel 2013 ha un rapporto debito\/PIL\u00a095,6% \u00a0quindi l\u2019eccedenza \u00e8 il 35,6%) in un apposito fondo; il FER verrebbe\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">garantito dagli Stati nazionali membri attraverso i loro <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">asset<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"> pubblici\u00a0e da\u00a0almeno una percentuale di tasse riscosse a livello nazionale.\u00a0<\/span>\u00a0In particolare il FER emetterebbe titoli (per complessivi 3.400 miliardi di euro nel 2013) per una durata massima di 20-25 anni <span style=\"text-decoration: underline;\">garantiti dal gettito delle imposte riscosse a livello nazionale e da <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">asset<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"> pubblici, in particolare,\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">riserve auree e di valuta estera<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0dei Paesi assistiti.<\/span><\/p>\n<p>Tale fondo, poi, emetterebbe bonds europei caratterizzati da una rigorosa scadenza di 20, massimo 25 anni. Gli Stati sarebbero dunque tenuti a rimborsare il fondo entro il periodo di 20-25 anni, durante il quale dovrebbero raggiungere <strong>(<span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.oltrelacoltre.com\/?p=12809\"><span style=\"color: #0000ff;\">come gi\u00e0 imposto peraltro dal Patto di stabilit\u00e0 e dal Fiscal compact<\/span><\/a><\/span><\/strong>) la soglia del 60% di debito\/PIL, garantendo una gestione virtuosa dei conti pubblici ed evitando il rischio di azzardo morale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia parteciperebbe al Fondo con la quota pi\u00f9 alta tra i Paesi partecipanti e per rimborsare il suo debito entro il termine stabilito (20-25 anni) dovrebbe produrre ogni anno, assumendo una\u00a0crescita annua del PIL nominale pari al 3%, un avanzo primario pari al 4,2% del PIL. FOLLIA PURA AL MOMENTO con la crescita nominale attuale!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il compromesso raggiunto richiede alla Commissione di creare <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/expert-groupExplanatory-document.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">un gruppo di esperti<\/span><\/a><\/span><\/strong> <span style=\"color: #000000;\">(formato da esperti\u00a0<\/span><span class=\"sth_di\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0diritto ed economia, finanze pubbliche, mercati finanziari e gestione del debito sovrano) con il compito\u00a0<\/span><span class=\"sth_di\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">di\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">preparare un rapporto, relativo ai vantaggi e ai rischi connessi alla sostituzione parziale delle emissioni nazionali\u00a0<\/span><span class=\"sth_di\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0debito con una emissione comune, sottoforma\u00a0<\/span><span class=\"sth_di\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0un\u00a0<\/span><span class=\"sth_fondo\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">fondo<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span class=\"sth_redenzione\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">redenzione<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(<\/span><em style=\"color: #000000;\">redemption fund<\/em><span style=\"color: #000000;\">) o\u00a0<\/span><span class=\"sth_di\" style=\"font-weight: bold; color: #000000;\">di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><em style=\"color: #000000;\">eurobills,\u00a0<\/em>per approfondire l&#8217;analisi su eventuali vantaggi, rischi, requisiti e ostacoli di una &#8220;sostituzione parziale delle emissioni nazionali di debito attraverso l&#8217;emissione comune sotto forma di un fondo di riscatto ed eurotitoli&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma come possiamo notare nel documento viene espressamente citato che &#8220;<em>data la complessit\u00e0 ma anche la natura globale dei temi da analizzare e la loro importanza per il futuro dell&#8217;Unione economica e monetaria in generale, non era opportuno indire una gara d&#8217; interessi per quanto riguarda la composizione del gruppo di esperti<\/em>\u00a0&#8220;. Ci rendiamo conto della gravit\u00e0 di questa affermazione? E come possiamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-13-635_en.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">notare<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u00a0nel gruppo di esperti non c&#8217;\u00e8 una figura istituzionale italiana.<\/p>\n<p>Il gruppo di esperti\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/articles\/governance\/2014-03-31-redemption_fund_and_eurobills_en.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">ha presentato le sue conclusioni<\/span><\/a><\/span><\/strong> il 31\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">marzo 2014 <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000;\">sui possibili meriti, rischi, requisiti e ostacoli alla parziale sostituzione dell&#8217;emissione nazionale del debito pubblico attraverso l&#8217;emissione congiunta nella forma di un fondo di redenzione e eurobills. <\/span>La Commissione ha valutato\u00a0di presentare proposte a\u00a0dopo la fine del suo mandato.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per quanto riguarda gli aspetti giuridici, la <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/20140331_conclusion_esperti.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">relazione del gruppo di esperti<\/span><\/a> <\/span><\/strong>conclude che, senza modifiche del trattato UE, regimi di emissione comuni possano essere stabiliti solo in forma pro rata.\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/economy_finance\/articles\/governance\/2014-03-31-redemption_fund_and_eurobills_en.htm\" target=\"_blank\">La relazione<\/a><\/strong><\/span> non formula proposte o raccomandazioni politiche, ed \u00e8 ovvio visto che \u00e8 alla scadenza del proprio mandato.\u00a0Il presidente Barroso ha dichiarato che prima di procedere alla realizzazione del fondo di redenzione o eurobills\u00a0<span style=\"font-style: italic;\">abbiamo bisogno di avere un dibattito democratico \u00a0con i cittadini, i governi e il Parlamento europeo. L&#8217;imminente elezioni \u00a0sono un&#8217;ottima occasione per discutere che tipo di Unione vogliamo davvero &#8220;. <\/span>Inoltre un altro aspetto non da poco \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline;\">l<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">a relazione finale riflette esclusivamente le opinioni personali e valutazioni degli esperti, che sono stati tutti nominati a questo gruppo a titolo personale.<\/span>\u00a0Le opinioni contenute nel rapporto non possono essere attribuite alla Commissione europea o qualsiasi altro organismo o ente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Scusate ma allora se non \u00e8 un documento ufficiale, di cosa stiamo parlando? A questo punto anche l&#8217;Italia potrebbe creare una commissione di esperti sugli eurobond e dare delle valutazioni magari opposte a quelle scaturite dal gruppo di esperti scelti dalla Commissione Europea, ma che senso ha tutto questo lavoro?<\/p>\n<p>La Commissione deve anche chiarire i vincoli giuridici applicabili all&#8217;emissione congiunta di obbligazioni con particolare riferimento:<\/p>\n<p>1. all&#8217;articolo <strong>352<\/strong>, paragrafo 1, del TFUE per l&#8217;attuazione di una soluzione che preveda una parziale emissione congiunta di debito senza necessit\u00e0 di procedere a una modifica del trattato;<\/p>\n<p>2. all&#8217;articolo <strong>125<\/strong> del TFUE e alle sue implicazioni per le tre modalit\u00e0 di emissione possibili, ovvero responsabilit\u00e0 collettiva, responsabilit\u00e0 individuale e responsabilit\u00e0 in solido;<\/p>\n<p>3. e contempli, sulla base degli articoli<strong> 121 e 136<\/strong> del TFUE, un quadro per la vigilanza e le segnalazioni finalizzato non solo al monitoraggio, con cadenza trimestrale, dei progressi realizzati dagli Stati membri ma anche al coordinamento dell&#8217;emissione di strumenti di debito sovrano esclusi dai vari quadri di mutualizzazione esistenti.<\/p>\n<p>Dotare l&#8217;Unione Europea di un quadro solido e completo che tenga conto anche della prevenzione di crisi future \u00e8 un primo passo verso un\u2019<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2013\/12\/15\/per-un-europa-solidale-bisogna-andare-oltre\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">Europa unita e solidale<\/span><\/a><\/span><\/strong>.\u00a0La moneta unica sta privando i paesi membri di utilizzare la svalutazione come strumento di regolazione della bilancia dei pagamenti. A ci\u00f2 bisogna porre rimedio con uno strumento valido.\u00a0Le obbligazioni europee potrebbero finanziare politiche strutturali, sociali e regionali.\u00a0Troppa enfasi \u00e8 stata data alla progettazione di meccanismi di protezione e controllo (six pack e two pack) e poco a meccanismi di prevenzione di una crisi e alle conseguenze che ne derivano.\u00a0L&#8217;adozione degli Eurobond diminuirebbe il rischio di default per i paesi pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Non dimentichiamoci che i paesi forti di oggi potrebbero diventare i paesi deboli di domani.<\/span><\/strong>\u00a0Con questo strumento si potrebbe incoraggiare la disciplina fiscale sostenendo la crescita economica e l&#8217;integrazione europea. \u00a0Altre proposte saranno poste all&#8217;attenzione della comunit\u00e0 scientifica e dei cittadini (ad esempio una recente \u00e8 la proposta PADRE acronimo di Politically Acceptable Debt Restructuring in the Eurozone).<\/p>\n<p>Rimane la questione seria di come gestire unitariamente il debito europeo in caso si adottasse questo tipo di proposta.<\/p>\n<p>Resta il dilemma cruciale se i paesi membri sono disposti a privarsi totalmente o parzialmente della libert\u00e0 di emissione di titoli del debito pubblico nazionali.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia comunque deve far parte dei gruppi di esperti che decidono dei nostri destini nel bene e\/o nel male.<\/p>\n<h2><span style=\"font-size: x-small; color: #000000;\"> <strong>Bibliositografia<br \/>\nOECD 2011<\/strong><span style=\"font-size: x-small;\"> &#8211; \u00a0A Market Perspective on the European Sovereign Debt and Banking Crisis by\u00a0 Adrian Blundell-Wignall and Patrick Slovik.<br \/>\n<strong>CONSIGLIO DELL&#8217;UNIONE EUROPEA<\/strong> IT 17683\/11 COMUNICATO STAMPA 3129\u00aa sessione del Consiglio Economia e finanza Bruxelles, 30 novembre 2011.<br \/>\n<strong>CONSIGLIO EUROPEO<\/strong> 25 marzo 2011 (OR. en) EUCO 10\/11 CO EUR 6 CONCL 3 Bruxelles, CONSIGLIO EUROPEO 24\/25 MARZO 2011-CONCLUSIONI.<br \/>\n<strong>Intereconomics 2012<\/strong> &#8211; The European Redemption Pact: Implementation and Macroeconomic Effects, Hasan Doluca, Malte H\u00fcbner, Dominik Rumpf and Benjamin Weigert.<br \/>\n<strong>Osservatorio di politiche internazionali &#8211;<\/strong> Eurobonds: quale ricetta per uscire dalla crisi? a cura di Carlo Altomonte n. 37 \u2013 giugno 2012.<br \/>\n<strong>German council of economics expert &#8211;<\/strong> The European Redemption Pact: An Illustrative Guide Hasan Doluca Malte H\u00fcbner Dominik Rumpf Benjamin Weigert, Febbraio 2012.<br \/>\n<strong>CEPS POLICY BRIEF<\/strong> &#8211; Hasan Doluca Malte H\u00fcbner Dominik Rumpf Benjamin Weigert No. 235, 8 March 2011.<br \/>\n<strong>Governatore Banca d\u2019Italia<\/strong> &#8211; La governance economica europea: riforma e implicazioni di Ignazio Visco Intervento tenuto all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Aquila l\u20198 marzo 2011.<br \/>\n<strong>CEPS POLICY BRIEF<\/strong> &#8211;\u00a0 A less punishing, more forgiving approach to the debt crisis in the eurozone Paul De Grauwe, No. 230\/January 2011.<br \/>\n<strong>Discorso di Lorenzo Bini Smaghi\u00a0<\/strong>&#8211; Quale Europa dopo la crisi? Membro del Comitato esecutivo della BCE, all&#8217;inaugurazione dell\u2019Anno Accademico 2011, IMT, Lucca, 11 marzo 2011.<br \/>\n<strong>Notre Europe<\/strong> &#8211; The European Semester: only a first step n\u00b022 febbraio 2011. ECB &#8211; The reform of economic governance in the euro area \u2013 essential elements, monthly Bulletin marzo 2011.<br \/>\n<strong>Stuart Holland<\/strong>&#8211; 2010 Union Bonds, Eurobonds and a New Deal for Europe Without debt buy-outs or national guarantees or fiscal transfers.<br \/>\n<strong>PADRE\u00a0<\/strong> Pierre P\u00e2ris Banque P\u00e2ris Bertrand Sturdza Charles Wyplosz The Graduate Institute, Geneva, ICMB and CEPR Politically Acceptable Debt Restructuring \u00a0in the Eurozone Geneva Reports on the World Economy Special Report 3, gennaio 2014.<br \/>\n<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Modena e Reggio Emilia<\/strong> CONVEGNO IN ONORE DI MARCO ONADO Dipartimento di Economia \u201cMarco\u00a0Biagi\u201d Verso l\u2019unione bancaria europea: in fondo a una strada lunga e tortuosa &#8211; Intervento del Direttore Generale della Banca d\u2019Italia\u00a0Salvatore Rossi, Modena 15 gennaio 2014.<br \/>\n<strong>Consiglio dell&#8217;Unione Europea e Commissione Europea<\/strong> &#8211; LIBRO VERDE \u00a0sulla fattibilit\u00e0 dell&#8217;introduzione di stability bond\u00a0 Bruxelles, 25 novembre 2011<\/span> <\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i 7 punti del programma per le europee\u00a0del M5S un punto di grande interesse e di attualit\u00e0 \u00e8 l&#8217;adozione degli eurobond. 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