{"id":2786,"date":"2013-12-15T14:19:43","date_gmt":"2013-12-15T13:19:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=2786"},"modified":"2018-06-05T12:07:11","modified_gmt":"2018-06-05T10:07:11","slug":"per-un-europa-solidale-bisogna-andare-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2013\/12\/15\/per-un-europa-solidale-bisogna-andare-oltre\/","title":{"rendered":"Per un Europa solidale bisogna andare &#8220;OLTRE&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4><em>a cura di Monica Montella<\/em><\/h4>\n<p>I popoli europei\u00a0nel creare tra loro un\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta hanno deciso di condividere un futuro\u00a0di pace fondato su valori comuni. Senza dubbio questo \u00e8 stato un obiettivo fondamentale raggiunto.\u00a0Secondo la\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/charter\/pdf\/text_it.pdf\"><span style=\"color: #0000ff;\">carta dei diritti fondamentali<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u00a0l\u2019Unione Europea dovrebbe \u201c<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=CELEX:52005DC0218:IT:HTML\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">promuovere\u00a0uno sviluppo equilibrato e sostenibile<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u201d.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.comune.parma.it\/notizie\/Handlers\/Image.ashx?ID=d3a96a62-cc4d-403b-93ec-870a45cda7aa&amp;src=festa-470.jpg&amp;wh=DVS%17%40\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"160\" \/>Quando furono individuati i criteri di convergenza per poter aderire all&#8217;unione economica e monetaria, i famosi\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/institutional_affairs\/treaties\/treaties_maastricht_it.htm\">parametri di Maastricht<\/a>\u00a0<\/span><\/span><\/strong>non si \u00e8 proceduto a risolvere la struttura anomala dell&#8217;impianto europeo in quanto priva di personalit\u00e0 giuridica e di risorse proprie che non permetteva di\u00a0avvicinare maggiormente l&#8217;Europa ai cittadini. Si premette che abbiamo una europa disegnata a 17 paesi che fanno parte dell&#8217;euro, ma anche una europa di 28 paesi con la differenza dei paesi che non adotta ancora la moneta unica. Un disegno diabolico fatto da chi vuole che fallisca il progetto europeo.<!--more--><\/p>\n<p>Ma per un Europa solidale bisognerebbe:<\/p>\n<p>1) Avere un bilancio unico della zona euro quale base per redistribuire la ricchezza e per assorbire eventuali shock di varia\u00a0natura e per ridare un&#8217;avvenire alle generazioni future (utopistico ma possibile) oppure avere un\u00a0bilancio statale affiancato ad un bilancio federale che compensa eventuali sbilanciamenti di spesa attraverso dei trasferimenti di fondi e provvede al finanziamento diretto (attraverso la tassazione federale generale) di alcune funzioni amministrative di interesse comune: difesa, sicurezza sociale, sanit\u00e0 ecc. In Europa non esiste una gestione centrale del welfare, delle garanzie bancarie e non ci sono spese federali.<\/p>\n<p>2) Attraverso fondi autonomi l&#8217;Europa pu\u00f2 perseguire politiche di investimento in vari settori strategici perch\u00e9 ormai si assiste da diversi anni ad un vero e proprio loro <strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/investimenti-in-declino-in-europa-litalia-la-peggiore-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decadimento<\/a>.<span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<\/span><\/strong>Investimenti in innovazione e nuove attivit\u00e0 produttive senza rispettare un limite del 3% perch\u00e8 questo indicatore non pu\u00f2 pi\u00f9 esistere in un Europa Solidale.<\/p>\n<p>3) In genere le imprese delocalizzano o per ridurre i costi &#8211; in particolare quelli del lavoro &#8211; o per avvicinarsi ai mercati di sbocco dei propri prodotti &#8211; e qui a volte l&#8217;incentivo fiscale che alcuni stati offrono alle imprese che trasferiscono gli impianti \u00a0influisce in maniera limitata.\u00a0Sostenere una <strong><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/europa-si-europa-no-questo-e-il-problema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica fiscale<\/a><\/strong>\u00a0equilibrata, perch\u00e9, come abbiamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/europa-si-europa-no-questo-e-il-problema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gi\u00e0 analizzato<\/a>,<\/span><\/span><\/strong> si deve evitare di avere paesi che hanno quasi il 70% di entrate a paesi che non arrivano al 50% comportando delocalizzazione di imprese in paesi i cui costi fiscali o del lavoro risultano pi\u00f9 vantaggiosi.\u00a0\u201cUna vera unione fiscale \u2013 sottolinea Weidmann\u00a0\u2013 sarebbe un passo importante verso la creazione di un contesto che bilancia responsabilit\u00e0 e controllo\u201d.<\/p>\n<p>4) Riequilibrare la composizione della spesa pubblica tra i paesi perch\u00e9 gli attuali squilibri hanno favorito alcuni settori produttivi a danno di altri dobbiamo evitare esempi di paesi come <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/europa-si-europa-no-questo-e-il-problema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">la Germania<\/span><\/a><\/span><\/strong> \u00a0che\u00a0con il 50%\u00a0di quota di spesa pubblica in prestazioni sociali in natura ha influenzato il mercato interno di alcuni prodotti a danno di altri paesi europei.<\/p>\n<p>5) Una politica comune\u00a0del lavoro non pu\u00f2 presupporre<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/europa-si-europa-no-questo-e-il-problema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"> la spesa per le retribuzioni<\/span><\/a><\/span><\/strong> dei dipendenti pubblici massima in Svezia e Irlanda (27%) e minima in Austria (18%), Slovacchia e Paesi Bassi (19%)\u00a0\u00a0questo comporta inevitabili squilibri. Dobbiamo ridisegnare questa europa trasportando a livello sovranazionale le politiche espansive per renderle maggiormente efficaci e omogenee questo significa responsabilizzare tutti i paesi europei.\u00a0La crescita dei salari, dovrebbe seguire, in media, la dinamica della produttivit\u00e0 del paese e non dell&#8217;inflazione.\u00a0\u00a0Nel ridisegnare la mappa della contrattazione salariale (mettendoci pure il settore privato) si deve tenere conto del fatto che il livello dei prezzi non \u00e8 lo stesso per tutti i paesi.<\/p>\n<p>6)<span style=\"color: #000000;\"> In <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/scenarieconomici.it\/gli-squilibri-macroeconomici-strutturali-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Europa<\/span><\/a><\/span>\u00a0<\/strong>i quattro principali Paesi \u2013 Germania (28,4), Francia (19,5%), Italia (14,9%) e Spagna (10,2%) &#8211; che presentano elevate quote\u00a0in termini di risorse economiche (PIL+IMP) &#8211; presi nel loro insieme coprono quasi i tre quarti dell\u2019intera area euro 17.\u00a0 Inoltre in Lussemburgo si registra il maggior PIL pro capite a valori correnti (83.586 euro) e in Estonia il pi\u00f9 basso (12.696 euro) con un rapporto di 7:1. Questi evidenti squilibri non permettono la realizzazione di un europa solidale. La delocalizzazione delle industrie tedesche all&#8217;est, la forte disuguaglianza dei salari in Germania e i forti surplus strutturali tedeschi hanno comportato conseguenze gravi in europa associate alle politiche sincronizzate di austerit\u00e0 (con la conseguenza che \u00e8 crollato il reddito).\u00a0Una correzione del reddito pro capite per scopi redistributivi potrebbe essere optato solo per quei casi in cui un paese \u00e8 considerato responsabile di una politica economica di\u00a0impatto negativo sull&#8217;economia del Vecchio Continente\u00a0e\u00a0che il fenomeno non \u00e8 di breve durata\u00a0\u00a0(ad esempio la Germania\u00a0con l&#8217;eccedenza commerciale del 7% ha creato disequilibrio). La multa inflitta al paese viene destinata in un fondo che ha come scopo la redistribuzione del reddito nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi o dal disequilibrio.<\/span><\/p>\n<p>7) I\u00a0paesi dell\u2019Euro sono stati impegnati, nel corso di questi anni, a rispettare il Patto di stabilit\u00e0 e crescita inseguendo un rapporto deficit\/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito\/PIL che non superasse il 60%, senza preoccuparsi eccessivamente se ci\u00f2 avesse comportato maggiori squilibri tra paesi. Tutto questo rigore va temperato con &#8220;misure attive di trasferimenti di risorse&#8221; non si pu\u00f2 pi\u00f9 finanziare solo banche o finanze pubbliche trascurando l&#8217;economia reale. Se poi consideriamo di come sono stati stabiliti questi <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/tutto-che-avreste-sempre-voluto-sapere-sul-limite-3-del-rapporto-deficit-pil\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">indicatori \u00e8 giunto il momento di deleggittimarli in toto.<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>8) Bisogna ridisegnare la politica per la concorrenza e la politica industriale a livello europeo in favore di una politica di sviluppo equilibrato e sostenibile\u00a0che tenga conto delle esigenze dei diverse paesi perch\u00e9 i paesi strutturalmente non sono uguali.\u00a0A\u00a0problemi strutturali si richiedono soluzioni strutturali.<\/p>\n<p>9) Bisogna ridisegnare un nuovo trattato in cui sia garantita una maggiore democrazia ormai risulta prioritario che le decisioni del bilancio dell&#8217;euro-zona debbano essere sottoposti al controllo parlamentare. <strong><u>Il Parlamento Europeo oggi ha poteri legislativi effimeri di controllo. Bisogna legittimare la democrazia\u00a0<\/u><span style=\"color: #000000;\"><u>all&#8217;intero<\/u><\/span><u>\u00a0sistema\u00a0europeo, assegnando in esclusiva al Parlamento europeo il potere legislativo.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>10)\u00a0Bisogna aggiornare i parametri di convergenza diversificando le soglie della spesa pubblica (con l&#8217;utilizzo di soglie ad esempio minime per la spesa pubblica in educazione e ricerca o massime per la tolleranza di evasione fiscale o costi della corruzione).<\/p>\n<p>11) Bisogna avere una visione comune di<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> politica estera<\/a><\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> (<\/a><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>strumenti integrati di politica estera<\/strong><\/span>)<\/a><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">, <span style=\"color: #0000ff;\">commerciale <\/span><\/a><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #000000;\">(la politica commerciale europea \u00e8 il pi\u00f9 grande mercato unico del mondo poich\u00e8 abbiamo 28 paesi con 500 milioni di abitanti che si muove nel mondo e che fa accordi commerciali)<\/span><\/a><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/europe-solidarity.eu\/documents\/FedLiteIT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> e di difesa<\/a>\u00a0<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">(per\u00a0la difesa europea abbiamo 28 eserciti separati con un costo enorme per le duplicazioni \u00a0che \u00e8 di 200 miliardi di euro all&#8217;anno)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p>12) Bisogna superare la frammentazione amministrativa costosa dei paesi europei tra\u00a0Amministrazioni pubbliche,\u00a0Amministrazioni centrali,\u00a0Amministrazioni di Stati Federati,\u00a0Amministrazioni locali. Bisogna ridisegnare la macchina amministrativa europea con degli standard di qualit\u00e0 e di efficienza da far adottare a tutti i paesi europei in maniera armonizzata.<\/p>\n<p>13) Mettendo insieme paesi con differenziali di crescita e di produttivit\u00e0 diversi, con i quali si pensava si sarebbero aggiustati tramite le fluttuazioni dei tassi di cambio, ha costretto i membri dell\u2019Eurozona a giungere all&#8217;equilibrio con pi\u00f9 disoccupazione e tagli alla spesa pubblica, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>che stanno spingendo tutta l&#8217;Europa verso un declino progressivo<\/strong><\/span>. Con il risultato che l\u2019euro \u00e8 sotto-valutato per la Germania e risulta sopravvalutato per la Grecia. Bisogna correggere questi meccanismi di squilibri sull&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro in Europa.<\/p>\n<p>14) Ridisegnare le attivit\u00e0 agricole e di allevamento in Europa ottimizzando i consumi nazionali interni ai paesi per specificit\u00e0 e caratteristiche dei territori Europei senza forzare coltivazioni o allevamenti in luoghi non ottimali per la specificit\u00e0 del prodotto o dell&#8217;allevamento.<\/p>\n<p>15) In Europa gli Stati Nazionali sono stati svuotati dei loro poteri per affidarli a tecnocrazie europee soprattutto in materia di politica economica ma nel contempo non si sono sviluppati processi di democrazia diretta e partecipata. E&#8217; necessario andare in Europa con l&#8217;obiettivo di dar vita a forme di rappresentanze e poteri leggittimati dalla democrazia partecipata. I cittadini europei devono essere al centro delle decisioni di questa nuova europa, non bisogna pi\u00f9 assegnare i &#8220;<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/europa-e-mondo\/leuropa-della-tecnocrazia-e-quella-dei-popoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">poteri fondamentali ai \u201ctecnici\u201d della Banca Centrale Europea e della Commissione europea non eletti dai cittadini<\/span><\/a><\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>16) La BCE deve diventare una banca centrale\u00a0come ad esempio la Federal Reserve che abbia un doppio obiettivo cio\u00e8 di preservare la stabilit\u00e0 dei prezzi ma soprattutto di favorire la crescita economica. Le politiche economiche strutturali della BCE devono godere della preventiva legittimazione del parlamento europeo.<\/p>\n<p>Con la crisi economica senza minimamente preoccuparsi degli squilibri macroeconomici e strutturali si \u00e8\u00a0posto, fino ad oggi, l&#8217;accento ai parametri e ai patti di contenimento della spesa pubblica di ciascun paese.\u00a0Nulla di pi\u00f9 sbagliato \u00e8 adottare dei parametri rigidi in un economia flessibile e globalizzata, dove le scelte di investire capitali nei mercati sono prese altrove e sempre secondo la logica del massimo profitto a costi contenuti.<\/p>\n<p>Sono anni che si d\u00e0 enfasi alle politiche di coesione sociale ed economica, che si \u00e8 posti come obiettivo\u00a0l&#8217;allargamento dell&#8217;Unione verso i Balcani, si \u00e8 favorito\u00a0l&#8217;apertura a favore del sud est Europa di alcuni programmi gi\u00e0 presenti nell&#8217;Unione come COST, EURECA, TEMPUS, Socrates-Erasmus, Intelligent Emergy in Europe, eContent. Ma a cosa \u00e8 servito tutto questo se poi abbiamo una Europa disegnata per accrescere la crisi dei paesi che ne fanno parte?<\/p>\n<p>La contraddizione di questa europa nasce proprio dal fatto che \u00e8 stato adottato l&#8217;euro senza preoccuparsi di adottare <strong>un&#8217;Europa solidale<\/strong>. \u00a0Queste potevano essere\u00a0le proposte che l&#8217;Italia avrebbe potuto\u00a0suggerire durante la sua Presidenza UE.<\/p>\n<p>Progettare e ridisegnare una nuova Europa \u00e8 possibile, ogni discussione finalizzata soltanto all&#8217;euro deve andare <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>oltre.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella I popoli europei\u00a0nel creare tra loro un\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta hanno deciso di condividere un futuro\u00a0di pace fondato su valori comuni. 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