Euro si – Euro no. Ai cittadini l’ardua sentenza

Tra i 7 punti del programma per le europee del M5S un punto cruciale e di grande impatto mediatico è il referendum per la permanenza nell’euro, uno strumento di democrazia diretta, che consente agli elettori di pronunciarsi senza intermediario alcuno su un tema specifico oggetto di discussione. L’argomento dell’uscita dall’euro è di una certa serietà scientifica che può impattare sul benessere di tutti i cittadini italiani quindi dobbiamo andare cauti e dobbiamo essere consapevoli di quali possibili scenari si potrebbero verificare. Per essere neutrali nelle analisi è necessario porre in evidenza “i pro e i contro” di una eventuale scelta da parte dei cittadini, a cui lasciamo libertà di voto consapevole. Ma da quanto emerge non è facile decidere. “Le monete, come i politici, sono forti con i deboli e deboli con i forti“.

L’Euro attualmente è adottato da 18 dei 28 stati membri dell’Unione aderenti all’Unione economica e monetaria dell’Unione europea. Molti studiosi hanno affrontato il problema mettendo in risalto i pro e contro dall’uscita dall’euro. Continua a leggere

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Eurobond: la grande occasione per un’Europa solidale?

Tra i 7 punti del programma per le europee del M5S un punto di grande interesse e di attualità è l’adozione degli eurobond. La proposta di adottare gli “Union Bonds” fu fatta per la prima volta nel 1993 da Jacques Delors (presidente della Commissione Europea) con la finalità di rilanciare l’economia dell’UE attraverso il finanziamento degli investimenti.  Con la crisi bancaria (che ha comportato perdite sui titoli nel mercato dei capitali) e con la crisi del debito sovrano (aggravata dalla recessione), l’Europa ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza economica. La fragilità del sistema finanziario europeo ha favorito il diffondersi di un rischio di contagio fra il sistema bancario e gli Stati membri in difficoltà. Continua a leggere

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Two-pack l’ultima fase del ciclo di sorveglianza. Ma qual’è il vantaggio per l’Italia?

Entra in vigore il “two-pack”: completato il ciclo di sorveglianza di bilancio e migliorata ulteriormente la governance economica per la zona euro. Ma quali sono i costi per i paesi europei e quali i vantaggi?

Two Pack, via libera da Strasburgo al regolamento di stabilità economica

Con la legge di bilancio n. 468 /1978 l’Italia aveva la piena sovranità nazionale. Con la Legge 362 del 1988: si ha la prima Riforma della Legge 468 e con la Legge 208 del 1999: si prospetta l’assetto normativo vigente.

Ma con la firma del Trattato di Maastricht negli anni ’90 l’Italia ha subito la perdita della politica monetaria e ne riceveva una politica fiscale vincolata con il Patto di stabilità e crescita.

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Key questions sulla Comunicazione della Commissione Europea per i principi di correzione di bilancio

a cura di Monica Montella

“key critical issues” sulla Comunicazione della Commissione Europea per i “principi comuni per i meccanismi nazionali di correzione di bilancio”.

Nell’ambito della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, nel 2012 si è definito il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione Economica e Monetaria (c.d. fiscal compact o patto di bilancio) firmato in occasione del Consiglio Europeo di primavera da 25 Stati Membri (non hanno firmato il Regno Unito e la Repubblica CECA). Continua a leggere

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Previsioni di finanza pubblica nell’UEM: Governi al fact checking

di Monica Montella, Franco Mostacci

In primavera, con la trasmissione alla Commissione Europea dei dati di finanza pubblica e dei documenti previsti dal semestre europeo, i Paesi dell’Unione Europea hanno stilato un primo consuntivo dell’anno appena trascorso e hanno esplicitato i loro obiettivi per il 2013. Nel 2012 si è avuto uno scostamento, tra il preventivo e il consuntivo, nei livelli dei principali aggregati di finanza pubblica, intaccando la credibilità dei Governi dell’area UE. C’è da temere che anche nel 2013 l’accuratezza delle previsioni possa essere negativamente influenzata dalla recessione.

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