{"id":2444,"date":"2013-10-18T12:23:07","date_gmt":"2013-10-18T10:23:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=2444"},"modified":"2018-06-02T10:49:01","modified_gmt":"2018-06-02T08:49:01","slug":"manipolazione-su-no-euro-ai-danni-del-m5s-ma-i-problemi-dellitalia-sono-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2013\/10\/18\/manipolazione-su-no-euro-ai-danni-del-m5s-ma-i-problemi-dellitalia-sono-altri\/","title":{"rendered":"Manipolazione su &#8220;no euro&#8221; ai danni del M5S ma i problemi dell&#8217;Italia sono altri"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: left;\">a cura di <em>Monica Montella<\/em><\/h4>\n<h3>C&#8217;\u00e8 una forte strumentalizzazione che sta avvenendo ai danni del movimento cinque stelle, in particolare c&#8217;\u00e8 chi vuole manipolare e agire sul nostro programma per delegittimarlo ed ha capito come raggiungere l&#8217;obiettivo. Il punto debole del M5S \u00e8 questo: basta iscriversi al movimento cinque stelle nazionale, meglio in massa, un adepto propone tipo<strong><span style=\"color: #0000ff;\"> <a href=\" http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?attachment_id=2443\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">il link<\/span><\/a><\/span><\/strong> sul blog nazionale e poi chiede di farlo votare a tutti gli amici che condividono l&#8217;idea del programma e il gioco \u00e8 fatto!!! <!--more--><\/h3>\n<h3>Addirittura per enfatizzare di pi\u00f9 la votazione \u00e8 stato fatto circolare la proposta anche su Facebook, insomma un vero e proprio comportamento doloso\u00a0commesso con coscienza e volont\u00e0 ai danni di tutti i cittadini cinque stelle&#8230;&#8230; e questo ci deve far riflettere.<\/h3>\n<h3>Conseguenza preoccupante: il movimento si ritrova nel programma una scelta fatta da manipolatori e non dai cittadini attivi.<\/h3>\n<h3>C&#8217;\u00e8 un piccolo nucleo ristretto di economisti (!!!) in Italia che spingono su questa strada del no euro ritenendo (ma ad oggi non riesco a trovare seriet\u00e0 scientifica in merito) che dobbiamo uscire dall&#8217;euro perch\u00e9 ne avremmo tutti i vantaggi. Il messaggio mediatico che ci viene imposto, in maniera coercitiva, avviene attraverso il giochetto del metti mi piace sulla stellina e poi viene diffuso questa frase &#8220;ricordiamoci che l&#8217;uscita dall&#8217;euro risulta come la proposta pi\u00f9 votata del forum del MoVimento&#8221;!!! Certamente abbiamo capito anche il perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 votata!!!!\u00a0Ma lasciamo a Grillo e Casaleggio la soluzione al problema dell&#8217;affidabilit\u00e0 del programma del blog nazionale ed entriamo nel merito della questione no euro che penso sia a questo punto l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante da affrontare.<\/h3>\n<h3>L&#8217;argomento dell&#8217;uscita dall&#8217;euro \u00e8 di una certa seriet\u00e0 scientifica che pu\u00f2 impattare sul benessere di tutti i cittadini italiani quindi dobbiamo andare cauti con gli slogan. Proprio report nella <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.rai.tv\/dl\/RaiTV\/programmi\/media\/ContentItem-76e45da8-707f-4356-bd41-151aab1b5466.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">recente trasmissione del 14 ottobre 2013<\/span><\/a><\/span><\/strong> ha dichiarato che i cittadini con l&#8217;uscita dall&#8217;euro subiscono una patrimoniale del 30% \u00a0perch\u00e9 i risparmi si svalutano del 30% (tesi tutta da verificare!!!). Ma seppure fosse una percentuale diversa siamo sicuri di volere proprio questo?<\/h3>\n<h3>La vulnerabilit\u00e0 di un Paese alle speculazioni finanziarie dipende inoltre dalla\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.francomostacci.it\/?p=237\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">composizione del suo debito pubblico<\/a><\/strong><\/span>\u00a0rispetto ai settori che lo possiedono. Da questo punto di vista<strong><span style=\"color: #0000ff;\"> <a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=1915\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">l&#8217;Italia non brilla<\/span><\/a><\/span><\/strong>, visto che il 49% \u00e8 detenuto dalle istituzioni finanziarie e monetarie, il 5% dalla Banca d\u2019Italia, l\u201911% da famiglie e imprese e\u00a0ben il 35%\u00a0da soggetti non residenti. Quindi!!<\/h3>\n<h3>Se si introducesse una nuova lira svalutata ad esempio del 30% rispetto all&#8217;euro, si avrebbero le seguenti ripercussioni: 1) prima dell&#8217;introduzione tutti (sia italiani sia stranieri) proverebbero a vendere le proprie quote nel secondario, facendo in tal modo crollare il prezzo e quindi aumentare gli spreads; 2) una volta entrata la nuova moneta, lo stato si ritroverebbe con entrate in lire (tasse sulla produzione ed sul reddito) e uno stock di debito in euro. Se ad una prima svalutazione ne dovesse malauguratamente seguire un&#8217;altra, allora il rapporto tra entrate ed uscite si deteriorerebbe ulteriormente a causa della componente &#8220;rischio cambio&#8221; che si andrebbe ad aggiungere alla componente &#8220;premio per il rischio&#8221;. Insomma, i tassi d&#8217;interesse sul debito pubblico continuerebbero ad aumentare e lo spread a salire fino ad arrivare ai livelli della Grecia. A questo punto si genererebbero seri problemi di finanziamento per il governo e le possibili alternative per uscire dall&#8217;impasse sarebbero due: &#8211; default (pi\u00f9 o meno controllato) o ristrutturazione; &#8211; monetizzazione, con annessi e connessi altri ulteriori casini legati all&#8217;inflazione e alla perdita del potere d&#8217;acquisto di famiglie ed imprese. <span style=\"color: #000000;\">E comunque con un nuova lira sarebbe tutto estremamente diverso. Per non dimenticare di tutti i costi strutturali che tale azione comporterebbe<\/span><\/h3>\n<h3>Le grandi banche e lo Stato italiano fallirebbero immediatamente se uscissimo dall&#8217;euro perch\u00e9 hanno contratto dei debiti denominati in valuta euro con gli stranieri, poich\u00e9 dopo l&#8217;uscita dall&#8217;euro la lira varrebbe molto di meno rispetto all&#8217;euro, di conseguenza tutti coloro che hanno un debito contratto in euro verso l&#8217;estero (35% l&#8217;Italia verso soggetti non residenti) si troverebbero in uno stato d&#8217;insolvenza. Ogni prestito concesso dai mercati al governo italiano,\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=533\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non pi\u00f9 con sovranit\u00e0 monetaria<\/a><\/strong><\/span>, ha implicitamente un rischio d&#8217;insolvenza dovuto al fatto che per finanziarsi deve rivolgersi ai mercati privati, e quindi non ha pi\u00f9 una capacit\u00e0 illimitata di onorare il suo debito\u00a0\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\/monitoraggio-conti-pubblici-stima-flash-secondo-trimestre-2013\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">se non tassando spaventosamente i cittadini<\/span>\u00a0<\/a><\/strong>(ma fino ad un certo livello) o privandoli dei\u00a0servizi forniti dalla PA.\u00a0Quindi lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 emettere debito per poter pagare stipendi, pensioni ecc. le uniche classi sociali a essere favorite dall&#8217;uscita dall&#8217;euro sono le imprese che esportano che ne avrebbero un guadagno certo. &#8220;<em><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.usemlab.com\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=808:patrick-barron&amp;catid=21:scuola-austriaca-di-economia&amp;Itemid=177\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">In ultima analisi<\/span><\/a><\/span><\/strong>, dovrebbe essere ben chiaro come la spinta al ribasso del potere d\u2019acquisto della propria valuta non costituisca alcun beneficio di lungo periodo per i paesi che attuano tali politiche. L\u2019unica ragione per cui l\u2019esportatore registra maggiori vendite \u00e8 che l\u2019acquirente dei beni esportati sta comprando adesso ad un prezzo inferiore. Questo minor prezzo non \u00e8 il risultato di una produzione pi\u00f9 efficiente, ma di una sovvenzione \u2014 un trasferimento di ricchezza \u2014 da parte di alcune persone che vivono nel paese esportatore verso l\u2019acquirente straniero. A ogni successiva espansione monetaria, la ricchezza viene incanalata verso l\u2019esportatore, i suoi dipendenti e quegli altri soggetti che ricevono il denaro nelle fasi iniziali della svalutazione. L\u2019esportatore costituisce il mezzo, non ben percepito, con cui viene effettuato il trasferimento. La nazione nel suo insieme sta peggio; \u00e8 meno competitiva, non pi\u00f9 competitiva di prima<\/em>&#8220;.<\/h3>\n<h3>Una nuova lira distruggerebbe (letteralmente)<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/primo-piano\/uscire-o-non-uscire-dalleuro-gli-effetti-sui-salari-e-sulla-distribuzione-dei-redditi\/#.VCU_t_l_vxA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> i livelli di benessere<\/a> <\/strong><\/span>di tutti coloro che si trovano in una posizione debitoria in valuta euro. Quindi, almeno nell&#8217;immediato (diciamo 2\/3 anni) esisterebbero due effetti contrastanti: una contrazione della domanda aggregata dovuta sia all&#8217;incertezza sia alle peggiorate condizioni finanziare delle famiglie; un possibile effetto di <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.usemlab.com\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=808:patrick-barron&amp;catid=21:scuola-austriaca-di-economia&amp;Itemid=177\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">svalutazione competitiva<\/span><\/a><\/span><\/strong> che ha effetti positivi sull&#8217;export (ovviamente sempre che gli altri paesi non attuino politiche di &#8220;ritorsione&#8221; e\/o di &#8220;conservazione&#8221; delle proprie quote di export). Chi vincer\u00e0? Boh.<\/h3>\n<h3>Le esperienze passate di grandi default ci dicono che chi ci guadagna non \u00e8 in grado di compensare tutti coloro che ci rimettono quindi tornare alla propria moneta sovrana (nel nostro caso alla lira) \u00e8 la soluzione pi\u00f9 costosa per una comunit\u00e0. Ma siamo proprio sicuri che vogliamo risolvere i problemi italiani attraverso lo strumento pi\u00f9 costoso quale l&#8217;uscita dall&#8217;euro?<\/h3>\n<h3>Bisogna essere chiari e trasparenti con i cittadini e far decidere loro qual&#8217;\u00e8 la scelta meno dolorosa. Ma di certo non possiamo sposare uno strumento del genere solo perch\u00e9 qualcuno lo considera il pi\u00f9 votato sul Blog del movimento nazionale di Beppe Grillo ma che poi, come abbiamo visto, \u00e8 stato fatto in maniera subdola e strumentale.<\/h3>\n<h3>A mio avviso bisogna intervenire sui problemi strutturali del nostro paese che sono evidenti. Abbiamo investimenti negativi, abbiamo un debito pubblico che ci costa una cifra altissima di interessi, abbiamo un paese che non d\u00e0 certezza agli investitori per l&#8217;eccessiva corruzione, abbiamo una classe politica non credibile che non pensa al bene del paese e dei suoi cittadini ma agli interessi delle lobby.<\/h3>\n<h3>Ma nel frattempo i dati ci indicano che la strada percorsa fino ad oggi \u00e8 sbagliata dobbiamo invertire la rotta.\u00a0A conclusione dell&#8217;anno 2012 con la pubblicazione dei dati di consuntivo \u00e8 stata confermata la caduta del Pil al 2,4%, il rapporto indebitamento\/Pil ha toccato il 3% (a dir la verit\u00e0 lo\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\/?p=4384\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha anche \u00a0superato di 653 milioni di euro<\/a><\/strong><\/span>) e il rapporto debito\/Pil \u00e8 arrivato al 127%.<\/h3>\n<h3>Nel 2012, su 81,5 miliardi di euro di aumento di debito pubblico (il flusso dell&#8217;anno), il 58% \u00e8 derivato dall&#8217;indebitamento netto o deficit e il 42% dai flussi finanziari. Come sta accadendo negli ultimi anni in Italia\u00a0il saldo primario \u00e8 positivo, quindi l\u2019indebitamento netto \u00e8 causato soprattutto dalla spesa per interessi che sta<strong><a href=\"http:\/\/www.scenarieconomici.it\/gli-effetti-negativi-dei-fattori-del-debito-pubblico-sulla-vita-reale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\">facendo aumentare notevolmente il debito pubblico<\/span><\/a>.\u00a0<\/strong><\/h3>\n<h3>La decrescita del pil rende il quadro di finanza pubblica ancora pi\u00f9 instabile,\u00a0il Pil nominale, che inizialmente doveva crescere dell&#8217; 1,2% poi \u00e8 passato allo 0,5% adesso viaggia a -0,6%. Quindi tutte le possibile buone intenzioni di stabilit\u00e0 dei conti pubblici crollano davanti a questi dati.\u00a0Si preannuncia, quindi, un\u2019ulteriore impennata che si rifletter\u00e0 nei prossimi anni con maggiori spese soprattutto per interessi a carico delle generazioni future.<\/h3>\n<h3>Non \u00e8 per consolarci ma in questa situazione ci sono la maggior parte dei paesi dell\u2019euro che hanno dovuto subire da parte della Commissione Europea l\u2019apertura di una procedura per disavanzi eccessivi e avviare un processo di risanamento delle finanze pubbliche da attuarsi nel medio termine.<\/h3>\n<h3>Nel frattempo i tecnocrati in Europa si sono concentrati troppo sulle politiche di austerit\u00e0 senza nel contempo approfondire gli squilibri strutturali economici esistenti nei paesi europei. Ancora una volta, \u00a0\u00e8 stato trascurato l\u2019aspetto della convergenza verso una politica fiscale e <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/thewalkingdebt.wordpress.com\/2013\/10\/22\/se-il-calo-dei-salari-non-porta-al-riequilibrio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">del lavoro<\/a><\/span><\/strong> comune quindi nessun impegno sui problemi sostanziali dell&#8217;europa. Mi chiedo come si pu\u00f2 parlare di politiche di sostegno all&#8217;occupazione e allo stesso tempo continuare ad imporre il 3% di Maastricht?<\/h3>\n<h3>Da un <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=2130\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">analisi<\/span><\/a><\/span><\/strong> dei dati del conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche per il 2012 emerge una Italia in sofferenza in confronto agli altri paesi europei: 1) \u00e8 al primo posto in Europa per la spesa previdenziale pur avendo effettuato negli ultimi 20 anni numerosi interventi di riduzione della spesa previdenziale; 2) \u00e8 al quarto posto in Europa per\u00a0l&#8217;incidenza dell\u2019imposizione fiscale\u00a0(imposte dirette, imposte indirette, imposte in conto capitale); 3) \u00e8 al quinto posto, con una pressione tributaria al 30% e contributiva al 14%, \u00a0al di sopra della media europea; 4) si trova in una posizione infelice\u00a0con lo 0,70 tra entrate per contributi sociali effettivi e figurativi e uscite per prestazioni sociali in denaro\u00a0(un valore del rapporto superiore a 1 indica un eccesso di entrate rispetto alle uscite) \u00a0in quanto lo Stato \u00e8 costretto ad intervenire,\u00a0attingendo alla fiscalit\u00e0 generale,\u00a0per coprirne la differenza.<\/h3>\n<h3>Perch\u00e9 allora continuare a distogliere la nostra attenzione dai problemi veri, visto lo scenario emerso dai dati empirici? Uscire dall&#8217;euro non \u00e8 la risposta ai nostri problemi. Bisogna andare &#8220;OLTRE&#8221;<\/h3>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Monica Montella C&#8217;\u00e8 una forte strumentalizzazione che sta avvenendo ai danni del movimento cinque stelle, in particolare c&#8217;\u00e8 chi vuole manipolare e agire sul nostro programma per delegittimarlo ed ha capito come raggiungere l&#8217;obiettivo. 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