Gli swap escono dal deficit e salvano l’ITALIA

logo swappubblicato su Molto si è detto sul miglioramento dei conti pubblici per effetto della rivalutazione del PIL  (investimenti in ricerca e sviluppo, economia illegale ecc.) poco si è parlato, però della contestuale riduzione della spesa per interessi, dovuta in gran parte all’esclusione dei contratti di swap e di forward rate agreement (FRA), e del suo impatto sul calcolo dell’indebitamento netto.

Secondo il Sec 2010i flussi monetari derivanti da operazioni di swap di qualunque tipo non sono considerati interessi da registrare come redditi da capitale, bensì sono registrati nel conto finanziario come operazioni inerenti a strumenti finanziari derivati”. Lo stesso discorso vale per i Forward Rate Agreement.
Anche la precedente versione dei conti nazionali (SEC1995), prevedeva lo stesso trattamento per i contratti swap. Però, con il Regolamento CE 2558/2001 era stata aggiunta una specifica Definizione del disavanzo pubblico ai fini della procedura per i disavanzi eccessivi (PDE) che prevedeva l’inclusione dei flussi di pagamento di interessi risultanti da contratti di swap e di forward rate agreement. Continua a leggere

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Senza crescita piovono tasse per gli italiani

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Con la diffusione dei conti trimestrali delle amministrazioni pubbliche si inizia a delineare il quadro di finanza pubblica per il 2014. Nel primo trimestre (tavola 1) il saldo primario è risultato negativo per 8,1 miliardi di euro, l’indebitamento netto[1] è stato di 25 miliardi di euro, i flussi finanziari[2] sono stati negativi per 25,9 miliardi di euro e il debito pubblico è aumentato di 50,9 miliardi di euro[3]. Il miglioramento apparente rispetto al primo trimestre 2013 è dovuto al crollo di 1,6 miliardi di euro della spesa per contributi e altri trasferimenti in conto capitale, in particolar modo per le imprese. Continua a leggere

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Il governo, gli italiani e la rana bollita

di Monica Montella e Franco Mostacci

L’esperimento della rana bollita dimostra che se si getta una Boiling_Frogs_Picrana viva in una pentola d’acqua bollente salterà fuori, ma se si mette una rana in una pentola d’acqua fredda e poi si aumenta gradualmente la temperatura  fino ad ebollizione il povero animale finirà lesso.

Un test crudele, è vero, ma è esattamente quello che il Governo italiano  fa ai suoi cittadini. Continua a leggere

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I tassi di interesse sul debito pubblico corrodono l’economia italiana

di Monica Montella e Franco Mostacci

In Italia si pagano i tassi di interesse sul debito pubblico fra i più alti in Europa. Se a questo aggiungiamo il livello dello stock di debito pubblico, che ha superato abbondantemente i 2.000 miliardi di euro,  ecco spiegato il motivo per il quale la spesa per interessi passivi è di circa 100 miliardi di euro l’anno.  Una cifra molto elevata che soffoca qualsiasi prospettiva di rilancio dell’economia come abbiamo visto in un articolo precedente. Continua a leggere

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Gli effetti negativi dei fattori del debito pubblico sulla vita reale

di Monica Montella e Franco Mostacci

JEL Classification: H6, H60, H61, H62, H63, H68, H69

Di solito si associa la crescita del debito pubblico all’incremento degli interessi passivi, ma questa è una verità parziale perchè l’accumulazione del debito pubblico dipende da due fattori: l’indebitamento netto (o saldo del conto economico consolidato della pubblica amministrazione) e il raccordo disavanzo-debito (o saldo dei flussi finanziari). Continua a leggere

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