{"id":21360,"date":"2026-04-13T16:48:38","date_gmt":"2026-04-13T14:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/?p=21360"},"modified":"2026-04-13T16:51:25","modified_gmt":"2026-04-13T14:51:25","slug":"dove-nascono-i-rifiuti-e-soprattutto-dove-finiscono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/2026\/04\/13\/dove-nascono-i-rifiuti-e-soprattutto-dove-finiscono\/","title":{"rendered":"DOVE nascono i rifiuti e soprattutto DOVE finiscono?"},"content":{"rendered":"\n<p data-start=\"0\" data-end=\"56\">\u00a0<\/p>\n<p>Da anni noi cittadini ci facciamo sempre la stessa domanda: tutto l\u2019impegno che mettiamo nella raccolta differenziata serve davvero a qualcosa?<\/p>\n<p>Nel profondo speriamo di s\u00ec, che il nostro gesto abbia un senso fino alla fine della filiera. Ma cosa succede davvero dopo? Che fine fa il riciclo? Per capirlo bisogna seguire il percorso dei rifiuti.<\/p>\n<h6><strong>Gestione rifiuti da impianti urbani e speciali per livello della gerarchia europea UE, tipologia di impianto e area di trattamento intermedio (\u201czona grigia\u201d) \u2013 Italia, 2023 (N\u00b0, t e %)<\/strong><a href=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21364\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia.png\" alt=\"\" width=\"1005\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia.png 1005w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia-300x206.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia-768x527.png 768w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/gerarchia-rifiuti-in-Italia-624x428.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 1005px) 100vw, 1005px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> Elaborazione dati <a href=\"https:\/\/www.catasto-rifiuti.isprambiente.it\/index.php?pg=gestrsdettaglioimp&amp;aa=2023&amp;regid=2&amp;impid=12&amp;imp=Lazio&amp;width=1344&amp;height=840\">Catasto Ispra<\/a>\u00a0<\/h6>\n<p><!--more-->Dopo la raccolta differenziata, i rifiuti non vanno direttamente al riciclo: i Comuni li inviano ai centri di selezione e poi ai consorzi (es. CONAI), che organizzano la filiera ma <strong>non gestiscono gli impianti<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui avviene un passaggio chiave: plastica, carta e vetro vengono selezionati e <strong>cambiano status<\/strong>, passando da rifiuti urbani a rifiuti speciali o \u201cend of waste\u201d. Il riciclo reale (operazioni R3, R4, R5) avviene quindi in impianti industriali che <strong>non rientrano nelle statistiche sui rifiuti urbani<\/strong>, creando una forte discontinuit\u00e0 nei dati.<\/p>\n<h6><strong>Sintesi dei flussi di rifiuti e indicatori di sistema \u2013 Italia, 2023 (valori in tonnellate e percentuale) <\/strong><a href=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/flussi-rifiuti-in-Italia-2023.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21367\" src=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/flussi-rifiuti-in-Italia-2023.png\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/flussi-rifiuti-in-Italia-2023.png 647w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/flussi-rifiuti-in-Italia-2023-300x118.png 300w, https:\/\/www.monicamontella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/flussi-rifiuti-in-Italia-2023-624x245.png 624w\" sizes=\"auto, (max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><\/a><em>Fonte:<\/em> Elaborazione dati <a href=\"https:\/\/www.catasto-rifiuti.isprambiente.it\/index.php?pg=gestrsdettaglioimp&amp;aa=2023&amp;regid=2&amp;impid=12&amp;imp=Lazio&amp;width=1344&amp;height=840\">Catasto Ispra<\/a>\u00a0<\/h6>\n<p><strong>I numeri dei rifiuti urbani (2023)<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>656 impianti, capacit\u00e0: <strong>30 milioni tonnellate<\/strong><\/li>\n<li>Raccolta differenziata: <strong>66,6% (19,5 mln t)<\/strong><\/li>\n<li>Indifferenziato: quasi <strong>9,8 mln t<\/strong><\/li>\n<li>Riciclo effettivo: <strong>8,6 mln t (totale ECO rifiuti riciclati e tracciati)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019organico \u00e8 la filiera pi\u00f9 tracciabile:<\/p>\n<ul>\n<li>compostaggio: <strong>3,3 mln t<\/strong><\/li>\n<li>digestione anaerobica: <strong>5,3 mln t<\/strong> (totale 28,2%)<\/li>\n<\/ul>\n<p>La maggior parte dei rifiuti urbani per\u00f2 <strong>non viene riciclata<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>22,1 mln t (71,8%)<\/strong> \u2192 incenerimento, TMB, discarica\n<ul>\n<li>TMB: <strong>8,6 mln t<\/strong><\/li>\n<li>coincenerimento\/incenerimento: <strong>oltre 8,5 mln t<\/strong><\/li>\n<li>discarica: <strong>quasi 5 mln t<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Prevenzione e riutilizzo restano marginali e nel 2023 <strong>non \u00e8 stato realizzato alcun impianto<\/strong> dedicato all\u2019estensione della vita dei prodotti.<\/p>\n<p><strong>Il nodo dei rifiuti speciali<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2023 il totale ufficiale delle operazioni di recupero in Italia, calcolato sommando tutte le operazioni R1\u2013R13, ammonta a <strong>151 milioni di tonnellate<\/strong>. Purtroppo, non tutte queste operazioni corrispondono a un recupero effettivo di materia. Solo alcune possono essere considerate realmente circolari: R5 \u2013 recupero di sostanze inorganiche: 78,8 milioni di tonnellate; R4 \u2013 recupero di metalli: 20,7 milioni; R3 \u2013 recupero di sostanze organiche: 12,8 milioni.<\/p>\n<p>Il recupero effettivo ammonta ad appena <strong>113 milioni di tonnellate<\/strong>. La quota residua, pari a pi\u00f9 di 39 milioni di tonnellate, pu\u00f2 invece essere ricondotta a quella che possiamo definire \u201c<strong>zona grigia<\/strong>\u201d del recupero.<\/p>\n<p>Questa include operazioni come stoccaggio (R13), passaggi intermedi (R12) o recupero energetico (R1): attivit\u00e0 <strong>formalmente di recupero ma senza reale riciclo di materia<\/strong>.<\/p>\n<p>Il recupero effettivo scende cos\u00ec al <strong>62,5%<\/strong>.<\/p>\n<p>Uno degli elementi pi\u00f9 critici emersi dalla presente analisi \u00e8 questa \u201c<strong>zona grigia<\/strong>\u201d della gestione dei rifiuti, che riguarda in particolare i rifiuti speciali con circa il 24% dei flussi complessivi prodotti (22% di quelli trattati).<\/p>\n<p>Per \u201czona grigia\u201d si intendono quelle <strong>operazioni formalmente classificate come recupero, ma che nella pratica si collocano in una fase intermedia<\/strong>, senza garantire un effettivo recupero di materia n\u00e9 un reale inserimento dei materiali nei cicli produttivi.\u00a0<\/p>\n<p>Un esempio tipico \u00e8 rappresentato dallo <strong>stoccaggio in riserva (R13) o dallo scambio preliminare (R12)<\/strong>: i rifiuti vengono movimentati o accumulati \u201cin attesa di recupero\u201d, e possono essere successivamente destinati ad altre operazioni di trattamento o smaltimento.<\/p>\n<p>Questa <strong>zona grigia riduce la trasparenza del sistema<\/strong>, aumenta i rischi di stoccaggi prolungati e rende difficile valutare l\u2019effettiva performance ambientale della gestione dei rifiuti speciali.<\/p>\n<p><strong>Il quadro complessivo<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2023 in Italia sono stati prodotti <strong>193,7 milioni di tonnellate di rifiuti<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>oltre <strong>164 mln t sono speciali<\/strong><\/li>\n<li>circa <strong>29 mln t sono urbani<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Quasi <strong>un quarto dei flussi (circa 40 mln t)<\/strong> si colloca in una fase intermedia poco trasparente, dove non \u00e8 chiaro se diventer\u00e0 davvero nuova materia.<\/p>\n<p>La raccolta differenziata \u00e8 solo l\u2019inizio:<\/p>\n<ul>\n<li>una parte limitata diventa davvero nuova materia;<\/li>\n<li>una quota enorme finisce in trattamenti o smaltimento;<\/li>\n<li>e una porzione rilevante resta in una <strong>zona grigia difficile da tracciare.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il sistema \u00e8 ancora sbilanciato sul fine vita, mentre prevenzione, riuso ed economia circolare restano marginali.<\/p>\n<p>La gestione dei rifiuti nell\u2019Unione europea si fonda su una gerarchia chiara: <strong>prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero energetico e, solo come ultima opzione, smaltimento<\/strong>. Questo principio, cardine delle politiche ambientali europee, mira a ridurre l\u2019impatto ambientale lungo l\u2019intero ciclo di vita dei prodotti, agendo soprattutto a monte.<\/p>\n<p>Il confronto tra la zona grigia (quasi 40 milioni di tonnellate) e il riciclo finale certificato UE (113 milioni) evidenzia che quasi un quarto dei flussi gestiti non contribuisce al recupero effettivo di materia. Ulteriori criticit\u00e0 riguardano i 17 milioni di tonnellate trattate con processi chimico-fisici o biologici senza output valorizzabili e i 23 milioni di tonnellate gestiti direttamente presso le attivit\u00e0 produttive, spesso tramite recupero interno o autoconsumo dei materiali, per i quali manca un monitoraggio adeguato e presentano livelli di tracciabilit\u00e0 inferiori rispetto ai flussi gestiti negli impianti dedicati.<\/p>\n<p>Quasi un quarto dei flussi si colloca in operazioni intermedie o non qualificabili come riciclo di materia. Non si tratta di \u201cnon gestione\u201d, ma di una gestione la cui capacit\u00e0 di generare effettiva circolarit\u00e0 non \u00e8 immediatamente verificabile nei dati aggregati.<\/p>\n<p>Il quadro che emerge \u00e8 quello di un <strong>sistema ancora sbilanciato verso il trattamento e lo smaltimento<\/strong>, con un recupero di materia concentrato su poche operazioni e una vasta area di gestione opaca che ostacola la transizione verso l\u2019economia circolare.<\/p>\n<p>L\u2019attuazione delle nuove normative europee sull\u2019economia circolare offre prospettive incoraggianti, ma richiede un rafforzamento dell\u2019applicazione a livello nazionale e investimenti mirati nelle fasi iniziali del ciclo di vita dei prodotti. \u00c8 su questo terreno che si gioca la vera sostenibilit\u00e0 del sistema dei rifiuti italiano.<\/p>\n<div class=\"flex max-w-full flex-col gap-4 grow\">\n<div class=\"min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1\" dir=\"auto\" tabindex=\"0\" data-message-author-role=\"assistant\" data-message-id=\"808cf5af-15db-4bed-965b-578e40f0d228\" data-message-model-slug=\"gpt-5-3\" data-turn-start-message=\"true\">\n<div class=\"flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden\">\n<div class=\"markdown prose dark:prose-invert w-full wrap-break-word light markdown-new-styling\">\n<p data-start=\"60\" data-end=\"330\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">#rifiuti #raccoltadifferenziata #riciclo #economiacircolare #CONAI #ISPRA #rifiutiurbani #rifiutispeciali #endofwaste #TMB #incenerimento #discarica #compostaggio #digestioneanaerobica #zonagrigia #recuperomateria #sostenibilit\u00e0 #ambiente #tracciabilit\u00e0 #gestionerifiuti<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"z-0 flex min-h-[46px] justify-start\">\u00a0<\/div>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Da anni noi cittadini ci facciamo sempre la stessa domanda: tutto l\u2019impegno che mettiamo nella raccolta differenziata serve davvero a qualcosa? 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